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Depuratore di Angri:cosa dicono oggi gli atti
Titolo autorizzativo, scarico nel Rio Sguazzatoio, competenze sui controlli, verifiche ARPAC e lavori di adeguamento. Le carte consentono di fissare diversi punti e ne lasciano altri da chiarire.
Sequenza autorizzativa ricostruita dal 2018 al 2026.
Il dataset ARPAC indica come recettore finale il Fiume Sarno.
Esito riportato nel dataset ARPAC 2025 con campionamento.
Consultazione CNSBII; nessun download pubblico diretto.
Il quadro documentale del depuratore di Angri.
Il depuratore comprensoriale di Angri, in via Taurano 1, serve il sistema Medio Sarno Sub 2-3 e tratta reflui urbani e industriali. Gli atti acquisiti dal CNSBII permettono oggi di ricostruire con maggiore precisione il titolo autorizzativo, il punto di controllo dello scarico, il corpo recettore, i lavori di adeguamento e alcune differenze tra i dati pubblici disponibili.
Questo approfondimento separa ciò che è documentato da ciò che resta da chiarire. In particolare, non attribuisce responsabilità ambientali a singoli soggetti sulla base della sola vicinanza geografica o della presenza di uno scarico autorizzato.
Che impianto è
La documentazione tecnica GORI descrive l'impianto di Angri come un depuratore biologico a fanghi attivi con linea reflui e linea fanghi. I reflui provengono dal comprensorio Medio Sarno e comprendono acque urbane, domestiche, assimilate e, nella configurazione descritta negli atti, anche apporti industriali. [2] [3]
Le capacità riportate dalle diverse fonti non coincidono e non vanno sommate o sostituite una con l'altra senza una spiegazione tecnica ufficiale. La relazione GORI sul ciclo produttivo indica circa 472.102 abitanti equivalenti per i trattamenti preliminari e 308.157 abitanti equivalenti per le successive fasi di trattamento. La relazione allegata alla modifica AUA 2024 precisa inoltre che, fino al completamento dell'adeguamento complessivo, il carico massimo trattabile dal biologico resta quello del progetto originario, pari a circa 300.000 AE. [2] [3]
Il dataset ARPAC relativo ai controlli 2025 riporta invece una potenzialità di 216.000 AE. [6] Il CNSBII mantiene questi valori distinti perché provengono da fonti e contesti diversi. Serve un chiarimento documentale per stabilire a quale configurazione o criterio amministrativo corrisponda ciascun valore.
Il titolo autorizzativo: una sequenza di AUA
Il fascicolo acquisito dal CNSBII ricostruisce una sequenza autorizzativa precisa. Nel 2018 la Provincia di Salerno adottò l'AUA n. 794/2018, poi rilasciata dal SUAP del Comune di Angri con provvedimento finale n. 008/A del 10 luglio 2018. Nel 2020 la Provincia adottò l'AUA n. 1378/2020, cui seguì il provvedimento finale del Comune di Angri AUA n. 003 del 24 luglio 2020. [1]
Nel 2024 è intervenuta una nuova modifica sostanziale, con AUA provinciale n. 2400/2024 e successivo provvedimento finale del Comune di Angri del 6 dicembre 2024. Nel 2026 la Provincia ha adottato la modifica non sostanziale n. 2737/2026; il Comune di Angri ha rilasciato il relativo provvedimento finale il 15 aprile 2026. L'atto precisa che la modifica non altera la durata quindicennale dell'AUA, che resta riferita al provvedimento del 6 dicembre 2024 con scadenza indicata al 6 dicembre 2039. [1]
Il titolo comprende, tra gli altri, l'autorizzazione agli scarichi non in fognatura, l'autorizzazione alle emissioni in atmosfera e la comunicazione in materia acustica. [1]
L'informazione della Provincia che richiede un chiarimento
Sul proprio Sportello Telematico la Provincia di Salerno, nella pagina istituzionale consultata il 23 agosto 2026, indica tra le attività per le quali l'AUA non va richiesta gli impianti di depurazione delle acque reflue urbane, inclusi gli impianti tecnicamente connessi. [4]
Nel caso di Angri, però, la stessa Provincia ha adottato e successivamente modificato un'AUA che comprende anche lo scarico dell'impianto: 794/2018, 1378/2020, 2400/2024 e modifica 2737/2026. È quindi documentabile una incongruenza tra l'informazione generale pubblicata dalla Provincia e il procedimento amministrativo concretamente seguito per questo impianto. Il punto merita un chiarimento formale sulla base normativa e istruttoria utilizzata. Questa incongruenza, da sola, non consente di affermare che l'AUA sia illegittima o inefficace.
Dove scarica: Rio Sguazzatoio, Controfosso Sinistro e Fiume Sarno
La relazione tecnica 2024 utilizza formulazioni non sempre uniformi. In alcuni passaggi parla di “Controfosso sinistro Rio Sguazzatorio”, in altri indica il Rio Sguazzatoio come corpo idrico recettore e, descrivendo il nuovo emissario, afferma che il secondo tratto arriva fino al controfosso sinistro. [2]
Il dato più netto arriva però dal Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno. Nel provvedimento del 3 maggio 2023 è riportato il nulla osta idraulico per l'immissione e lo scarico nel Rio Sguazzatorio delle acque del nuovo canale emissario del depuratore di Angri, parallelo a quello già esistente. [5]
Anche il dataset ARPAC 2025 distingue chiaramente i due livelli: per l'impianto di Angri indica come “Corpo Recettore: Rio Sguazzatorio” e come “Recettore Finale: Fiume Sarno”. [6]
Questa distinzione è importante. Il Piano di gestione del Consorzio censisce separatamente il Rio Sguazzatorio, il Controfosso Sinistro del Sarno e il Controfosso Destro del Sarno. Non sono quindi denominazioni equivalenti. Il punto esatto degli scarichi S1 e S2 va comunque verificato sulle planimetrie autorizzative e sulle coordinate del collettore, soprattutto per distinguere il recapito dell'emissario esistente da quello nuovo.
Il punto di campionamento e i limiti
La relazione allegata alla modifica AUA 2024 prevede due canali emissari, il punto esistente S1 e il nuovo S2. Specifica però che il punto di campionamento resta unico per entrambi ed è collocato all'uscita della disinfezione finale. [2]
A regime, l'effluente deve rispettare i limiti delle Tabelle 1 e 3 dell'Allegato 5 alla Parte III del D.Lgs. 152/2006. La relazione richiama inoltre il parametro microbiologico Escherichia coli non superiore a 5.000 UFC/100 ml. [2]
Cosa dicono i controlli ARPAC
Nel dataset ARPAC 2025 compare per Angri un sopralluogo del 20 agosto 2025, con prelievo effettuato ed esito “Conforme”. Il riferimento indicato è il D.Lgs. 152/2006, Allegato 5, Tabella 3. [6]
La serie storica pubblicata da ARPAC e SNPA per il Medio Sarno Sub 2/3 riporta, dal 2013 al primo semestre 2024, 26 controlli, di cui 5 non conformi, pari al 19% del totale considerato. [7] È un dato storico aggregato: non significa che lo scarico sia oggi non conforme e va letto insieme agli esiti più recenti.
Chi deve controllare lo scarico
Su questo punto il fascicolo autorizzativo contiene un'indicazione esplicita. Nell'AUA n. 2400/2024 la Provincia di Salerno precisa che, per lo scarico di acque reflue non in fognatura, le funzioni di controllo previste dalla normativa, la vigilanza sul rispetto delle prescrizioni e le determinazioni da assumere in caso di eventuali inosservanze competono al Comune di Angri. Lo stesso provvedimento riconduce al Comune anche gli adempimenti connessi ai controlli di ARPAC e agli autocontrolli analitici della società GORI. [1]
Il quadro è coerente con l'art. 128 del D.Lgs. 152/2006, che disciplina i soggetti tenuti al controllo degli scarichi e prevede un programma capace di assicurare controlli periodici, diffusi, effettivi e imparziali. [12] ARPAC, dal canto suo, descrive le proprie attività sugli impianti di depurazione come sopralluoghi, campionamenti e analisi finalizzati, tra l'altro, alla verifica dei limiti, della funzionalità dell'impianto e del rispetto delle prescrizioni autorizzative. [13]
La distinzione è quindi netta: il Comune di Angri ha le funzioni amministrative di controllo, vigilanza e determinazione sullo scarico indicate nell'AUA; ARPAC svolge il controllo tecnico e analitico; GORI, quale gestore, deve effettuare gli autocontrolli e rispettare le prescrizioni del titolo. La Provincia di Salerno resta l'autorità che ha adottato l'AUA e le successive modifiche. Non è corretto ridurre l'intero sistema dei controlli alla sola attività di laboratorio di ARPAC.
I lavori di adeguamento e la fase transitoria
Il progetto di adeguamento del Lotto I interviene sui trattamenti preliminari, sulla sedimentazione primaria, sulla disinfezione e sul sistema emissario. La relazione tecnica descrive anche una fase transitoria dei lavori nella quale, in determinate condizioni idrauliche, possono verificarsi bypass di parte delle portate. [2]
Questa previsione progettuale non dimostra che un bypass si sia effettivamente verificato. Per accertarlo servono registri di esercizio, autocontrolli, segnalazioni di guasto, dati di portata e verbali di controllo. La stessa relazione richiama la disciplina regionale per le fasi transitorie e la possibilità di limiti temporanei fissati dall'autorità competente su proposta ARPAC. [2]
La relazione sulla gestione GORI al 31 dicembre 2025 indica il progetto di adeguamento del depuratore di Angri, INT 7321, come “lavori in corso”. [8] Anche la programmazione regionale e dell'Ente Idrico Campano documenta il completamento progressivo del sistema Medio Sarno e un successivo Lotto II destinato al potenziamento complessivo dell'impianto. [9]
Cosa resta da verificare
- coordinate e geometria esatta di S1 e S2, con individuazione cartografica del punto di immissione;
- stato operativo del nuovo emissario S2 e data dell'eventuale entrata in esercizio;
- verbali ARPAC e rapporti analitici relativi ai controlli più recenti;
- registro degli autocontrolli GORI, comprese eventuali anomalie, guasti o bypass durante i lavori;
- motivazione giuridico-amministrativa dell'assoggettamento ad AUA dell'impianto di Angri rispetto all'esclusione generale pubblicata dalla Provincia di Salerno.
Il CNSBII mantiene separato questo fascicolo dall'inchiesta sul Rio Sguazzatoio: il depuratore, le condotte meteoriche e i terminali fognari sono sistemi diversi e richiedono atti, percorsi e controlli distinti. [10]
La scheda tecnica aggiornata è disponibile anche nell'Atlante Nazionale Scarichi e Acque: Depuratore di Angri · Medio Sarno Sub 2-3. Per il percorso didattico dal sistema fognario al corpo recettore è disponibile anche l'Atlante Civico dell'Acqua. [11]
Monitor Depuratore di Angri
Aggiornamenti della vicenda e rassegna stampa CNSBII.
Il sistema segue gli atti e le pubblicazioni sul depuratore di Angri, sullo scarico, sui controlli e sui lavori. Ogni risultato resta separato dal dossier fino alla verifica della fonte originale.
Fonti raggiunte nell’ultimo ciclo: 1/4.
Aggiornamenti sulla vicenda
Atti, controlli, lavori, scarico e provvedimenti relativi al depuratore.
Il monitor ripeterà il controllo all’intervallo previsto.
Testate che citano il CNSBII
Pubblicazioni che collegano espressamente il CNSBII o Michele Buscè alla vicenda del depuratore.
Le occorrenze prive di collegamento con Angri o il depuratore vengono escluse.
Metodo. Il monitor confronta titolo, fonte, URL e data per ridurre i doppioni. La comparsa di un risultato non costituisce conferma del contenuto.
Documenti e pubblicazioni utilizzati.
Le copie acquisite e non distribuite automaticamente dal portale sono indicate con il lucchetto. Le fonti già pubbliche restano collegate direttamente all’ente che le rende disponibili.
