Immagine di contesto territoriale: panorama della Valle del Calore ripreso dal castello di Nusco. Non documenta l’impianto, il punto di scarico, una sorgente emissiva, un piezometro, un campionamento o una specifica condizione ambientale descritta nel dossier. Riggiola / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.
Depuratore di Nusco F1-F2: sequestro preventivo, controlli ARPAC e scarichi
Il 18 settembre 2026 il depuratore è stato sottoposto a sequestro preventivo con facoltà d’uso. Il dossier ricostruisce il provvedimento, i controlli ARPAC, la diffida regionale e lo scarico nello Iemale.
Azoto nitrico e tensioattivi totali nel primo campionamento ARPAC.
Secondo campionamento sullo scarico in alveo asciutto del Torrente Iemale.
La Regione ordina il ripristino del normale funzionamento secondo l’AIA.
Ripristini dichiarati, scrubber e limitazione dei rifiuti acquisiti per ridurre gli odori.
Il depuratore industriale di Nusco è stato sottoposto a sequestro preventivo con facoltà d’uso
Il 18 settembre 2026 i Carabinieri del Gruppo Forestale di Avellino, insieme ai reparti territoriali, hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo con facoltà d’uso relativo al depuratore dell’area industriale di Nusco. Il provvedimento rientra nell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino e sviluppata dai Carabinieri del Nucleo Forestale di Bagnoli e dalla locale Stazione territoriale con l’apporto tecnico di ARPAC. [21] [22]
La misura dispone la restituzione provvisoria dell’impianto all’ASI di Avellino per consentire il ripristino delle condizioni di corretto esercizio entro sessanta giorni. Il sequestro, quindi, non comporta la cessazione immediata dell’attività: l’impianto resta utilizzabile nei limiti stabiliti dal provvedimento mentre vengono eseguiti gli interventi richiesti. [21]
Gli sviluppi giudiziari si inseriscono in una sequenza già ricostruita in questo dossier: i campionamenti ARPAC del 14 aprile e del 1° luglio, la diffida regionale del 5 agosto, il riscontro del gestore del 19 agosto e il tavolo istituzionale di settembre. Il nuovo aggiornamento aggiunge a quel quadro il provvedimento cautelare e le contestazioni emerse nell’indagine.
F1 e F2 non sono due depuratori indipendenti: gli atti descrivono un unico ciclo collegato
L’impianto si trova nell’area industriale ASI denominata Nusco-Lioni-Sant’Angelo dei Lombardi, in contrada Fiorentine. La pagina del Consorzio ASI colloca l’agglomerato nel territorio comunale di Nusco e indica una superficie complessiva di 1.068.000 metri quadrati. Quella pagina, pubblicata nel 2020 e basata anche su dati aziendali più vecchi, è utile per l’inquadramento territoriale ma non può essere usata come fotografia aggiornata al 2026 delle imprese insediate. [15]
La documentazione tecnica già utilizzata dal CNSBII descrive due sezioni depurative, F1 e F2, collegate idraulicamente. F1 riceve reflui dell’area produttiva e comprende anche linee dedicate alla ricezione e al pretrattamento di rifiuti liquidi non pericolosi conferiti da terzi. Il flusso viene poi trasferito verso F2, dove prosegue il trattamento e si trova lo scarico finale. Questa configurazione spiega perché parlare semplicemente di “depuratore F1” o “depuratore F2” possa essere fuorviante quando si analizzano le prestazioni complessive.
Il dato amministrativo corrente conferma che l’installazione viene trattata come unità F1+F2. Nell’elenco delle AIA regionali pubblicato da ARPAC a marzo 2026 compare infatti la voce AV5: SIGE srl, ex ASIDEP, Comune di Nusco, “Zona Industriale F1 + F2”. L’attività principale è classificata 5.3a e compare anche la 6.11, riferita al trattamento a gestione indipendente di acque reflue provenienti da installazioni soggette al quadro IPPC. [11]
Reti dell’area industriale
Convogliano reflui civili e industriali provenienti dalle sub-aree produttive servite dal sistema consortile.
Conferimenti esterni
Rifiuti liquidi non pericolosi possono arrivare in autobotte secondo le tipologie e le condizioni previste dall’autorizzazione.
F1
Ricezione, pretrattamenti e fasi del ciclo depurativo. La documentazione storica colloca qui anche sezioni dedicate ai rifiuti liquidi conferiti.
F2
Riceve anche il flusso proveniente da F1, completa il trattamento e porta allo scarico finale del complesso.
Torrente Iemale
È il Corpo idrico o altro recapito che riceve uno scarico. Definizione completa indicato negli atti per lo scarico finale. Il suo stato ambientale richiede un’analisi autonoma.
La catena autorizzativa pubblica arriva al 2025. Il registro ARPAC la riporta come AIA attiva nel 2026
Il registro ARPAC aggiornato a marzo 2026 è il riferimento pubblico più recente che abbiamo individuato per verificare l’esistenza dell’AIA dell’installazione. Per AV5 riporta il decreto originario n. 204 del 30 dicembre 2009 e una sequenza di successivi atti: n. 196 del 29 giugno 2010, n. 11 del 23 gennaio 2013, n. 75 del 22 dicembre 2014, n. 55 del 16 aprile 2020, n. 108 del 13 luglio 2022, n. 80 del 12 dicembre 2024 e n. 79 del 18 agosto 2025. [11]
Nello stesso registro il decreto n. 55 del 16 aprile 2020 è qualificato come riesame con valenza di rinnovo. Il decreto n. 108 del 2022 è associato alla variazione del legale rappresentante. Per gli atti successivi, il registro consente di accertare numero e data ma non offre, da solo, tutto il contenuto delle prescrizioni. Per sapere quale condizione tecnica valga oggi su ogni singolo punto occorre quindi leggere l’AIA coordinata con gli atti successivi, non fermarsi al decreto del 2020.
Questa distinzione è decisiva anche per i limiti dello scarico, i rifiuti ammessi, le quantità, i sistemi di abbattimento delle Emissioni che possono generare percezione olfattiva; l’odore da solo non identifica sostanza, concentrazione o rischio. Definizione completa e il Piano di Controllo ripetuto nel tempo; non coincide con una singola analisi isolata. Definizione completa e controllo. I fascicoli storici restano utili per ricostruire il progetto autorizzato e l’evoluzione dell’impianto, ma una Condizione tecnica o gestionale imposta in un provvedimento amministrativo. Definizione completa del 2020 non viene automaticamente presentata come immutata nel 2026 se non è stata verificata rispetto agli aggiornamenti successivi.
Lo stesso criterio vale quando si legge un elenco pubblico di AIA: la dicitura “attiva” conferma che l’installazione figura nel registro regionale, ma non sostituisce il provvedimento completo, i suoi allegati tecnici o gli eventuali atti intervenuti dopo l’ultimo aggiornamento dell’elenco. Per questa ragione il dossier separa il dato certo del registro dalla ricostruzione delle singole condizioni autorizzative. È una distinzione necessaria soprattutto quando si devono valutare capacità di trattamento, prescrizioni gestionali e obblighi di monitoraggio.
Serve il testo completo dell’AIA oggi efficace, comprensivo di tutti gli aggiornamenti successivi al riesame 2020. Senza questo fascicolo coordinato non è corretto trasformare ogni prescrizione storica in una regola attuale dell’impianto.
Ricezione, equalizzazione, trattamenti e linea fanghi: i punti da leggere quando il processo perde stabilità
Un impianto di questo tipo non è una vasca unica. La documentazione tecnica del fascicolo storico descrive una successione di fasi che servono a rendere trattabili reflui con caratteristiche diverse. I rifiuti liquidi conferiti dall’esterno vengono sottoposti a procedure di accettazione e, quando previsto, a pretrattamenti prima dell’ingresso nel ciclo. I reflui dell’area industriale arrivano invece attraverso le reti consortili.
La stabilità del trattamento biologico dipende dal rapporto tra carico in ingresso, biomassa attiva, ossigenazione, tempi di ritenzione e caratteristiche chimiche dei reflui. Un cambiamento rapido del carico o un periodo di fermo può richiedere una fase di riavvio. È proprio questa la spiegazione presentata da SIGE dopo il campionamento del 14 aprile: negli scritti difensivi dell’8 giugno il gestore richiama il precedente furto di cavi elettrici, il fermo e il successivo inoculo di fanghi attivi del 31 marzo. [3]
La posizione del gestore è una parte del fascicolo, non la conclusione del controllo. ARPAC, nelle controdeduzioni del 3 luglio, osserva che non risultava comunicato un fermo tale da attivare il diverso regime richiamato dalla società e richiama anche il guasto al sistema di Trattamento che usa ozono come agente ossidante; efficacia e risultati dipendono dal processo e dalle condizioni operative. Definizione completa riscontrato durante la visita ispettiva del 24 marzo. [4]
Per ricostruire il funzionamento reale servono quindi più livelli di dati: portate in ingresso, carico organico, parametri di processo, registri delle apparecchiature, eventi di fermo, manutenzioni, conferimenti esterni, risultati degli autocontrolli e campioni ufficiali. Il solo valore finale dello scarico dice che in quel momento un parametro era o non era conforme. Non spiega automaticamente quale passaggio del ciclo abbia prodotto il risultato.
L’autorizzazione stabilisce cosa può essere ricevuto. Il registro dei conferimenti dice cosa è entrato davvero
La presenza di autobotti non è, da sola, indice di un’anomalia. Il complesso F1-F2 è autorizzato a trattare anche rifiuti liquidi non pericolosi provenienti dall’esterno. La questione da verificare è un’altra: tipo di rifiuto, produttore o provenienza, quantità, caratterizzazione, orario di ingresso, linea di trattamento e compatibilità con l’autorizzazione.
Nel fascicolo tecnico storico utilizzato dal CNSBII compare il codice EER 19 07 03, percolato di discarica diverso da quello contenente sostanze pericolose. Sono inoltre richiamate altre famiglie di rifiuti liquidi non pericolosi, comprese voci relative a fanghi delle fosse settiche, pulizia delle fognature, soluzioni acquose di scarto e fanghi derivanti dal trattamento delle acque. Il dettaglio completo deve essere verificato sul titolo coordinato oggi vigente. [10]
Gli scenari tecnici del riesame 2020 riportavano, nel periodo maggio-ottobre, fino a 120 m³/giorno di percolato e fino a 300 m³/giorno di altri rifiuti liquidi. Per novembre-aprile gli altri rifiuti arrivavano, nello scenario riportato, fino a 630 m³/giorno, mentre il percolato restava indicato in 120 m³/giorno. Nello stesso quadro compariva un apporto progettuale di circa 1.068 m³/giorno di reflui industriali. Questi numeri descrivono scenari e limiti del fascicolo autorizzativo storico. Non sono la prova dei quantitativi conferiti nel luglio o nell’agosto 2026.
Il 19 agosto SIGE ha comunicato di avere limitato l’acquisizione dei rifiuti che avrebbero potuto alimentare il fenomeno odorigeno, riferendo una riduzione degli odori. Il documento non fornisce però, nel materiale acquisito, una serie completa che permetta di verificare quali codici EER siano stati esclusi, da quale giorno, in quali quantità e con quale effetto misurato. [7]
Dato autorizzativo
Indica rifiuti ammissibili, condizioni e capacità. È una cornice giuridico-tecnica.
Dato di esercizio
Registro cronologico, formulari, pesate, controlli in accettazione e flussi di processo mostrano ciò che è realmente entrato e trattato.
AV5 compare nel programma delle ispezioni AIA 2026
ARPAC ha pubblicato il programma delle ispezioni AIA per il 2026. La tabella include AV5, SIGE srl ex ASIDEP, Nusco, codice IPPC 5.3, con frequenza triennale per il ciclo 2025-2027 e programmazione nel 2026. [12]
Questo documento non sostituisce i verbali delle visite e non consente di attribuire automaticamente ogni controllo avvenuto nell’anno alla programmazione ordinaria. Serve però a chiarire che l’installazione era formalmente compresa nel piano ispettivo 2026. Nel fascicolo successivamente acquisito dal CNSBII compaiono infatti più attività ARPAC durante l’anno, comprese visite, campionamenti e controdeduzioni.
Il 14 aprile due parametri non conformi. Il 1° luglio la contestazione riguarda sette parametri
Il primo campionamento richiamato negli atti viene eseguito il 14 aprile 2026 sullo scarico finale. Il rapporto di prova indica azoto nitrico a 57 mg/L rispetto al limite di 20 mg/L e tensioattivi totali a 4 mg/L rispetto al limite di 2 mg/L. Gli altri parametri esaminati risultano conformi ai limiti riportati nel rapporto e il saggio di tossicità viene classificato come accettabile. [2]
SIGE invia gli scritti difensivi l’8 giugno. La società lega il risultato alla fase di ripartenza del comparto biologico dopo un fermo provocato dal furto dei cavi e all’inoculo di fanghi attivi del 31 marzo. È la spiegazione del gestore, che va letta insieme alle successive controdeduzioni ARPAC. [3]
Il 3 luglio ARPAC replica che non risultava una comunicazione di fermo dell’impianto tale da sostenere il diverso regime richiamato nelle difese e collega l’analisi anche alle condizioni osservate durante l’attività ispettiva. [4]
Il secondo campionamento avviene il 1° luglio. ARPAC descrive l’impianto in normale attività di depurazione e il recapito come “suolo su alveo asciutto Torrente Iemale”. I risultati contestati riguardano solidi sospesi totali, Domanda biochimica di ossigeno a cinque giorni: indica l’ossigeno consumato per degradare materia organica biodegradabile. Definizione completa, Domanda chimica di ossigeno: parametro che misura indirettamente la quantità di sostanze ossidabili presenti nell’acqua. Definizione completa, cloruri, azoto totale, boro e rame. [5]
Nella documentazione sul controllo del 1° luglio ARPAC formula un’ipotesi di applicazione dell’art. 29-quattuordecies del D.Lgs. 152/2006. Il dossier riporta la qualificazione contenuta nell’atto e non attribuisce responsabilità penali, che richiedono gli accertamenti delle autorità competenti. [5]
Lo scarico cambia riferimento stagionale quando l’alveo è asciutto
La relazione annuale del Piano di monitoraggio e controllo e gli atti già acquisiti distinguono il periodo novembre-aprile da quello maggio-ottobre. Nel primo caso lo scarico viene valutato rispetto al regime per le acque superficiali; nel secondo gli atti applicano il riferimento previsto per lo scarico su suolo. Il 1° luglio 2026 ARPAC descrive il recapito come alveo asciutto del Torrente Iemale. [9] [5]
Non sarebbe corretto dire che uno scarico in alveo asciutto sarebbe automaticamente non autorizzato. La documentazione disponibile indica che il regime stagionale è contemplato dal quadro autorizzativo. La contestazione del 1° luglio riguarda invece la Scostamento rispetto a un requisito, prescrizione, limite o procedura; la gravità va letta nell’atto specifico. Definizione completa dei parametri rispetto ai limiti applicati da ARPAC in quella condizione.
Lo Iemale merita una lettura autonoma. Per valutare l’effetto ambientale del recapito servono portata del torrente, portata dello scarico, campioni a monte e a valle eseguiti in tempi confrontabili, parametri omogenei e conoscenza delle altre pressioni presenti sul tratto. La vecchia stima di circa 0,015 m³/s attribuita al corso d’acqua e altri valori riportati negli atti non possono essere usati per costruire percentuali semplicistiche se non sono noti punto, data, metodo e regime idrologico.
Il dossier dedicato al Torrente Iemale raccoglie i dati sulla matrice acqua, compresi i volumi storici dello scarico e le informazioni sui controlli monte/valle previsti.
Il 5 agosto la Regione chiede il ripristino del normale funzionamento e una relazione tecnica asseverata
Con protocollo n. 0683198/2026 del 5 agosto, la Regione Campania richiama gli esiti comunicati da ARPAC e adotta una diffida nei confronti del gestore. Il provvedimento utilizza espressioni nette sulle criticità riscontrate e dispone il ripristino del normale funzionamento dell’impianto nel rispetto dell’AIA. [6]
La Regione chiede anche una relazione tecnica asseverata che dia conto del ripristino. La diffida non equivale alla chiusura del procedimento. Al contrario, apre una fase in cui occorre verificare gli interventi dichiarati, lo stato delle apparecchiature, gli esiti delle attività ispettive e la conformità delle successive condizioni di esercizio.
Nel dossier non viene trasformata la diffida in una pronuncia definitiva su responsabilità amministrative o penali. L’atto prova che l’autorità competente ha ritenuto necessario impartire misure al gestore sulla base delle criticità rappresentate nel fascicolo. Per conoscere l’esito serve la documentazione successiva.
Il 19 agosto SIGE elenca gli interventi e collega la riduzione degli odori alla limitazione di alcuni rifiuti
Il riscontro SIGE del 19 agosto è uno dei documenti centrali per capire la fase successiva alla diffida. Il gestore riferisce interventi di ripristino e manutenzione e affronta anche il funzionamento degli Sistema di abbattimento che tratta un flusso gassoso per ridurre determinate sostanze. Definizione completa. Nel documento viene indicato che l’approvvigionamento delle pompe dosatrici necessarie al corretto funzionamento del sistema di trattamento non era ancora completato. [7]
Nella stessa nota SIGE riferisce che il fenomeno odorigeno era stato ridotto limitando l’acquisizione di rifiuti ritenuti capaci di alimentare gli odori. Questa affermazione è attribuita al gestore. Non rappresenta una misura indipendente della concentrazione di odore e non identifica, da sola, la sorgente responsabile di ogni episodio segnalato.
Il passaggio, però, rende indispensabile l’acquisizione dei registri di conferimento. Se l’impianto ha modificato la composizione dei rifiuti in ingresso e ha osservato contemporaneamente una riduzione degli odori, il confronto tra prima e dopo può diventare utile. Per essere verificabile servono date, EER, quantità, orari, condizioni meteorologiche, stato dei sistemi di captazione e un indicatore del fenomeno odorigeno. Senza questa serie resterebbe soltanto una correlazione dichiarata.
Le BAT sui rifiuti indicano come affrontare gli odori. La loro applicazione puntuale va verificata sull’AIA di Nusco
Per il trattamento dei rifiuti resta vigente la Decisione di esecuzione (UE) 2018/1147 sulle Conclusioni ufficiali sulle migliori tecniche disponibili, applicabilità, livelli emissivi e monitoraggi pertinenti. Definizione completa. L’atto si applica alle attività indicate nel suo campo di applicazione e comprende misure specifiche sulle emissioni odorigene. Il registro ARPAC classifica AV5 con attività 5.3a e 6.11; questo rende le BAT del trattamento rifiuti un riferimento tecnico e giuridico da esaminare, ma l’applicabilità concreta di ciascuna BAT e delle relative condizioni deve essere letta insieme all’AIA dell’installazione. [17]
La BAT 10 prevede il monitoraggio periodico delle emissioni di odori nei casi in cui la presenza di molestie olfattive presso recettori sensibili sia probabile o comprovata. Tra i metodi richiamati compare l’olfattometria dinamica secondo EN 13725. La frequenza è collegata al piano di gestione degli odori previsto dalla BAT 12.
La BAT 12 riguarda il piano di gestione degli odori. Prevede protocolli per il monitoraggio, la risposta agli eventi odorigeni e un programma per identificare le fonti e ridurre le emissioni. Anche qui l’applicabilità è collegata alla probabilità o alla prova di molestie presso recettori sensibili.
La BAT 13 elenca tecniche di prevenzione e riduzione. Tra queste compaiono la riduzione dei tempi di permanenza dei rifiuti potenzialmente odorigeni, il trattamento chimico quando applicabile e l’ottimizzazione del trattamento aerobico. Per un impianto che riceve rifiuti liquidi e utilizza un processo biologico, questi punti spiegano perché carico, permanenza, ossigenazione e gestione delle vasche siano variabili da documentare quando si verificano episodi odorigeni.
La BAT 14 affronta le emissioni diffuse in atmosfera, compresi gli odori. Tra le tecniche rientrano la riduzione delle fonti diffuse, l’uso di apparecchiature ad alta integrità, il contenimento e la raccolta delle emissioni e il trattamento dell’aria estratta. Il fascicolo storico di Nusco già richiamava coperture, aspirazione e scrubber per alcune sezioni. La verifica 2026 deve stabilire quali sistemi siano effettivamente installati, operativi, manutenuti e monitorati.
La Decisione BAT non viene usata nel dossier per inventare un limite odorigeno specifico per Nusco. Serve a definire quali elementi tecnici cercare: piano odori, monitoraggi, risposta alle segnalazioni, fonti, contenimento, manutenzione e prestazioni dei sistemi di abbattimento.
Segnalazione di odore
Documenta che un recettore percepisce una molestia in un luogo e in un momento. Da sola non misura una concentrazione e non identifica la sorgente.
Misura e attribuzione
Richiedono metodo, campionamento, condizioni meteorologiche, localizzazione delle sorgenti, stato del processo e confronto temporale.
Ricezione, pretrattamento, biologico e fanghi sono fasi da controllare separatamente
Il fascicolo storico dell’AIA considera emissioni odorigene provenienti da più parti dell’impianto. Tra i composti richiamati figurano ammoniaca, idrogeno solforato, mercaptani e composti organici volatili. Sono sostanze con caratteristiche diverse e non possono essere ricondotte a una sola fase senza misure specifiche.
Nella documentazione del rinnovo erano riportate misure storiche nei punti E3 ed E4. Per il pretrattamento del percolato comparivano 9,55 mg/Nm³ di ammoniaca e 1,31 mg/Nm³ di idrogeno solforato; per il comparto biologico F1 7,61 mg/Nm³ di ammoniaca e 0,78 mg/Nm³ di idrogeno solforato. Questi valori appartengono al fascicolo tecnico storico e non descrivono l’aria respirata dalla popolazione né lo stato dell’impianto nel 2026. [10]
La distinzione è necessaria. Una concentrazione misurata in un punto emissivo non equivale alla concentrazione al recettore. Tra sorgente e abitato intervengono portata dell’emissione, altezza, temperatura, condizioni atmosferiche, distanza e dispersione. Per questo una valutazione seria degli episodi di miasmo deve tenere insieme processo e territorio.
Ricezione
Scarico delle autobotti, aperture e trasferimenti possono liberare composti presenti nei rifiuti liquidi.
Pretrattamento
Le matrici più concentrate possono richiedere fasi specifiche prima di entrare nel ciclo generale.
Biologico
Aerazione, carico, ossigeno e condizioni della biomassa incidono sulla stabilità del processo e sulla formazione di composti odorigeni.
Fanghi
Accumulo, ispessimento, movimentazione e disidratazione richiedono controllo dei tempi e delle condizioni operative.
Captazione e scrubber
Coperture, aspirazione e trattamento dell’aria servono a evitare o ridurre la dispersione delle emissioni dalle sezioni confinate.
Tra dicembre 2025 e giugno 2026 gli atti descrivono una sequenza che non va compressa in una sola data
Il 10 dicembre 2025 SIGE comunicava che le attività di collaudo dell’ozonizzatore erano programmate per l’11 e il 12 dicembre. Nel gennaio 2026 viene poi trasmessa una perizia tecnica asseverata che descrive la realizzazione del sistema e viene comunicata la ripresa dell’attività IPPC 5.3a dall’8 gennaio. [8]
Il 24 marzo, durante una visita ispettiva ARPAC, viene registrato un guasto al sistema di ozonizzazione. Negli scritti difensivi dell’8 giugno, SIGE riferisce inoltre che alla data del campionamento di aprile e ancora al momento della memoria non risultava eseguito il collaudo definitivo del comparto di post-ozonizzazione. [3]
Realizzazione, messa in esercizio, funzionamento, guasto e collaudo definitivo sono passaggi diversi. La presenza dell’opera non dimostra da sola che il sistema sia stato continuamente disponibile né che abbia mantenuto in ogni momento le prestazioni previste. Il dato da acquisire è la cronologia tecnica completa: prove, fermate, allarmi, manutenzioni, ricambi, collaudo e controlli successivi.
SIGE comunica il programma delle prove di collaudo dell’ozonizzatore.
Perizia tecnica asseverata e comunicazione di ripresa dell’attività IPPC 5.3a.
ARPAC registra un guasto del sistema durante la visita ispettiva.
Negli scritti difensivi SIGE riferisce che il collaudo definitivo del post-ozono non risultava ancora eseguito.
Dopo il Consiglio comunale e il tavolo in Prefettura, la Regione attende la relazione conclusiva ARPAC
L’8 settembre si è svolto a Nusco un Consiglio comunale straordinario dedicato alla situazione degli impianti di contrada Fiorentine. Le cronache locali hanno riferito anche della mobilitazione del comitato “Fateci Respirare” e di oltre duemila firme. Il numero delle firme resta, nel dossier, un dato attribuito alle fonti giornalistiche finché non sarà acquisita la documentazione di deposito. [19]
Il 9 settembre la Prefettura di Avellino ha riunito istituzioni, enti tecnici, amministrazioni, rappresentanti del territorio e gestore. Le cronache hanno indicato la partecipazione di Regione, Provincia, Comuni di Nusco e Lioni, ARPAC, ASL, Consorzio ASI, forze dell’ordine, parti sociali, Confindustria e comitato civico. [20]
Il giorno successivo è arrivato un elemento di fonte primaria. Nel comunicato n. 559 del 10 settembre 2026 la Regione Campania ha dichiarato che il tavolo ha riguardato sia le emissioni odorigene sia la conformità degli scarichi. L’assessora all’Ambiente Claudia Pecoraro ha comunicato che la Regione è in attesa della relazione conclusiva ARPAC, necessaria per verificare il rispetto dell’AIA e valutare gli interventi conseguenti. [13]
Nello stesso comunicato la Regione riferisce di avere già finanziato circa 5 milioni di euro per la rifunzionalizzazione degli impianti dell’area ASI e dichiara la disponibilità, insieme al Consorzio ASI, a valutare ulteriori interventi se necessari. Viene inoltre annunciato un nuovo aggiornamento del tavolo dopo la disponibilità della relazione ARPAC. [13]
Questo comunicato modifica il livello di certezza di una parte dell’aggiornamento precedente. L’esistenza del tavolo, l’attesa della relazione ARPAC e il finanziamento indicato dalla Regione non sono più soltanto elementi riportati dalla stampa. Restano invece da acquisire il verbale della Prefettura, il deliberato comunale completo e gli atti tecnici che traducano le indicazioni politiche in prescrizioni, lavori o modifiche autorizzative.
Fonte primaria acquisita sul web
Regione Campania, comunicato n. 559 del 10 settembre 2026: relazione ARPAC attesa e circa 5 milioni di euro già finanziati per la rifunzionalizzazione.
Documenti ancora mancanti
Verbale del tavolo prefettizio, deliberato del Consiglio comunale, cronoprogramma degli interventi, eventuali nuove prescrizioni e relazione conclusiva ARPAC.
Il 18 settembre l’indagine entra in una nuova fase: sequestro con facoltà d’uso e sessanta giorni per gli interventi
Il provvedimento eseguito il 18 settembre riguarda il depuratore industriale dell’area di Nusco ed è stato adottato nell’ambito delle indagini preliminari coordinate dalla Procura della Repubblica di Avellino. Le attività investigative sono state condotte dai Carabinieri Forestali di Bagnoli e dalla locale Stazione territoriale, con il contributo di ARPAC. L’indagine si è sviluppata anche a seguito della denuncia presentata da circa 400 cittadini. [21] [22]
Secondo gli elementi resi pubblici dopo l’esecuzione della misura, gli accertamenti riguardano il regolare smaltimento dei fanghi di depurazione, il funzionamento dei sistemi di depurazione e ozonizzazione, i sistemi di abbattimento delle emissioni e la regolarizzazione degli scarichi nel corso d’acqua adiacente all’impianto. Le comunicazioni sull’indagine riferiscono inoltre che le analisi ARPAC eseguite nel tempo hanno rilevato la presenza di inquinanti e superamenti dei limiti tabellari. [22] [23]
Il responsabile dell’impianto è stato deferito per ipotesi di reato relative alla gestione e al deposito illecito di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, e allo scarico illecito di acque reflue industriali. Queste contestazioni appartengono alla fase delle indagini preliminari e vengono riportate nel dossier per descrivere lo stato del procedimento al 18 settembre. [21] [23]
Per il dossier CNSBII il dato centrale è il raccordo tra questo nuovo sviluppo e gli atti già acquisiti. Prima del sequestro erano già documentati due campionamenti ARPAC con non conformità allo scarico, la diffida regionale del 5 agosto e gli interventi dichiarati dal gestore il 19 agosto. Il 10 settembre la Regione aveva inoltre comunicato di attendere la relazione conclusiva ARPAC per verificare il rispetto dell’AIA e valutare gli interventi conseguenti. [2] [5] [6] [7] [13]
Il sequestro prevede la restituzione provvisoria dell’impianto all’ASI di Avellino e un termine di sessanta giorni per il ripristino delle condizioni di corretto esercizio. Il seguito dell’inchiesta riguarderà quindi anche gli interventi effettivamente realizzati, le verifiche tecniche successive e gli eventuali ulteriori atti amministrativi o giudiziari. [21]
Il 2026 non nasce dal nulla: autorizzazioni, controlli e contestazioni hanno una storia più lunga
La storia del complesso depurativo è legata allo sviluppo dell’area industriale successivo al terremoto del 1980. La documentazione utilizzata nelle precedenti versioni del dossier colloca il completamento delle strutture depurative tra il 1987 e il 1988 e l’avvio del trattamento di rifiuti liquidi provenienti dall’esterno nel 1998. Queste date vengono mantenute come ricostruzione storica derivata dal fascicolo tecnico e non come descrizione dello stato impiantistico attuale.
Nel 2006 alcuni atti di sindacato ispettivo al Senato riportarono segnalazioni sul depuratore, sul percolato e sulle condizioni del sistema idrico dell’area. Un’interrogazione parlamentare registra le questioni poste al Governo dopo episodi di moria di pesci e chiede chiarimenti sul trattamento del percolato. È una fonte che documenta l’esistenza delle contestazioni e delle domande istituzionali dell’epoca; non è un accertamento tecnico definitivo delle responsabilità. [16]
Nel gennaio 2019 ARPAC pubblicò una nota, su fonte del Comando provinciale dei Carabinieri di Avellino, relativa a un’indagine avviata dopo un’anomala colorazione e schiumosità delle acque. I tecnici ARPAC campionarono lo scarico dell’impianto e, secondo la nota, riscontrarono superamenti per cloro attivo libero e saggio di tossicità acuta. La notizia riferiva anche il deferimento di due persone alla Procura. Il deferimento descrive la fase investigativa di allora e non equivale a una condanna. [14]
La sequenza autorizzativa riportata nel registro ARPAC passa dal decreto 204 del 2009 al riesame con valenza di rinnovo del 2020 e agli aggiornamenti successivi fino al 2025. Nel 2026 l’installazione rientra nel programma di ispezioni AIA e, nello stesso anno, emergono i campionamenti di aprile e luglio, la diffida di agosto, il confronto istituzionale di settembre e, il 18 settembre, il sequestro preventivo con facoltà d’uso disposto nell’ambito dell’indagine della Procura di Avellino. [11] [12]
Avvio storico delle strutture depurative a servizio dell’agglomerato, secondo la ricostruzione del fascicolo tecnico.
Il fascicolo colloca l’avvio del trattamento di rifiuti liquidi esterni.
Atti di sindacato ispettivo parlamentare riportano segnalazioni e chiedono chiarimenti sul percolato e sugli impatti ambientali.
Decreto AIA n. 204 indicato nel registro ARPAC.
D.D. n. 55, qualificato nel registro come riesame con valenza di rinnovo.
D.D. n. 79, ultimo atto elencato per AV5 nel registro AIA di marzo 2026.
Primo campionamento ARPAC richiamato nel fascicolo 2026: due parametri non conformi.
Secondo campionamento: sette parametri contestati nel regime applicato allo scarico su alveo asciutto.
Diffida della Regione Campania e richiesta di relazione tecnica asseverata.
SIGE riferisce gli interventi eseguiti, lo stato degli scrubber e la limitazione di alcuni rifiuti in ingresso.
Tavolo in Prefettura ad Avellino.
La Regione comunica di attendere la relazione conclusiva ARPAC e richiama circa 5 milioni di euro finanziati per la rifunzionalizzazione.
I Carabinieri eseguono il sequestro preventivo con facoltà d’uso del depuratore. Il provvedimento prevede sessanta giorni per il ripristino delle condizioni di corretto esercizio. [21]
AIA, limiti allo scarico e BAT sono livelli diversi dello stesso quadro autorizzativo
Il D.Lgs. 152/2006 disciplina l’Autorizzazione integrata ambientale e le attività di controllo. L’AIA deve contenere le condizioni necessarie per raggiungere un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo complesso, incluse le condizioni sulle emissioni e sul monitoraggio. Il testo legislativo va sempre letto nella versione vigente e insieme agli atti specifici dell’installazione. [18]
I limiti utilizzati da ARPAC nei rapporti di prova del 2026 sono quelli che l’Agenzia ritiene applicabili allo scarico nelle condizioni riscontrate. Nel dossier vengono quindi riportati come limiti applicati dall’organo di controllo nel caso concreto. Non vengono estesi a situazioni diverse e non vengono usati per formulare giudizi su campioni non comparabili.
Le BAT Conclusions aggiungono il riferimento alle migliori tecniche disponibili per le attività incluse nel relativo ambito. Le BAT possono incidere sulle condizioni autorizzative e sulle tecniche di gestione, ma il dossier evita di sostituire l’AIA di Nusco con una lettura astratta del Documento europeo di riferimento che descrive processi, emissioni e tecniche considerate per individuare le BAT. Definizione completa. Il passaggio corretto è confrontare attività autorizzate, BAT applicabili e prescrizioni effettivamente inserite nel titolo.
Le criticità ambientali sono documentate. Un danno sanitario richiede dati sanitari
Le segnalazioni di maleodoranze sono state raccolte nel territorio e hanno portato a richieste di intervento rivolte agli enti. Nel fascicolo acquisito dal CNSBII compaiono anche richieste di verifica e attività svolte nel periodo estivo. Le non conformità dello scarico e la diffida regionale sono fatti amministrativi e analitici documentati.
Questi elementi non permettono, da soli, di affermare che i miasmi abbiano causato un danno sanitario specifico alla popolazione. Per compiere quel passaggio servirebbero dati sanitari, valutazioni di esposizione, informazioni sui contaminanti effettivamente presenti nell’aria e una metodologia capace di distinguere altre possibili sorgenti.
Il comunicato regionale del 10 settembre collega il tema del depuratore alla tutela del territorio e della comunità sul piano istituzionale, ma non contiene una valutazione epidemiologica o tossicologica degli episodi odorigeni. Anche eventuali risultati ASL dovranno essere letti per ciò che misurano realmente, distinguendo sopralluoghi, valutazioni igienico-sanitarie, analisi e studi epidemiologici.
Il dossier è più completo, ma ci sono ancora documenti che possono cambiare il quadro
Il lavoro svolto finora consente di descrivere l’impianto, l’AIA, i controlli del 2026, le non conformità contestate, la diffida, la risposta del gestore, gli sviluppi istituzionali di settembre e il sequestro preventivo eseguito il 18 settembre. L’inchiesta tecnica resta aperta sugli esiti degli interventi e dei controlli successivi.
Restano centrali la relazione conclusiva ARPAC richiamata dalla Regione il 10 settembre, il verbale del tavolo in Prefettura e il quadro aggiornato delle opere finanziate. Dopo il sequestro assumono inoltre rilievo gli interventi eseguiti nel periodo di sessanta giorni e gli esiti delle verifiche tecniche successive sul funzionamento dell’impianto, sugli scarichi e sui sistemi di abbattimento.
Sul funzionamento servono registri e serie, non singoli estratti. Per i conferimenti: EER, quantità, provenienza, ingressi, respingimenti e orari. Per il processo: portate, carichi, ossigenazione, biomassa, fermate, guasti, manutenzioni, allarmi e stato delle apparecchiature. Per gli odori: piano di gestione, segnalazioni georeferenziate, eventuali misure olfattometriche, campagne chimiche e dati meteorologici. Per l’acqua: autocontrolli, controlli ufficiali e monitoraggi dello Iemale a monte e a valle. Per la falda: piezometri, coordinate, serie analitiche e frequenze di monitoraggio.
Testo coordinato completo
Decreti 2009-2025, allegati tecnici, prescrizioni vigenti, PMeC e modifiche intervenute dopo il riesame 2020.
Relazione conclusiva 2026
Esito dell’ispezione AIA e verifiche successive alla diffida regionale.
Interventi nei sessanta giorni
Opere eseguite per il ripristino delle condizioni di corretto esercizio, verifiche successive e relativi esiti tecnici.
Registro luglio-settembre
Ingressi giornalieri, EER, quantità, provenienza, orari, accettazioni e respingimenti.
Piano e misure
Stato di coperture, aspirazione, scrubber, manutenzioni e monitoraggio durante gli episodi.
Verbale del 9 settembre
Decisioni, responsabilità operative, scadenze e prossima convocazione.
Interventi finanziati
Quadro dei circa 5 milioni indicati dalla Regione, opere comprese, affidamenti, stato di attuazione e cronoprogramma.
Esiti sanitari disponibili
Eventuali sopralluoghi, valutazioni o analisi riferite agli episodi segnalati.
Serie ambientali confrontabili
Monte/valle sul torrente e piezometri dell’area, con date, metodi, coordinate e risultati.
Cosa è dimostrato e dove bisogna ancora fermarsi
È documentato che l’installazione F1+F2 è un impianto AIA per attività di gestione rifiuti e trattamento di Acque di scarico generate da attività produttive o industriali. Definizione completa. È documentato che nel 2026 è stata inserita nel programma ARPAC delle ispezioni AIA. È documentato che due campionamenti dello scarico hanno prodotto contestazioni analitiche e che il secondo controllo ha portato ARPAC a richiamare anche un’ipotesi sanzionatoria. È documentata la diffida della Regione del 5 agosto. È documentato il riscontro del gestore del 19 agosto. [11] [12] [2] [5] [6] [7]
Dal 10 settembre è documentato, attraverso una fonte ufficiale regionale, anche che la Regione attende la relazione conclusiva ARPAC e che ha indicato circa 5 milioni di euro già finanziati per la rifunzionalizzazione degli impianti ASI. [13]
Dal 18 settembre è documentata anche l’esecuzione del sequestro preventivo con facoltà d’uso del depuratore. L’indagine coordinata dalla Procura di Avellino riguarda, secondo gli elementi resi pubblici, la gestione dei fanghi, il funzionamento dei sistemi di depurazione e ozonizzazione, l’abbattimento delle emissioni e la regolarizzazione degli scarichi. Il provvedimento prevede sessanta giorni per il ripristino delle condizioni di corretto esercizio. [21] [22] [23]
Restano da seguire gli esiti degli interventi previsti nel periodo successivo al sequestro, la relazione conclusiva ARPAC, la serie completa dei conferimenti e il testo coordinato degli atti AIA. Sul piano sanitario, il materiale oggi utilizzato nel dossier non consente di attribuire un danno specifico agli episodi odorigeni segnalati.
Il prossimo aggiornamento dovrà quindi verificare quali opere siano state eseguite, quali controlli siano stati effettuati dopo il provvedimento e se siano intervenuti nuovi atti amministrativi o giudiziari.
Per continuare la lettura senza confondere matrici e responsabilità
Questo dossier fa parte del sistema documentale Nusco. I collegamenti seguono relazioni tematiche e documentali: non costituiscono prova di causalità, responsabilità o contaminazione tra matrici diverse.
Torrente Iemale
Segue il corpo recettore e i dati disponibili a monte e a valle dello scarico.
Aria e odori
Approfondisce segnalazioni odorigene, rete di monitoraggio e limiti delle attribuzioni.
Area industriale ASI
Ricostruisce imprese, titoli e perimetro industriale.
Documenti, registri ufficiali e fonti utilizzate
I documenti acquisiti mediante accesso ambientale sono mantenuti nel fascicolo CNSBII e richiamati con protocollo. Le fonti web ufficiali vengono collegate direttamente. I vecchi collegamenti regionali non più disponibili restano indicati come URL storici e non vengono presentati come documenti ancora raggiungibili.
Un controllo del 2025 entra nella cronologia del dossier
4 settembre 2026. Questa integrazione non sostituisce le parti pubblicate il 21 agosto. Una risposta ARPAC del 1° settembre, resa nell’ambito di un accesso alle informazioni ambientali presentato da Carmine De Maio, riepiloga i controlli svolti sul depuratore Nusco F1-F2 negli anni 2025 e 2026 e consente di aggiungere un passaggio precedente a quelli già descritti. [12]
ARPAC indica un sopralluogo con campionamento effettuato il 17 febbraio 2025. Nella risposta prot. 0057062/2026 l’Agenzia precisa che il campione risultò conforme rispetto ai parametri chimico-biologici analizzati, ma non accettabile dal punto di vista ecotossicologico. Nel fascicolo sono presenti la trasmissione, il verbale e i relativi rapporti di prova. [14] [15] [16] [17]
Le copie relative ai controlli del 14 aprile 2026 e del 1° luglio 2026 confermano gli esiti già riportati nelle sezioni precedenti del dossier. Vengono aggiunte come documentazione di riscontro, senza modificare la ricostruzione già pubblicata. [18] [28]
Separatamente, la CGIL Camera del Lavoro Territoriale di Avellino ha chiesto al Prefetto la convocazione di un tavolo tecnico sulla situazione ambientale del depuratore. La richiesta è un’iniziativa sindacale e istituzionale successiva all’accesso agli atti: non costituisce un nuovo accertamento analitico. [29]
Nuovo nel dossier
- Il controllo ARPAC del 17 febbraio 2025 entra nella cronologia documentata.
- La risposta ARPAC del 1° settembre 2026 riunisce in un unico atto la sequenza dei controlli 2025-2026.
- Viene registrata la richiesta della CGIL Avellino di un tavolo tecnico in Prefettura.
Confermato dalle nuove copie
- Il controllo del 14 aprile 2026 resta quello con non conformità per azoto nitrico e tensioattivi totali.
- Il controllo del 1° luglio 2026 conferma i sette parametri già indicati nel dossier come non conformi rispetto ai limiti applicati allo scarico su suolo.
- Il saggio ecotossicologico collegato al campione del 1° luglio risulta accettabile per i parametri analizzati.
Documenti aggiunti il 4 settembre
Le copie sono conservate nello stesso archivio documentale protetto già usato dal dossier. La consultazione passa dalla pagina CNSBII e i file non sono esposti direttamente via web.
Dal depuratore al corpo recettore: l’inchiesta prosegue sullo Iemale.
Monitor Nusco F1-F2
Aggiornamenti della vicenda e rassegna stampa CNSBII.
Il sistema segue separatamente le pubblicazioni sul depuratore industriale, sui miasmi tra Nusco e Lioni e gli articoli che citano il CNSBII in relazione alla stessa vicenda. I risultati uguali provenienti da più motori o feed vengono riuniti in una sola scheda.
Fonti raggiunte nell’ultimo ciclo: 16/20.
Aggiornamenti sulla vicenda
Atti, dichiarazioni e articoli su impianti F1-F2, miasmi, percolato, scarico e gestione del complesso.
Miasmi Nusco, interviene la Fismic e si allarga il fronte della protesta - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteNusco, preoccupano i risultati delle analisi sul depuratore: «Emerse sostanze pericolose» - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteDepuratore Asi di Nusco, la Fiom Cgil Avellino: «Per fermare la criticità occorre sospendere il conto terzi - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteLioni invasa da miasmi, il sindaco chiede controlli sul depuratore di Nusco - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteDepuratore Asi di Nusco, la Fiom Cgil Avellino: «Per fermare la criticità occorre sospendere il conto terzi - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteDepuratore di Nusco, Cgil Avellino: «Sicurezza, lavoro e tutela del territorio devono camminare insieme - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteDepuratore industriale di Nusco, la Regione intima la stretta ad Asi: 120 giorni per revisione AAI - Irpinia TV
Irpinia TV
Apri la fonteDepuratore di Nusco, dopo l’incontro in Prefettura via al tavolo permanente in Comune - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteNusco, preoccupano i risultati delle analisi sul depuratore: «Emerse sostanze pericolose» - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteDepuratore di Nusco, Cgil Avellino: «Sicurezza, lavoro e tutela del territorio devono camminare insieme - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteLioni - Il caso depuratore di Contrada Fiorentine:esperti a confronto sui rischi dell'inquinamento sulla salute - tusinatinitaly.it
tusinatinitaly.it
Apri la fonteLioni invasa da miasmi, il sindaco chiede controlli sul depuratore di Nusco - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteDepuratore di Nusco, Cgil Avellino: «Sicurezza, lavoro e tutela del territorio devono camminare insieme - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteDepuratore Asi di Nusco, la Fiom Cgil Avellino: «Per fermare la criticità occorre sospendere il conto terzi - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteDepuratore di Nusco, Fateci Respirare Aria pulita: “L’Arpac si risveglia nella salvaguardia del territorio” - Corriere dell'Irpinia
Corriere dell'Irpinia
Apri la fonteDepuratore industriale di Nusco, partono i lavori. Asi: sbloccare sigillo della Procura in 60 giorni - Irpinia TV
Irpinia TV
Apri la fonteNusco, preoccupano i risultati delle analisi sul depuratore: «Emerse sostanze pericolose» - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteMiasmi a Nusco, Vaiano: «Bonificare tutta l’area»
Bing News · nusco-depuratore
Apri la fonteLioni invasa da miasmi, il sindaco chiede controlli sul depuratore di Nusco - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteDepuratore industriale sigillato a Nusco, scatta la vigilanza dei comuni
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Apri la fonteNusco, l’ARPAC certifica il disastro ambientale - Telenostra
Telenostra
Apri la fonteLioni invasa da miasmi, il sindaco chiede controlli sul depuratore di Nusco - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteNusco, il depuratore finisce sotto sequestro: denunciato il gestore - Il Mattino
Il Mattino
Apri la fonteDepuratore di Nusco, la relazione Arpac: scarichi non conformi, criticità sugli odori e controlli incompleti - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteNusco, sequestrato il depuratore dell’area industriale: indagini su scarichi, rifiuti ed emissioni - Punto! - Il web magazine
Punto! - Il web magazine
Apri la fonteNusco, miasmi e scarichi nei fiumi: sequestrato il depuratore dopo l’esposto di 400 residenti - Cronache della Campania
Cronache della Campania
Apri la fonteIl dossier Arpac certifica il disastro ambientale a Nusco: a rischio certificazione Aia degli impianti
IrpiniaTV
Apri la fonteNusco, i Carabinieri Forestali sequestrano il depuratore dell'area industriale - avlive.it
avlive.it
Apri la fonteNusco, sequestrato il depuratore dell’area industriale: indagato il responsabile
IrpiniaOggi
Apri la fonteAvellino, sigilli al depuratore di Nusco dopo denunce di 400 cittadini - it.blastingnews.com
it.blastingnews.com
Apri la fonteSequestrato il depuratore di Nusco, fanghi smaltiti irregolarmente e funzionamento non corretto - Corriere Salerno
Corriere Salerno
Apri la fonteNusco, sequestrato il depuratore
IrpiniaTV
Apri la fonteMiasmi in Alta Irpinia, carabinieri sequestrano il depuratore di Nusco: gravi violazioni ambientali - napoli.repubblica.it
napoli.repubblica.it
Apri la fonteMiasmi a Nusco, la procura sequestra il depuratore:c’è un indagato - Irpiniaoggi.it
Irpiniaoggi.it
Apri la fonteNusco, i Carabinieri sequestrano il depuratore - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteDepuratore di Nusco, scatta il sequestro: gravi irregolarità nella gestione - BeneventoNews24.it
BeneventoNews24.it
Apri la fonteNusco, la Procura sequestra il depuratore: violate le norme ambientali nella gestione - Irpinianews.it
Irpinianews.it
Apri la fonteDepuratore industriale di Nusco sotto sequestro: indagini su rifiuti, scarichi ed emissioni - LabTV
LabTV
Apri la fonteMiasmi a Nusco, sequestrato il depuratore dell'area industriale: c'è un indagato - Ottopagine
Ottopagine
Apri la fonteDepuratore di Nusco, i Carabinieri eseguono il decreto di sequestro preventivo con facoltà d'uso - AvellinoToday
AvellinoToday
Apri la fonteNusco, violazione delle norme ambientali: sequestrato il depuratore - stiletv.it
stiletv.it
Apri la fonteSequestrato depuratore nell'Avellinese per gravi violazioni ambientali
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Apri la fonteViolazione delle norme ambientali, sequestrato depuratore nell'Avellinese
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Apri la fonteSequestro preventivo del depuratore di Nusco
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Apri la fonteSequestro del depuratore di Nusco per violazione delle norme ambientali.Accertata la presenza di inquinanti pericolosi
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Apri la fonteStretta dell’Arpac sul depuratore industriale di Nusco
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Apri la fonteMiasmi Nusco, interviene la Fismic e si allarga il fronte della protesta - Orticalab
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Apri la fonteLioni invasa da miasmi, il sindaco chiede controlli sul depuratore di Nusco - Orticalab
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Apri la fonteDiritto di respirare e ricerca della verità. Il caso depuratore Nusco - Lioni al vaglio di esperti al Cinema Nuovo - Tu si nat in Italy
Tu si nat in Italy
Apri la fonteDepurazione Nusco, una Consulta Comunale per l’ambiente - Telenostra
Telenostra
Apri la fonteDepuratore di Nusco, la relazione Arpac: scarichi non conformi, criticità sugli odori e controlli incompleti - Orticalab
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Apri la fonteLioni invasa da miasmi, il sindaco chiede controlli sul depuratore di Nusco - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteDepuratore industriale a Nusco, in arrivo verdetto ARPAC. Effettuati rilievi su qualità dell’aria
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Apri la fonteDepuratore di Nusco assessora Pecoraro | Regione attende relazione ARPAC per intervenire - Zazoom Social News
Zazoom Social News
Apri la fonteLioni invasa da miasmi, il sindaco chiede controlli sul depuratore di Nusco - Orticalab
Orticalab
Apri la fonteDepuratore Nusco, Legambiente Avellino: "Servono trasparenza, controlli pubblici e garanzie per il territorio" - avellinotoday.it
avellinotoday.it
Apri la fonteDepuratore Nusco-Lioni, Legambiente: servono trasparenza, controlli pubblici e garanzie per il territorio - Irpinianews.it
Irpinianews.it
Apri la fonteDepuratore Nusco, Legambiente:"Servono dati pubblici, controlli verificabili e pubblicazione quantitativi rifiuti trattati" - Tu si nat in Italy
Tu si nat in Italy
Apri la fonteEmergenza depuratore di Nusco, Fismic: "Politica sconfitta, vittoria del sindacato e del comitato" - avellinotoday.it
avellinotoday.it
Apri la fontePecoraro: 'Su depuratore Nusco attendiamo relazione Arpac' - Blasting News
Blasting News
Apri la fonteIrpinia, Pecoraro sul depuratore di Nusco: "Attendiamo relazione ARPAC, Regione pronta a intervenire" - StileTV
StileTV
Apri la fonteDepuratore di Nusco, assessora Pecoraro: 'Attendiamo la relazione Arpac' - ansa.it
ansa.it
Apri la fonteDepuratore di Nusco, l'assessora Pecoraro: "Attendiamo la relazione ARPAC, la Regione pronta a intervenire" - avellinotoday.it
avellinotoday.it
Apri la fonteDepuratore, istituzioni al lavoro per superare le criticita'
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Apri la fonteDepuratore Nusco. Legambiente chiede: trasparenza, controlli e garanzie per il territorio
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Apri la fonteDepuratore di Nusco, massima attenzione. In Prefettura il confronto - canale58.com
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Apri la fonteDepuratore di Nusco, massima attenzione istituzionale sulla situazione. Nasce un tavolo permanente - Tu si nat in Italy
Tu si nat in Italy
Apri la fonteNusco. Spiragli per abbattere i "miasmi" - Telenostra
Telenostra
Apri la fonteAllarme ambientale al depuratore di Nusco, corsa contro il tempo per adeguare l’impianto
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Apri la fonteDepuratore di Nusco, istituzioni al lavoro per superare le criticità
IrpiniaOggi
Apri la fonteDepuratore di Nusco, dopo l’incontro in Prefettura via al tavolo permanente in Comune - orticalab.it
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Apri la fonteDepuratore di Nusco, massima attenzione istituzionale sulla situazione - Il Caudino
Il Caudino
Apri la fonteMiasmi depuratore di Nusco, vertice in Prefettura: verso un tavolo permanente - Ottopagine
Ottopagine
Apri la fonteEmergenza miasmi, scatta il coordinamento di verifica con la Regione
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Apri la fonteDepuratore di Nusco, vertice in Prefettura: nasce un tavolo permanente - AvellinoToday
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Apri la fonteVertice in Prefettura sul Depuratore di Nusco, il sindaco Iuliano: stop al percolato negli impianti - Irpinianews.it
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Apri la fonteDepuratore di Nusco, in Prefettura il vertice tra enti, amministrazioni e rappresentanti territoriali: attenzione massima sulle criticità
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Apri la fonteEmergenza depuratore di Nusco, Pompeo D'Angola: "La questione va affrontata con urgenza e con responsabilità" - AvellinoToday
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Apri la fonteDepurazione a Nusco: dal Consiglio straordinario le condizioni sugli sversamenti all’ASI, ma il Comitato civico non ci sta
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Apri la fonteEmissioni dal depuratore industriale di Nusco, il Ministero dell’Ambiente apre il fascicolo
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Apri la fonteDepuratore di Nusco, Uniti per Nusco: «Ora servono fatti e responsabilità»
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Apri la fonteDepuratore di Nusco, opposizione chiede Consiglio - AvellinoToday
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Apri la fonteDepuratore di Nusco, Cgil Avellino: «Sicurezza, lavoro e tutela del territorio devono camminare insieme»
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Apri la fonteMiasma und Proteste: Die Krise um die Kläranlage von Nusco
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Apri la fonteNusco, aperta un'inchiesta sulle condizioni del depuratore: indagini in corso
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Apri la fonteNusco, depuratore sotto inchiesta: la Procura apre un fascicolo
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Apri la fonteDepuratore ASI di Nusco, la FIOM CGIL Avellino: urgente sospendere il conto terzi per fermare la criticità - AvellinoToday
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Apri la fonteDepuratore Asi a Nusco, si infiamma la protesta dei cittadini: raccolte 200 firme per l’esposto - itvonline.news
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Apri la fonteDepuratore ASI di Nusco, la Fiom CGIL: criticità ambientali, intervenire subito
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Apri la fonteDepuratore Asi di Nusco, la Fiom Cgil Avellino: «Per fermare la criticità occorre sospendere il conto terzi»
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Apri la fonteDepuratore industriale di Nusco-Lioni e veleni nascosti: il diritto di respirare non può essere una concessione - AvellinoToday
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Apri la fonteMiasmi dal depuratore industriale di Nusco, i sindaci interpellano Arpac, Asl e Prefettura
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Apri la fonteLioni invasa da miasmi, il sindaco chiede controlli sul depuratore di Nusco - Orticalab
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Apri la fonteDepuratore di Nusco, sindaco di Lioni: chiesti controlli all’Arpac
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Apri la fonteDepuratore Nusco, il sindaco di Lioni: “Chieste verifiche ad Arpac e controlli”
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Apri la fonteAria irrespirabile tra Nusco e Lioni. Cittadini in protesta contro il depuratore industriale - Irpinia TV
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Apri la fonteSirpress di Nusco, depuratore fermo: scatta il piano di ridimensionamento - Irpinia TV
Irpinia TV
Apri la fonteIl monitor ripeterà il controllo all’intervallo previsto.
Testate che citano il CNSBII
Pubblicazioni che collegano espressamente il CNSBII, il suo nome esteso o Michele Buscè alla questione del depuratore.
Le occorrenze del nome prive di collegamento con Nusco, Lioni o il depuratore vengono escluse.
Metodo. Il sistema confronta titolo normalizzato, fonte, URL e data per riunire i doppioni. Quando una pubblicazione cita il CNSBII viene mostrata soltanto nella rassegna dedicata. Ogni contenuto resta separato dall’articolo fino alla verifica della fonte originale.
