01 · Il nuovo decreto

La Regione prepara un nuovo affidamento. Il passaggio definitivo, però, resta senza destinatario.

Il 7 agosto 2026 la Regione Campania ha compiuto un passaggio che non chiude la vicenda del depuratore di Solofra, ma ne apre una nuova fase. Con il Decreto Dirigenziale n. 258 è stata avviata l’operazione per affidare la gestione dell’impianto di via Carpisani e della rete dei collettori afferenti, insieme alla progettazione e agli interventi di rifunzionalizzazione e manutenzione straordinaria necessari all’esercizio. Per l’intervento è stato acquisito il CUP B68B26000040009 ed è stato nominato il Responsabile unico del progetto. [1]

Il decreto non aggiudica il servizio e non indica un nuovo gestore. È, nella formulazione dello stesso provvedimento, il primo atto di avvio di un intervento pubblico da realizzare mediante contratto. Non contiene ancora l’importo complessivo dell’affidamento, la durata, il CIG, il disciplinare di gara o il nome dell’operatore che condurrà l’impianto nella fase successiva. Quello che dice, però, è sufficiente per porre una domanda precisa sul futuro assetto della depurazione solofrana.

Il passaggio chiave
“nelle more del trasferimento al soggetto affidatario del servizio idrico integrato”

La Regione conferma quindi di avere ancora in gestione diretta l’impianto e dà per previsto un successivo trasferimento. Nel decreto, però, non è indicato a chi. [1]

AttoD.D. 258/20267 agosto 2026
OperazioneGestione + interventicollettori, progettazione, rifunzionalizzazione
CUPB68B26000040009nuova operazione regionale
RUPLuca ScirmanSettore Reti dei reflui e depurazione
02 · La geografia dell’impianto

Solofra è nel Distretto Irpino. La depurazione finale, invece, passa per Mercato San Severino.

Per capire perché la formula utilizzata dalla Regione sia così delicata bisogna partire dalla funzione reale dell’impianto. Il D.D. 258 lo definisce un’infrastruttura di rilievo strategico per il trattamento dei reflui provenienti dal distretto produttivo locale e da parte dell’abitato comunale. Non è quindi un depuratore urbano ordinario: la componente industriale, legata al polo conciario, è strutturale. [1]

La documentazione tecnica del progetto “Energie per il Sarno”, collegato a GORI, descrive l’Alto Sarno come un sistema composto dall’impianto di Solofra, destinato al pretrattamento dei reflui delle industrie conciarie, e dall’impianto centralizzato di Mercato San Severino. Quest’ultimo è gestito da GORI dal 2021. [6] La stessa ricostruzione delle reti precisa che a Mercato San Severino confluiscono anche i reflui dei comuni irpini di Forino, Montoro e Solofra e che nel reticolo comprensoriale recapita l’impianto di pretrattamento di Solofra. [7]

La conseguenza è semplice da descrivere, meno semplice da governare: la geografia idraulica non coincide con quella amministrativa. Solofra appartiene al Distretto Irpino; Mercato San Severino appartiene al Distretto Sarnese Vesuviano. Il trattamento dei reflui, invece, segue una catena funzionale che attraversa quel confine.

1SolofraReflui industriali e quota civile

Raccolta e trattamento nel sistema locale.

2Via CarpisaniPretrattamento di Solofra

Impianto regionale con forte funzione industriale.

3Alto SarnoMercato San Severino

Impianto centralizzato gestito da GORI.

Schema funzionale semplificato sulla base degli atti e della documentazione tecnica consultata. Non rappresenta il dettaglio di tutte le reti, degli sfioratori o dei singoli punti di immissione.

03 · Il nodo del gestore

Tre nomi possibili, ma nessun automatismo: Solofra Servizi, Alto Calore e GORI hanno ruoli diversi.

Il primo elemento da tenere fermo è la gestione salvaguardata di Solofra. Con la deliberazione n. 24 del 29 giugno 2022 l’Ente Idrico Campano ha riconosciuto per Solofra la sussistenza dei presupposti dell’articolo 147, comma 2-bis, del D.Lgs. 152/2006 per la salvaguardia della gestione autonoma del servizio. [2] L’anno successivo EIC ha specificato che, per il Comune di Solofra, era stata individuata Solofra Servizi S.p.A., società interamente partecipata dal Comune, quale gestore del servizio idrico integrato locale. [3]

Quella posizione non risulta superata dagli atti più recenti che abbiamo consultato. Nel 2025 EIC ha approvato uno schema regolatorio 2024-2029 specifico per Solofra Servizi, distinto da quello di Alto Calore. [4] E il 14 luglio 2026, poche settimane prima del nuovo decreto sul depuratore, un decreto del Ministero dell’Economia ha ancora descritto Solofra Servizi S.p.A. in liquidazione come soggetto che “gestisce il servizio idrico integrato nel territorio comunale”, richiamando la salvaguardia riconosciuta da EIC. Lo stesso atto dà conto della sentenza del Tribunale di Avellino del 7 aprile 2026 che ha omologato il concordato preventivo in continuità aziendale della società. [5]

Questo rende Solofra Servizi un interlocutore naturale quando si parla del SII nel territorio comunale, ma non equivale a un trasferimento già deciso del depuratore. L’impianto di via Carpisani ha dimensioni, funzioni e responsabilità diverse rispetto a una normale gestione acquedottistica locale. Il nuovo decreto regionale parla infatti di rilevante complessità tecnico-amministrativa e mette nello stesso affidamento gestione, progettazione, manutenzione straordinaria e rifunzionalizzazione. [1]

Alto Calore Servizi occupa un’altra posizione. Con decreto presidenziale del 28 aprile 2023 la gestione del SII dell’Ambito Distrettuale Irpino è stata affidata alla società fino al 31 dicembre 2027. [10] Tuttavia Solofra continua ad essere trattata da EIC come gestione salvaguardata con un proprio schema regolatorio. Per questo non è corretto concludere che il solo fatto di appartenere al Distretto Irpino determini automaticamente il passaggio dell’impianto ad Alto Calore.

GORI, infine, è già dentro la catena depurativa perché gestisce Mercato San Severino, cioè il trattamento centralizzato a valle del sistema Alto Sarno. Ma opera nel Distretto Sarnese Vesuviano. Il collegamento idraulico con Solofra spiega il suo ruolo tecnico nel trattamento finale, non dimostra da solo un titolo a subentrare nella gestione dell’impianto irpino. Negli atti più recenti esaminati non abbiamo trovato un provvedimento EIC o regionale che attribuisca a GORI il futuro trasferimento di via Carpisani.

Solofra Servizi

Gestione locale salvaguardata del SII nel Comune di Solofra.

Alto Calore

Affidatario del SII del Distretto Irpino, con Solofra mantenuta in posizione distinta negli atti EIC.

GORI

Gestore del depuratore centralizzato di Mercato San Severino, nel Distretto Sarnese Vesuviano.

Regione Campania

Ancora titolare della gestione diretta dell’impianto di Solofra nelle more del trasferimento.

04 · La gestione operativa e l’ipotesi industriale

COGEI resta negli atti del sito. E nel 2024 fu discussa una società mista con una condizione decisiva: spostare i reflui civili.

La gestione operativa recente dell’impianto presenta un ulteriore livello. Un atto di sindacato ispettivo discusso al Senato nel novembre 2024 indicava COGEI S.r.l. come gestore del depuratore di Solofra, mentre Mercato San Severino risultava affidato a GORI. [8] La presenza amministrativa di COGEI sul sito è documentata anche più avanti nel tempo: il 27 marzo 2026 la Provincia di Avellino ha pubblicato un provvedimento relativo alla modifica dell’AUA intestata a COGEI per l’insediamento produttivo “Depurazione Acque Reflue” di via Carpisani. [9] Questo dato conferma la continuità di un ruolo operativo sul sito, ma non sostituisce il contratto di gestione e non consente, da solo, di stabilirne la durata futura.

La parte più interessante per comprendere gli scenari di domani è però contenuta nello stesso fascicolo parlamentare del 2024. In quell’atto veniva ricostruito il percorso del Comune verso una possibile società mista a maggioranza pubblica, con il 51 per cento in capo al Comune e il restante 49 per cento privato, e veniva indicata Co.Di.So. S.p.A. come possibile soggetto affidatario. Il testo riferiva inoltre della disponibilità di Co.De.So., espressione degli imprenditori conciari, a partecipare alla gestione. [8]

Ma quella disponibilità, secondo quanto riportato nell’atto parlamentare, era subordinata a due condizioni: l’adeguamento dell’impianto e la eliminazione degli scarichi civili attualmente immessi, da recapitare a Mercato San Severino, così da destinare il depuratore di Solofra al servizio esclusivo delle imprese consorziate. [8]

È un passaggio che va letto con precisione. Non è un progetto oggi approvato né la prova che la separazione dei reflui civili sia stata realizzata. È la condizione riportata in un atto parlamentare nell’ambito di una proposta di riorganizzazione della gestione. Tuttavia dimostra che l’ipotesi di inviare la componente civile verso Mercato San Severino, lasciando a Solofra una funzione ancora più marcatamente industriale, non è una supposizione astratta: è stata formalmente descritta nel dibattito istituzionale.

Il punto da non confondere

Il sistema Alto Sarno può collegare Solofra a Mercato San Severino sul piano idraulico. Questo non risolve automaticamente chi debba possedere, governare e gestire il pretrattamento di Solofra sul piano del SII.

05 · Cosa sappiamo e cosa manca

Il decreto dà per previsto il trasferimento, ma non individua il soggetto che dovrà ricevere l’impianto.

È qui che il D.D. 258/2026 diventa una notizia più ampia della semplice nomina del RUP. La Regione non sta soltanto preparando una nuova conduzione: sta mettendo insieme gestione, progettazione e rifunzionalizzazione di un impianto che dichiara ancora di detenere direttamente, mentre rinvia a un futuro trasferimento al gestore del SII. [1]

La formulazione suggerisce una fase ponte. Prima occorre assicurare continuità operativa e intervenire sulle sezioni dell’impianto; poi dovrà essere definito il passaggio stabile. È una lettura degli atti, non una data ufficiale: il decreto non stabilisce quando avverrà il trasferimento e non indica il destinatario.

Al momento della verifica, effettuata il 20 agosto 2026, non abbiamo individuato nei risultati pubblici indicizzati del portale regionale delle gare il bando collegato al CUP B68B26000040009. Il portale continua a restituire, per Solofra, anche procedure precedenti, come quella del 2022 sugli interventi di contenimento delle emissioni in atmosfera. [11] Questo non consente di affermare che non esista alcun atto in formazione o non ancora indicizzato; significa soltanto che il nuovo provvedimento è, allo stato della verifica pubblica, il punto documentale più avanzato che abbiamo trovato per la nuova operazione.

Restano quindi da acquisire almeno quattro elementi: l’atto EIC che individui il soggetto destinatario del trasferimento, se già esiste; il modello con cui sarà coordinata la gestione salvaguardata di Solofra con il Distretto Irpino; gli atti della nuova procedura di affidamento regionale; l’eventuale stato della precedente ipotesi di società mista e della separazione dei reflui civili.

Fino a quando questi documenti non saranno disponibili, indicare come certo il futuro gestore sarebbe prematuro. Solofra Servizi ha un titolo locale riconosciuto nel SII ma una situazione societaria particolare; Alto Calore è affidatario del Distretto Irpino ma Solofra è salvaguardata; GORI governa il trattamento finale dell’Alto Sarno ma opera in un altro distretto; la soluzione mista è stata discussa, ma non risulta negli atti consultati un provvedimento conclusivo che la renda l’assetto definitivo.

06 · Il monitor del dossier

Questo articolo resta aperto agli atti successivi.

Il monitor collegato a questa pagina controllerà le nuove pubblicazioni pertinenti al depuratore di Solofra, al CUP B68B26000040009, alla futura gara, a COGEI, Solofra Servizi, Alto Calore, GORI, EIC, alla società mista e al sistema Alto Sarno. Le segnalazioni intercettate restano separate dal testo principale fino a verifica della fonte originale. Un titolo di stampa o un risultato indicizzato non viene trattato automaticamente come un fatto accertato.

Il dossier sarà aggiornato quando emergeranno atti capaci di rispondere alla domanda centrale: chi riceverà dalla Regione il depuratore di Solofra e con quale modello gestionale?