Fotogramma estratto da un video ricevuto dal CNSBII nell’agosto 2026
Rio Sguazzatoio:dentro il canale tra schiume, scarichi e lavori che durano da anni
Un canale artificiale, una rete che attraversa più territori, terminali ancora da verificare e una condotta comparsa nel 2010 a Via Orta Longa. Il CNSBII ricostruisce la storia fino alle segnalazioni di agosto e al Protocollo 104/2026.
Il sistema di controfossi nasce per drenare la piana del Sarno.
Dato comunicato formalmente al CNSBII il 22 agosto 2025. È un dato storico e non coincide con lo snapshot cartografico locale consultato nel 2026.
Numero riferito ai punti e ai gruppi ricostruiti nel dossier per ricettore. Non è il totale generale storico comunicato da GORI nel 2025.
Agli enti è stato chiesto di spiegare perché il dato storico 2025 e la cartografia pubblica attuale mostrino numeri diversi.
La schiuma si vede. L’origine, invece, va dimostrata.
Nei primi giorni di agosto 2026 al CNSBII sono arrivate nuove segnalazioni sul Rio Sguazzatoio: schiuma estesa, acqua scura, odori e una domanda che torna da anni. Che cosa entra realmente in questo canale prima che raggiunga Scafati e, infine, il Sarno?
La risposta non può essere costruita scegliendo un Comune e indicando un confine sulla carta. Il Rio raccoglie acque provenienti da un sistema idraulico molto più ampio, attraversa territori diversi e riceve ancora terminali fognari, apporti di bonifica e altri recapiti che devono essere letti uno per uno.
Il lavoro parte dalle carte, dalle immagini storiche e dagli scarichi già censiti. Quello che non trova ancora riscontro resta fuori dalle conclusioni. Sul Rio Sguazzatoio non serve scegliere in anticipo un responsabile: serve capire dove passano le reti, che cosa arriva nel canale e quali opere devono ancora essere completate.
Negli atti e nelle pubblicazioni ricorrono entrambe le forme Rio Sguazzatoio e Rio Sguazzatorio. In questo dossier viene usata la prima, mantenendo la denominazione originale quando si richiamano documenti che adottano la seconda.
È un sistema artificiale di drenaggio
Il Rio Sguazzatoio si forma nel sistema artificiale di drenaggio della piana del Sarno e dei controfossi, non da una singola sorgente naturale. [1]
Gli scarichi terminali non sono un tema chiuso
Nel gennaio 2026 il programma Energie per il Sarno comunicava 89 scarichi eliminati su 113: il risanamento era ancora in corso. [11]
Via Orta Longa
Una condotta è visibile nel Rio tra marzo e dicembre 2010. Il collegamento tecnico con il sistema meteorico del PIP Taurana è oggetto di verifica documentale.
La schiuma di agosto
Il video documenta il fenomeno. Non identifica da solo sostanza, provenienza o soggetto responsabile: servono campioni e confronto a monte e a valle.
Per capire il Rio bisogna tornare alla bonifica della piana.
Lo Sguazzatoio è il prodotto di una lunga trasformazione idraulica. La traversa di Scafati aveva alterato il drenaggio della piana del Sarno, favorendo ristagni e impaludamenti. Nei primi anni dell’Ottocento la sistemazione borbonica separò le acque alte da quelle medio-basse attraverso due controfossi laterali al fiume.
Prima di tornare nel Sarno, il Controfosso Destro e il Controfosso Sinistro confluiscono in un unico colatore: il Rio Sguazzatoio. È il motivo per cui leggerlo come un normale torrente porta fuori strada. [1]
Due secoli di opere. Vent’anni di segnali ambientali ancora da leggere insieme.
La cronologia non dimostra un’unica causa. Mostra, però, che sullo stesso canale si sovrappongono problemi idraulici, sedimenti, reti fognarie, manutenzioni e scarichi da chiudere.
La sistemazione borbonica
Nascono i controfossi per drenare la piana e riportare le acque nel Sarno a valle della traversa di Scafati. [1]
Le indagini sui sedimenti dei canali di Scafati
Il Piano regionale di bonifica, richiamando la caratterizzazione ex ICRAM, riporta per il “Canale Rio” superamenti per berillio, stagno e PCB. È un dato storico sui sedimenti, non una fotografia della qualità dell’acqua di oggi. [5]
Il nodo idraulico di Piazza Garibaldi e Via Roma
Uno studio territoriale individuò quel tratto come uno dei punti più critici del sistema e stimò, nelle condizioni allora analizzate, una capacità di trasporto dell’ordine di 15 m³/s. [4]
Il PIP Taurana e la condotta di Via Orta Longa
Il 30 settembre il Comune di Angri approvò il progetto definitivo delle opere di urbanizzazione del PIP comprensoriale Taurana. Le immagini Street View mostrano, nello stesso anno, la comparsa di uno sbocco sul Rio presso Via Orta Longa. La relazione tra i due fatti è ancora da provare con gli elaborati tecnici. [8]
Una segnalazione WWF proprio in Via Orta Longa
Un dossier WWF riprese la notizia di controlli delle guardie ambientali che avevano osservato acque maleodoranti e scure immesse nel Rio attraverso una condotta nel tratto tra Via Avagliana e Via Francesco Petrarca. È un precedente storico, non l’identificazione dello scarico osservato oggi. [7]
La vasca meteorica del PIP finisce nelle cronache
L’11 aprile 2013 Angri.info pubblicò una cronaca sulla vasca delle acque pluviali del PIP. L’articolo riferiva sopralluoghi comunali e una diffida indirizzata ad Agro Invest. È la fonte disponibile per quell’episodio; gli atti amministrativi richiamati dalla cronaca sono tra i documenti che il CNSBII intende acquisire. [9]
Alluvione, dragaggio, fanghi e rifiuti
Dopo gli eventi dell’ottobre 2015 fu eseguito un intervento urgente di dragaggio. Nel 2016 il Consorzio documentò la successiva rimozione dei fanghi nei territori di Angri e San Marzano sul Sarno e la presenza di materiali contenenti amianto depositati abusivamente sopra alcuni cumuli. [3]
Il problema delle competenze diventa pubblico
Un’ordinanza di Angri richiamò gli apporti dell’Alveo Comune Nocerino e di canali provenienti da San Marzano e Sant’Egidio. Nello stesso periodo Regione, Genio Civile, Consorzio e Comuni discutevano la gestione del corso d’acqua. [2]
La Regione ribadisce il proprio ruolo sulle opere idrauliche
In un decreto regionale sul piano di classifica del Consorzio, la Regione contestò che il Consorzio potesse escludere autonomamente dalla propria gestione corsi d’acqua principali e secondari di interesse regionale e richiamò la competenza regionale sulla classificazione delle opere idrauliche. Il Rio Sguazzatorio è espressamente coinvolto nella ricostruzione. [23]
Un nuovo intervento sull’alto corso
La Regione finanziò il ripristino della funzionalità idraulica dell’alto corso del Rio Sguazzatorio, con un quadro economico di circa 1,25 milioni di euro e una convenzione con il Consorzio quale soggetto attuatore. [12]
I sedimenti tornano al centro della discussione
Campionamenti e relazioni sui fanghi di dragaggio riaprirono il tema della contaminazione. Nel settembre 2024 il CNSBII chiese al Comune di Scafati la relazione tecnico-scientifica attribuita al prof. Antonio Giordano, mentre la stampa riportava la presenza di diversi contaminanti nei campioni esaminati. [6] [13]
25,85 milioni per il ripristino del Rio
La programmazione regionale divide l’intervento RIPR1 in due lotti: 8,44 milioni per il primo stralcio sul basso corso e 17,41 milioni per il completamento. [14]
Il risanamento fognario continua
Energie per il Sarno comunicava 89 scarichi eliminati su 113. Il dato confermava l’avanzamento del programma, ma anche l’esistenza di terminali ancora da chiudere. [11]
Il Controfosso Destro entra nel dossier
Nuove riprese del tratto di Via Lo Porto portano la verifica a monte. Gli atti confermano che il Controfosso confluisce nel Rio Sguazzatoio e che riceve recapiti di natura diversa, compresi scarichi industriali autorizzati e immissioni storicamente censite. [27] [30]
Parte il Protocollo CNSBII 104/2026
Il CNSBII chiede a GORI, con Ente Idrico Campano e Regione Campania per conoscenza, l’aggiornamento puntuale degli scarichi e dei terminali liberi del programma Energie per il Sarno. La richiesta nasce dal confronto con il riscontro GORI del 25 agosto 2025, che indicava 36 scarichi ancora attivi al 22 agosto di quell’anno. [20] [21]
Trentatré secondi di video fissano un fatto: la schiuma c’è.
Il filmato ricevuto dal CNSBII mostra un tratto canalizzato con acqua scura e una formazione estesa di schiuma, particolarmente evidente in corrispondenza della turbolenza. La registrazione è parte del fascicolo di verifica aperto in questi giorni.
Il filmato dice una cosa soltanto, ma la dice bene: in quel momento la schiuma c’era. Per capire che cosa fosse e da dove arrivasse servono i campioni, non le supposizioni.
Quello che si vede e quello che non si può ancora dire
Si vede una schiuma consistente che viene trasportata dall’acqua e aumenta visivamente nei punti di maggiore turbolenza.
Non si ricava dal video la composizione chimica, il punto di origine, il tempo trascorso dallo scarico né il soggetto che l’ha prodotto.
Tensioattivi
Sostanze capaci di abbassare la tensione superficiale facilitano la formazione di bolle. Possono essere naturali o sintetiche.
Sostanza organica
Proteine e materiale organico possono produrre schiuma. Anche reflui e liquami possono apportarne.
Turbolenza
Salti, briglie e bruschi cambi di quota inglobano aria nell’acqua e rendono il fenomeno molto più evidente.
Tempo asciutto
Una formazione intensa in assenza di pioggia merita un controllo mirato. La sola schiuma, però, non identifica la sostanza. [15]
La mappa torna al punto: Rio Sguazzatoio e Controfosso Destro.
La cartografia generale del programma contiene centinaia di punti. Nel dossier non serve mostrarli tutti insieme. Questa mappa visualizza soltanto i punti già consolidati nella ricognizione CNSBII sul Rio Sguazzatoio e sul Controfosso Destro.
Il KML completo resta una banca dati di confronto e viene utilizzato per aggiornare, quando disponibile, lo stato dei singoli codici. Non viene più disegnato integralmente nella pagina.
La base è OpenStreetMap. Non vengono sovrapposti corsi d’acqua ricostruiti a mano: il lettore vede la cartografia reale e i soli marker del focus.
Otto punti, due ricettori, una lettura chiara.
Il database generale resta fuori dalla vista pubblica. Qui compaiono soltanto i codici già verificati nel dossier.
Metodo. Il numero complessivo del KML viene mostrato solo come dato di contesto. La mappa del dossier non è una replica della My Maps generale e non visualizza i punti estranei al Rio Sguazzatoio e al Controfosso Destro.
Il Controfosso Destro non è fuori dall'inchiesta. Confluisce nel Rio Sguazzatoio.
La ricognizione si sposta a monte, nel tratto di Scafati lungo Via Lo Porto e l'asse di Via Nuova San Marzano. Qui scorre il Controfosso Destro. La pagina ufficiale Energie per il Sarno ricostruisce il sistema borbonico dei controfossi e chiarisce che, prima di tornare nel Sarno, il Controfosso Destro e il Controfosso Sinistro confluiscono in un unico colatore: il Rio Sguazzatoio. [26]
Il Piano di Protezione Civile del Comune di Scafati censisce inoltre il punto NTC194 come “Rio Sguazzatorio - Controfosso Destro - confluenza”. [27] Il collegamento idraulico, quindi, è un dato documentale: gli apporti che raggiungono il Controfosso Destro appartengono al sistema che più a valle forma il Rio.
Seguire l'acqua significa guardare anche a monte.
Nei primi giorni di agosto 2026 in rete sono circolate nuove riprese dello stesso tratto del Controfosso Destro. Le immagini mostrano acqua fortemente opaca e torbida e materiale superficiale. Il colore, da solo, non permette di stabilire la composizione dell'acqua.
Il dato che cambia la lettura è negli atti: il Controfosso è un corpo recettore di apporti differenti. Per questo la domanda utile non è attribuire a vista una responsabilità, ma ricostruire quali recapiti erano attivi nei giorni documentati e quali dati analitici esistono.
Torbidità e opacità marcate
Nelle riprese diurne la massa d'acqua appare marrone-ocra e non lascia vedere il fondo. Nella sequenza notturna il colore non è valutabile con la stessa affidabilità, ma l'acqua resta visivamente opaca.
Il canale riceve scarichi regolati
Esistono atti pubblici che autorizzano scarichi industriali trattati nel Controfosso Destro. Questo non prova alcuna anomalia: dimostra però che il canale è un vero corpo recettore e non un semplice fosso isolato.
Dati dei giorni documentati
Per capire l'origine di un'anomalia servono portate, autocontrolli, eventuali campionamenti pubblici, stato dei terminali fognari e confronto tra i punti a monte e a valle.
Via Nuova San Marzano 14: esiste un percorso autorizzato verso il Controfosso Destro.
L'Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata nel 2024 alla La Regina di San Marzano di Antonio Romano S.p.A., stabilimento di Scafati in Via Nuova San Marzano 14, autorizza previo trattamento lo scarico nel recettore “Controfosso Destro Fiume Sarno”. [28]
La Scheda H allegata all'AIA indica per il punto finale Sf uno scarico discontinuo proveniente dalle fasi produttive P1-P6, sottoposto a trattamento chimico-fisico e biologico. Per il 2023 riporta 2.200 m³/giorno e 802.914 m³/anno e individua tra i parametri caratteristici colore, odore, pH, solidi sospesi, COD, BOD5, azoto totale, fosforo totale, cloruri e tossicità acuta. Il recettore è il Controfosso Destro. [29]
Un nulla osta idraulico del Consorzio di Bonifica del 29 giugno 2023 descrive inoltre lo scarico indiretto nel Controfosso Destro tramite il canale adiacente la SP5 Via Nuova San Marzano, indicando fino a 125 l/s per acque meteoriche depurate di dilavamento e fino a 75 l/s per acque di lavorazione depurate. [30]
Via Lo Porto compare già nel censimento delle immissioni.
Nella tabella del Piano di Classifica del Consorzio risultano, alla data del censimento del 5 novembre 2013, due voci su Via Lo Porto con recapito nel Controfosso Destro: una “immissione da fogna bianca” e una “immissione da fogna mista/nera”. [31]
È un dato storico e non dice se quei due recapiti siano ancora attivi nel 2026. Proprio per questo diventa necessario chiedere al Consorzio e ai gestori lo stato attuale delle immissioni censite in quel tratto.
Il Controfosso compare anche nel dossier dei TLA.
La cartografia già esaminata dal CNSBII associa i terminali C63TLA17 di Via Fosso dei Bagni e C63TLA03 di Traversa Mazzone al sistema “Canale Piccolo Sarno - Controfosso Destro”. Nel riscontro GORI del 25 agosto 2025 entrambi figuravano ancora attivi, con eliminazione allora prevista al 31 dicembre 2025. Il Protocollo CNSBII 104/2026 ha chiesto di conoscere il loro stato effettivo oggi. [20] [21]
Quali apporti erano attivi nel Controfosso Destro nei giorni documentati, con quali portate e con quali valori analitici?
GORI aveva scritto al CNSBII: 36 scarichi ancora attivi.
Il 25 agosto 2025 GORI rispose a una precedente richiesta del CNSBII. La società indicò 36 scarichi ancora attivi al 22 agosto, precisò che la mappa pubblica presentava un disallineamento delle date e annunciò un aggiornamento del portale.
Per gli scarichi legati a lavori regionali con ultimazioni successive, la risposta riferiva di misure straordinarie di accelerazione finalizzate alla loro chiusura entro il 31 dicembre 2025, ferme restando le perizie di variante e le proroghe ancora in approvazione.
scarichi ancora attivi comunicati da GORI.
terminali indicati attivi nella tabella 2025 del CNSBII, compreso C63TLA15 Via Orto Longa.
C02TLA04 e C02TLA13: recapito ricostruito sul Canale San Tommaso, nel sistema San Tommaso–Marna–Sarno. Non sono terminali sul Rio Sguazzatoio.
scarichi eliminati secondo l’aggiornamento Energie per il Sarno. [11]
Protocollo 104/2026: la domanda adesso è semplice. Quali scarichi sono ancora aperti?
Alle 11:08 del 7 agosto 2026 il CNSBII ha trasmesso una nuova PEC a GORI, con Ente Idrico Campano e Regione Campania per conoscenza. La richiesta riparte dal riscontro del 2025 e chiede lo stato effettivo, scarico per scarico.
Il CNSBII ha chiesto il numero aggiornato dei terminali ancora attivi, le date di chiusura effettive, le nuove scadenze per quelli rimasti aperti, i cronoprogrammi e gli eventuali atti che hanno modificato i termini precedentemente comunicati.
La domanda è pratica: ciò che nel 2025 risultava ancora aperto, oggi è stato chiuso oppure no? Per ogni codice sono stati chiesti stato reale, data di eliminazione, nuova scadenza se ancora attivo ed eventuali atti che hanno cambiato il cronoprogramma.
Una condotta compare nel 2010. Nel 2026 un video la mostra in attività.
Sul tratto angrese del Rio, presso il ponte di Via Orta Longa, è presente uno sbocco di grande diametro. Il confronto delle immagini storiche restringe la sua comparsa a un intervallo preciso: nel marzo 2010 il manufatto non è visibile; nel dicembre dello stesso anno è già presente.
Nello stesso periodo erano in corso le opere di urbanizzazione del PIP comprensoriale Taurana. Il progetto definitivo fu approvato dal Consiglio comunale di Angri il 30 settembre 2010 e gli atti dell’epoca riportano Agro Invest S.p.A. nell’attuazione dell’intervento. [8]
La registrazione indica il 28 luglio 2026. La condotta è in attività.
Il video è stato reperito in rete e acquisito dal CNSBII durante la ricognizione sul Rio Sguazzatorio. Nella registrazione viene indicata la data del 28 luglio 2026. Per tutta la sequenza disponibile il flusso resta continuo e recapita direttamente nel corso d’acqua.
La cronologia aggiunge così un terzo passaggio: nel marzo 2010 lo sbocco oggi visibile non compare, nel dicembre dello stesso anno il manufatto è già sulla sponda e nel 2026 viene ripreso mentre è in esercizio.
La domanda adesso non è soltanto quando sia comparsa la condotta. È capire da quale rete arriva l’acqua, quale funzione abbia il manufatto, chi lo gestisca oggi e con quale titolo recapiti nel Rio.
Il video aggiunge il funzionamento alla cronologia
Le immagini storiche restringono il periodo in cui compare il manufatto. Il filmato del 2026 mostra che, nella sequenza acquisita, la condotta sta effettivamente recapitando acqua nel Rio.
La rete a monte resta da ricostruire
Il filmato non identifica l’origine della condotta. L’eventuale relazione con le opere del PIP Taurana deve emergere dagli elaborati tecnici.
Ora servono gli atti dell’opera
Progetto, planimetria, collaudo, verbali di consegna, eventuali vasche o pompe, gestore attuale e titolo di immissione possono chiarire la funzione del manufatto.
Il PIP aveva una vasca comune per le acque pluviali
Nel 2013 una cronaca locale, citando sopralluoghi dell’Ufficio ambiente e della Polizia municipale di Angri, descrisse una vasca di Agro Invest nella quale confluivano le acque pluviali dell’intera area urbanizzata del PIP. [9]
Il collegamento con questa condotta non è ancora certificato
Il passaggio da verificare è tecnico: capire se lo sbocco di Via Orta Longa appartiene davvero al sistema delle acque meteoriche del PIP. Per farlo servono gli elaborati che contano: planimetria della rete, relazione idraulica, vasca, pompe, tracciato della premente, collaudo e titolo di immissione nel Rio.
Per capire la condotta bisogna risalire agli elaborati delle urbanizzazioni.
Il PIP Taurana interessa Angri, Sant’Egidio del Monte Albino e San Marzano sul Sarno. L’accordo di programma risale al 2004. Negli atti dell’epoca Agro Invest S.p.A. compare quale soggetto incaricato dell’attuazione e delle opere di urbanizzazione. [8]
Negli atti più recenti la società è indicata come Agenzia per lo Sviluppo del Sistema Territoriale della Valle del Sarno S.p.A. (già Agro Invest S.p.A.). [10] Questo dato societario, da solo, non dice chi abbia oggi in carico le singole opere del PIP. Per la vasca, l’eventuale impianto di sollevamento e la condotta di Via Orta Longa vanno quindi cercati progetto, collaudo, verbali di consegna e gestione attuale.
Quanto è grande la vasca?
Volume geometrico, volume utile, quota di massimo invaso e superficie scolante servita.
Che portata hanno le pompe?
Numero di elettropompe, prevalenza, logica di avvio, portata istantanea e portata massima.
Dove passa la premente?
Tracciato completo fino a Via Orta Longa, diametro nominale, materiale e manufatto terminale.
Chi autorizzò l’immissione?
Nulla osta idraulico, eventuale concessione demaniale e titolo ambientale relativo alla qualità delle acque.
Che cosa entra davvero nella vasca?
La rete di progetto va confrontata con gli allacci effettivi e con le attività produttive presenti nell’area.
Chi controlla oggi?
Proprietario, gestore, manutenzioni, telecontrollo, registri di attivazione e campionamenti.
Il depuratore di Angri non va confuso con la condotta del PIP.
A poca distanza opera l’impianto comprensoriale di depurazione di Angri. Il suo scarico appartiene a un sistema diverso e deve essere ricostruito con una documentazione separata: autorizzazione, punto di recapito, portate, controlli, eventuali sfiori e modifiche del collettore.
Sono tre cose diverse: una condotta meteorica, un terminale fognario e lo scarico di un depuratore. Mescolarli significa perdere la traccia. Per ciascuno servono percorso, portata, autorizzazione e controlli.
Rete meteorica PIP
Origine e funzionamento della condotta di Via Orta Longa da verificare negli atti.
Terminali fognari
Scarichi TLA da eliminare attraverso i lavori del programma Energie per il Sarno.
Depuratore di Angri
Scarico autorizzato dell’impianto, da leggere con portate, limiti e autocontrolli.
Una fognatura che termina in ambiente non cancella i limiti.
Il D.Lgs. 152/2006 stabilisce il principio dell’autorizzazione preventiva degli scarichi e disciplina in modo specifico gli scarichi industriali in pubblica fognatura. [16]
Nel regolamento applicato nell’ambito del servizio idrico integrato, quando una pubblica fognatura è priva di un trattamento finale capace di rispettare i limiti previsti dalla legge, lo scarico industriale deve rispettare i valori previsti per il recapito in acque superficiali. [17]
In altre parole, una fognatura che termina ancora in ambiente non trasforma lo scarico industriale in una zona franca. Restano i limiti e le condizioni previste dall’autorizzazione.
Regime autorizzativo degli scarichi.
Scarichi di acque reflue industriali in reti fognarie.
Limiti che diventano centrali quando il recapito finale non dispone del trattamento necessario.
Il risanamento sta avanzando. Ma finché resta uno scarico, resta una domanda.
Il programma Energie per il Sarno ha prodotto chiusure concrete. Nel luglio 2025 l’eliminazione dello scarico di Via Diaz a Scafati ha consentito di portare a depurazione i reflui di oltre 36 mila abitanti. Nello stesso aggiornamento venivano indicati altri undici scarichi fognari da eliminare per proseguire il risanamento del Canale Sguazzatoio e del Sarno. [18]
A gennaio 2026 il programma comunicava 89 scarichi eliminati su 113. [11] Nel frattempo, ad Angri, sono in corso opere di completamento della rete fognaria finanziate con 6,5 milioni di euro, progettate anche per eliminare tre scarichi in ambiente. [19]
abitanti collegati con la chiusura dello scarico di Via Diaz.
scarichi eliminati secondo l’aggiornamento del programma del 27 gennaio.
finanziamento indicato per il completamento della rete e l’eliminazione di tre scarichi.
valore complessivo dei due lotti regionali per il ripristino idraulico.
Non serve un rimpallo tra Angri e Scafati. Serve una linea di campionamento.
Se la schiuma ricompare, il dato utile nasce nello stesso momento in cui il fenomeno è visibile. Un campione isolato, preso molte ore dopo, può non raccontare ciò che è accaduto.
La verifica corretta deve seguire il corso d’acqua e separare i diversi contributi. Prima di ogni immissione. Subito dopo. Poi più a valle.
A monte
Campione di riferimento prima degli scarichi oggetto di verifica.
Dopo ogni recapito
Campionamento ravvicinato con ora, portata e condizioni meteorologiche.
Depuratore
Punto distinto per non confondere l’effluente dell’impianto con altri scarichi.
Scafati
Confronto a valle per vedere come cambia la matrice lungo il percorso.
I parametri vanno scelti in funzione dello scenario e delle autorizzazioni degli scarichi. L’elenco è una base operativa, non sostituisce il piano di campionamento dell’autorità competente.
Il Rio non ha bisogno di un colpevole scelto in anticipo. Ha bisogno di scarichi chiusi e dati leggibili.
Sul Rio Sguazzatoio si sono accumulati negli anni problemi diversi: manutenzione idraulica, sedimenti, reti fognarie incomplete e terminali ancora da portare a depurazione.
Ad agosto 2026 si aggiunge la schiuma segnalata nel canale. Il CNSBII sta lavorando su quattro fronti distinti: terminali censiti con i rispettivi corpi ricettori, condotta di Via Orta Longa, scarico del depuratore comprensoriale ubicato ad Angri e stato reale dei lavori di collettamento.
Il risultato che interessa è concreto: sapere che cosa entra nel Rio e nel Controfosso, distinguere i recapiti che appartengono ad altri sistemi idraulici, capire da dove arriva ogni apporto, con quale titolo e, quando si tratta di un terminale da eliminare, quando verrà chiuso.
Quanti scarichi arrivano ancora oggi nel Rio Sguazzatoio, cosa trasportano e quando saranno eliminati?
Il Protocollo CNSBII 104/2026 serve esattamente a questo. Le risposte di GORI, Regione Campania ed Ente Idrico Campano entreranno nell’inchiesta appena arriveranno, insieme agli aggiornamenti del monitor.
Le carte utilizzate per questa ricostruzione.
Gli atti istituzionali sono utilizzati per dati amministrativi e tecnici. Le cronache locali servono a ricostruire episodi e dichiarazioni del tempo. Le immagini storiche sono un supporto visuale e non sostituiscono i progetti.
Monitor Rio Sguazzatoio
Ultime notizie e rassegna stampa CNSBII.
Il sistema segue separatamente le novità sul Rio Sguazzatoio e le pubblicazioni che citano il CNSBII, il suo nome esteso o Michele Buscè in relazione alla stessa vicenda. I risultati equivalenti vengono riuniti per evitare doppioni.
Fonti raggiunte nell’ultimo ciclo: 1/4.
Ultime sul Rio Sguazzatoio
Atti, comunicazioni e articoli su scarichi, schiume, risanamento, lavori regionali, Angri e Scafati.
Fiume Sarno. Il sindaco di Scafati si rivolge alla Procura della Repubblica - telecolore.it
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Apri la fonte ↗Rio Sguazzatorio, Aliberti a Scoppa: «Non possiamo girare la faccia dall’altra parte» - Agro 24
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Apri la fonte ↗Rio Sguazzatorio, Scoppa a muso duro contro Aliberti - Le Cronache
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Apri la fonte ↗Rio Sguazzatorio, la replica del Sindaco di Angri Alfonso Scoppa - Salernonotizie.it - salernonotizie.it
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Apri la fonte ↗Rio Sguazzatorio, Aliberti replica a Scoppa: «L'acqua entra pulita e diventa torbida ad Angri» - Agro 24
Agro 24
Apri la fonte ↗Il controllo verrà ripetuto automaticamente.
Testate che citano il CNSBII
Pubblicazioni che collegano espressamente il CNSBII o Michele Buscè al Rio Sguazzatoio e alla vicenda degli scarichi.
Le occorrenze prive di collegamento con il Rio vengono escluse.
Metodo. Il monitor usa feed pubblici indicizzati, normalizza titolo e fonte, riunisce i doppioni e sposta le citazioni CNSBII nella rassegna dedicata. La comparsa di un risultato non costituisce conferma del suo contenuto: ogni elemento resta separato dal dossier finché non viene letto e verificato sulla fonte originale.
