Fotogramma dal servizio IrpiniaTV del 4 agosto 2026
Depuratore Nusco F1-F2:cosa dicono oggi gli atti
Due campionamenti ARPAC non conformi, la diffida della Regione e la risposta del gestore. Gli atti arrivati dopo il primo articolo chiariscono molto, ma lasciano ancora aperto il nodo dei rifiuti effettivamente conferiti nei giorni dei miasmi.
Azoto nitrico e tensioattivi totali nel primo campionamento ARPAC.
Secondo campionamento sullo scarico in alveo asciutto del Torrente Iemale.
La Regione ordina il ripristino del normale funzionamento secondo l’AIA.
Ripristini dichiarati, scrubber e limitazione dei rifiuti acquisiti per ridurre gli odori.
Dal primo articolo sono arrivati gli atti. Il quadro oggi è molto più preciso
Quando questo approfondimento è stato pubblicato, il 5 agosto, mancavano ancora i verbali e gli esiti analitici dei controlli eseguiti nel 2026. Quella documentazione è arrivata nei giorni successivi attraverso l’accesso alle informazioni ambientali presentato dal CNSBII e il riscontro della Regione Campania.
Gli atti consentono ora di ricostruire due campionamenti ARPAC sullo scarico finale, la diffida adottata dalla Regione il 5 agosto, le controdeduzioni del gestore e il successivo riscontro di S.I.G.E. del 19 agosto. [1] [5] [6] [7]
Il dato più importante è che la discussione sui miasmi non poggia più soltanto sulle segnalazioni dei residenti. Oggi esiste un fascicolo amministrativo e tecnico che documenta criticità impiantistiche, non conformità dello scarico e gli interventi dichiarati dal gestore. Restano però alcune informazioni decisive da acquisire, soprattutto sui conferimenti effettivamente ricevuti nel periodo delle segnalazioni.
Due parametri non conformi
Azoto nitrico a 57 mg/L rispetto al limite di 20 e tensioattivi totali a 4 mg/L rispetto al limite di 2. [2]
Sette parametri fuori limite
Solidi sospesi, BOD5, COD, cloruri, azoto totale, boro e rame non risultano conformi ai limiti applicati da ARPAC per lo scarico su suolo. [5]
La Regione diffida il gestore
La Regione richiama le criticità ambientali emerse e ordina il ripristino del normale funzionamento secondo l’AIA. [6]
S.I.G.E. riferisce gli interventi
Il gestore elenca ripristini e manutenzioni, ma comunica che per gli scrubber restava da completare l’approvvigionamento delle pompe dosatrici. [7]
Due campionamenti, due non conformità. E una seconda verifica molto più pesante
Il primo campionamento risale al 14 aprile 2026. ARPAC analizza lo scarico finale e rileva due superamenti: azoto nitrico 57 mg/L, con limite 20 mg/L, e tensioattivi totali 4 mg/L, con limite 2 mg/L. Gli altri parametri esaminati risultano nei limiti indicati nel rapporto di prova e il saggio di tossicità viene classificato come accettabile. [2]
S.I.G.E., negli scritti difensivi dell’8 giugno, collega quei risultati alla fase di riavvio del comparto biologico dopo il lungo fermo dovuto al furto dei cavi elettrici e all’inoculo di fanghi attivi eseguito il 31 marzo. La società sostiene che il sistema fosse ancora in una fase transitoria di stabilizzazione. [3]
ARPAC non accoglie questa lettura come ragione sufficiente per archiviare la contestazione. Nelle controdeduzioni del 3 luglio ricorda, tra l’altro, che non risultava comunicato un fermo dell’impianto tale da attivare il diverso regime previsto per eventuali deroghe e richiama anche il guasto al sistema di ozonizzazione rilevato durante la visita ispettiva di marzo. [4]
Il 1° luglio l’Iemale era asciutto. L’AIA prevede un regime stagionale specifico
La relazione PMeC trasmessa da S.I.G.E. e il quadro autorizzativo distinguono due periodi: da novembre ad aprile lo scarico è assoggettato ai limiti per le acque superficiali; da maggio a ottobre vengono applicati i limiti della Tabella 4 per lo scarico su suolo. Il 1° luglio ARPAC descrive infatti il recapito come “suolo su alveo asciutto Torrente Iemale”. [9] [5]
Questo passaggio è importante perché evita una lettura sbagliata: il punto non è sostenere che lo scarico su suolo fosse, di per sé, estraneo all’AIA. Il problema documentato è che il campione del 1° luglio non rientrava nei limiti applicabili per solidi sospesi totali, BOD5, COD, cloruri, azoto totale, boro e rame.
Nella relazione trasmessa anche alla Procura della Repubblica di Avellino, l’Agenzia formula un’ipotesi di sanzione penale ai sensi dell’art. 29-quattuordecies del D.Lgs. 152/2006. È la qualificazione riportata nell’atto di controllo; l’accertamento delle responsabilità compete all’autorità giudiziaria. [5]
Il 5 agosto la Regione ordina il ripristino del normale funzionamento
Con protocollo n. 0683198/2026, la Regione Campania richiama la relazione ARPAC e scrive di aver considerato le “criticità ambientali emerse” e le “gravi irregolarità riscontrate nella gestione del Depuratore”. Su questa base, diffida S.I.G.E. a ripristinare ad horas il normale funzionamento dell’impianto secondo il titolo AIA. [6]
La stessa nota chiede un’urgente relazione tecnica asseverata che attesti il ripristino delle condizioni di funzionamento previste dall’autorizzazione.
Il provvedimento non chiude la vicenda. Al contrario, apre una fase di verifica sull’effettiva esecuzione degli interventi e sugli esiti delle attività ispettive ancora in corso.
La domanda che resta aperta è semplice: dopo la diffida, quali condizioni sono state effettivamente ripristinate e quali verifiche sono state eseguite dagli enti?
Il gestore parla di odori ridotti dopo aver limitato i rifiuti acquisiti
Il passaggio più significativo sul tema dei miasmi si trova nel riscontro S.I.G.E. del 19 agosto. La società riferisce che gli scrubber erano stati oggetto di interventi di manutenzione e precisa che restava da completare l’approvvigionamento delle pompe dosatrici necessarie al corretto funzionamento del sistema di trattamento. [7]
Nello stesso documento, il gestore scrive che il fenomeno degli odori molesti era stato notevolmente ridotto limitando l’acquisizione ai soli rifiuti che non danno luogo alla produzione di tale fenomeno. È un elemento nuovo e rilevante, perché introduce un collegamento dichiarato dallo stesso gestore tra la gestione dei conferimenti e la riduzione degli odori.
Il documento, però, non indica quali rifiuti siano stati limitati, quali codici EER fossero coinvolti, da quando sia stata applicata la selezione e quali quantità fossero entrate nei giorni precedenti.
Scrubber
Nel 2026 ARPAC ne documenta la manutenzione e, in precedenza, criticità operative. S.I.G.E. riferisce interventi eseguiti.
Pompe dosatrici
Al 19 agosto il loro approvvigionamento risultava ancora da completare secondo il gestore.
Conferimenti
S.I.G.E. dichiara di avere limitato l’acquisizione dei rifiuti per ridurre gli odori.
Segnalazioni
Comuni e cittadini hanno chiesto controlli nel periodo estivo. Le segnalazioni descrivono il disagio, non identificano da sole la sorgente tecnica.
Verifiche
Servono i dati dei carichi, lo stato dei sistemi di abbattimento e gli eventuali monitoraggi eseguiti durante gli episodi.
L’autorizzazione dice che cosa può entrare. Non dice che cosa è entrato in quei giorni
Il D.D. n. 55/2020 e i suoi allegati individuano le tipologie e le quantità autorizzate. Nel periodo maggio-ottobre, il quadro tecnico prevede, tra l’altro, fino a 120 m³/giorno di percolato EER 19 07 03 e fino a 300 m³/giorno di altri rifiuti liquidi, per un totale massimo indicato di 420 m³/giorno. [10]
Questi numeri, però, sono limiti autorizzativi. Non rispondono alla domanda che interessa oggi: quali carichi sono arrivati tra il 1° luglio e il 5 agosto 2026?
Nell’istanza del CNSBII erano stati chiesti: numero degli ingressi, codici EER, quantità, provenienza territoriale e presenza di carichi respinti o sottoposti a verifiche. Il fascicolo ricevuto non contiene ancora un prospetto completo di questi dati.
Tra gennaio e giugno emerge una sequenza tecnica che merita di essere chiarita
Il 10 dicembre 2025 S.I.G.E. comunicava che le attività di collaudo dell’ozonizzatore erano programmate per l’11 e il 12 dicembre. Nel gennaio 2026 viene poi trasmessa una perizia tecnica asseverata che descrive la realizzazione dell’impianto di ozonizzazione e la conformità alle prescrizioni AIA; contestualmente viene comunicata la ripresa dell’attività di trattamento rifiuti IPPC 5.3 a) dall’8 gennaio. [8]
Durante la visita ARPAC del 24 marzo, viene però registrato un guasto al sistema. Negli scritti difensivi dell’8 giugno, S.I.G.E. afferma inoltre che, alla data del campionamento di aprile e ancora alla data della memoria, non risultava eseguito il collaudo definitivo del comparto di post-ozonizzazione. [3]
La sequenza richiede di distinguere tra realizzazione dell’opera, conformità dichiarata, messa in esercizio, eventuali guasti e collaudo definitivo.
S.I.G.E. comunica il programma delle prove di collaudo dell’ozonizzatore.
La Regione acquisisce la perizia tecnica asseverata e la comunicazione di ripresa dell’attività IPPC 5.3 a).
Durante la visita ispettiva viene registrato un guasto al sistema di ozonizzazione.
Negli scritti difensivi S.I.G.E. riferisce che il collaudo definitivo del post-ozono non risultava ancora eseguito.
Le criticità ambientali sono documentate. Sul piano sanitario servono dati specifici
Le amministrazioni di Lioni e Nusco hanno segnalato nel periodo estivo episodi di maleodoranze e hanno chiesto verifiche agli enti competenti. Nel fascicolo ARPAC compaiono anche l’intervento richiesto dai Vigili del Fuoco nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto e ulteriori segnalazioni di cittadini.
Questi atti descrivono un problema ambientale e un disagio avvertito sul territorio. Nel materiale acquisito finora non compare, invece, una valutazione sanitaria conclusiva che dimostri un danno alla salute umana o animale causato dai miasmi del depuratore.
Per questo il quadro sanitario va tenuto distinto da quello ambientale: eventuali valutazioni di ASL, servizi veterinari o altre autorità sanitarie potranno aggiungere elementi che oggi non sono presenti nel fascicolo.
Quello che è documentato
- segnalazioni istituzionali di maleodoranze;
- due campionamenti ARPAC non conformi;
- diffida regionale del 5 agosto;
- interventi e manutenzioni dichiarati dal gestore.
Quello che resta da verificare
- eventuali valutazioni sanitarie specifiche;
- monitoraggi dell’aria eseguiti durante gli episodi;
- eventuali verifiche sulla fauna o sugli animali presenti nell’area;
- esiti degli autocontrolli sulle acque di falda annunciati da S.I.G.E.
Il procedimento non risulta chiuso
Nella relazione sul controllo del 1° luglio, ARPAC scrive che sarebbe seguita la relazione conclusiva della visita ispettiva AIA ancora in corso. Quel documento non compare nel fascicolo finora acquisito. [5]
La risposta S.I.G.E. del 19 agosto elenca alcuni ripristini già eseguiti, ma segnala ancora il completamento dell’approvvigionamento delle pompe dosatrici degli scrubber. La Regione, nella diffida, aveva chiesto una relazione tecnica asseverata sul ripristino delle condizioni AIA. Il materiale disponibile non consente ancora di stabilire se l’atto del 19 agosto sia stato considerato sufficiente dalla Regione o se siano seguite ulteriori verifiche. [6] [7]
Restano quindi aperti quattro punti: conferimenti effettivi, piena funzionalità dei sistemi di abbattimento odori, relazione conclusiva AIA e controlli successivi sulle matrici ambientali.
Quali rifiuti sono stati limitati?
Servono EER, quantità, provenienza e decorrenza delle limitazioni dichiarate dal gestore.
Quando sono tornati pienamente operativi?
Il 19 agosto le pompe dosatrici risultavano ancora in approvvigionamento.
Qual è l’esito conclusivo?
ARPAC aveva annunciato una relazione finale della verifica ancora in corso.
Che cosa dicono i controlli successivi?
Falda, scarico, aria e ulteriori verifiche sul Torrente Iemale.
Le fonti su cui si basa questo aggiornamento
La ricostruzione utilizza gli atti trasmessi da ARPAC e Regione Campania nell’ambito dell’accesso alle informazioni ambientali del CNSBII, insieme alla documentazione prodotta dal gestore e agli atti autorizzativi già pubblici.
Monitor Nusco F1-F2
Aggiornamenti della vicenda e rassegna stampa CNSBII.
Il sistema segue separatamente le pubblicazioni sul depuratore industriale, sui miasmi tra Nusco e Lioni e gli articoli che citano il CNSBII in relazione alla stessa vicenda. I risultati uguali provenienti da più motori o feed vengono riuniti in una sola scheda.
Fonti raggiunte nell’ultimo ciclo: 14/20.
Aggiornamenti sulla vicenda
Atti, dichiarazioni e articoli su impianti F1-F2, miasmi, percolato, scarico e gestione del complesso.
Eventi a piazza Cardinal Pacca, il piano traffico del Comune
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Testate che citano il CNSBII
Pubblicazioni che collegano espressamente il CNSBII, il suo nome esteso o Michele Buscè alla questione del depuratore.
Le occorrenze del nome prive di collegamento con Nusco, Lioni o il depuratore vengono escluse.
Metodo. Il sistema confronta titolo normalizzato, fonte, URL e data per riunire i doppioni. Quando una pubblicazione cita il CNSBII viene mostrata soltanto nella rassegna dedicata. Ogni contenuto resta separato dall’articolo fino alla verifica della fonte originale.
