Prima del nuovo progetto, il sistema già esisteva ed era comprensoriale
Per leggere gli atti del 2026 bisogna partire dall’assetto che esiste oggi. L’impianto di via Carpisani tratta una miscela di reflui civili e industriali legati al distretto conciario, ma il suo effluente non ha come recapito ordinario il torrente Solofrana. La catena prosegue nel sistema Alto Sarno verso il depuratore comprensoriale di Mercato San Severino.
Mercato San Severino non riceve soltanto Solofra. Il quadro infrastrutturale richiamato nel dossier comprende Bracigliano, Calvanico, Fisciano, Mercato San Severino, Forino, Montoro e Solofra, oltre al pretrattamento proveniente da Carpisani. Questo dato cambia il modo in cui vanno letti i parametri rilevati a valle: il sistema è condiviso e i flussi hanno origini diverse.
La Solofrana appartiene allo stesso territorio, ma non coincide con lo scarico ordinario del depuratore di Solofra. Nel corso d’acqua possono arrivare apporti attraverso scarichi autorizzati o abusivi, acque meteoriche, sfioratori, troppo pieni, anomalie della rete e altre immissioni. Sono percorsi diversi dalla catena ordinaria Carpisani → Alto Sarno → Mercato San Severino.
Il cromo è un parametro importante per la storia ambientale dell’area conciaria, ma la sua presenza in un campione non identifica da sola la sorgente. Nell’aprile 2020, durante la forte riduzione delle attività produttive, ARPAC rilevò nella stazione della Solofrana 12,6 µg/L di cromo totale, contro una media di 187 µg/L nei mesi di aprile 2017, 2018 e 2019. Nello stesso confronto il LIMeco non mostrò un miglioramento analogo. Il dato documenta quindi una forte variazione del cromo coincidente con il lockdown, non la provenienza certa del parametro né un risanamento generale del torrente.
Su questo assetto intervengono gli atti del 2026. La Regione ha collocato al primo posto la rifunzionalizzazione di Carpisani con possibile autonomia depurativa; il Comune ha approvato gli atti della nuova rete industriale; a Montoro procedono le opere di laminazione e il procedimento sulla falda profonda; Mercato San Severino resta, nel frattempo, un impianto comprensoriale interessato da propri lavori di riqualificazione.
Depuratore, fognatura industriale, Solofrana, falda, vasche e impianto di valle appartengono a procedimenti distinti. Il punto di contatto è territoriale: reti e corsi d’acqua attraversano la stessa valle e, in alcuni casi, convergono nello stesso sistema di trattamento.
Il decreto 275/2026 sceglie lo scenario da approfondire
Il Decreto dirigenziale n. 275 del 26 agosto 2026 approva il Documento di fattibilità delle alternative progettuali per il futuro affidamento del depuratore di Solofra e della rete dei collettori afferenti. L’atto non avvia la gara e non assume impegni di spesa. Serve a scegliere quale scenario approfondire.
Il documento indica come preferibile la rifunzionalizzazione dell’impianto esistente con l’obiettivo di verificare una possibile autonomia depurativa. Lo stesso atto mantiene uno scenario subordinato: se l’autonomia risultasse tecnicamente, ambientalmente, autorizzativamente o economicamente impraticabile, resta possibile l’assetto integrato con Mercato San Severino o con la pubblica fognatura.
Fonti principali: S01, S02, S03.
Quattro passaggi per leggere lo stesso sistema
Il progetto del depuratore si comprende meglio se letto insieme alla nuova rete industriale, ai dati della Solofrana e alle opere idrauliche di Montoro. Sono quattro livelli diversi: trattamento, collettamento, qualità del corso d’acqua e gestione delle piene.
Negli atti l’autonomia è un obiettivo da dimostrare
Nel DOCFAP l’autonomia depurativa è lo scenario da approfondire. L’Alternativa 1 prevede la rifunzionalizzazione di Carpisani e uno scarico autonomo in acque superficiali; il documento resta un confronto tra alternative e non coincide con il PFTE né con un’autorizzazione allo scarico.
Il DOCFAP approvato il 26 agosto 2026 non autorizza uno scarico nella Solofrana. Nello scenario di autonomia indica uno scarico in acque superficiali, ma non individua nel documento il corpo recettore né il punto di recapito. L’assetto ordinario ricostruito negli atti resta Carpisani → sistema Alto Sarno → Mercato San Severino.
Perché l’Alternativa 1 arriva a 82 punti
La matrice del DOCFAP assegna pesi a autonomia, continuità di esercizio, autorizzazioni, gestione, durata delle opere, costi nel ciclo di vita, consumo di suolo, tempi e utilizzo delle infrastrutture esistenti. L’Alternativa 1 risulta prima. L’Alternativa 2, che conserva il collegamento con il sistema di valle, resta seconda e viene definita subordinata.
Alternativa 1 · Rifunzionalizzazione per l’autonomia
Impianto esistente, interventi organici e verifica di uno scarico autonomo in acque superficiali.
Alternativa 2 · Assetto integrato
Rifunzionalizzazione mantenendo il rapporto con Mercato San Severino o la pubblica fognatura.
Alternativa 0 · Assetto attuale
Gestione corrente e manutenzioni essenziali, senza una rifunzionalizzazione organica.
Alternativa 3 · Nuovo impianto in altro sito
Delocalizzazione, nuovo sedime, nuove autorizzazioni e tempi più lunghi.
Il punteggio misura la coerenza con i criteri scelti dal DOCFAP. Non equivale a una certificazione anticipata della fattibilità tecnica o ambientale.
La prima stesura del DIP era già sul tavolo a maggio
Il decreto ricostruisce anche la sequenza degli atti preparatori. Il 26 maggio 2026 si discute una prima stesura del Documento di indirizzo alla progettazione. In quella sede viene ritenuto necessario predisporre, separatamente, il DOCFAP. Il 7 agosto il documento di fattibilità viene protocollato e, nello stesso giorno, il D.D. 258 formalizza il RUP e le responsabilità del procedimento.
La sequenza ricostruita dal decreto è questa: una prima stesura del DIP viene discussa il 26 maggio 2026, senza risultare approvata; successivamente viene predisposto il DOCFAP e il procedimento viene formalizzato nella sequenza DOCFAP, DIP, PFTE. Il dato documentale consente di ricostruire l’ordine degli atti, ma non dimostra da solo irregolarità nella procedura.
Fonti: S01, S02, S23.
Dal 2021 al 2026 cambia il peso del collegamento con Mercato San Severino
Il rafforzamento di Solofra non nasce nel 2026. Il Piano d’Ambito regionale del 2021 descriveva già il rapporto con Mercato San Severino e indicava la necessità di ridurre i carichi trasferiti a valle. Nel 2024 un atto parlamentare ricostruisce anche il confronto su un possibile diverso assetto gestionale e sul ruolo del comparto conciario. Sono piani diversi, con fonti e responsabilità diverse.
Nel 2025 Mercato San Severino resta nella programmazione regionale e continua a ricevere l’effluente proveniente da Solofra. Nel 2026 vengono approvati, a breve distanza, il progetto della nuova rete industriale e il DOCFAP del depuratore. I due atti intervengono sullo stesso nodo infrastrutturale: separazione dei flussi del distretto e rifunzionalizzazione di Carpisani, mentre l’autonomia resta lo scenario progettuale posto al primo posto dal DOCFAP.
Fonti: S06, S07, S17, S26, S27, S28.
La differenza sta nel recapito finale
Raccoglie i reflui del distretto. Il progetto 2026 punta a separare meglio i flussi e ridurre le acque estranee.
Trattamento chimico-fisico, biologico, sedimentazione, flottazione e linea fanghi.
La rifunzionalizzazione richiede lavori, messa a regime, prove e stabilizzazione del processo.
Qualità dell’effluente, affidabilità e gestione delle anomalie sono elementi della verifica progettuale successiva al DOCFAP.
Oggi il sistema prosegue verso Mercato San Severino. L’ipotesi futura è uno scarico superficiale da individuare e autorizzare.
Il DOCFAP non indica ancora il corpo recettore definitivo.
Il depuratore del futuro dipende anche dalla rete che gli porterà i reflui
Il Comune di Solofra ha approvato nel 2026 gli atti per una nuova rete industriale. La documentazione descrive circa 16,73 chilometri di rete esistente, risalente in gran parte ai primi anni Ottanta, e richiama vetustà, interconnessioni improprie e presenza di acque parassite. La soluzione selezionata prevede circa 12,8 chilometri di nuovi collettori dedicati, per un importo indicativo di 9,6 milioni di euro.
La separazione dei nuovi collettori riduce gli apporti meteorici e le acque parassite che oggi alterano portate e diluizione. Il carico in ingresso a Carpisani diventa così più vicino al profilo reale dei reflui industriali raccolti dalla rete dedicata.
Fonti: S17, S27, S28.
Pozzello e San Bartolomeo sono a valle dell’area di Solofra
Le vasche previste a Montoro hanno una funzione idraulica: ridurre il colmo di piena trattenendo temporaneamente una parte dei volumi. Le schede disponibili indicano circa 210 mila metri cubi per Pozzello e 430 mila per San Bartolomeo. La Solofrana attraversa questo sistema e le opere si trovano a valle dell’area di Solofra.
Le vasche di Montoro e il progetto di autonomia di Carpisani restano, negli atti esaminati, interventi distinti. Il collegamento documentabile è territoriale e idraulico: Pozzello e San Bartolomeo sono collocate a valle dell’area di Solofra lungo il sistema della Solofrana; il DOCFAP del depuratore, invece, non individua nella Solofrana il futuro punto di recapito.


Fonti: S15, S19.
Guasti, blackout e carichi anomali sono condizioni di esercizio anomalo
L’esercizio ordinario va distinto dagli scenari di anomalia. Carichi fuori profilo, fermate di linea, blackout, piogge intense, guasti delle pompe o problemi nella linea fanghi possono ridurre temporaneamente l’efficienza del processo e richiedono misure di contenimento previste nella progettazione e nella gestione dell’impianto.
Ingresso improvviso di reflui con concentrazioni o caratteristiche incompatibili con il processo.
Perdita di aerazione, shock del processo o riduzione temporanea dell’efficienza depurativa.
Fermata di pompe, aerazione, strumenti, automazione e sistemi di trattamento dell’aria.
Aumento delle portate e ingresso di acque estranee, soprattutto finché il riassetto della rete non è completato.
Accumuli e ripercussioni sul funzionamento delle altre sezioni.
Trattenimento, ricircolo, allarmi e condizioni di blocco dello scarico sono le misure che limitano il rischio di rilascio durante una non conformità.
Volumi di emergenza, apparecchiature ridondanti, alimentazione elettrica di riserva, misure in continuo e campionamento automatico sono le principali barriere tecniche contro il rilascio di un effluente fuori specifica. La capacità di accumulo e ricircolo determina il tempo disponibile prima del recapito.
Carpisani tratta una miscela civile e industriale
Il DOCFAP descrive un refluo misto con una componente industriale legata al distretto conciario. Tra i parametri richiamati compaiono cromo, solfati, cloruri, azoto, materia organica e solidi sospesi. L’obiettivo del nuovo assetto è portare l’effluente entro i limiti previsti dall’autorizzazione e dalla normativa applicabile.
La presenza di una componente industriale distingue Carpisani da un depuratore quasi esclusivamente urbano. Per qualsiasi futuro recapito superficiale, la compatibilità ambientale dipende insieme dalla qualità dell’effluente, dalle portate del corpo idrico, dalle condizioni di magra, dalla qualità di base e dal comportamento dell’impianto nelle condizioni anomale.
Fonti tecniche: S02, S05.
Il cromo va tracciato lungo l’intero sistema, non attribuito automaticamente a Solofra
La documentazione richiamata nel dossier riporta negli anni controlli sulla Solofrana relativi a scarichi industriali, acque di prima pioggia, sfioratori e collegamenti fognari. Questi episodi non sono utilizzati per attribuire responsabilità generali: ogni accertamento va letto per data, punto di immissione, titolo autorizzativo ed esito del procedimento.
Nell’aprile 2020 ARPAC misurò nella stazione della Solofrana 12,6 µg/L di cromo totale, contro una media di 187 µg/L nei mesi di aprile 2017, 2018 e 2019. L’Agenzia segnalò però che il LIMeco non mostrava miglioramenti e che altri parametri non seguivano la stessa variazione. Il dato coincide con la forte riduzione delle attività produttive, ma non identifica da solo il comparto, il punto di immissione o la fase del sistema che determinò la concentrazione.
La distinzione tra scarico abusivo e scarico autorizzato resta fondamentale. Un eventuale recapito futuro dell’impianto non può essere equiparato agli episodi perseguiti negli anni. Proprio la storia del torrente, però, giustifica una verifica ambientale particolarmente rigorosa sul nuovo assetto.
Fonti: S12, S13, S14, S18 · ARPAC · confronto aprile 2020 ↗.
Mercato San Severino è il nodo finale del comprensorio Alto Sarno
Solofra è uno dei comuni del comprensorio, ma il percorso di Carpisani è documentato in modo specifico. Il D.D. regionale n. 182 del 12 aprile 2010 autorizzò l’immissione dei reflui trattati dall’impianto di Solofra nel collettore di adduzione a Mercato San Severino, indicato come sezione finale del sistema depurativo Alto Sarno. La documentazione regionale successiva descrive Mercato San Severino come impianto centralizzato che tratta anche i reflui dei collettori di Bracigliano, Calvanico, Fisciano, Mercato San Severino, Forino, Montoro e Solofra, oltre a reflui industriali collettati in rete.
Una ricostruzione parlamentare del 2003 descriveva, tra le principali attività industriali produttrici di reflui nell’Alto Sarno, concia delle pelli, agroalimentare, colorifici e caseifici. È un dato storico utile a comprendere che il carico industriale del comprensorio non coincideva con il solo polo conciario. Il quadro infrastrutturale più recente conferma invece la natura comprensoriale del sistema e il ruolo di Mercato San Severino come impianto centralizzato.
Il cromo è strettamente legato alla concia al cromo, ma ha anche altri impieghi industriali, tra cui pigmenti, rivestimenti e trattamenti superficiali dei metalli. Questa informazione non dimostra che tali attività siano oggi collegate al sistema Alto Sarno. Significa soltanto che un valore misurato nella Solofrana non identifica da solo Carpisani, una conceria o il Comune di Solofra come origine: l’attribuzione richiede coerenza tra punto di prelievo, portata, orario, condizioni meteoriche e percorso idraulico.
| Comparto | Territori richiamati nel quadro storico | Lettura corretta del dato |
|---|---|---|
| Concia delle pelli | Solofra. | Comparto strutturale del polo conciario e del sistema di trattamento di Carpisani. |
| Agroalimentare | Montoro Inferiore, Fisciano e Mercato San Severino. | Richiamo contenuto nella ricostruzione parlamentare del 2003; non è un censimento delle attività oggi collegate. |
| Colorifici | Fisciano. | Richiamo storico del 2003; non dimostra l’esistenza attuale di uno specifico scarico nel sistema. |
| Caseifici | Fisciano e Mercato San Severino. | Richiamo storico del 2003; non è un’attribuzione di responsabilità né un censimento aggiornato. |
Tre percorsi da distinguere quando un parametro è rilevato nella Solofrana
Durante gli eventi idraulici una parte delle portate può raggiungere il corpo idrico senza seguire l’intera catena depurativa. Pioggia, orario e stato degli sfioratori sono quindi dati essenziali nella lettura di un campione.
Carpisani e gli altri reflui collettati convergono a Mercato San Severino. Un parametro eventualmente presente nell’effluente finale del sistema va letto rispetto all’intero carico in ingresso e al rendimento del trattamento, non attribuito per presunzione a un solo ramo.
Scarichi autorizzati, scarichi non autorizzati e acque meteoriche possono sovrapporsi lungo il bacino. Il punto di prelievo indica dove è stato misurato il parametro, non ne certifica automaticamente l’origine.
La concentrazione, da sola, non misura il contributo di una sorgente. Il carico dipende dalla concentrazione e dalla portata. La ricostruzione più solida confronta nello stesso intervallo temporale i punti a monte e a valle, l’uscita di Carpisani verso il collettore, i rami comprensoriali e l’ingresso e l’uscita di Mercato San Severino, insieme a pioggia e attivazioni degli sfioratori.
Fonti per questo focus: Regione Campania · D.D. 182/2010 ↗ · Regione Campania · quadro del sistema Alto Sarno ↗ · Energie per il Sarno · Comprensorio Alto Sarno ↗ · Senato · ricostruzione del comprensorio, 2003 ↗ · Senato · impianto di Solofra e complesso Alto Sarno, 2024 ↗ · ATSDR · usi industriali del cromo ↗.
Nota metodologica. L’elenco parlamentare dei comparti è un quadro storico e non è un censimento delle attività oggi collegate al depuratore. Viene utilizzato soltanto per documentare che il comprensorio ha avuto pressioni produttive diverse dalla sola concia, senza attribuire responsabilità a singole imprese.
La falda tra Solofra e Montoro è oggetto di un procedimento dedicato
La contaminazione della falda profonda, con particolare attenzione al tetracloroetilene, ha un procedimento dedicato. La Conferenza di servizi del dicembre 2025 ha approvato un piano di monitoraggio che comprende pozzi esistenti e nuovi punti. Il 5 giugno 2026 la Regione ha annunciato l’individuazione dell’hotspot principale nell’area industriale tra Solofra e Montoro e ha affidato a CeSMA e CUGRI l’approfondimento delle possibili misure di messa in sicurezza e bonifica.
Il procedimento sulla falda resta distinto da quello del depuratore. L’hotspot annunciato nel giugno 2026 riguarda la contaminazione sotterranea e gli approfondimenti affidati a CeSMA e CUGRI: stesso territorio, ma matrice ambientale, atti e responsabilità differenti.
Fonti: S08, S09, S10, S11, S24 · Regione Campania · 5 giugno 2026 ↗.
Odori: Carpisani ha già una storia di interventi sulla linea aria
Le emissioni odorigene sono una criticità storicamente documentata nell’impianto. Negli anni sono state contestate carenze sulle sezioni più sensibili e sono stati realizzati interventi di copertura, captazione e abbattimento. Il DOCFAP richiama il collaudo della linea aria del dicembre 2025 e la successiva modifica dell’AUA nel 2026.
Il collaudo del dicembre 2025 e la modifica dell’AUA nel 2026 collocano la linea aria tra le componenti dell’impianto aggiornate immediatamente prima del nuovo DOCFAP.
Fonti: S02, S05.
Mercato San Severino resta nella catena ed è a sua volta in riqualificazione
Mercato San Severino è fuori dal perimetro dell’affidamento regionale di Solofra, ma oggi resta parte della catena depurativa. Il DOCFAP considera la dipendenza dal sistema di valle una criticità dell’assetto attuale. Nello stesso periodo Regione, EIC e GORI hanno programmato interventi importanti sul depuratore a valle.
Mercato San Severino è già interessato da interventi propri. GORI ha aggiudicato il primo stralcio INT 2419 per la riqualificazione e l’adeguamento della linea acque; risultano inoltre interventi dedicati alla linea fanghi e al controllo delle emissioni. Il depuratore di valle è quindi un impianto in riqualificazione, non un elemento statico dello scenario Solofra.
Fonti: S02, S06, S07 · GORI · INT 2419 ↗.
La cifra da 150,46 milioni comprende molto più delle opere
Nel DOCFAP l’Alternativa 1 arriva a una stima aggregata di 150.460.200,47 euro. Dentro ci sono progettazione, lavori, cinque anni di gestione, energia elettrica, gas, smaltimento dei rifiuti di processo, somme a disposizione, IVA e altri oneri. Chiamarla “costo dei lavori” altera il significato del dato.
La barra visualizza soltanto il rapporto indicativo tra la componente lavori e il totale aggregato. Le altre voci comprendono soprattutto conduzione, consumi, smaltimenti, progettazione, imposte e somme a disposizione.
Gli snodi principali, dal sistema storico agli atti del 2026
Si struttura il trattamento del polo conciario di Solofra.
Mercato San Severino entra stabilmente nella catena depurativa dell’Alto Sarno.
La Regione autorizza l’immissione dei reflui trattati di Solofra nel collettore di adduzione all’impianto di Mercato San Severino, sezione finale del sistema Alto Sarno.
Le criticità sulle emissioni portano a procedimenti e interventi sviluppati negli anni successivi.
Il calo produttivo coincide con una riduzione marcata del cromo totale nella stazione osservata.
GORI avvia e aggiudica il primo stralcio INT 2419 sulla linea acque; altri interventi riguardano linea fanghi e controllo delle emissioni.
Conferenza di servizi sul monitoraggio della falda e collaudo degli interventi di contenimento delle emissioni.
La Regione annuncia l’hotspot principale nell’area industriale tra Solofra e Montoro e affida a CeSMA e CUGRI l’integrazione degli approfondimenti.
Il Comune approva DOCFAP e DIP della nuova infrastruttura dedicata.
La Regione approva il documento che colloca l’autonomia depurativa al primo posto tra le alternative.
Le verifiche che possono cambiare la valutazione del progetto
Nome, punto di scarico, portata di magra, qualità di base e compatibilità con l’effluente.
Serie temporali e carichi attesi dopo la separazione della nuova rete industriale.
Volume di accumulo, ricircolo, blocco, allarmi e tempi massimi di sicurezza.
Confronto ante/post operam e funzionamento con una linea aria indisponibile.
Qualità delle acque, sedimenti, tempi di permanenza e gestione dopo gli eventi di piena.
Rapporto con hotspot, pozzi, eventuale barriera idraulica e rete storica dismessa.
Aggiornamento di portate, carichi e programmazione degli investimenti di valle.
Un quadro condiviso tra Regione, Comune, EIC, gestore di valle e procedimenti ambientali.
Che cosa emerge dal quadro documentale
Gli atti descrivono un sistema in trasformazione: Carpisani viene rifunzionalizzato, la rete industriale viene separata e rinnovata, Mercato San Severino resta il recapito della catena ordinaria ed è a sua volta interessato da lavori di riqualificazione. A valle di Solofra, la Solofrana attraversa il territorio di Montoro, dove sono previste le opere di laminazione; nello stesso territorio prosegue il procedimento sulla falda profonda.
Il punto fermo è l’assetto attuale: Carpisani non ha come recapito ordinario la Solofrana, ma il sistema Alto Sarno verso Mercato San Severino. Il DOCFAP del 26 agosto 2026 colloca l’autonomia al primo posto tra le alternative, senza autorizzare un nuovo scarico. Cromo, reflui industriali, sfioratori, depurazione comprensoriale, vasche e falda vanno quindi letti come componenti diverse di uno stesso territorio, senza trasformare un singolo dato ambientale in un’attribuzione automatica di origine.
Fonti principali e archivio scaricabile
Il nucleo del dossier è costituito dal D.D. 275/2026, dal DOCFAP e dalle relative tavole. La ricostruzione dell’assetto di valle utilizza anche atti precedenti e pubblicazioni istituzionali citati nei singoli capitoli.
Le fonti indicate come Sxx corrispondono alla numerazione dell’archivio documentale del dossier.
Gli aggiornamenti restano separati finché la fonte non è verificata
Il monitor raccoglie nuove pubblicazioni pertinenti su Solofra, Alto Sarno, Montoro, falda e Mercato San Severino. Nel dossier entrano soltanto gli aggiornamenti già verificati sulla fonte.
