Nel Controfosso ARPAC misura 320.000 UFC/100 mL. Gli atti non individuano ancora la sorgente.
Il 5 agosto 2026 ARPAC misura 320.000 UFC/100 mL di Escherichia coli nel Controfosso, nell’area di Via Nuova San Marzano. Il giorno successivo, nello stesso sistema, il valore è 125.000. Nei verbali compaiono anche mucillagine sul fondo, colore anomalo e cattivo odore. [1]
L’11 agosto ARPAC campiona quattro punti del Rio e dello scarico del depuratore: 5.000 a monte dell’immissione, 3.500 all’uscita della disinfezione, 25.000 nel punto dove le acque sono già in commistione e 38.000 a valle. [1]
I risultati descrivono una contaminazione microbiologica nei punti controllati. Per stabilirne l’origine servono i dati sugli altri recapiti e sulle portate presenti nelle stesse ore.
320.000
UFC/100 mL di E. coli nel Controfosso, in un campione di acqua superficiale d’indagine.
3.500
UFC/100 mL all’uscita della disinfezione del depuratore. È il campione che descrive direttamente l’effluente dell’impianto.
38.000
UFC/100 mL nel Rio a valle. Per spiegare l’aumento servono portate e apporti intermedi.
Sette prelievi tra il 14 luglio e l’11 agosto.
I campioni non descrivono tutti la stessa matrice. Il 5 e 6 agosto ARPAC preleva acqua superficiale nel Controfosso; il 14 luglio e l’11 agosto controlla anche l’effluente allo stramazzo della disinfezione del depuratore. Il prelievo eseguito nel punto di immissione dell’11 agosto è già interessato dal mescolamento con il Rio.
| Data | Punto | E. coli UFC/100 mL | Altri dati richiamati | Lettura del punto |
|---|---|---|---|---|
| 14/07 | Uscita depuratore Angri | 0 | BOD5 8 · COD 15 · SST <1 · NH4 <0,1 mg/L | Campione composito di 3 ore. Parametri esaminati dichiarati conformi. |
| 05/08 | Controfosso · Via Nuova San Marzano | 320.000 | BOD5 38 · COD 47 · SST 44 · NH4 0,3 mg/L | Acqua superficiale d’indagine. Il verbale annota mucillagine sul fondo. |
| 06/08 | Controfosso | 125.000 | BOD5 41 · COD 51,7 · SST 24 · NH4 9 mg/L | Acqua superficiale d’indagine. Il verbale descrive colore anomalo e cattivo odore. |
| 11/08 | Rio · a monte dell’immissione | 5.000 | COD circa 54 mg/L | Il carico microbiologico è presente già prima del punto di immissione. |
| 11/08 | Depuratore · uscita disinfezione | 3.500 | BOD5 16 · COD 19,6 · NH4 1 mg/L | Campione composito di 3 ore. Parametri esaminati dichiarati conformi. |
| 11/08 | Punto di immissione nel Rio | 25.000 | Campione già in commistione | ARPAC precisa che non rappresenta il solo effluente del depuratore. |
| 11/08 | Rio · a valle | 38.000 | BOD5 25 · COD 42 · NH4 1 mg/L | Il valore è superiore a quello misurato a monte. Gli atti non identificano la sorgente dell’incremento. |
E. coli è espresso in UFC/100 mL. Gli altri parametri riportati sono in mg/L salvo diversa indicazione nei rapporti di prova. Il confronto fra punti diversi non equivale a un controllo di conformità dello stesso scarico.
Due controlli consecutivi nel Controfosso.
Il 5 agosto il valore di E. coli raggiunge 320.000 UFC/100 mL. Il verbale segnala mucillagine sul fondo e materiale flocculato quando viene smossa. Il 6 agosto il valore scende a 125.000, ma nello stesso campione l’azoto ammoniacale è pari a 9 mg/L e gli operatori annotano colore anomalo e cattivo odore. [1]
Il secondo controllo mostra che il giorno successivo il tratto presenta ancora un carico microbiologico elevato, insieme alle anomalie annotate dagli operatori. I verbali non individuano però il manufatto o il recapito da cui provenga la contaminazione.
Monte, uscita del depuratore, punto di immissione e valle.
L’11 agosto i quattro prelievi descrivono punti diversi: il Rio prima dell’immissione, l’uscita della disinfezione, la zona di commistione e il Rio a valle. I valori vanno quindi letti nella loro posizione, non come misure equivalenti dello stesso scarico.
Il prelievo che descrive direttamente l’uscita del depuratore è quello eseguito allo stramazzo della vasca di disinfezione: 3.500 UFC/100 mL. Nel relativo rapporto i parametri esaminati risultano conformi. [1]
Il valore di 25.000 appartiene invece al punto fisico di immissione. Nel verbale ARPAC è annotato che quel punto «subisce una commistione delle acque del Rio stesso». Il dato non può quindi essere presentato come se fosse stato misurato all’uscita della disinfezione. [1]
A valle ARPAC misura 38.000 UFC/100 mL. Il confronto con i 5.000 rilevati a monte segnala un aumento lungo il tratto controllato, ma le sole concentrazioni non permettono di ricostruirne l’origine: mancano le portate del Rio, dell’effluente e degli altri recapiti presenti fra i punti di prelievo.
Dove sono stati eseguiti i controlli.
Per due siti il dossier riporta una ricostruzione cartografica basata sulla localizzazione descritta negli atti. Per il punto di immissione dell’11 agosto, invece, il verbale ARPAC contiene una coordinata manoscritta. Le coordinate ricostruite e quelle riportate dall’ente sono indicate separatamente.
Uscita del depuratore di Angri
40.768046, 14.560341Ricostruzione cartografica del punto di campionamento indicato negli atti; non è una coordinata ufficiale ARPAC.
Controfosso · Via Nuova San Marzano
40.780719, 14.573075Ricostruzione cartografica del tratto indicato nei verbali; non è una coordinata ufficiale ARPAC.
Punto di immissione nel Rio
40°46′05,1″ N · 14°33′36,8″ ECirca 40.768083, 14.560222 in formato decimale. È il punto descritto come già interessato dalla commistione.
Le coordinate manoscritte dei punti a monte e a valle compaiono nei verbali, ma alcune cifre non sono abbastanza nitide per una trascrizione pubblica senza rischio di errore. Restano quindi da acquisire in forma ufficiale WGS84.
Gli atti indicano altri recapiti e opere che devono essere considerati nella lettura dei campioni.
I controlli non possono essere interpretati considerando il solo depuratore. Nel Controfosso e nel reticolo collegato gli atti documentano altri recapiti e opere idrauliche. La loro presenza è accertata; il loro eventuale contributo ai valori rilevati da ARPAC non lo è.
Un impianto industriale recapita nel Controfosso Destro.
La Regione Campania conferma che lo stabilimento La Regina di San Marzano di Antonio Romano S.p.A., in Via Nuova San Marzano 14 a Scafati, dispone di AIA con scarico in corpo idrico superficiale nel Controfosso Destro. Per le giornate dei controlli servono autocontrolli, portate e stato di esercizio. La presenza dello scarico non dimostra un nesso con i campioni del 5 e 6 agosto. [2]
La Tura C poteva deviare le acque del Controfosso verso il Sarno.
Nel riscontro del 7 settembre la Regione descrive la Tura C come un sistema impiegato durante i lavori per intercettare le acque del Controfosso Destro e pomparle nel Fiume Sarno. Senza i registri di funzionamento non sappiamo se e quanto abbia operato il 5, 6 e 11 agosto. Lo stesso documento colloca due campioni di sedimento, C2 e C3, presso «immissioni ritenute significative», ancora da identificare puntualmente. [3]
Un impianto di sollevamento recapita acque della rete bianca in un corpo ricettore.
L’Agenzia Valle del Sarno riferisce di gestire ancora un impianto che riceve le acque della rete e le solleva verso un corpo ricettore senza trattamento. L’impianto non ha telecontrollo. Nel riscontro acquisito non sono indicati il corpo ricettore, le coordinate del recapito, le portate e i registri di esercizio del periodo. [4]
Per individuare le sorgenti mancano portate, orari di esercizio e posizione di tutti i recapiti.
I risultati di agosto possono essere attribuiti a una sorgente solo ricostruendo quali apporti fossero effettivamente attivi nelle ore dei campionamenti e con quali portate.
Per GORI ed Ente Idrico Campano serve l’elenco aggiornato dei terminali ancora attivi nell’area, con coordinate, corpo recettore e data effettiva di chiusura. Per il depuratore di Angri servono portate di ingresso e uscita, registri della disinfezione, eventuali allarmi o bypass e la documentazione sulla manutenzione del campionatore automatico, che l’11 agosto risulta «IN MANUTENZIONE» nel verbale ARPAC. [1]
Per lo scarico industriale autorizzato servono i dati di esercizio e gli autocontrolli dei giorni interessati. Per la Tura C servono ore di funzionamento e portate pompate. Per l’impianto di sollevamento del PIP servono coordinate, corpo ricettore, titolo e registri disponibili. Infine, ARPAC può chiudere l’incertezza cartografica fornendo le coordinate ufficiali di tutti i punti campionati.
Per una verifica quantitativa servirebbe inoltre una campagna sincronizzata: prelievi nello stesso intervallo temporale, misure di portata e registrazione dello stato di pompe, sollevamenti e recapiti. Senza questi dati il confronto monte-valle resta descrittivo.