Studio longitudinale CNSBII sul bacino del Sarno 2017–2026
Il lockdown ridusse alcuni segnali di pressione. Il Sarno, però, non risultò risanato.
Lo studio ricostruisce quasi dieci anni di dati sul bacino: il periodo precedente al Covid, il fermo produttivo del 2020, la ripresa delle attività, i controlli ambientali e l'avanzamento del collettamento fognario. Letti in sequenza, questi dati mostrano che le diverse pressioni sul Sarno non cambiano tutte nello stesso momento né con la stessa intensità.
degli addetti nei settori classificati come sospesi da ISTAT. Nello stesso contesto territoriale il cromo totale sulla Solofrana cala del 93,3% rispetto alla media degli aprile 2017–2019.
analisi su 18 siti e 50 analiti in tre campagne: lockdown, massimo ciclo conserviero e febbraio 2021.
scarichi in ambiente eliminati al 27 gennaio 2026 secondo GORI. Nel 2021 erano 13.
casi in stato chimico non buono nella tabella ARPAC pubblicata nel 2024; nessuno è in stato ecologico buono o elevato.
01
Ipotesi di studio
Il lockdown come discontinuità osservabile nel bacino del Sarno.
Nella primavera del 2020 le immagini del Sarno più limpido fecero pensare a un rapido miglioramento del fiume. Il confronto con i dati restituisce un quadro diverso: il lockdown ridusse molte attività produttive, mentre consumi domestici, reti fognarie e scarichi civili continuarono a incidere sul bacino.
Il 2020 offre quindi una condizione di confronto particolare. Le attività produttive si riducono bruscamente, mentre consumi domestici, reti fognarie e scarichi civili restano attivi. Il diverso andamento dei parametri chimici, microbiologici ed ecologici permette di distinguere pressioni che negli anni ordinari si sovrappongono. Pioggia, portata e tempi di residenza restano variabili necessarie per interpretare correttamente le concentrazioni.
Valore di riferimento ARPAC usato per il confronto di aprile.
Lockdown, controlli e censimento di 113 scarichi in ambiente.
Terza campagna distrettuale; 13 scarichi risultano già eliminati.
20 scarichi eliminati su 113.
Il totale sale a 44; uno studio pubblicato su rivista scientifica con revisione tra pari ricostruisce i carichi nel bacino.
48 scarichi eliminati; ARPAC pubblica la classificazione 2021–2023 del reticolo del Sarno.
GORI indica 89 scarichi eliminati e 282.968 abitanti serviti da depurazione efficiente.
02
Incrocio CNSBII n. 1 · economia e chimica
A Solofra fermo produttivo e crollo del cromo coincidono nel tempo.
Qui emerge l'incrocio più netto. ISTAT ricostruisce i settori attivi e sospesi usando il Frame Territoriale 2017 e le regole introdotte dai decreti del marzo 2020. Fra i comuni con almeno 10 mila abitanti, Solofra è al 14° posto nazionale: il 72,1% degli addetti ricade nei settori classificati come sospesi.
ARPAC, in un'altra fonte e con un'altra finalità, confronta aprile 2020 con gli stessi mesi del 2017, 2018 e 2019. Sulla Solofrana il cromo totale passa da una media di 187 µg/L a 12,6 µg/L. La riduzione aritmetica è del 93,3%. Cinque delle dodici stazioni considerate da ARPAC mostrano una diminuzione del cromo: due sul basso Sarno, una sulla Cavaiola, una sulla Solofrana e una sull'Alveo Comune.
Elaborazione CNSBII. Le cinque stazioni con diminuzione rappresentano il 41,7% delle dodici stazioni considerate nel confronto ARPAC (5/12×100). Il calo della Solofrana è molto marcato, ma il segnale non compare con la stessa direzione in tutte le stazioni osservate.
Il 72,1% degli addetti e il -93,3% del cromo misurano fenomeni diversi e non vanno sommati né messi in rapporto diretto. I due fenomeni coincidono nel tempo e nello stesso distretto, e per questo Solofra è un caso di studio utile. La riduzione potenziale dell'attività produttiva e la risposta del cromo vengono confrontate con gli indicatori civili, biologici e idrologici. Il confronto serve a verificare quanto il segnale osservato sia coerente con la pressione industriale.
03
Incrocio CNSBII n. 2 · il confronto che mancava alle fotografie
Lockdown, picco dell'industria conserviera, inverno: tre campagne sullo stesso bacino.
L'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale, con il supporto del Dipartimento di Biologia dell'Università Federico II, impostò un confronto vicino a un esperimento naturale. Furono considerati 18 siti e 50 sostanze e parametri, per un totale di 2.700 analisi chimiche, microbiologiche e prove sugli effetti sugli organismi acquatici (ecotossicologiche).
Le campagne furono collocate in tre momenti diversi: 5–6 maggio 2020, durante il lockdown; 7–9 settembre 2020, indicato come periodo di massima attività del ciclo produttivo delle industrie conserviere; 22–23 febbraio 2021. Nella presentazione del 30 aprile 2021 il Distretto riporta una contaminazione prevalente riconducibile a refluo civile. Fra i parametri industriali segnala anche una variazione sostanziale del cromo totale a valle dell'impianto di Mercato San Severino. L'impianto riceve i reflui trattati dell'impianto consortile di Solofra.
Il confronto chiarisce un punto: il 2020 non divide il bacino tra “industria accesa” e “industria spenta”. Anche con una componente produttiva ridotta, il carico domestico può restare dominante.
Il sistema produttivo è fortemente condizionato dalle restrizioni.
La campagna intercetta una fase produttiva molto diversa da maggio.
Terzo punto temporale per verificare la persistenza dei segnali.
04
I dati del 2020
Il cromo diminuisce, mentre LIMeco ed E. coli descrivono una risposta diversa.
Cromo totale
Diminuisce in cinque stazioni; sulla Solofrana il confronto pubblicato è particolarmente marcato.
LIMeco
ARPAC non registra un miglioramento complessivo dell'indice nel confronto con gli aprile precedenti.
Escherichia coli
Aumenta in alcune stazioni. ARPAC indica come spiegazione probabile il maggiore peso relativo dei reflui domestici.
La limpidezza osservata in superficie non misura lo stato ecologico né la contaminazione microbiologica. Nel 2020 cambia in modo evidente un segnale chimico, mentre altre componenti della qualità del fiume non mostrano lo stesso andamento.
05
Controlli ambientali nel 2020
I controlli individuano scarichi abusivi e irregolarità anche dopo il lockdown.
Fra marzo e maggio 2020 i controlli dei Carabinieri con il supporto ARPAC comprendono 87 attività produttive, verifiche sugli scarichi, sequestri e 48 persone denunciate. Nel bilancio dei sei mesi successivi alla fine del lockdown primaverile le attività controllate salgono a 264, le persone denunciate a 144 e gli scarichi abusivi individuati a 41. Sono numeri di polizia ambientale, non parametri di qualità dell'acqua; servono però a mostrare che le sorgenti illecite non erano scomparse.
Un successivo bilancio istituzionale del 26 marzo 2021 porta i totali cumulativi a 313 attività controllate, 172 persone denunciate, 41 scarichi abusivi, 47 sequestri e 63 sanzioni amministrative. Rispetto al bilancio del 4 dicembre 2020, i totali pubblicati crescono rispettivamente di 49 attività (+18,6%), 28 persone (+19,4%), 11 sequestri (+30,6%) e 6 sanzioni (+10,5%).
Periodo dei dati. Le due comunicazioni descrivono finestre cumulative sovrapposte. Le differenze aritmetiche indicano come cambiano i totali pubblicati, ma non consentono di isolare quanti eventi si siano verificati soltanto tra dicembre 2020 e marzo 2021.
06
Rete fognaria · 2021–2026
Dal 2021 cresce il numero degli scarichi collettati alla depurazione.
Nel novembre 2020 il programma “Energie per il Sarno” parte da 113 scarichi in ambiente censiti. È un valore di riferimento infrastrutturale (baseline): conta i punti da eliminare, non la quantità d’acqua né i chilogrammi di contaminanti trasportati.
Il tracciato ufficiale mostra una progressione netta: 13/113 scarichi eliminati nel 2021; 20/113 a fine 2022; 44/113 a fine 2023; 48/113 a fine 2024; 89/113 al 27 gennaio 2026. A quella data GORI indica anche 282.968 abitanti serviti da un sistema di depurazione efficiente.
Le due dinamiche hanno tempi diversi. Nel 2020 l'attività economica subisce una variazione improvvisa; dal 2021 cambia progressivamente l'infrastruttura che intercetta i reflui. La serie temporale consente di tenere distinti il fermo produttivo e il risanamento fognario.
Elaborazione CNSBII. Residui = 113 meno scarichi eliminati. Dal 2021 a gennaio 2026 il numero residuo passa da 100 a 24, pari a -76,0%. Il conteggio riguarda il numero dei punti e non misura portata, durata dello scarico o carico inquinante.
07
Il quadro più recente classificato in modo omogeneo
ARPAC 2021–2023: dieci casi su undici risultano in stato chimico non buono.
L'approfondimento ARPAC pubblicato nel 2024 sintetizza la classificazione costruita sui dati 2021–2023. La tabella comprende undici punti o aggregazioni del reticolo del Sarno e indica come pressione prevalente gli scarichi civili non collettati o non depurati, con valori molto elevati di contaminazione fecale.
La tabella ARPAC consente anche un conteggio complessivo: 10 casi su 11, il 90,9%, sono classificati in stato chimico non buono. Sul piano ecologico non compare alcuna classe "buono" o "elevato": quattro casi sono sufficienti, tre scarsi e quattro cattivi. Il 90,9% è un calcolo CNSBII ottenuto dai valori pubblicati da ARPAC.
non buono · 90,9% del perimetro tabellare considerato.
in classe buono o elevato.
sufficiente · scarso · cattivo.
Tre casi scarsi e quattro cattivi. Calcolo CNSBII sulla tabella ARPAC.
Nessun caso soddisfa contemporaneamente i due criteri nel perimetro tabellare. Il valore deriva dall’incrocio descrittivo delle due colonne ARPAC.
| Corpo idrico | Comune / tratto | Codice | Ecologico | Chimico |
|---|---|---|---|---|
| Acqua della Foce | Striano | Sr1 | Scarso | Non buono |
| Acqua del Palazzo | Sarno | Sr1ter | Sufficiente | Non buono |
| Acqua di S. Marino | San Valentino Torio | ASM2 | Sufficiente | Non buono |
| Fiume Sarno | San Marzano sul Sarno | Sr2bis | Sufficiente | Buono |
| Fiume Sarno | Scafati | Sr3 | Sufficiente | Non buono |
| Fiume Sarno | Torre Annunziata | Sr6 | Cattivo | Non buono |
| Alveo Comune | San Marzano sul Sarno | AC2 | Cattivo | Non buono |
| Torrente Solofrana | Montoro | SOL1 | Scarso | Non buono |
| Torrente Solofrana | Roccapiemonte / Nocera Inferiore | SOL2 + SOL3 | Cattivo | Non buono |
| Torrente Cavaiola | Cava de' Tirreni | CAV1 | Cattivo | Non buono |
| Torrente Cavaiola | Cava de' Tirreni | CAV2CIFM | Scarso | Non buono |
Nello stesso approfondimento ARPAC segnala fitofarmaci diffusi — fra cui AMPA, glifosate, boscalid e metalaxil — e pressioni industriali in diversi tratti. Nel quadro regionale 2021–2023 l'Agenzia include inoltre i PFAS tra gli inquinanti emergenti associati ai corpi idrici in stato chimico non buono. Per attribuire questo elemento alle singole stazioni del Sarno servono dati puntuali, che nella fonte utilizzata per questa tabella non sono disponibili.
Il 6 giugno 2026 ARPAC ha riferito di tre sequestri tra Striano e Torre Annunziata nell'ambito dei controlli sul Sarno; la nota istituzionale richiama anche presunte irregolarità negli scarichi. Gli accertamenti sono distinti dal programma di collettamento fognario e mostrano che, accanto alla trasformazione della rete, continuano a esistere pressioni produttive e profili di illegalità da verificare caso per caso.
07A
Risultati derivati CNSBII
Lo stesso bacino restituisce segnali diversi, e non tutti cambiano insieme.
Qui servono tre domande separate. Quanto cambia un valore in un punto? In quante stazioni compare lo stesso andamento? Quanto è avanzata, nel frattempo, la rete fognaria? Intensità del segnale, diffusione nel set osservato e cambiamento dell’infrastruttura nel tempo descrivono fenomeni diversi e non vengono fusi in un unico indice.
Sulla Solofrana aprile 2020 equivale al 6,7% della concentrazione media di cromo degli aprile 2017–2019 (12,6/187×100), ma le stazioni che mostrano una diminuzione del cromo sono 5 su 12, il 41,7%. Il dato mette insieme intensità locale e diffusione territoriale senza confonderle.
Nella tabella ARPAC 2021–2023, 7 casi su 11, il 63,6%, ricadono nelle classi ecologiche scarso o cattivo. Nessuno degli undici casi risulta contemporaneamente in stato chimico buono e in stato ecologico almeno buono. Il valore 0/11 deriva dall’incrocio delle due colonne pubblicate da ARPAC.
quota del valore di riferimento dello stesso periodo rimasta in aprile 2020
5 stazioni su 12 nel confronto ARPAC
7 casi su 11 nella tabella 2021–2023
chimico buono ed ecologico almeno buono nello stesso caso
08
Due discontinuità temporali
Lockdown e risanamento fognario agiscono su tempi diversi.
Il disegno dello studio separa due eventi. Il primo è rapido: nel 2020 una quota rilevante delle attività produttive si ferma e alcuni segnali chimici cambiano bruscamente. Il secondo è progressivo: dal 2021 aumenta il numero degli scarichi fognari eliminati. LIMeco ed E. coli permettono di verificare se la risposta ambientale segue o meno questi cambiamenti.
La classificazione ARPAC 2021–2023 e la serie infrastrutturale non sono sincrone. Alla fine del 2023 risultavano eliminati 44 scarichi su 113; una parte consistente degli interventi documentati avviene quindi dopo il periodo ambientale classificato. L'intervallo successivo viene analizzato separatamente, con formule e conteggi pubblicati nel dataset R10.
Cromo totale in forte diminuzione in alcuni punti; nessun miglioramento complessivo del LIMeco; E. coli aumenta in alcune stazioni.
Scarichi eliminati: 13 → 20 → 44 → 48 → 89 su una base di 113.
La classificazione ARPAC pubblicata nel 2024 precede la maggiore accelerazione degli interventi fognari.
La risposta ambientale agli interventi più recenti richiede una classificazione omogenea successiva al 2023.
09
Geografia della ricerca
Tre province, più sottobacini, un unico sistema di pressioni.
La ricerca attraversa Avellino, Salerno e Napoli. Solofra rappresenta il distretto conciario a monte; Mercato San Severino è un nodo depurativo; Cavaiola e Solofrana confluiscono nel sistema dell'Alveo Comune; San Marzano, Sarno, Angri e Scafati segnano il percorso verso la foce. I documenti istituzionali non adottano sempre lo stesso perimetro amministrativo del “bacino”: in pubblicazioni diverse compaiono 38 o 39 comuni e superfici differenti. Per questo qui non si forza un unico numero quando il perimetro della fonte cambia.
Solofrana, Cavaiola, Alveo Comune e Sarno vengono letti dentro la geometria reale dei corpi idrici disponibili nel livello WFD, evitando lo schema rettilineo della versione precedente.
Il riquadro interroga l’Atlante per i punti ARPAC compresi nell’area di studio. Uno snapshot GeoJSON separato conserva alcuni punti-ancora pubblicati dall’Atlante alla data di aggiornamento dello studio.
Scarichi, impianti e stazioni possono essere confrontati sulla mappa soltanto dopo aver verificato l'appartenenza allo stesso corpo idrico e la posizione nel reticolo. La semplice vicinanza geografica non basta a stabilire un collegamento idraulico.
Base geografica OpenStreetMap; geometrie dei corpi idrici EEA WISE/WFD; rete e monitoraggi ARPAC; scarichi e riferimenti UWWTD dal catalogo dell’Atlante CNSBII. Il riquadro copre 14.42–14.82 E / 40.68–40.87 N. Lo snapshot GeoJSON conserva i punti-ancora usati per la verifica della versione pubblicata.
10
Controllo idrologico
Pioggia e livello del fiume servono a leggere correttamente le concentrazioni.
Per questo la ricerca incorpora ora la rete del Centro Funzionale Multirischi della Regione Campania. Tre stazioni sono particolarmente utili: S.Pietro 117760, a Montoro, sul sottobacino della Solofrana; S.Mauro 117770, a Nocera Inferiore, nel sistema Cavaiola–Alveo Comune; Pompei 121740, utile come controllo meteorologico nel settore basso e vesuviano. S.Pietro e S.Mauro dispongono di pluviometro, termometro e idrometro.
La rete registra dati con elevata frequenza temporale. Sul portale pubblico, però, i valori sono dichiarati grezzi e non validati. I dati pubblici possono servire per analisi esplorative e controlli di sensibilità. Per conclusioni quantitative su portate e carichi massici, invece, è preferibile usare le serie validate o certificate dal Centro Funzionale.
Sono stati acquisiti i metadati ufficiali delle stazioni ed è stato predisposto il tracciato dati 2017–2026. La serie storica validata di portata non è ancora disponibile in forma omogenea per l’intero confronto. Il -93,3% del cromo resta quindi una variazione di concentrazione; una stima del carico massico richiederebbe portate riferite agli stessi intervalli temporali.
S.Pietro · Montoro
Solofrana · P–T–I · quota 209 m. È il controllo più vicino al sottobacino dove ARPAC osserva il forte calo del cromo.
S.Mauro · Nocera Inferiore
Cavaiola / Alveo Comune Nocerino · P–T–I · quota 29 m. Consente di leggere la risposta idrologica del sistema a valle.
Pompei
Settore basso / fascia vesuviana · P–T–B–Ig · quota 17 m. È già utilizzata in letteratura per ricostruzioni pluviometriche sub-giornaliere.
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Profilo di risposta delle pressioni · elaborazione CNSBII
Nel 2020 chimica, microbiologia e stato ecologico seguono andamenti diversi.
Le grandezze disponibili hanno unità e significati diversi; per questo vengono mantenute separate. Il profilo di risposta confronta soltanto la direzione dei segnali documentati: variazione del cromo, andamento del LIMeco e comportamento di E. coli. In questo modo ogni risultato resta riconducibile alla propria misura e alla propria fonte.
Nel lockdown il segnale associato alla componente produttiva cambia bruscamente: sulla Solofrana il cromo totale scende del 93,3% rispetto alla media degli aprile 2017–2019. Nello stesso confronto, però, LIMeco non migliora ed E. coli aumenta in alcune stazioni. I dati del 2020 non si muovono tutti nella stessa direzione. Alcuni segnali sensibili alla pressione produttiva cambiano rapidamente, mentre la componente civile e lo stato ecologico non seguono lo stesso percorso.
Il contrasto tra questi segnali è il dato centrale del 2020: una forte risposta del cromo convive con un LIMeco senza miglioramento generale e con aumenti di E. coli in alcune stazioni. Lo stesso schema potrà essere ricalcolato negli anni successivi mantenendo invariati criteri, unità e provenienza dei dati.
Solofrana: -93,3% rispetto alla baseline omologa. Cinque stazioni con diminuzione nel confronto ARPAC.
Evidenza: forte diminuzioneARPAC non registra un miglioramento generale dell'indice durante il lockdown.
Evidenza: nessun miglioramento generaleIn alcune stazioni aumenta rispetto agli aprile precedenti, mentre la vita domestica e gli scarichi fognari non si fermano.
Evidenza: aumento localizzatoNASA Black Marble rende disponibili compositi mensili a circa 500 m. Il dato locale sarà utilizzato soltanto dopo estrazione raster con maschera del bacino e filtri di qualità del prodotto.
Stato: fonte verificata, elaborazione locale non ancora pubblicataUn precedente del 2022 ha utilizzato NPP-VIIRS per confrontare pre-lockdown, lockdown e ripresa in quattro città; per Roma riporta una diminuzione del 6,33% della luminosità notturna nel periodo analizzato. Quel valore resta riferito a Roma. Nel bacino del Sarno VIIRS viene considerato soltanto come controllo indipendente dell'intensità dell'attività antropica.
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Elaborazione CNSBII · infrastrutture e tempo
Tra il 2023 e gennaio 2026 resta un intervallo ambientale da misurare.
La classificazione ARPAC pubblicata nel 2024 sintetizza il triennio 2021–2023. Alla fine del 2023 GORI indicava 44 scarichi eliminati su 113: ne restavano quindi 69. Al 27 gennaio 2026 gli scarichi eliminati risultano 89 e quelli residui 24.
Il calcolo CNSBII mostra che, dopo la chiusura del periodo usato per quella classificazione, il numero residuo scende da 69 a 24: -65,2%. La quota cumulativa degli scarichi eliminati passa dal 38,9% al 78,8%, con un aumento di 39,8 punti percentuali. Questo intervallo 2024–2026 è il tratto più importante da verificare con la prossima classificazione ambientale omogenea.
Su un orizzonte più lungo, dal dato 2021 al gennaio 2026, gli scarichi residui passano da 100 a 24: -76,0%. Si tratta di un indicatore strutturale basato sul numero dei punti, non sulla loro portata né sul carico inquinante. Per misurare l'effetto ambientale occorre confrontarlo con E. coli, nutrienti, biologia fluviale, stato ecologico e condizioni idrologiche negli stessi periodi.
113 censiti meno 13 eliminati
punto di chiusura della finestra WFD 2021–2023
113 censiti meno 89 eliminati
riduzione del numero residuo dopo la finestra di classificazione
Intervallo di verifica post-classificazione. Elaborazione CNSBII su conteggi GORI. Formula principale: (24−69)/69×100 = −65,2%. I file aperti R10 riportano input, formula e URL delle fonti.
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La memoria che l'acqua non mostra
Sedimenti e suoli conservano pressioni che l’acqua può perdere in pochi giorni.
La colonna d'acqua reagisce rapidamente a portata, pioggia e scarichi. Sedimenti e suoli hanno tempi diversi e conservano tracce di contaminazione accumulata. Uno studio peer-reviewed sul bacino ha analizzato 89 campioni di sedimento fluviale, circa uno ogni 5 km², ricostruendo i fattori di contaminazione per As, Cd, Cr, Cu, Hg, Pb e Zn. Il quadro separa le zone collinari e montane, meno contaminate, dal fondovalle economicamente sviluppato, classificato da moderatamente a molto fortemente contaminato.
Nel 2026 un lavoro sul Journal of Hazardous Materials ha aggiunto un'altra dimensione: 42 campioni dello strato superficiale del suolo (topsoil) del bacino e concentrazioni complessive di 24 pesticidi organoclorurati comprese fra 0,15 e 345 µg/kg. Gli autori propongono un proprio indice di recenza e trovano in molte aree una miscela di apporti recenti e contaminazioni lasciate da attività passate (legacy).
Un lavoro del 2025 sul Journal of Geochemical Exploration ha affrontato un problema metodologico diverso: il valore di fondo usato per distinguere la componente naturale da quella antropica nei sedimenti. Applicando background geochimici locali per Sample Catchment Basins, gli autori riportano un aumento dei siti riconosciuti come fortemente impattati del 23% con l’Enrichment Factor e del 366% con il Contamination Factor rispetto all’uso di un unico riferimento regionale. Queste percentuali descrivono la sensibilità del metodo di classificazione, non un aumento temporale dell’inquinamento del 23% o del 366%.
Questi studi descrivono sedimenti e suoli, non l’effetto del lockdown. Il loro contributo riguarda la persistenza: una diminuzione temporanea nella colonna d’acqua può convivere con contaminanti accumulati nelle matrici solide. La lettura dello studio mantiene quindi distinti i tempi dell’acqua da quelli di sedimenti e suoli.
metalli e metalloidi, distribuzione spaziale del bacino
studio 2026 sui pesticidi organoclorurati
intervallo riportato nello studio 2026
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Dal bacino al Golfo di Napoli
Alla foce il monitoraggio collega il fiume al mare.
L'osservatorio aumentato NEREA della Stazione Zoologica Anton Dohrn comprende un campionamento stagionale alla foce e nel plume del Sarno, indicato a circa 40°43′ N, 14°27′ E, con fondale di circa 15 metri. Il punto è ora riportato anche nella mappa della ricerca.
Il programma misura parametri fisici e biogeochimici: temperatura, salinità, ossigeno disciolto, torbidità, pH, nutrienti inorganici, azoto e fosforo totali, carbonio organico disciolto e particellato, pigmenti e componenti del plancton. I dataset sono depositati in Zenodo con DOI distinti.
La stazione alla foce consente di estendere il confronto dal reticolo interno alla zona costiera. Le serie dovranno essere allineate per data e frequenza di campionamento prima di cercare associazioni tra le fasi di pressione del bacino e la zona di mare influenzata dall’acqua del Sarno, il cosiddetto plume. L'unità di analisi diventa così sottobacino → corso principale → foce → costa, senza attribuzioni puntuali prive di tracciamento idraulico.
Riferimento storico. Un lavoro peer-reviewed pubblicato nel 2013 stimò per otto metalli — As, Hg, Cd, Cr, Cu, Ni, Pb e Zn — un apporto complessivo del sistema del Sarno verso il Mediterraneo di circa 13.977,6 kg/anno. La stima appartiene alle condizioni, ai campionamenti e al metodo di quel lavoro. Nello studio attuale viene usata come termine di confronto storico, da affiancare in futuro a concentrazioni e portate misurate negli stessi periodi.
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Serie indipendenti di verifica
Chimica, biologia, scarichi, costa e meteo: serie diverse, tempi diversi.
Il catalogo ARPAC mette a disposizione il monitoraggio chimico dei fiumi con risorse annuali dal 2001 al 2026. A queste serie si affiancano i controlli degli scarichi industriali dal 2021 al 2025, le diatomee bentoniche per il 2022–2024, i macroinvertebrati per il 2023–2024 e il monitoraggio della Direttiva Nitrati per il 2020–2024. Le serie permettono di separare meglio pressione industriale, risposta biologica e componente agricola.
Serie aggiuntive. Il registro comprende anche i controlli degli impianti di depurazione, gli scarichi non depurati e le acque sotterranee. Queste serie entrano nel confronto quantitativo solo dopo un’estrazione omogenea per periodo, territorio, unità di misura e punto di monitoraggio.
Per la costa, ARPAC pubblica dati biologici 2019–2021 e dati chimici 2020–2021, 2022–2024 e 2025–2027. L'EEA conserva le serie UWWTD per i cicli 2017–2018, 2019–2020, 2021–2022 e 2022–2023. Il portale europeo delle emissioni industriali rende inoltre disponibili dati E-PRTR a livello di impianto, comprese le emissioni verso l'acqua, con copertura 2007–2024. Queste due fonti consentono di controllare separatamente infrastrutture fognarie e pressioni dei grandi complessi industriali.
ERA5-Land offre una serie oraria omogenea dal 1950 a oggi su griglia di 0,1° (risoluzione nativa circa 9 km) e viene usato come controllo meteorologico indipendente. Gli idrometri locali restano il riferimento per livelli e portate; ERA5-Land serve a verificare se i periodi messi a confronto presentano anomalie di pioggia o temperatura rispetto alla climatologia recente.
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Una matrice diversa dalla colonna d’acqua
La falda della Piana del Sarno va letta separatamente dal fiume.
ARPAC rende disponibile una serie chimica sulle acque sotterranee dal 2002 al 2025. La serie permette di affiancare alle acque superficiali una matrice con tempi di circolazione e risposta differenti. I dati di falda vengono analizzati separatamente da quelli del fiume, evitando di attribuire una sorgente superficiale senza un riscontro idrogeologico specifico.
Nel sottobacino Solofrana-Montorese esiste anche una cronologia amministrativa e documentale specifica. Il confronto con i dati fluviali richiede l’estrazione omogenea dei record di falda e la verifica dei punti di monitoraggio; fino a quel passaggio, la serie viene trattata come linea di approfondimento separata.
serie chimica registrata; revisione del dataset da tenere tracciata
controlli da incrociare con rete e qualità a valle
possibile verifica del tempo di risposta biologico
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Il confronto con la letteratura
Le pressioni osservate nel tempo trovano riscontro nella letteratura scientifica.
La letteratura offre tre riferimenti utili, ma risponde a domande diverse. Nel 2015 una review su Science of the Total Environment ha ricostruito circa sessant'anni di contaminazione del Sarno, mettendo al centro le carenze nella gestione delle acque reflue e le pressioni produttive (doi:10.1016/j.scitotenv.2015.04.030).
Il lockdown è stato usato come esperimento naturale anche su altri fiumi italiani. Uno studio peer-reviewed sull'Arno ha misurato durante il fermo una diminuzione del 44% del carbonio organico disciolto nel fiume e del 15% nell'area costiera. Gli autori sottolineano la necessità di serie lunghe per distinguere un evento eccezionale dalla variabilità naturale (doi:10.1016/j.scitotenv.2021.152412).
Nel 2023 un altro studio su Science of the Total Environment ha ricostruito la distribuzione spaziale dei carichi nel territorio fortemente antropizzato del Sarno. Il lavoro evidenzia carichi organici e azotati elevati nella piana, un ruolo importante delle attività industriali per l'azoto e criticità nella gestione delle acque reflue. Fra le stime modellistiche figurano circa 2.590 tonnellate di BOD l'anno dirette al Golfo per carenza di reti e un potenziale più ampio di circa 10.600 tonnellate l'anno considerando popolazione, industria e zootecnia.
La letteratura consultata affronta in lavori distinti la contaminazione storica, i carichi nel bacino, i sedimenti, gli effetti del lockdown e la depurazione. Qui queste evidenze vengono ricomposte lungo una stessa cronologia e collegate a calcoli derivati pubblicati con formula, input e fonte primaria.
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Risultati
Cosa emerge dai dati.
Lockdown e attività produttive
- Il cromo totale diminuì in alcuni punti e in modo molto forte sulla Solofrana. È il segnale chimico più netto osservato nel confronto con gli aprile 2017–2019.
- A Solofra i due fenomeni si verificano nello stesso periodo e nello stesso distretto. La quota ISTAT di addetti nei settori sospesi è elevata e il cromo crolla, ma il rapporto resta osservazionale.
- Nel 2020 gli indicatori non si muovono tutti allo stesso modo. Il forte calo del cromo convive con LIMeco senza miglioramento generale ed E. coli in aumento in alcune stazioni.
Reflui civili e rete fognaria
- Il miglioramento non fu generale. LIMeco ed E. coli non descrivono un fiume improvvisamente risanato.
- La componente civile resta evidente anche nel confronto tra lockdown e massima attività conserviera. Il Distretto indica una contaminazione prevalente riconducibile a refluo civile.
- Il risanamento fognario procede su una scala più lunga. Gli scarichi eliminati passano da 13 a 89 nel periodo documentato tra il 2021 e gennaio 2026.
- La classificazione ambientale disponibile precede una parte importante degli interventi. Dopo il 2023 gli scarichi residui calcolati sui conteggi GORI passano da 69 a 24, -65,2%. Per misurare l'effetto ambientale di questo intervallo servono dati omogenei successivi.
Qualità del bacino
- Intensità e diffusione non sono la stessa misura. Sulla Solofrana il cromo scende a circa il 6,7% del valore di riferimento, mentre le stazioni con diminuzione sono 5 su 12, il 41,7% del set ARPAC.
- Nel triennio 2021–2023 lo stato ecologico resta critico. Sette casi su undici, il 63,6%, sono in classe scarso o cattivo; nessun caso combina stato chimico buono e stato ecologico almeno buono.
Sedimenti, suoli e foce
- Sedimenti e suoli conservano tracce che nell'acqua possono non essere più visibili. Le contaminazioni pregresse e gli apporti legacy non scompaiono durante un fermo temporaneo delle attività.
- Il valore di fondo scelto cambia la capacità di riconoscere l'impatto nei sedimenti. Lo studio del 2025 mostra differenze rilevanti usando riferimenti geochimici locali; non indica una crescita temporale dell'inquinamento.
- Il confronto arriva fino alla costa. NEREA e i dati marino-costieri ARPAC consentono di esaminare la zona di foce; per distinguere concentrazione, diluizione e carico servono serie idrologiche validate.
- La stima del 2013 di 13.977,6 kg/anno per otto metalli resta un riferimento storico. Non è una misura del carico attuale.
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Metodo e limiti
Fonti, confronti temporali e condizioni per interpretare i risultati.
Fonti primarie
ARPAC, ISTAT, Autorità di Bacino Distrettuale, GORI e documenti tecnici istituzionali. La letteratura scientifica viene usata come confronto indipendente.
Unità temporali
Quando possibile si confrontano gli stessi periodi dell’anno (periodi omologhi), come aprile 2020 con gli aprile 2017–2019. I dati infrastrutturali sono letti alle date dichiarate dalle fonti.
Calcoli
Percentuali e variazioni derivano da operazioni aritmetiche esplicite su grandezze omogenee. Il dataset distingue sempre dato pubblicato, dato modellato e calcolo CNSBII.
Causalità
Le variazioni osservate possono dipendere da più pressioni contemporanee. I metadati idrometeorologici sono integrati, mentre le serie validate 2017–2026 di pioggia, livello e portata non sono ancora disponibili in forma omogenea per tutto il periodo.
Perimetro
I confini del bacino e il numero dei comuni cambiano in alcuni documenti istituzionali. Le differenze vengono segnalate anziché risolte scegliendo il numero più conveniente.
Aggiornabilità
ARPAC pubblica open data annuali sui fiumi; Regione Campania e Centro Funzionale espongono metadati e dati grezzi idrometeo; NEREA deposita dataset con DOI. Ogni nuova serie entra nel modello solo dopo controllo di unità, periodo e qualità.
Versione dei dataset
Il registro conserva URL canonico, data di verifica e stato della fonte. Poiché ARPAC ha revisionato alcuni dataset, la replica deve indicare anche la versione del file acquisito e, quando disponibile, il relativo SHA-256.
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Dati aperti e verifica dei calcoli
Ogni numero centrale può essere ricondotto alla fonte e al calcolo.
Ogni record conserva URL, natura dell'evidenza, formula di calcolo e limiti d'uso. Il catalogo ARPAC espone risorse annuali del monitoraggio fluviale dal 2001 al 2026 in CC BY 4.0; i valori grezzi vengono tenuti distinti dalle classificazioni ufficiali di stato ecologico e chimico.
Versione dei dati. ARPAC segnala una revisione del dataset Monitoraggio Fiumi del 10 luglio 2025. Il registro separa l’indirizzo della fonte dalla versione effettivamente acquisita e conserva l’hash del file quando l’artefatto viene scaricato.
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Glossario
I termini tecnici usati nello studio.
- TLA
- Terminale Libero in Ambiente: un recapito fognario che, nel programma Sarno, non è ancora collegato al sistema di depurazione.
- LIMeco
- Indice usato per descrivere una parte della qualità ecologica dei corsi d’acqua attraverso nutrienti e parametri chimico-fisici.
- Escherichia coli
- Batterio usato come indicatore di contaminazione fecale. Valori elevati possono indicare una forte presenza di reflui civili o assimilabili.
- COD
- Domanda chimica di ossigeno. È una misura indiretta delle sostanze che possono essere ossidate nell’acqua o in un refluo.
- BOD
- Domanda biochimica di ossigeno. Indica quanto ossigeno consumano i microrganismi per degradare la sostanza organica biodegradabile.
- PFAS
- Grande famiglia di sostanze molto persistenti nell’ambiente. Qui sono citate solo quando compaiono nelle fonti istituzionali utilizzate.
- Carico inquinante
- Quantità complessiva di una sostanza trasportata nel tempo. Non coincide con la concentrazione misurata in un singolo campione.
- Proxy
- Indicatore indiretto. Nel dossier il cromo aiuta a leggere una parte della pressione produttiva, ma non rappresenta tutto l’inquinamento industriale.
- Baseline
- Valore o periodo di riferimento usato per fare un confronto. Per esempio, aprile 2017–2019 è il riferimento per alcuni dati di aprile 2020.
- Analita
- Sostanza o parametro che viene cercato o misurato in un campione.
- Ecotossicologia
- Studio degli effetti delle sostanze sull’ambiente e sugli organismi viventi.
- Stato ecologico
- Valutazione della qualità complessiva dell’ecosistema acquatico, che considera elementi biologici, chimico-fisici e altre condizioni del corso d’acqua.
- Stato chimico
- Valutazione basata sul rispetto di limiti previsti per determinate sostanze chimiche. È distinta dallo stato ecologico.
- Portata
- Quantità d’acqua che attraversa una sezione del fiume in un certo tempo, normalmente espressa in metri cubi al secondo.
- Carico massico
- Quantità totale di una sostanza trasportata in un certo tempo. Per stimarla servono, nello stesso intervallo, concentrazione e portata.
- Periodo omologo
- Lo stesso periodo dell’anno confrontato tra anni diversi, per ridurre l’effetto della stagionalità.
- Dataset
- Insieme organizzato di dati, per esempio una tabella di misure ambientali con date, punti di campionamento e valori.
- Dato validato
- Dato sottoposto ai controlli previsti dal soggetto che lo produce prima dell’uso ufficiale.
- Dato grezzo
- Dato disponibile prima della validazione definitiva. Può essere utile per l’analisi, ma va distinto dal dato ufficialmente validato.
- Reticolo idrografico
- Insieme dei fiumi, torrenti, canali e corsi d’acqua collegati all’interno di un bacino.
- Sottobacino
- Parte di un bacino idrografico che raccoglie le acque verso uno specifico corso d’acqua o punto di chiusura.
- VIIRS
- Sensore installato su satelliti meteorologici. Tra le altre cose può rilevare la luminosità notturna e aiutare a osservare variazioni dell’attività umana.
- Raster
- Immagine geografica composta da una griglia di celle o pixel, ognuno associato a un valore.
- Topsoil
- Strato superficiale del suolo, quello più direttamente interessato da deposizioni e attività umane.
- Legacy
- Nel contesto ambientale indica una contaminazione ereditata da attività avvenute in passato e ancora riconoscibile oggi.
- Background geochimico
- Livello naturale o tipico di una sostanza nel terreno o nei sedimenti di una determinata area, usato come termine di confronto.
- E-PRTR
- Registro europeo che raccoglie dati sulle emissioni e sui trasferimenti di sostanze inquinanti dei principali impianti industriali.
- UWWTD
- Sigla usata per i dati europei sul trattamento delle acque reflue urbane: agglomerati, reti, impianti e scarichi.
- ERA5-Land
- Banca dati meteorologica di Copernicus che ricostruisce nel tempo variabili come pioggia e temperatura su una griglia territoriale omogenea.
- Diatomee bentoniche
- Microalghe che vivono sulle superfici sommerse. La loro comunità viene usata come indicatore biologico della qualità dei corsi d’acqua.
- Macroinvertebrati
- Piccoli animali acquatici privi di colonna vertebrale, visibili senza microscopio, utilizzati per valutare le condizioni ecologiche di un corso d’acqua.
- Biogeochimico
- Relativo ai rapporti tra sostanze chimiche, organismi viventi, acqua, sedimenti e altri componenti dell’ambiente.
- Plume
- Zona di mare influenzata dall’acqua che esce dalla foce del fiume e si mescola con l’acqua marina.
- Matrice ambientale
- Il tipo di ambiente o materiale analizzato, per esempio acqua superficiale, falda, suolo o sedimento.
- GeoJSON
- Formato informatico aperto usato per descrivere punti, linee e aree geografiche insieme ai loro attributi.
- DOI
- Identificativo digitale permanente usato per rintracciare una pubblicazione o un dataset anche se cambia il sito che lo ospita.
- SHA-256
- Impronta digitale calcolata su un file. Se il file cambia, cambia anche l’impronta e la modifica può essere rilevata.
- Replicabilità
- Possibilità per un’altra persona di ripetere i calcoli usando gli stessi dati, le stesse formule e le stesse regole dichiarate.
English abstract
Sarno River basin 2017–2026: pollution pressures before, during and after the Covid-19 lockdown
This longitudinal study combines official environmental monitoring, municipal economic data, basin-wide surveys, sewer infrastructure records, hydrometeorological control points, peer-reviewed evidence on sediments and soils, and coastal observations at the Sarno mouth. The 2020 lockdown is treated as a temporal discontinuity rather than as proof of a single cause. Chromium in the Solofrana fell sharply, while ecological and microbiological indicators followed different trajectories. A second discontinuity is represented by sewer collection works after 2021. CNSBII-derived results are published with their inputs, formulas, primary sources and limitations.
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Citabilità e versione
Come citare questa versione dello studio.
R18 · 30 agosto 2026. Revisione editoriale della voce e dell’accessibilità; metadati bibliografici allineati al DOI della pubblicazione archiviata. Dati, fonti, calcoli, metodo e conclusioni dello studio restano invariati.
Buscè, Michele (2026). Sarno 2017–2026: cosa ha rivelato il lockdown. Studio longitudinale CNSBII, versione R18, aggiornata il 30 agosto 2026. CNSBII · Corpo Nazionale delle Sentinelle dei Bacini Idrografici Italiani.
URL: https://www.cnsbii.it/portale/articoli/leggi.php?slug=sarno-covid-lockdown-inquinamento-affluenti-dossier-2026
I calcoli sono replicabili attraverso i file dati e il registro delle fonti associati alla pubblicazione.
