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Vasche di Montoro:dentro le carte

Prima nuova rete industriale, dismissione e asportazione della rete storica, depurazione, acque montane e alveo. Poi verificare falda e rischio residuo per stabilire se, come e quanto servano Pozzello e San Bartolomeo.

AutoreMichele BuscèCoordinatore Nazionale e Fondatore CNSBIIEducatore Ambientale - Giornalista Ambientale
Pubblicazione2 agosto 2026
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presenti negli ultimi 2 minuti 99 visitatori distinti stimati Provenienze mostrate solo quando almeno 3 visitatori condividono la stessa area Come proteggiamo i dati
2 operePozzello + San Bartolomeo

Due configurazioni diverse nello stesso Ambito territoriale.

12,7 ettariSuolo interessato

Aree oggi prevalentemente agricole.

640.000 m³Volume di laminazione

Somma dei dati indicati nelle due schede.

86,97 milioniImporto lavori

Non è il quadro economico completo.

01 · Il punto

Non un sì o un no preventivo: prima servono dati comparabili

Pozzello e San Bartolomeo sono due ipotesi di difesa idraulica inserite in una strategia più ampia per il bacino del Sarno. Le schede regionali ne indicano dimensioni, volumi e importi, ma non rendono disponibile l’intero quadro di calcolo necessario per stabilire, da sole, se le due opere siano indispensabili, sufficienti o da ridimensionare.

La valutazione deve partire dal sistema che alimenta la Solofrana: reti fognarie e scolmatori di Solofra, depurazione, acque provenienti dai versanti, stato dell’alveo, sedimenti, impermeabilizzazione dei suoli e condizioni della falda. Questi elementi non sostituiscono la laminazione per principio, ma possono modificare portate, qualità delle acque e volume residuo da gestire.

La posizione metodologica del CNSBII è quindi condizionata ai risultati: nessun sostegno preventivo alle vasche e nessuna esclusione ideologica. Il progetto va confrontato con scenari alternativi e cumulativi. Se, dopo gli interventi a monte, resta un rischio non gestibile diversamente, la laminazione dovrà essere motivata e dimensionata su quel rischio residuo. Se i risultati indicano soluzioni diverse o opere più contenute, il progetto dovrà essere modificato.

Criterio di lettura. In questo dossier “documentato” indica un dato presente negli atti citati; “da verificare” indica un punto che richiede elaborati o misure; “proposta CNSBII” indica una richiesta dell’organizzazione e non un obbligo già approvato dagli enti.
Dato amministrativo + proposta CNSBII

Nuova rete industriale; chiusura effettiva della rete storica

La delibera comunale n. 61 del 26 marzo 2026 approva il DOCFAP per la nuova rete industriale. L’atto descrive la rete esistente, le interconnessioni improprie e le acque parassite; l’alternativa scelta prevede circa 12,8 chilometri di nuovi collettori per un importo stimato di 9,6 milioni di euro. [30] Il successivo DIP è stato approvato con delibera di Giunta n. 125 dell’8 luglio 2026. [30a] L’asportazione integrale della rete storica non risulta già approvata in questi atti: è una proposta CNSBII. L’obiettivo richiesto è rimuovere tubazioni e manufatti dismessi; eventuali tratti non rimovibili dovranno essere individuati, disconnessi, puliti, messi in sicurezza e motivati tecnicamente, senza lasciarli disponibili per perdite o nuovi allacci.

Da verificare

L’alveo va rilevato prima di decidere gli interventi

Sedimenti, vegetazione, ponti e restringimenti possono ridurre localmente la sezione utile, ma non giustificano un dragaggio generalizzato. Servono rilievi topografici e idraulici continui; la rimozione dei depositi o la risagomatura va prevista soltanto dove i dati ne dimostrino necessità, efficacia e compatibilità ambientale.

Questione aperta

Rapporto tra aree di progetto e falda: sovrapposizione da dimostrare

Il procedimento sulla falda Solofrana-Montorese è documentato, ma gli atti pubblici esaminati non consentono di affermare che i perimetri delle vasche ricadano nel plume o che l’invaso provochi, di per sé, contaminazione della falda. Occorre una sovrapposizione GIS e una valutazione idrogeologica su permeabilità, livelli piezometrici, fondo delle opere, qualità delle acque e possibili vie di migrazione. [34]

Decisione finale

La necessità delle vasche va misurata dopo le opere a monte

Il confronto deve comprendere almeno lo stato attuale, lo scenario con reti e depurazione adeguate, lo scenario con drenaggio urbano e alveo ripristinato e lo scenario con eventuale laminazione residua. La scelta deve derivare dai risultati del modello, non da una contrapposizione astratta tra favorevoli e contrari.

La posizione del CNSBII. Prima della decisione finale occorre intervenire sulle criticità a monte. Per la rete industriale questo significa costruire la nuova infrastruttura e completare il passaggio con la dismissione, la bonifica e l’asportazione integrale del sistema storico, evitando che condotte e manufatti inutilizzati restino possibili vie di perdita, interconnessione o innesto abusivo.
02 · La funzione idraulica

Una piena non riconosce i confini comunali

La Solofrana attraversa un territorio produttivo e urbanizzato e confluisce nel sistema del Sarno. Le portate si formano a monte, si sommano lungo il percorso e producono effetti anche nei Comuni che si trovano più a valle. Per questa ragione la sicurezza non può essere letta come un problema esclusivo del territorio che si allaga o del Comune che ospita le opere.

Le vasche hanno la funzione di trattenere temporaneamente una parte della piena e di restituirla più lentamente all’alveo. La loro efficacia deve essere dimostrata indicando riduzione del colmo, sezioni beneficiate, tempi di riempimento e svuotamento e rischio che rimane dopo l’intervento.

1

La portata cresce

Durante un evento intenso l’acqua raggiunge rapidamente l’alveo. Nei punti sottodimensionati il livello può superare le sponde o mettere in pressione ponti e attraversamenti.

2

Una quota viene trattenuta

Argini, manufatti e comparti mettono a disposizione un volume temporaneo. La piena continua a scorrere, ma una sua parte viene rallentata.

3

Il rilascio viene regolato

Il volume invasato torna nell’alveo con tempi più lunghi. Il picco che si propaga verso valle dovrebbe risultare più basso rispetto allo scenario senza opera.

La difesa idraulica è un impegno di bacino: i territori a monte devono ridurre il deflusso prodotto, quelli che ospitano le opere devono essere tutelati e i territori a valle devono conoscere il beneficio reale.
03 · Le schede regionali 2026 e il PFTE indicato come in corso

I dati pubblicati per Pozzello e San Bartolomeo

Le schede della gara indicano un Progetto di fattibilità tecnica ed economica in corso. Pubblicano planimetrie, dati dimensionali e cronoprogrammi sintetici. Non contengono però l’intero fascicolo: relazioni specialistiche, calcoli, quadro economico analitico e verifiche di dettaglio non sono disponibili integralmente nel materiale consultato.

I valori riportati nelle due schede sommano 127.252 metri quadrati di superficie, circa 640.000 metri cubi di volume e 86.971.555,11 euro di lavori. Quest’ultima cifra riguarda le lavorazioni indicate e non coincide con il costo complessivo delle opere, che comprende espropri, progettazione, sicurezza, interferenze, indagini, IVA e altre somme.

Superficie complessiva127.252 m²
Volume complessivo640.000 m³
Importo lavori indicato86,97 mln €
Livello dichiaratoPFTE
I5.1

Pozzello

Subito a valle del confine con Solofra

Superficie
42.197 m²
Volume
210.000 m³
Coronamento
820 m
Lavori
37.955.587,55 €
Durata indicata
16 mesi
Comparti idraulici
Solofrana + affluente

La scheda mantiene dentro il perimetro della vasca l’attuale tracciato della Solofrana e quello di un piccolo affluente proveniente da nord. Prevede un ingresso per il torrente, un secondo ingresso per l’affluente e un’uscita terminale a sud.

Il cronoprogramma elenca bonifica bellica, rialzo di ponti, scavi di due settori, formazione dei rilevati arginali, palificate e tre manufatti. Il contesto è descritto come prevalentemente agricolo, con frutteti e un mosaico di piccoli appezzamenti. [3]

I5.2

San Bartolomeo

Vicino al raccordo Salerno–Avellino

Superficie
85.055 m²
Volume
430.000 m³
Coronamento
1.155 m
Lavori
49.015.967,56 €
Durata indicata
19 mesi
Assetto
Due settori regolati

La Solofrana attraversa l’intera opera. Un manufatto intermedio collega e regola i due settori. La scheda mostra un ingresso a nord-est e uno scarico terminale a sud.

Qui compare un’informazione decisiva: la linea arancione tratteggiata riproduce il sedime ARCADIS del 2012. Un’altra tavola segnala il metanodotto SNAM e ne prevede la ricollocazione a ovest. È rappresentata anche la possibilità di realizzare l’opera in due stralci. [4]

Pozzello. L’immagine conserva il disegno della scheda ufficiale: tracciato della Solofrana, comparti, ingressi, uscita terminale, rampe e viabilità interessata. Aprire la tavola per leggerne i dettagli.
San Bartolomeo. La linea tratteggiata arancione è indicata nella scheda come perimetro del progetto ARCADIS del 2012. Il nuovo disegno va confrontato elaborato per elaborato con quello valutato nel 2013.
La costruzione per stralci. La scheda distingue un primo settore in rosso e un secondo in nero. La documentazione dei contratti attuativi dovrà chiarire finanziamento, tempi e funzionalità idraulica garantita durante ciascuna fase.
04 · I 407 milioni e i conti che mancano

I 407 milioni riguardano l’intera gara regionale

L’Accordo quadro vale 406.990.761,29 euro, IVA esclusa. Comprende sette lotti, interventi in tre ambiti territoriali, servizi di progettazione e direzione lavori, indagini e verifiche. Pozzello e San Bartolomeo rientrano nell’Ambito 2 insieme ad altre opere sulla Solofrana, sulla Calvagnola e sulla Cavaiola. [1][2]

Attribuire alle sole vasche di Montoro l’intero importo di 407 milioni è errato. Le schede I5.1 e I5.2 indicano lavori per circa 87 milioni. Il costo totale di Pozzello e San Bartolomeo potrà essere ricostruito solo con i rispettivi quadri economici e con gli atti dei contratti attuativi.

Accordo quadro complessivo406.990.761,29 €

Valore della procedura per tutti i lotti e le prestazioni indicate nella gara regionale.

Importi lavori delle due schede86.971.555,11 €

Somma di Pozzello e San Bartolomeo. Non comprende automaticamente ogni voce del quadro economico.

Perché il quadro economico completo non appare nelle schede? Le pagine sintetiche si chiudono con la voce «stima sommaria della spesa» e riportano l’importo dei lavori. La disciplina dei lavori pubblici include il quadro economico tra gli elaborati del PFTE. [18] Il documento può essere nel fascicolo integrale, in aggiornamento o articolato nei successivi contratti attuativi. L’assenza dal pacchetto pubblico non prova che non esista; rende però legittima e necessaria la richiesta di pubblicazione.

Le voci da conoscere

Somme per espropri, spostamento delle interferenze, progettazione, verifiche, direzione lavori, sicurezza, indagini, prove, monitoraggi, imprevisti, accantonamenti, IVA e costi di gestione dei materiali.

La verifica utile

Il confronto utile è tra il quadro del 2012 e la versione più recente della progettazione richiamata dalle schede 2026. Il PFTE completo, se già formato o trasmesso, va acquisito con il relativo elenco degli elaborati. Totali isolati dicono poco: servono quantità, prezzi, nuove lavorazioni, interferenze e livello progettuale di ciascuna voce.

05 · Una storia iniziata quattordici anni fa

Dal progetto ARCADIS del 2012 alla gara del 2026

Pozzello e San Bartolomeo compaiono negli atti da oltre quattordici anni. Nel frattempo sono cambiati programmi europei, uffici regionali, fonti di finanziamento e livelli di progettazione. La gara del 2026 riprende quindi opere già discusse e contestate, non introduce un progetto nato oggi.

Nel 2012 il territorio era ancora diviso tra Montoro Inferiore e Montoro Superiore. Il Comune unico fu istituito il 3 dicembre 2013. [17] San Bartolomeo ricadeva nell’ex Montoro Inferiore, Pozzello nell’ex Montoro Superiore. Le cronache dell’epoca documentano consigli comunali, osservazioni e iniziative giudiziarie; per ricostruire ogni passaggio occorrono anche le deliberazioni e le relazioni conservate negli archivi comunali. [19][20]

Il Grande Progetto viene notificato alla Commissione europea

La Regione porta avanti un programma di riqualificazione e riduzione del rischio idraulico del Sarno. La struttura comprende interventi dalla parte alta del bacino alla foce.

Approvato il preliminare da 217,47 milioni

Le DGR 119 e 124 individuano ARCADIS come beneficiario e approvano il Grande Progetto composto da 23 interventi, 22 strutturali e uno immateriale. Tra le opere compaiono le laminazioni di San Bartolomeo e Pozzello. [5]

Conferenze, espropri e opposizione locale

Il decreto n. 177 esprime un parere favorevole accompagnato da prescrizioni su acque, sedimenti, gestione, interferenze, terre, espropri, paesaggio e cantieri. [6]

La VIA è favorevole, ma contiene prescrizioni

Il decreto n. 177 non consegna un via libera senza condizioni. Impone verifiche su acque, sedimenti, gestione, interferenze, terre, espropri, paesaggio e cantieri. [6]

Il procedimento cautelare e la sentenza del TAR

La Regione impugnò la sospensione cautelare della VIA e il Consiglio di Stato accolse l’appello con l’ordinanza n. 2477/2014. Nello stesso anno il TAR decise il ricorso del Comune di Montoro: cessazione della materia del contendere sul ricorso principale e rigetto dei motivi aggiunti. [11a]

La Commissione europea approva e poi modifica il contributo

Il finanziamento europeo viene approvato nel 2014 e aggiornato nel 2016. La programmazione ipotizza la prosecuzione del Grande Progetto tra i cicli 2007–2013 e 2014–2020.

Il vecchio Grande Progetto viene ritirato dal primo programma

Alla chiusura del POR 2007–2013 non risulta spesa certificata. ARCADIS viene soppressa e la Regione trasferisce la gestione all’Ufficio speciale. Gli interventi sono riprogrammati. [7]

Nasce il nuovo Programma di mitigazione del rischio

La DGR 144 ricomprende le opere del Grande Progetto e amplia la strategia. La Regione passa da un singolo “grande progetto” a un programma più esteso, organizzato per interventi e sottobacini. [7]

La VIA del 2013 viene prorogata per cinque anni

Il decreto n. 75 accoglie la proroga richiesta dalla Regione. La documentazione del 2019 afferma che gli interventi riprogrammati non presentano modifiche tecniche sostanziali rispetto al progetto valutato. Il confronto con la progettazione richiamata dalle schede 2026 resta quindi un passaggio da documentare. [8]

Nuove conferenze e nuovi accordi di progettazione

La conferenza istruttoria del programma si conclude positivamente. La Regione finanzia progettazione, verifiche e indagini. In parallelo vengono separati gli interventi fognari e depurativi, indispensabili per il risanamento ma distinti dalle opere idrauliche.

Il programma viene aggiornato ancora

La DGR 230 ricostruisce il percorso, i contratti attuativi e la nuova organizzazione. Per l’Ambito che comprende Solofrana e Cavaiola risultano avviate attività di modellazione e progettazione. [9]

Le risorse vengono riallineate alla programmazione 2021–2027

La Giunta aggiorna il quadro finanziario e distingue gli interventi di mitigazione idraulica dalle opere fognarie e depurative. Le vasche restano nella programmazione regionale. [10]

DGR 262, schede degli interventi e gara da 407 milioni

Le schede I5.1 e I5.2 vengono inserite nell’Allegato 1 della DGR 262/2026. A luglio la Regione pubblica l’Accordo quadro e prevede l’aggiudicazione e i primi contratti attuativi entro la fine dell’anno. [1]

06 · Il ricorso di Montoro

Che cosa ha deciso il TAR nel 2014

La sentenza n. 6714/2014 distingue due parti del giudizio. Il ricorso principale riguardava soprattutto i saggi archeologici nell’area di San Bartolomeo. Durante il processo l’autorità procedente dispose gli accertamenti richiesti; il TAR dichiarò quindi cessata la materia del contendere su quel punto. [11a]

I motivi aggiunti contro il decreto VIA e gli atti istruttori furono invece esaminati e respinti. La VIA rimase efficace. Il Tribunale precisò che il Grande Progetto Sarno aveva finalità di sicurezza idraulica e non di bonifica e richiamò la situazione di inquinamento già riconosciuta nell’area, che le opere non avrebbero dovuto aggravare. [11a]

07 · La valutazione ambientale

Le prescrizioni ambientali da verificare sul progetto attuale

La Commissione VIA espresse parere favorevole il 31 ottobre 2013; il decreto fu adottato il 2 dicembre. Le prescrizioni riguardano qualità delle acque, sedimenti, manutenzione, interferenze, espropri, paesaggio e cantiere. [6]

Per le opere di laminazione l’attivazione è subordinata alla compatibilità ambientale delle acque recapitate. Il decreto disciplina inoltre la risospensione e l’accumulo dei sedimenti, la destinazione dei materiali, i sottoservizi, il monitoraggio e la gestione futura.

Acque in ingresso

La compatibilità ambientale delle acque va accertata prima dell’attivazione delle vasche.

Sedimenti

Il progetto deve limitare la risospensione e stabilire come rimuovere, caratterizzare, recuperare o smaltire i materiali.

Interrimento

L’accumulo riduce il volume utile. Frequenze di rilievo, mezzi, siti di conferimento e costi devono essere definiti prima dell’esercizio.

Gestione

Il fascicolo deve indicare chi gestirà le opere e con quali accordi e risorse sarà svolta la manutenzione.

Interferenze

Metanodotti, strade, elettrodotti, reti e sottoservizi vanno rilevati e risolti negli elaborati di progetto.

Espropri

I piani particellari devono seguire il disegno effettivo delle opere e le aree realmente interessate.

Paesaggio

Inserimento paesaggistico, vegetazione e trasformazione dei terreni agricoli incidono sulla qualità finale dell’intervento.

Cantiere

Cantierizzazione, terre, viabilità, rumore, polveri e controlli ambientali richiedono un piano leggibile e verificabile.

Il decreto stabilisce che l’amministrazione competente verifichi la corrispondenza tra il progetto esecutivo e quello esaminato. In presenza di varianti sostanziali, il progetto modificato deve tornare nella procedura ambientale.

La verifica da fare oggi.

Nel 2019 la Regione prorogò la VIA dichiarando l’assenza di modifiche tecniche sostanziali. Le schede del 2026 mostrano un livello progettuale successivo, un nuovo confronto con il sedime ARCADIS, interferenze aggiornate e una possibile esecuzione per stralci. Va acquisito l’atto che individua la procedura ambientale applicata al PFTE attuale e gli elaborati utilizzati per questa decisione.

08 · Il beneficio a scala di bacino

Gli allagamenti a valle dipendono anche dalle trasformazioni a monte

L’industrializzazione, l’espansione urbana, i piazzali, le strade e le coperture impermeabili riducono la capacità del suolo di trattenere l’acqua e possono aumentare la velocità con cui la pioggia raggiunge valloni, reti e torrente. Gli effetti si propagano lungo il bacino e possono contribuire alle criticità dei territori a valle.

Solofra, Montoro, Forino e gli altri territori che conferiscono acque nel sistema dell’Alta Solofrana devono concorrere alla difesa comune con manutenzione dei valloni, separazione delle reti, drenaggio urbano sostenibile, controllo delle nuove impermeabilizzazioni e misure di compensazione idraulica. Lo stesso principio vale per ogni Comune che ricade, anche soltanto in parte, nel bacino.

La presenza di vasche non può diventare il presupposto per impermeabilizzare nuove superfici con l’idea che il volume aggiuntivo sarà comunque assorbito a valle. Ogni nuova trasformazione deve dimostrare di non aumentare il deflusso e di non ridurre il beneficio delle opere già realizzate.

Pensare per bacino significa condividere dati, vantaggi, costi e responsabilità, senza spostare il problema da un Comune all’altro.

Scenario attuale

Portate e livelli con reti, alveo, superfici impermeabili e manutenzione nelle condizioni realmente esistenti.

Scenario con opere a monte

Nuova rete industriale, separazione delle acque meteoriche, gestione dei valloni, drenaggio urbano e ripristino delle sezioni del Solofrana.

Scenario con ulteriore impermeabilizzazione

Effetti di nuove aree produttive, strade, parcheggi e costruzioni, comprese le misure necessarie per mantenere invariato il deflusso.

Scenario con laminazione residua

Volume ancora necessario dopo gli interventi a monte, riduzione del colmo e sezioni effettivamente protette.

Rischio residuo

Zone che restano esposte, limiti di progetto e condizioni nelle quali le opere non evitano l’esondazione.

Le vasche non sono un lasciapassare per creare nuove superfici impermeabili. Il beneficio calcolato oggi deve essere protetto anche dalle scelte urbanistiche di domani.
09 · Prima delle vasche

Prima delle vasche: reti, depurazione, acque montane e qualità del Solofrana

Durante le piene, Pozzello e San Bartolomeo possono ricevere non soltanto acqua meteorica, ma anche sedimenti, acque di dilavamento, apporti provenienti dagli scolmatori e sostanze immesse nel sistema a monte. Una vasca rallenta la piena, ma non depura ciò che contiene.

La priorità ambientale è ridurre alla fonte le pressioni evitabili: completare la nuova rete industriale di Solofra, separare i reflui dalle acque urbane e meteoriche, verificare gli scolmatori, migliorare il funzionamento del complesso depurativo Solofra–Mercato San Severino e impedire che le acque provenienti dai versanti montani occupino impropriamente la rete dei reflui.

Il CNSBII propone che la nuova rete non si limiti ad affiancare quella storica. L’obiettivo è la dismissione e l’asportazione dei vecchi tratti e manufatti. Se la rimozione di una parte risultasse tecnicamente o ambientalmente meno sicura, la deroga dovrà essere motivata e accompagnata da disconnessione, pulizia, chiusura, mappatura e controllo.

Solo conoscendo la qualità delle acque che raggiungeranno gli imbocchi sarà possibile progettare correttamente fondo, gestione dei sedimenti, controlli e modalità di esercizio delle vasche.

01

Produzione

Attività conciarie, altri opifici, abitazioni, piazzali e siti industriali generano reflui, acque di dilavamento e rifiuti.

02

Reti e scarichi

Le pressioni possono passare dalla fognatura, dagli scolmatori, da tubazioni abusive, da perdite o dal ruscellamento superficiale.

03

Trattamento

Il complesso Solofra-Mercato San Severino deve ricevere e trattare carichi civili e industriali molto diversi tra loro.

04

Corso d’acqua

La Solofrana raccoglie gli effetti delle immissioni lecite, delle irregolarità, delle piogge e delle condizioni delle infrastrutture.

05

Laminazione

Durante gli eventi di piena, acqua e materiali sospesi possono entrare nei comparti e depositarsi nelle zone a minore velocità.

Dato amministrativo

La nuova rete industriale di Solofra è una condizione strutturale del quadro a monte.

La deliberazione di Giunta n. 61 del 26 marzo 2026 approva il DOCFAP per il rifacimento della rete industriale. L’atto descrive circa 16,73 chilometri di condotte in esercizio dai primi anni Ottanta, criticità dovute alla vetustà, interconnessioni improprie con reti urbana e meteorica e afflusso di “acque parassite” al depuratore. L’alternativa scelta prevede circa 12,8 chilometri di nuovi collettori a uso esclusivamente industriale, per un importo stimato di 9,6 milioni di euro. [30] Il DIP e il Capitolato informativo BIM sono stati approvati con delibera n. 125 dell’8 luglio 2026. [30a]

Questi dati rendono necessario un cronoprogramma coordinato: il progetto delle vasche deve mostrare come cambieranno quantità e qualità delle acque prima e dopo il completamento della nuova rete.

Gli atti documentano la progettazione della nuova rete, ma non attestano l’avvenuta eliminazione del sistema storico. Il dossier separa quindi il fatto amministrativo dalla proposta CNSBII di chiusura effettiva e rimozione, con eventuali deroghe soltanto se motivate da verifiche tecniche e ambientali.

Sistema depurativo

Solofra e Mercato San Severino lavorano come un unico complesso.

La relazione dell’Ente Idrico Campano descrive i due impianti come il complesso depurativo dell’Alto Sarno. I reflui trattati a Solofra vengono immessi nel collettore diretto a Mercato San Severino, dove avviene la fase finale prima del recapito. [31]

Uno scarico industriale illecito in fognatura segue un percorso diverso da una tubazione diretta nel torrente. Può comunque alterare i carichi in ingresso e rendere più difficile il trattamento. Nel report le due situazioni sono registrate separatamente.

Falda Solofrana-Montorese

PCE e TCE non sono la stessa sostanza e non vanno usati come sinonimi.

Il procedimento regionale sulla falda nasce dalla contaminazione da tetracloroetilene, indicato anche come percloroetilene o PCE. Il Piano di caratterizzazione dell’area Solofrana-Montorese fu approvato nel 2015 e ha previsto indagini nei territori di Solofra e Montoro. Nel 2022 è stata indetta una nuova procedura per la caratterizzazione della falda. [34][35]

Il tricloroetilene, TCE, è un composto diverso. Nel dossier viene citato soltanto quando compare in dati analitici ufficiali. La presenza del PCE non prova automaticamente la presenza del TCE.

PCETetracloroetilene

Contaminante documentato alla base del procedimento di caratterizzazione della falda profonda.

TCETricloroetilene

Parametro da leggere nei dati analitici. La sua presenza va accertata, senza dedurla per semplice associazione con il PCE.

CrCromo e altri parametri

Il monitoraggio della Solofrana comprende profili chimici legati alle pressioni del bacino. La presenza nel profilo analitico non equivale a un superamento.

Che cosa non è possibile affermare oggi.

La contaminazione della falda nell’area Solofrana-Montorese è un fatto documentato. Non è invece dimostrato, con i soli atti pubblici esaminati, che le vasche ricadano nel plume, che mettano in comunicazione acqua superficiale e falda o che provochino un danno. Queste ipotesi richiedono cartografie georeferenziate, piezometria, stratigrafia, permeabilità e soluzioni costruttive del fondo.

Dati da acquisire prima della scelta finale.

Cartografia delle reti, punti di sfioro, videoispezioni, prove di tenuta, portate in tempo asciutto e durante la pioggia, qualità degli scarichi e stato degli interventi sul depuratore. La provenienza montana delle acque parassite deve essere verificata con rilievi e tracciamenti, non presunta.

10 · L’ordine delle decisioni

Prima le cause correggibili. Poi il volume residuo da laminare.

La valutazione non può cominciare dal volume delle vasche e risalire a ritroso. Deve partire dal bacino reale, rimuovere le criticità tecnicamente correggibili e calcolare ciò che resta. Questo metodo permette di comprendere se le due opere siano necessarie nella configurazione proposta, se debbano essere ridimensionate o se occorrano soluzioni differenti.

Il percorso non rinvia la sicurezza idraulica. Al contrario, evita che un’opera venga utilizzata come sostituto della manutenzione, della depurazione, della separazione delle reti o della corretta pianificazione urbanistica.

01

Nuova rete, rimozione della rete storica e depurazione

Completare e verificare la separazione della rete industriale; trasferire i reflui sulla nuova infrastruttura; perseguire la dismissione, la bonifica e l’asportazione della rete storica e dei manufatti non più utilizzati. Qualunque tratto lasciato in posto dovrà essere motivato, disconnesso, pulito, chiuso e mappato. Vanno inoltre controllati scolmatori e collegamenti impropri, coordinati gli impianti di Solofra e Mercato San Severino e misurata la qualità delle acque in uscita dal sistema urbano e produttivo.

02

Acque montane e drenaggio urbano

Ricostruire il percorso dei valloni, intercettare il ruscellamento prima della rete nera o industriale e trattenere parte della pioggia sulle superfici urbane e produttive.

03

Alveo dal confine alle vasche

Rilevare tutte le sezioni, rimuovere i sedimenti dove necessario, ripristinare la continuità idraulica e adeguare soltanto i tratti dimostrati insufficienti, verificando gli effetti verso valle.

04

Falda, suolo e sedimenti

Sovrapporre i sedimi delle opere al modello della falda, conoscere permeabilità e quote piezometriche e definire il percorso dei contaminanti e la gestione dei materiali depositati.

05

Confronto degli scenari

Applicare gli stessi eventi di pioggia allo stato attuale, allo scenario con le opere a monte e allo scenario con laminazione, pubblicando portate, livelli, aree allagate e rischio residuo.

06

Decisione motivata

Realizzare le vasche, ridurle o modificarle soltanto in base al beneficio residuo dimostrato, ai costi, agli impatti, alle condizioni ambientali e alla capacità di gestione nel tempo.

La domanda corretta non è “vasche sì o no” in astratto. È: quale combinazione di interventi protegge meglio l’intero bacino, con minori impatti e responsabilità definite?

Memoria tecnica CNSBII · Prot. n. 101/2026. Il quadro completo è stato trasmesso agli enti. Il dossier pubblico ne riporta gli elementi essenziali senza pubblicare indirizzi, recapiti o altri dati di contatto.
11 · Il tratto che precede le vasche

Tre punti osservati tra Solofra e Montoro

Il secondo punto, 40.829973, 14.814742, si trova nel passaggio dal tratto artificializzato di Solofra a un alveo più naturale nel territorio di Montoro. Il terzo, 40.824878, 14.806764, è nell’area di San Pietro. Le fotografie del 2024 e del 2025 mostrano depositi, vegetazione, attraversamenti, variazioni della sezione e un episodio di forte alterazione visiva delle acque.

Le schede regionali collocano Pozzello subito a valle del confine con Solofra, ma non pubblicano coordinate numeriche o file GIS. La mappa riporta quindi soltanto i punti dei sopralluoghi CNSBII. I perimetri delle vasche potranno essere sovrapposti dopo l’acquisizione degli elaborati georeferenziati.

Documentato

Il passaggio tra alveo artificializzato e tratto a maggiore naturalità

Le fotografie mostrano la discontinuità fisica tra i due segmenti del torrente al confine Solofra–Montoro.

Da accertare

La posizione rispetto ai perimetri delle vasche

Servono coordinate ufficiali, piano particellare e file georeferenziati del PFTE.

Da accertare

Dragaggio, risagomatura e manutenzione del tratto

La scheda I5.1 descrive scavi, argini, manufatti e sistemazioni della vasca. Non elenca in modo esplicito il dragaggio dell’asta a monte. Il capitolato generale contempla dragaggi e manutenzioni dove previsti dai singoli interventi: occorre sapere se questo tratto vi rientra.

Mappa interattiva

Tre punti osservati lungo la Solofrana

I marker aprono fotografie, descrizioni e collegamenti cartografici. Il tracciato unisce i sopralluoghi e non rappresenta un’opera progettuale.

La verifica da chiedere alla Regione.

Il fascicolo deve indicare se il tratto tra il confine Solofra–Montoro, San Pietro e gli imbocchi delle vasche rientra negli interventi di manutenzione o adeguamento. Vanno inoltre individuati le sezioni rilevate, gli eventuali scavi, la rimozione dei depositi, la risagomatura, gli attraversamenti e la gestione dei materiali rimossi.

12 · Controlli e repressione 2023-2026

I controlli documentati dal 2023 al 2026

Il dossier raccoglie gli episodi pubblicati da ARPAC, Carabinieri Forestali e organi di informazione quando riportavano un collegamento preciso con la Solofrana, con la fognatura del polo produttivo o con altre pressioni ambientali dell’area. L’elenco non comprende le indagini non rese pubbliche e non rappresenta una statistica completa dei reati.

Ogni episodio è classificato secondo il percorso indicato nelle fonti: scarico diretto nel torrente, immissione nella pubblica fognatura oppure pressione territoriale. Depositi di rifiuti e materiali contenenti amianto non sono conteggiati come scarichi diretti.

Campagna avviata nel 2020 22 aziende controllate

Nel bilancio diffuso il 21 dicembre 2023, 15 attività risultavano non conformi, sette aziende erano state sequestrate e dodici imprenditori denunciati. Sono dati cumulativi della campagna, non dati attribuibili al solo 2023. [22]

Fognatura

Conceria nella zona ASI di Solofra

Sequestro preventivo per attività senza autorizzazione allo scarico di reflui industriali nella pubblica fognatura e alle emissioni in atmosfera. ARPAC chiarisce che l’operazione rientrava nelle indagini sulle cause dell’inquinamento della Solofrana. [21]

Fognatura

Reflui di lavorazione senza AUA

Una conceria di Solofra è stata sequestrata. Il titolare è stato denunciato. La contestazione riportata riguarda lo scarico nella rete fognaria senza Autorizzazione unica ambientale e le emissioni in atmosfera non autorizzate. [23]

Fognatura

Conceria priva delle autorizzazioni ambientali

Sequestro di un opificio di circa tremila metri quadrati e denuncia del titolare. Le contestazioni comprendono scarico delle acque di lavorazione nella pubblica fognatura, emissioni e gestione dei rifiuti senza i titoli richiesti. [24]

Scarico diretto

Acque di lavorazione portate nel torrente con un tubo

Dopo una segnalazione, i Forestali hanno individuato un dipendente che, secondo la ricostruzione resa pubblica, utilizzava un tubo corrugato collegato a un impianto di immersione. Il quarantenne è stato denunciato. [25]

Scarico diretto

Fonderia: reflui e acque di dilavamento nella Solofrana

Carabinieri Forestali e ARPAC hanno usato un tracciante fluorescente per ricostruire il percorso. L’attività è stata sequestrata e il presidente del consiglio di amministrazione denunciato. [26]

Fognatura + rifiuti

Conceria senza autorizzazioni e rifiuti pericolosi

Sequestro dell’opificio e dell’area esterna. Le fonti riferiscono scarichi industriali e di prima pioggia nella fognatura e circa 150 metri cubi di rifiuti speciali pericolosi, tra oli esausti e prodotti chimici. Un imprenditore è stato denunciato. [27]

Pressione territoriale

Quattro capannoni e rifiuti contenenti amianto

Sequestro di uno stabilimento di circa ottomila metri quadrati e denuncia dell’amministratore. Sono stati indicati sessanta metri cubi di rifiuti, in parte pericolosi. L’episodio non è classificato come scarico nel torrente, ma come pressione ambientale nell’area industriale. [28]

Recidiva contestata

Attività proseguita nonostante il sequestro del 2021

I Forestali hanno denunciato il titolare di una conceria per violazione dei sigilli. Secondo la notizia, l’azienda avrebbe continuato l’attività e le condotte già contestate. [29]

Scarico diretto

Montoro: reflui urbani convogliati con un tubo interrato

Il titolare di un opificio e il proprietario del fabbricato sono stati denunciati. Le acque dei servizi igienici, dopo una vasca di raccolta fanghi, sarebbero state recapitate direttamente nella Solofrana. [30b]

Che cosa non dice questo grafico.

Il grafico riporta sequestri e denunce, non l’esito definitivo dei procedimenti. Non include gli illeciti rimasti sconosciuti o gli atti coperti dal segreto investigativo. Per capire se la qualità della Solofrana stia migliorando, questi dati vanno letti insieme ai monitoraggi ARPAC su acqua, stato chimico, stato ecologico e sedimenti. [32][33]

13 · Condizioni per la progettazione e l’esercizio

La costruzione non può sostituire il risanamento a monte

La sicurezza idraulica richiede che ogni fase sia valutata senza lasciare scoperto il territorio. Nello stesso tempo, le vasche non possono diventare il luogo nel quale accumulare gli effetti di reti ancora inefficaci, scarichi, acque parassite e alveo non mantenuto.

Prima della decisione attuativa devono essere confrontati gli scenari con e senza gli interventi a monte. Prima dell’entrata in esercizio devono essere già operativi controlli, soglie, procedure per gli sversamenti, gestione dei sedimenti e responsabilità finanziate.

Nel quadro delle opere a monte deve essere considerata anche la chiusura effettiva del ciclo della vecchia rete industriale: non soltanto disconnessione, ma dismissione, bonifica e asportazione integrale dopo l’entrata in esercizio dei nuovi collettori.

01

Baseline prima dell’apertura

Campionamento delle acque e dei sedimenti nei punti di ingresso, nei comparti e a valle, con parametri coerenti con le pressioni civili e industriali.

02

Carta delle pressioni a monte

Inventario degli scarichi autorizzati, degli scolmatori, delle reti industriali e civili, dei siti contaminati e delle interferenze tra Solofra e gli imbocchi delle vasche.

03

Protocollo per gli sversamenti

Procedura immediata tra gestore, Regione, Comune, ARPAC e forze dell’ordine quando vengono rilevati colore, odori, schiume o parametri anomali.

04

Sedimenti con una destinazione certa

Il piano deve fissare frequenza dei rilievi, soglie di intervento, caratterizzazione, rimozione e impianti autorizzati. Le regole devono essere pronte prima che si formi il primo accumulo.

05

Regolazione verificata

Valutazione tecnica di paratoie, esclusione temporanea o bypass soltanto se compatibili con la sicurezza idraulica e con gli scenari di piena.

06

Cronoprogramma coordinato

Stato dei lavori sulla rete industriale di Solofra, adeguamento dei depuratori e costruzione delle vasche letti nello stesso quadro pubblico.

Prima dell’apertura devono essere già definiti controlli, soglie di intervento, gestione dei sedimenti, soggetti responsabili e risorse.

Proposta CNSBII

Un Piano ambientale di pre-esercizio allegato alla progettazione.

Il piano dovrebbe fissare dati iniziali, frequenze di controllo, soglie di attenzione, modalità di svuotamento, gestione dei sedimenti e procedure di emergenza. Dovrebbe indicare anche il soggetto che interviene e le risorse disponibili. Sarebbe uno strumento operativo da affiancare agli atti ambientali, senza alterare la funzione idraulica.

La richiesta sarà depositata alla Regione come contributo preliminare. La pagina pubblica riporterà il protocollo e gli eventuali riscontri ricevuti.

14 · Paure, rischi e affermazioni da verificare

Quali rischi risultano dagli atti e quali restano da provare

Le affermazioni circolate nel dibattito sono state confrontate con le schede progettuali, la VIA, la sentenza del TAR e gli altri atti reperiti. La tabella seguente indica ciò che risulta documentato, ciò che dipende dagli elaborati mancanti e ciò che, allo stato, non trova riscontro.

Trasformazione di suolo agricoloDocumentata

Le schede descrivono contesti prevalentemente agricoli, frutteti, oliveti e sistemi colturali complessi. Scavi, argini, viabilità e manufatti trasformeranno l’assetto attuale.

Interferenza con il metanodottoDocumentata

La scheda di San Bartolomeo riporta il tracciato SNAM e ipotizza una ricollocazione a ovest. Mancano nel fascicolo pubblico il progetto dell’interferenza, le autorizzazioni, il costo e i tempi.

Accumulo di sedimenti contaminatiRischio da gestire

Il rischio dipende dalla qualità dell’acqua e dei solidi trasportati. La VIA già impone misure specifiche; il piano di gestione dovrà indicare caratterizzazione, pulizia e filiera autorizzata.

Cattivi odoriPossibili, non automatici

Acqua stagnante, sedimenti organici e manutenzione insufficiente possono produrli. Tempi di svuotamento e gestione delle aree umide residue vanno descritti nella relazione idraulica e nel piano di esercizio.

Due laghi permanentiNon risulta

Le tavole rappresentano opere di laminazione con alveo, comparti e manufatti. La condizione ordinaria e i livelli permanenti devono comunque essere descritti nella relazione idraulica.

Opera già integralmente approvata e immutabileImpreciso

Esistono programmazione, schede degli interventi e gara di Accordo quadro. Nelle schede il PFTE è indicato come livello in corso. Progettazione, verifiche, autorizzazioni e contratti attuativi devono ancora definire aspetti essenziali.

Ricorso comunale perso integralmente nel meritoImpreciso

La sentenza ebbe due esiti: cessazione della materia del contendere per il ricorso principale e rigetto nel merito dei motivi aggiunti. La VIA restò efficace. [11a]

Beneficio idraulico certo e sufficienteDa quantificare

La finalità di difesa idraulica è dichiarata. L’efficacia si misura con modellazione, sezioni di controllo, riduzione dei colmi e rischio residuo.

Piste ciclabili e aree sociali già finanziateNon risultano

Le schede ufficiali non mostrano un progetto di fruizione pubblica. Le immagini CNSBII sono proposte illustrative da sottoporre a fattibilità.

Le vasche consentono nuove impermeabilizzazioni senza compensazioniErrato

La capacità di laminazione è dimensionata su determinati scenari. Nuove superfici impermeabili possono aumentare il deflusso e ridurre il margine di sicurezza. Ogni trasformazione deve dimostrare di non aggravare le portate e prevedere misure di drenaggio e compensazione.

La questione è soltanto politicaRiduttivo

Il conflitto politico può influire sui toni. Restano però questioni tecniche reali, una lunga storia amministrativa e prescrizioni ambientali mai spiegate compiutamente ai cittadini.

15 · Proposta illustrativa CNSBII
Proposta CNSBII · elaborazione non ufficiale

Una possibile integrazione pubblica, ambientale e gestionale

Le tavole di questa sezione sono elaborazioni illustrative di proprietà del Corpo Nazionale delle Sentinelle dei Bacini Idrografici Italiani (CNSBII). Non fanno parte del progetto regionale ufficiale e non sostituiscono rilievi, calcoli, verifiche geotecniche, autorizzazioni o scelte dei progettisti competenti.

Le immagini traducono in forma visiva alcune proposte da sottoporre a verifica: percorsi esterni al volume di piena, educazione ambientale, accessibilità, paesaggio, manutenzione, qualità delle acque e coordinamento con le condizioni del Solofrana a monte. La loro fattibilità dipende dai dati progettuali completi e dagli esiti delle valutazioni tecniche e ambientali.

Proprietà e attribuzione.Le elaborazioni grafiche CNSBII possono essere citate indicando la fonte. Non devono essere presentate come tavole ufficiali della Regione Campania o come opere già approvate.
Proposta CNSBII · proprietà CNSBII
Pozzello. Elaborazione illustrativa di proprietà CNSBII: ipotesi di percorsi esterni, area didattica, punto di osservazione, parcheggio fuori dall’invaso e mitigazione verde. Non costituisce parte del progetto regionale ufficiale.
Proposta CNSBII · proprietà CNSBII
San Bartolomeo. Elaborazione illustrativa di proprietà CNSBII: ipotesi di percorso pubblico separato dalla manutenzione, accessi controllati, aree informative e mitigazione. Non costituisce parte del progetto regionale ufficiale.
01 · Sicurezza idraulica

Nessuna sottrazione alla capacità di laminazione e nessuna interferenza con il volume di piena, gli sfioratori o le opere di regolazione.

02 · Qualità delle acque

Fruizione ed educazione ambientale valutate soltanto dopo controlli documentati su reflui, scolmatori, rete fognaria e apporti montani.

03 · Alveo a monte

Continuità idraulica, sedimenti, vegetazione, ponti e restringimenti verificati dal confine di Solofra fino alle vasche.

04 · Manutenzione

Piste di servizio, cancelli, aree di manovra e accesso dei mezzi sempre disponibili e separati dalla fruizione pubblica.

05 · Emergenza

Chiusura tempestiva delle aree pubbliche durante allerte, piene, manutenzioni e cantieri, con procedure e responsabilità definite.

06 · Accessibilità

Pendenze, larghezze, parapetti, attraversamenti e segnaletica sottoposti a progettazione specifica e verifica normativa.

07 · Proprietà e gestione

Disponibilità delle aree, servitù, assicurazione, sorveglianza, pulizia e costi annuali determinati prima di ogni apertura.

08 · Paesaggio

Specie compatibili, superfici permeabili, verde esterno ai corpi arginali e limitazione di ogni nuova impermeabilizzazione.

Il confine tra progetto regionale e proposta CNSBII resta esplicito.

Le due tavole generali e le dieci tavole di approfondimento illustrano una proposta del CNSBII. Non sono elaborati approvati dalla Regione Campania, non utilizzano i DWG nativi e non attestano la fattibilità delle singole localizzazioni. La valutazione spetta agli enti e ai professionisti incaricati.

16 · Accesso, osservazioni e partecipazione

Gli atti da chiedere subito

Il decreto legislativo 195/2005 consente l’accesso alle informazioni ambientali senza richiedere un interesse personale qualificato. La legge 241/1990 disciplina l’intervento dei portatori di interessi diffusi nei procedimenti; il decreto legislativo 152/2006 regola la partecipazione del pubblico nelle procedure ambientali. [13][14][15]

Il primo passaggio è ottenere il fascicolo già formato. Le richieste devono indicare l’atto o l’elaborato cercato e l’ufficio che lo detiene. Su questa base si possono depositare memorie, osservazioni e proposte con domande puntuali.

1

Accesso ambientale

Richiesta alla Regione della versione più recente del PFTE, se già formata o trasmessa, con elenco degli elaborati; in mancanza, stato di redazione, affidamenti e calendario. Vanno richiesti anche relazioni idrauliche, atti ambientali, ottemperanze e dati su acque, suolo e sedimenti.

2

Accesso documentale e civico

Richiesta di atti amministrativi, verbali, contratti, quadri economici, incarichi, conferenze, cronoprogrammi e decisioni sulla progettazione.

3

Memoria nel procedimento

Deposito di una relazione motivata sulla proposta pubblica e sulle criticità, chiedendo una risposta punto per punto.

4

Osservazioni ambientali

Quando viene pubblicata una nuova VIA o altra procedura, chiunque può presentare osservazioni entro i termini dell’avviso.

5

Tavolo tecnico

Richiesta con Comune, Regione, progettisti, Autorità di bacino, ARPAC, gestori delle reti e associazioni, con verbali pubblici.

6

Monitoraggio civico

Archivio pubblico degli atti ricevuti, delle risposte, delle scadenze e delle modifiche progettuali, evitando che il confronto riparta ogni volta da zero.

Metodo di accesso

Separare gli atti esistenti dagli elaborati che saranno prodotti in seguito

La richiesta riguarderà documenti già protocollati, consegnati o utilizzati dagli uffici. Per le voci non ancora prodotte sarà chiesta una dichiarazione formale e l’indicazione della fase in cui verranno redatte. In questo modo la risposta potrà essere verificata senza confondere il fascicolo attuale con il lavoro futuro.

Gli atti già prodotti che non risultano pubblicati integralmente

  1. Indice aggiornato dei fascicoli amministrativi e progettuali di Pozzello e San Bartolomeo.
  2. Versione più recente del PFTE di ciascun intervento, se già redatta o trasmessa per i pareri, con indice degli elaborati; altrimenti dichiarazione sullo stato di formazione.
  3. Quadri o prospetti economici già utilizzati per determinare gli importi delle schede I5.1 e I5.2.
  4. Relazioni, simulazioni e risultati già consegnati nell’ambito della modellazione idrologico-idraulica AQ2_1.
  5. Convocazioni, verbali, osservazioni, controdeduzioni e atto conclusivo della Conferenza di servizi del 2019.
  6. Istanza ambientale protocollo 2023.584676 del 1° dicembre 2023 e allegati già depositati.
  7. Domanda di proroga protocollo 759194 del 29 novembre 2018 e nota protocollo 220562 del 4 aprile 2019 con relativi allegati.
  8. Elaborati catastali e sulle interferenze già predisposti, compresi quelli relativi al metanodotto di San Bartolomeo.
  9. Perimetri georeferenziati, coordinate e file GIS, KML, DWG o DXF già presenti nel fascicolo.
  10. DOCFAP, DIP, quadro economico e allegati già approvati per il rifacimento della rete fognaria industriale di Solofra.
  11. Planimetrie, videoispezioni, prove di tenuta e censimento degli scolmatori già eseguiti sulle reti poste a monte delle vasche.
  12. Dati ARPAC già validati su acque superficiali, falda e sedimenti utili a definire la baseline ambientale.
Documenti futuri esclusi dalla richiesta.

La richiesta non comprenderà progetto esecutivo ancora da redigere, elaborati “come costruito”, decreti finali di esproprio, piani di cantiere dei futuri affidatari o indagini non ancora commissionate. Per queste attività si chiederanno calendario, responsabili e modalità di pubblicazione quando saranno avviate.

La scelta deve arrivare alla fine dell’istruttoria, non all’inizio

Il CNSBII non assume Pozzello e San Bartolomeo come obiettivo da difendere né come opere da respingere a prescindere. Le considera una delle opzioni da verificare dentro un sistema di bacino. Il punto decisivo non è dichiararsi favorevoli o contrari, ma dimostrare quale combinazione di interventi riduca davvero il rischio con il minore impatto possibile.

Prima della decisione finale devono essere messi nello stesso quadro: nuova rete industriale di Solofra e chiusura effettiva della rete storica, depurazione, separazione delle acque montane e meteoriche, drenaggio urbano, condizioni dell’alveo fino alle aree di progetto, qualità delle acque e dei sedimenti, interferenze e rapporto con la falda.

Il modello deve confrontare lo stato attuale, gli interventi a monte, le alternative di adeguamento dell’alveo e l’eventuale laminazione residua. Se le vasche risultano necessarie, il progetto dovrà quantificare beneficio, rischio residuo, costi e condizioni ambientali. Se risultano sovradimensionate, insufficienti o sostituibili, configurazione e dimensioni dovranno cambiare.

La responsabilità non ricade soltanto su Montoro o sui Comuni a valle. Le trasformazioni a monte devono rispettare l’invarianza idraulica e non utilizzare le vasche come giustificazione per nuove impermeabilizzazioni. La difesa del bacino richiede contributi misurabili da parte di tutti i territori che generano e convogliano il deflusso.

Nessun sì preventivo, nessun no ideologico: prima i dati, poi la scelta progettuale.
17 · Fonti, documenti e limiti

Fonti consultate e documenti ancora mancanti

I numeri riportati nell’articolo provengono dalle schede progettuali, dagli atti regionali e dalla procedura di gara. Le valutazioni del CNSBII sono separate dai dati documentali. Le tavole sulla possibile fruizione pubblica sono elaborazioni illustrative dell’associazione.

Quando un documento non è stato reperito online, l’articolo lo indica come non disponibile nel fascicolo pubblico esaminato. Non ne viene dichiarata l’inesistenza. L’accesso agli atti potrà integrare o correggere la ricostruzione.

01Regione Campania · Gara da 407 milioniComunicazione ufficiale del 31 luglio 2026 con ambiti, lotti e cronoprogramma della procedura. 02Portale gare · Procedura 4396/AQ/2026Determina a contrarre, disciplinare, capitolati, schede degli interventi e contratti.
03Scheda intervento I5.1 · PozzelloAllegato 1 alla DGR 262/2026, acquisito nel pacchetto ufficiale della gara.
04Scheda intervento I5.2 · San BartolomeoAllegato 1 alla DGR 262/2026, acquisito nel pacchetto ufficiale della gara.
05DGR 119 e 124 del 20 marzo 2012Origine del Grande Progetto Sarno, quadro finanziario e interventi iniziali. 06Decreto VIA n. 177 del 2 dicembre 2013Parere favorevole con prescrizioni ambientali sul Grande Progetto Sarno. 07DGR n. 144 del 13 marzo 2018Ricostruzione del vecchio progetto e nuovo Programma di mitigazione del rischio idraulico. 08Decreto n. 75 del 10 giugno 2019Proroga quinquennale della VIA e dichiarazioni regionali sulla continuità tecnica degli interventi. 09DGR n. 230 del 27 aprile 2023Aggiornamento del programma, contratti attuativi e organizzazione per sottobacini. 10DGR n. 284 del 21 maggio 2025Aggiornamento della programmazione e delle fonti finanziarie. 11Corte dei conti · Deliberazione n. 13/2021Relazione sui grandi progetti europei e ricostruzione sintetica del contenzioso del Sarno. 11aTAR Campania · sentenza n. 6714 del 17 dicembre 2014Testo integrale: cessazione della materia del contendere sul ricorso principale e rigetto dei motivi aggiunti. 12Comune di Montoro · profilo istituzionale del sindacoRicostruzione dei mandati nell’ex Comune di Montoro Inferiore e nel Comune unificato. 13Decreto legislativo 195/2005Accesso del pubblico alle informazioni ambientali. 14Legge 241/1990Partecipazione, memorie e accesso nei procedimenti amministrativi. 15Decreto legislativo 152/2006Valutazioni ambientali, pubblicità degli atti e osservazioni del pubblico. 16Regione Campania · appello cautelare del 2014Comunicazione sull’ordinanza del Consiglio di Stato n. 2477/2014. 17Comune di Montoro · storia dell’enteIstituzione del Comune unico il 3 dicembre 2013 dalla fusione di Montoro Inferiore e Montoro Superiore. 18Decreto legislativo 36/2023 · Allegato I.7Contenuti e documenti del progetto di fattibilità tecnica ed economica, compreso il quadro economico. 19Giornale dell’Irpinia · luglio 2013Cronaca coeva del Consiglio comunale di Montoro Inferiore e delle proposte alternative annunciate. 20IrpiniaOggi · luglio 2013Cronaca coeva dell’opposizione dei due Comuni e dell’annunciato Consiglio congiunto. 21ARPAC · 31 gennaio 2023Sequestro di un’attività conciaria per scarico industriale non autorizzato nella pubblica fognatura. 22Rai TGR · bilancio controlli 2020-2023Ventidue aziende controllate, quindici non conformi, sette sequestri e dodici imprenditori denunciati. 23ANSA · 7 ottobre 2024Conceria sequestrata per reflui in fognatura senza AUA; titolare denunciato. 24ANSA · 31 gennaio 2025Sequestro di una conceria e denuncia del titolare per assenza di autorizzazioni ambientali. 25Irno24 · 26 maggio 2025Scarico diretto di acque di lavorazione nel torrente tramite tubo corrugato. 26ANSA · 10 febbraio 2026Fonderia sequestrata dopo tracciamento di reflui e acque di dilavamento diretti nella Solofrana. 27Rai TGR · 27 febbraio 2026Conceria sequestrata, scarichi non autorizzati e rifiuti speciali pericolosi. 28ARPAC · 5 marzo 2026Sequestro di quattro capannoni e sessanta metri cubi di rifiuti, anche contenenti amianto. 29ANSA · 20 aprile 2026Denuncia per violazione dei sigilli e prosecuzione dell’attività contestata. 30bIrno24 · 12 giugno 2026Montoro: reflui urbani scaricati direttamente nella Solofrana; due persone denunciate. 30Comune di Solofra · delibera di Giunta n. 61 del 26 marzo 2026DOCFAP per il rifacimento della rete fognaria industriale: rete esistente di circa 16,73 km, nuovi collettori per circa 12,8 km e importo stimato di 9,6 milioni di euro.30aComune di Solofra · delibera di Giunta n. 125 dell’8 luglio 2026Approvazione del Documento di indirizzo alla progettazione e del Capitolato informativo BIM per la rete fognaria industriale, CUP D62E26000080005. 31Ente Idrico Campano · complesso Alto SarnoRelazione sul sistema unitario degli impianti di Solofra e Mercato San Severino. 32ARPAC · classificazione operativa 2024-2026Rete e profili di monitoraggio dei corpi idrici, compresa la Solofrana a Montoro. 33ARPAC · acque superficialiMetodo, rete regionale e accesso ai dati aperti del monitoraggio fluviale. 34Decreto n. 474 del 10 luglio 2015Approvazione del Piano di caratterizzazione della falda Solofrana-Montorese per la contaminazione da PCE. 35Decreto n. 428 dell’8 giugno 2022Procedura per il Piano di caratterizzazione della falda nei Comuni di Solofra e Montoro. 36Ente Idrico Campano · Piano interventi 2024-2029Criticità e adeguamenti previsti per la linea di trattamento di Mercato San Severino. 38Regione Campania · legge regionale 5/2019Tutela dei corpi idrici e gestione integrata e sostenibile dei bacini e sottobacini idrografici.
Limiti dichiarati. Non sono ancora disponibili nel fascicolo pubblico esaminato: versioni complete dei PFTE con tutti gli elaborati, se già formate, modellazione idraulica integrale, quadri economici analitici, atti completi della Conferenza 2019, allegati dell’istanza ambientale 2023, dati di dettaglio sulle reti poste a monte e attestazione formale sul giudicato. Il report sulle operazioni 2023-2026 raccoglie soltanto episodi pubblicamente reperiti e non sostituisce i dati delle Procure o delle forze dell’ordine. Le tavole di proposta restano immagini illustrative e non attestano fattibilità, quote o disponibilità delle aree. I marker della mappa corrispondono a punti di sopralluogo e non rappresentano i perimetri ufficiali delle vasche.

Trasparenza della proposta CNSBII

Dalla pagina pubblica al fascicolo regionale.

Il CNSBII ha predisposto la memoria tecnica Prot. n. 101/2026, dedicata al coordinamento tra nuova rete industriale, dismissione e asportazione della rete storica, sistema depurativo, acque montane, alveo, falda e opere di laminazione. Il documento chiede che la necessità e il dimensionamento delle vasche siano verificati dopo gli interventi a monte e attraverso scenari idrologico-idraulici confrontabili. Gli elementi essenziali sono riportati nel dossier senza pubblicare indirizzi o dati di contatto.

Deposito in preparazione Protocollo da inserire

Lo spazio si aggiornerà automaticamente non appena il numero sarà registrato nella scheda dell’articolo.

Monitor Montoro

Aggiornamenti della vicenda e rassegna stampa CNSBII.

Il sistema mantiene separati due flussi: gli atti e le notizie sul progetto; le pubblicazioni giornalistiche che citano il CNSBII, il suo nome esteso o il coordinatore in relazione a Montoro. Ogni risultato resta da verificare e non modifica automaticamente il dossier.

Monitor attivo
Ultimo controllo
26/08/2026 · 17:15
Prossimo controllo
26/08/2026 · 18:15
Regione CampaniaBURCComune di MontoroPortale gareGoogle NewsBing NewsTestate locali

Controllo eseguito con copertura parziale. Nessun nuovo elemento pertinente nelle fonti raggiunte.

Fonti raggiunte nell’ultimo ciclo: 6/8.

01

Aggiornamenti sulla vicenda

Nuovi atti, dichiarazioni e articoli su Pozzello, San Bartolomeo, Solofrana e programma regionale.

Da verificare

Fiume Sarno, altri 407 milioni per metterlo in sicurezza

il Fatto Vesuviano

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Da verificare

Fiume Sarno, 407 milioni per la messa in sicurezza: investiamo sul futuro - Il Mattino

Il Mattino

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Da verificare

Grande Sarno, la protesta dal territorio: “La Regione ascolti cittadini e istituzioni

Corriere dell’Irpinia

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Da verificare

Fiume Sarno, al via la gara da 407 milioni per la messa in sicurezza del bacino

RTALive

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Da verificare

Sarno, via al piano maxi da 407 milioni: appalti aperti per mettere in sicurezza il bacino

Cronache della Campania

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Da verificare

Ambiente, riqualificazione fiume Sarno: parte la gara per il piano da 407 milioni

ildenaro.it

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Da verificare

Fiume Sarno, via alla gara di riqualificazione: stanziati 407 milioni di euro - Metropolisweb

Metropolisweb

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Fonte istituzionale

Opere strategiche: al via la gara per la riqualificazione del Fiume Sarno, piano da 407 milioni di euro

Regione Campania

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02

Testate che citano il CNSBII

Rassegna delle pubblicazioni che collegano esplicitamente il CNSBII alla vicenda delle vasche di Montoro.

Citazione CNSBII

Il CNSBII: “Vasche di Montoro, prima gli atti e gli interventi a monte, poi la decisione sul rischio residuo

InVeritasNews

Apri la testata

Metodo. Il monitor usa fonti pubbliche e feed indicizzati, deduplica i risultati e separa le citazioni del CNSBII dalle notizie generali. Un risultato non equivale a una conferma dei suoi contenuti: prima di aggiornare l’inchiesta viene sempre verificata la fonte originale.