01 · Quadro di sistema
Solofra non è un insieme di pratiche separate. È un sistema industriale che scarica, depura, produce rifiuti e consuma risorse.
La rete industriale, il depuratore di via Carpisani e un eventuale impianto per il recupero delle plastiche incidono in modo diverso sullo stesso territorio. Per il CNSBII la valutazione deve partire dalle pressioni esistenti, misurare quelle aggiuntive e seguire gli effetti lungo la Solofrana e il comprensorio Alto Sarno.
Estensione ricostruita negli atti del DOCFAP della rete industriale.
Ordine di grandezza del nuovo sistema dedicato al polo conciario.
Valore indicato nella documentazione comunale esaminata dal CNSBII.
Contributo massimo indicato nel decreto MASE per il progetto CDB.
02 · Il distretto e le pressioni
Il punto di partenza è un territorio già industrializzato.
ARPAC ha richiamato il polo conciario tra le pressioni insediative significative considerate nel monitoraggio dell'area Solofra-Montoro. Questo dato non attribuisce responsabilità indistinte alle imprese. Descrive però il contesto nel quale ogni nuovo intervento deve essere valutato.
Il distretto usa acqua, genera reflui, movimenta materie e produce emissioni e rifiuti. Le infrastrutture pubbliche e consortili esistono proprio per governare queste pressioni. Per questo il confronto ambientale non può limitarsi alla natura giuridica di un impianto. Deve quantificare portate, carichi, emissioni, stoccaggi, traffico, scenari di incidente e benefici ambientali attesi.
03 · Rete fognaria industriale
La nuova rete risponde a criticità reali. Il risultato dipenderà anche da ciò che accadrà alla rete storica.
Il DOCFAP comunale descrive una rete industriale esistente di circa 16,73 chilometri, in larga parte realizzata negli anni Ottanta. Il progetto prevede circa 12,8 chilometri di nuovo tracciato e un quadro economico nell'ordine di 9,6 milioni di euro.
La separazione dei flussi industriali è un obiettivo coerente con la tutela del sistema depurativo. Restano però da seguire la dismissione delle vecchie condotte, gli eventuali depositi presenti, la chiusura degli allacciamenti incompatibili e la capacità della nuova rete di misurare portate, pioggia, anomalie e sfiori.
Una nuova infrastruttura produce un beneficio ambientale solo se riduce davvero ingressi impropri, perdite, interconnessioni e sovraccarichi. Il collaudo non può fermarsi alla realizzazione dell'opera.
04 · Depurazione
Il DOCFAP indica una direzione. Non coincide con il futuro assetto già autorizzato.
Il Decreto dirigenziale regionale n. 275 del 26 agosto 2026 approva il DOCFAP per il futuro assetto del depuratore di Solofra e individua come scenario da approfondire la rifunzionalizzazione di via Carpisani con maggiore autonomia del trattamento.
Il documento non autorizza, da solo, un nuovo scarico nella Solofrana. Recapito, prestazioni, condizioni di magra, gestione delle anomalie, ridondanze e sistemi di contenimento dovranno essere definiti nelle fasi progettuali e autorizzative successive.
Per un bacino già sottoposto a pressioni industriali questo passaggio è decisivo: non basta conoscere il limite allo scarico. Occorre sapere come si comporta il sistema quando l'impianto è fuori specifica e quanto tempo l'effluente può essere trattenuto senza raggiungere il corpo recettore.

05 · Hub delle plastiche
Un progetto di economia circolare va misurato sul recupero effettivo di materia e sul carico ambientale che introduce.
Il progetto del Centro Diagnostico Baronia è stato ammesso alla linea PNRR dedicata ai progetti faro per il riciclo delle plastiche. Il D.D. MASE n. 184 del 28 aprile 2023, tuttora indicizzato sul dominio ministeriale, riporta un contributo massimo di 6.177.941 euro; lo stesso importo è confermato da OpenCUP, che per il CUP F32F22001780004 indica un costo complessivo previsto di 9.504.130 euro.
La relazione depositata in Regione descrive un Hub nell'area industriale di Solofra, senza nuova edificazione, destinato al recupero di plastiche comprese frazioni difficili da recuperare convenzionalmente. Il ciclo comprende selezione e pretrattamento e una linea di depolimerizzazione termica.
Questa qualificazione non elimina le criticità. Stoccaggi, rischio incendio, ATEX, emissioni, traffico e tempi di permanenza devono essere verificati. Ma la verifica deve considerare anche ciò che il processo restituisce: quantità realmente recuperata, frazioni inviate ad altri impianti, scarti e sostituzione di materia vergine. È qui che si misura il contenuto concreto dell'economia circolare.
Flussi plastici autorizzati, da qualificare per provenienza e codice EER.
Separazione e preparazione delle frazioni recuperabili.
Riciclo e, per le frazioni previste, depolimerizzazione termica.
Prodotti recuperati, scarti e flussi destinati ad altri impianti autorizzati.
06 · Stesso metro di valutazione
Vecchie infrastrutture e nuovi impianti devono essere sottoposti alla stessa domanda: quale pressione producono e quale pressione riducono?
| Parametro | Rete industriale | Depuratore | Hub plastiche |
|---|---|---|---|
| Funzione ambientale | Separare e controllare i reflui del distretto. | Trattare i carichi prima del recapito finale. | Recuperare materia da flussi plastici altrimenti destinati ad altri trattamenti. |
| Pressione da misurare | Perdite, acque parassite, sfiori, depositi. | Scarico, fanghi, consumi, anomalie di processo. | Stoccaggi, emissioni, traffico, incendio, scarti. |
| Indicatore di risultato | Riduzione degli ingressi impropri e maggiore tracciabilità. | Qualità dell'effluente e resilienza nelle anomalie. | Quota effettiva di materia recuperata e riduzione degli scarti. |
| Errore da evitare | Considerare l'opera conclusa con la posa delle condotte. | Confondere il DOCFAP con un nuovo assetto già autorizzato. | Confondere “PNRR” con sostenibilità automatica o “rifiuto” con incompatibilità automatica. |
07 · La proposta di monitoraggio
Il bacino ha bisogno di una linea di base comune, prima e dopo gli interventi.
Per il CNSBII i procedimenti possono diventare un'occasione per costruire un sistema pubblico di indicatori. Prima della messa a regime delle nuove opere andrebbero fissati valori di riferimento confrontabili nel tempo.
Portate, qualità chimica e indicatori biologici nei corpi recettori.
Portate industriali, pioggia, sfiori, anomalie e tempi di intervento.
Ingressi, giacenze, prodotti, trasferimenti e scarti.
Incendi, fermate, superamenti, bypass ed esiti delle verifiche.
La tutela ambientale non richiede di scegliere tra industria tradizionale ed economia circolare. Richiede di misurare entrambe, rendere visibili i dati e correggere ciò che non regge alla verifica.
08 · Fonti e limiti
Documenti utilizzati e questioni ancora aperte.
Recupero documentale
Documenti da acquisire per chiudere le verifiche
- MASE, D.D. n. 184 del 28 aprile 2023: copia integrale ufficiale del decreto e dell’allegato con la concessione del contributo al progetto CDB. L’URL ministeriale originario è indicizzato ma, al collaudo, restituisce HTTP 403.
- Comune di Solofra, D.G. n. 61 del 26 marzo 2026: la scheda ufficiale Halley è riportata nel dossier. Restano da acquisire e conservare nel fascicolo CNSBII copia integrale dell’atto e tutti gli allegati tecnici del DOCFAP.
- Regione Campania, procedimento Hub: ultima versione formalmente depositata delle integrazioni progettuali, con bilancio di massa, capacità aggiornate, tempi di permanenza, quadro emissivo, prevenzione incendi/ATEX e destinazione dei flussi in uscita.
Il testo non sostituisce VIA, autorizzazioni, pareri antincendio o controlli degli enti competenti. Le quantità e le configurazioni dell'Hub devono essere riferite all'ultima versione progettuale formalmente depositata. Dove un dato aggiornato non è disponibile, il dossier indica la verifica necessaria senza trasformare ipotesi o comunicazioni in fatti accertati.