
CNSBII · Dossier fluviale nazionale 004 · Marche
Chienti.
Il fiume, la falda, la bonifica.
Il Basso Bacino è tornato al centro di atti regionali e nuovi programmi di indagine. Ma il monitoraggio della falda non equivale alla classificazione delle acque del fiume: ricostruzione documentale, competenze e questioni ancora aperte.
Chienti presso Serrapetrona e Caccamo. Fonte: Wikimedia Commons, file SerrapetronaCaccamoChientiRiver1.jpg. Adattamento grafico: ritaglio e ridimensionamento per hero e immagine social.
01 / La questione
La falda sotto il Basso Chienti e il fiume che scorre sopra
Nel luglio 2025 la Regione Marche ha fissato nuovi indirizzi per la bonifica del Basso Bacino del Chienti. Nel novembre successivo ha approvato una convenzione con ARPAM per ulteriori indagini sulle acque sotterranee. Sono due atti distinti, ma descrivono lo stesso problema amministrativo: individuare le aree interessate dalla contaminazione, chiarire quali interventi competano ai diversi enti e stabilire su quali evidenze procedere. [1] [2]
Il primo equivoco da evitare riguarda la parola «Chienti». Negli atti di bonifica il nome identifica un'area territoriale e una falda da indagare; nel monitoraggio della qualità dei fiumi identifica invece singoli corpi idrici superficiali, con stazioni, indicatori e periodi differenti. I dati di una matrice non possono essere trasferiti automaticamente all'altra.
Il quadro istituzionale non consente di scrivere che l'intero fiume sia contaminato nello stesso modo o che una specifica impresa sia responsabile senza un accertamento riferito al caso. Consente invece di descrivere decisioni, indagini e ciò che gli atti lasciano ancora da verificare.
02 / Il territorio
Un'asta appenninica fino all'Adriatico
Il Chienti si forma dai rami montani della zona di Serravalle di Chienti e Pieve Torina. Attraversa il sistema degli invasi di Polverina e Caccamo, riceve affluenti tra cui Fiastrone e Fiastra e raggiunge l'Adriatico a sud di Civitanova Marche, presso il limite fra i territori di Macerata e Fermo. La documentazione regionale sulla foce descrive un corso alterato anche dagli invasi idroelettrici e dalla presenza di aree umide ed ex cave lungo il tratto di pianura. [3]
L'asta non ha le stesse caratteristiche fisiche per tutti i suoi tratti. Cambiano portata, pressioni sul territorio, idromorfologia e stazioni di monitoraggio. Per questo un dossier sul Basso Bacino non può sostituire uno studio puntuale sull'alto Chienti, sulla foce o sugli invasi.
La delimitazione amministrativa del sito da bonificare non coincide automaticamente con il bacino idrografico o con tutti i corpi idrici classificati da ARPAM.
03 / Le acque superficiali
Che cosa dice la classificazione ARPAM
La relazione ARPAM sui corpi idrici fluviali riguarda il triennio 2021–2023 ed è stata presentata pubblicamente nel maggio 2025. A livello regionale il 30% dei corpi idrici classificati raggiunge lo stato ecologico buono, il 44% risulta sufficiente, il 24% scarso e il 2% cattivo. Per lo stato chimico il 62% ottiene la classe buona, mentre il 38% non la raggiunge. Sono percentuali regionali, non valori del solo Chienti. [4] [5]
ARPAM segnala una criticità metodologica nei confronti temporali: a partire dal 2022 il programma chimico comprende ulteriori sostanze, tra cui glifosato, metaboliti e PFAS, ed è stato affiancato da misure nel biota. Una differenza fra trienni può quindi risentire sia dei fenomeni ambientali sia dell'ampliamento delle sostanze ricercate. [4]
Per attribuire un giudizio al Chienti occorre leggere le singole schede di corpo idrico, gli elementi biologici, i parametri chimici e la distribuzione delle stazioni. Questo dossier non assegna al fiume una classe complessiva non ricavata e verificata dalle schede ARPAM: il dato regionale non è un dato di bacino.
04 / Acque sotterranee
Da sito nazionale a interesse regionale: le competenze
Il Basso Bacino del Chienti fu inserito fra i siti di interesse nazionale con decreto ministeriale del 2001 e perimetrato nel 2003. Successivamente l'area è stata ricondotta a un sito di interesse regionale; nel 2017 ne è stata approvata una riperimetrazione. La Regione Marche pubblica sul proprio portale atti, cartografia e relazioni ARPAM sui monitoraggi della falda del 2016 e del 2021–2022. [1] [6]
Gli indirizzi operativi approvati nel luglio 2025 separano la bonifica delle singole aree, affidata ai Comuni territorialmente competenti, dall'eventuale risanamento unitario della falda, che richiede intese fra gli enti interessati. Il documento regionale segnala che, al momento della sua adozione, un nuovo accordo di programma per la bonifica unitaria della falda non risultava formalizzato. [1]
Questa distinzione determina anche quali risposte cercare: per un terreno o un lotto serve il procedimento pertinente; per un corpo idrico sotterraneo bisogna conoscere rete di misura, andamento delle concentrazioni, limiti, responsabilità degli interventi e risorse programmate.
Il fiume
Stato ecologico e chimico, misure delle acque superficiali, organismi e corpi idrici individuati.
La falda
Concentrazioni nei punti di prelievo sotterranei, delimitazione dell'area e percorso di bonifica.
05 / Gli atti
Una cronologia essenziale, con date documentate
- Individuazione del sito nazionale
Il decreto ministeriale n. 468 avvia la storia del sito di interesse nazionale Basso Bacino del Chienti. [6]
- Riperimetrazione
Decreto regionale 7/CRB del 25 gennaio: ridefinizione del perimetro del sito. [1]
- Monitoraggi della falda
ARPAM effettua le campagne poi richiamate nei documenti regionali. [1]
- DGR 1045
La Giunta regionale definisce competenze e indirizzi per il prosieguo delle attività. [1]
- DGR 1735
Approvata la convenzione Regione–ARPAM per approfondimenti di indagine sulle acque di falda. [2]
- Aggiornamento della graduatoria regionale di rischio
Il decreto 213/FRC riguarda i siti di interesse pubblico; non equivale a una nuova classificazione del Chienti. [1]
06 / Questioni aperte
Le domande cui gli atti pubblicati non rispondono da soli
La DGR 1735/2025 segna l'avvio di un approfondimento tecnico, non la prova dell'avvenuto risanamento. Per valutare l'efficacia delle azioni saranno necessari gli esiti dell'indagine, eventuali nuovi perimetri e l'indicazione degli interventi finanziati, avviati o conclusi. [2]
La verifica più delicata è il raccordo fra i procedimenti su suoli e falda e i dati del fiume: occorrono punti georeferenziati, serie temporali confrontabili, criteri analitici omogenei e una spiegazione delle possibili vie di trasporto. La presenza di contaminanti in una matrice non dimostra automaticamente una connessione idraulica o una causa specifica nell'altra.
Un aggiornamento successivo del dossier dovrà accertare la disponibilità di nuovi monitoraggi, l'eventuale conclusione di specifici procedimenti e le informazioni pubbliche sul cronoprogramma, senza anticipare risultati non pubblicati.
Nel Basso Bacino la questione non è soltanto quanto sia estesa una contaminazione storica, ma come gli enti useranno nuove misurazioni, competenze e risorse per definire interventi verificabili. Le delibere attestano decisioni amministrative; non attestano di per sé la conclusione della bonifica.
07 / Archivio delle fonti
Documenti e metodo
- Regione Marche, Siti contaminati. DGR 1045/2025, monitoraggi ARPAM falda 2016 e 2021–2022, riperimetrazione 2017, aggiornamenti 2026.
- Regione Marche, sezione Basso Bacino del Chienti. DGR 1735 del 24 novembre 2025 e convenzione per approfondimenti delle indagini di falda.
- Regione Marche, scheda ambientale «Foce fiume Chienti». Morfologia, affluenti e aspetti naturalistici del tratto terminale.
- ARPAM, 8 maggio 2025. Presentazione della classificazione fluviale e lacustre 2021–2023 e cautele metodologiche.
- ARPAM, Fiumi. Cartografia, report e materiali sulle classificazioni dei corpi idrici 2021–2023.
- Regione Marche, DGR 1297 del 5 agosto 2025. Ricostruzione istituzionale degli atti sul sito del Basso Bacino.
- ARPAM, indicatore siti contaminati 2024. Anagrafe e distinzione delle aree ex SIN nelle province di Macerata e Fermo.
Ricognizione di atti e pagine ufficiali consultabili al 24 ottobre 2026. I numeri regionali della classificazione ARPAM non sono attribuiti arbitrariamente al Chienti. Nessuna data di prima pubblicazione viene dichiarata prima dell'effettiva installazione redazionale. Le fotografie devono superare il controllo di origine, licenza, trasformazioni e HTTP prima del passaggio a «pubblicato».