dei Bacini Idrografici Italiani
Commissione europea · Have Your Say
Dati ambientali europei: il contributo CNSBII alla valutazione di EEA ed Eionet
Il CNSBII ha partecipato alla valutazione 2022-2026 dell’Agenzia europea dell’ambiente e di Eionet con osservazioni dedicate alla qualità, accessibilità e interoperabilità dei dati ambientali, alla lettura per bacino idrografico e al ruolo del monitoraggio civico come supporto alla conoscenza territoriale.
Iniziativa: Agenzia europea dell’ambiente e rete europea d’informazione e di osservazione in materia ambientale: valutazione relativa al periodo 2022-2026
Perché abbiamo presentato questo contributo
Il contributo nasce da un problema che ricorre nel lavoro sui bacini idrografici: i dati ambientali spesso esistono, ma sono distribuiti tra banche dati, amministrazioni, gestori e sistemi di monitoraggio costruiti con criteri e tempi differenti.
Per ricostruire la situazione di un corso d’acqua non basta conoscere un singolo indicatore. Stato ecologico e chimico, scarichi, depurazione, pressioni industriali, prelievi, acque sotterranee, suolo e biodiversità acquistano significato quando possono essere letti insieme e riferiti allo stesso territorio.
La Call for Evidence sulla valutazione EEA-Eionet 2022-2026 ha offerto quindi un punto concreto nel quale portare questa esperienza: chiedere che la qualità dell’informazione ambientale venga misurata anche per accessibilità, tempestività, interoperabilità, copertura territoriale e possibilità di risalire alla fonte del dato.
Il quadro dei dati che ha orientato le osservazioni
Gli indicatori EEA aiutano a capire perché la qualità del dato non possa essere separata da copertura, periodo di riferimento e metodo. I valori riportati qui mantengono visibile la fonte e non vengono trasformati in giudizi automatici sul territorio.
Acque superficiali in stato ecologico buono o elevato
EEA · Europe’s state of water 2024 · 2024Acque superficiali in buono stato chimico
EEA · Europe’s state of water 2024 · 2024Area dei corpi idrici sotterranei in buono stato chimico
EEA · Europe’s state of water 2024 · 2024Acque sotterranee riportate in buono stato quantitativo
EEA · Europe’s state of water 2024 · 2024Performance media dei core dataflows Eionet per UE-27
EEA · Eionet core dataflows 2024 · 2024Target EEA-Eionet per la performance media dei dataflows
EEA-Eionet Strategy 2021-2030 · targetPressioni principali sulle acque superficiali
Fonte: EEA, Europe’s state of water 2024. Le categorie possono sovrapporsi.Pressioni principali sulle acque sotterranee
Fonte: EEA, Europe’s state of water 2024. Le categorie possono sovrapporsi.I dati sullo stato delle acque derivano dal rapporto EEA “Europe’s state of water 2024”. Per quel quadro WFD il rapporto specifica che i dati utilizzati erano basati sui 19 Stati membri che avevano trasmesso i dati all’EEA. Le percentuali sulle pressioni possono sovrapporsi: uno stesso corpo idrico può essere interessato da più pressioni e i valori non devono quindi essere sommati come parti di un unico totale. Il punteggio Eionet dell’88% misura tempestività e qualità tecnica delle consegne nei core dataflows, non la percentuale assoluta di dati ambientali disponibili in Europa.
Dal deposito al problema concreto: come leggere i dati ambientali
Questa parte è un approfondimento editoriale CNSBII. Non modifica il testo depositato alla Commissione e distingue gli aggiornamenti successivi dalle informazioni disponibili il 25 agosto 2026.
Che cosa sta valutando la Commissione europea
La valutazione riguarda l’Agenzia europea dell’ambiente e la rete Eionet nel quinquennio 2022-2026. La Commissione indica cinque piani di analisi: efficacia, efficienza, rilevanza, coerenza delle attività rispetto alle priorità ambientali dell’Unione e valore aggiunto prodotto.
EEA raccoglie, valida e valuta dati provenienti da fonti nazionali per descrivere lo stato dell’ambiente europeo e sostenere le politiche pubbliche. Eionet è la rete che collega l’Agenzia a centinaia di istituzioni nazionali. Per questo la qualità della rete informativa non è un aspetto accessorio della valutazione: è una parte del modo in cui l’Europa conosce e confronta il proprio territorio.
Il dato esiste. Ma si riesce davvero a usarlo?
Nel lavoro sui bacini idrografici il problema emerge quando si tenta di ricostruire un fenomeno locale. Un dato sulla qualità di un corpo idrico può trovarsi in un sistema, lo scarico in un altro, il depuratore in un terzo archivio, le pressioni industriali in un ulteriore livello informativo. Presi separatamente, questi elementi dicono meno di quanto potrebbero.
Da qui nasce la richiesta CNSBII: ogni dato dovrebbe portare con sé origine, data di aggiornamento, metodo, copertura, eventuali revisioni e limiti. La mancanza di informazione deve essere visibile quanto l’informazione disponibile. Senza questo passaggio diventa difficile distinguere un quadro realmente rassicurante da un quadro semplicemente incompleto.
Le acque mostrano perché la qualità informativa conta
Il rapporto EEA “Europe’s state of water 2024” riporta che, nei dati considerati, il 37% dei corpi idrici superficiali raggiunge uno stato ecologico buono o elevato e il 29% un buono stato chimico. Per le acque sotterranee il 77% dell’area è riportato in buono stato chimico e il 91% in buono stato quantitativo.
Questi numeri hanno un perimetro preciso. L’EEA specifica che il quadro WFD utilizzato nel rapporto si basa sui 19 Stati membri che avevano trasmesso i dati all’Agenzia. Il dato va quindi letto insieme alla copertura e al metodo, non isolato dal contesto che lo produce.
Eionet: un punteggio tecnico non equivale alla completezza del quadro ambientale
Nel contributo depositato il CNSBII ha richiamato il briefing Eionet sui core dataflows 2024: performance media dell’88% per l’UE-27, contro un obiettivo del 90% previsto dalla strategia EEA-Eionet 2021-2030. Quel punteggio riguarda tempestività e qualità tecnica delle consegne nei flussi valutati.
Dopo il deposito è diventato disponibile il briefing “Eionet core data flows 2025”, EEA Briefing 17/2026. Il valore medio per l’UE-27 resta all’88%; per l’insieme dei Paesi EEA e cooperanti è indicato all’85%, su 14 core data flows valutati. È un aggiornamento successivo e non modifica retroattivamente il testo presentato il 25 agosto. Rafforza però la necessità di leggere con precisione che cosa misura ogni indicatore.
Perché il bacino idrografico è una scala di lettura decisiva
Un fiume non segue i confini amministrativi. Le pressioni possono trovarsi a monte, attraversare più Comuni e produrre effetti che diventano leggibili solo ricostruendo rete idrografica, recapiti, impianti, scarichi, prelievi e punti di monitoraggio.
Per questo il CNSBII chiede che i sistemi europei favoriscano collegamenti tra dati che oggi possono essere tecnicamente corretti ma difficili da comporre. L’interoperabilità serve proprio qui: non a creare un archivio unico indistinto, ma a permettere a dataset diversi di essere confrontati senza perdere provenienza e significato.
Citizen science e monitoraggio civico: un livello di segnalazione, non un sostituto del controllo pubblico
Il contributo attribuisce un ruolo alla citizen science soltanto a condizioni precise: provenienza tracciabile, metodo comprensibile, possibilità di verifica e separazione netta dai dati ufficiali. Un’osservazione civica può indicare dove guardare. Non può trasformarsi da sola in un accertamento.
Questa distinzione è essenziale anche per la qualità dell’informazione. Segnalazioni, fotografie, misure e osservazioni possono far emergere lacune o fenomeni locali che meritano attenzione; la validazione amministrativa o scientifica resta però nel proprio perimetro e deve essere riconoscibile come tale.
Dalla proposta all’uso operativo dei dati
La richiesta presentata alla Commissione ha una ricaduta concreta nel lavoro CNSBII. Nell’Atlante Nazionale Scarichi e Acque, per esempio, i dati WFD riportati dalla fonte EEA vengono distinti dalle elaborazioni civiche, mentre gli impianti e le informazioni UWWTD mantengono il riferimento alla propria origine. Il valore non nasce dalla semplice sovrapposizione dei livelli, ma dalla possibilità di sapere da dove arriva ogni elemento e che cosa consente davvero di affermare.
È questo il punto che il contributo porta nella valutazione europea: dati accessibili, collegabili e documentati consentono a istituzioni, ricercatori, giornalisti e cittadini di controllare meglio la qualità delle informazioni e di riconoscere con maggiore rapidità ciò che ancora manca.
Griglia di lettura
Gli otto criteri che rendono un dato realmente verificabile
- Tempestività
- Quanto tempo passa tra produzione, validazione e disponibilità pubblica del dato.
- Copertura
- Quali territori, periodi e matrici sono effettivamente rappresentati e quali restano scoperti.
- Provenienza
- Fonte, metodo, data di acquisizione, revisioni e responsabilità del dato devono essere ricostruibili.
- Interoperabilità
- Dataset diversi devono poter essere collegati senza perdere identità, scala e significato.
- Serie storiche
- Le revisioni non dovrebbero cancellare la possibilità di ricostruire come il quadro è cambiato nel tempo.
- Dati mancanti
- Assenza, ritardo o incompletezza devono essere espliciti e non confusi con un risultato ambientale.
- Scala di bacino
- Per le acque serve una lettura capace di superare la frammentazione amministrativa del territorio.
- Verificabilità
- Il percorso dalla fonte alla visualizzazione finale deve poter essere controllato e, quando possibile, riprodotto.
Il commento depositato alla Commissione europea
I dati EEA mostrano quanto questa capacità sia ancora decisiva. Nel quadro europeo più recente disponibile, solo il 37% delle acque superficiali risulta in stato ecologico buono o elevato e il 29% in buono stato chimico. Per le acque sotterranee, il 77% dell’area risulta in buono stato chimico e il 91% in buono stato quantitativo. L’EEA segnala inoltre che circa il 20% del territorio europeo e il 30% della popolazione sono interessati ogni anno da stress idrico. Questi valori confermano la necessità di dati tempestivi, territorialmente leggibili e collegabili alle pressioni che agiscono sui corpi idrici.
Le pressioni sono spesso multiple. Per le acque superficiali l’EEA indica, tra le principali, l’inquinamento atmosferico diffuso, le alterazioni idromorfologiche, l’inquinamento diffuso agricolo e le fonti puntuali. Per le acque sotterranee risultano rilevanti soprattutto l’inquinamento diffuso, quello agricolo e i prelievi. Le categorie possono sovrapporsi e non devono essere lette come quote additive: proprio per questo serve una lettura integrata per bacino.
Nell’attività di osservazione civica incontriamo spesso un problema concreto: qualità dei corpi idrici, scarichi, depurazione, pressioni industriali, acque sotterranee, suolo e biodiversità sono distribuiti tra banche dati e amministrazioni diverse. Un dato può esistere ma essere difficile da collegare ad altri dati necessari per comprenderne il significato.
Riteniamo quindi necessario rafforzare interoperabilità, metadati, serie storiche e tracciabilità. Ogni dato dovrebbe indicare fonte, data di aggiornamento, metodo, eventuali revisioni e livello di copertura. Dovrebbe essere altrettanto evidente quando un’informazione manca o non è aggiornata.
La qualità del reporting deve essere parte della valutazione. Il briefing Eionet sui core dataflows 2024 indica una performance media dell’88% per l’UE-27 e dell’87% per l’insieme EEA e Paesi cooperanti, rispetto a un target del 90%. Questo indicatore misura la qualità e la tempestività dei flussi, non la completezza assoluta di tutti i dati ambientali europei. È quindi utile, ma deve essere affiancato da indicatori sulla copertura territoriale e sulla capacità di descrivere fenomeni locali.
La valutazione dovrebbe inoltre considerare il ruolo della citizen science e del monitoraggio civico. Questi dati non devono sostituire i controlli ufficiali, ma, se tracciabili e verificabili, possono segnalare anomalie, lacune informative e aree che meritano approfondimenti.
Tra gli elementi da considerare proponiamo quindi: tempestività, completezza, comparabilità, accessibilità dei dati di base, interoperabilità tra sistemi, disponibilità delle serie storiche, trasparenza sulle informazioni mancanti e capacità di ricostruire l’origine di ogni dato.
Il CNSBII ha allegato un contributo tecnico bilingue che sviluppa queste proposte, con dati, fonti e note metodologiche.
Documento tecnico di supporto
Allegato CNSBII
Allegato tecnico bilingue CNSBII · IT/EN
Documento di supporto con quadro dei dati, grafici informativi, note metodologiche e raccomandazioni operative.
Fonti, metodo e tracciabilità
La pagina della Commissione europea costituisce la fonte primaria per il feedback e i metadati del deposito. Le pubblicazioni EEA sostengono i dati e gli aggiornamenti editoriali riportati nell’approfondimento. I due livelli restano distinti: una fonte successiva non viene presentata come parte del testo depositato in precedenza.
Feedback pubblicato dalla Commissione europea:
https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/18801-Agenzia-europea-dellambiente-e-rete-europea-dinformazione-e-di-osservazione-in-materia-ambientale-valutazione-relativa-al-periodo-2022-2026-/F33565791_it
Data di acquisizione del deposito nel fascicolo: 25 agosto 2026
Ultimo aggiornamento editoriale: 18 settembre 2026