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Incendio di Airola · fonte Prefettura di Avellino, 1 settembre 2026 · ritaglio e ottimizzazione CNSBII

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5 settembre 2026AirolaIncendio industrialeARPACDossier aperto

Incendio di Airola:aria, acque di spegnimento e verifiche ambientali

Il rogo del 31 agosto nella zona industriale, i dati ARPAC e la domanda ancora aperta sul percorso delle acque verso rete, depuratore e Fiume Isclero.

AutoreMichele BuscèCoordinatore Nazionale e Fondatore CNSBIIEducatore Ambientale · Giornalista Ambientale
Pubblicazione5 settembre 2026ultimo dato tecnico acquisito: 4 settembre, 18:20
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Evento31 agosto 2026

Incendio in un sito di stoccaggio/lavorazione di rifiuti nella zona industriale di Airola.

Primo ciclo aria0,28 pg/Nm³ I-TEQ

Somma diossine, furani e PCB dl tra 31 agosto e 1° settembre.

Riferimento scientifico0,15 pg/Nm³ I-TEQ

Valore LAI richiamato da ARPAC; non è un limite italiano di legge per l’aria ambiente.

AcqueConnessione in verifica

Il percorso tra sito, rete, depuratore e Isclero non è ancora documentato per l’evento 2026.

01 · Il punto

31 agosto 2026: incendio nella zona industriale, monitoraggi sull’aria e verifiche ancora aperte su suolo e acque

Nel primo pomeriggio del 31 agosto 2026 un incendio ha interessato un sito di stoccaggio e lavorazione di rifiuti nella zona industriale di Airola, nel Beneventano. ARPAC è intervenuta nella stessa giornata e ha avviato il monitoraggio degli inquinanti atmosferici. Alla prima osservazione, i tecnici hanno descritto il materiale coinvolto nella combustione come composto prevalentemente da rifiuti plastici e balle di carta. [1]

Nei giorni successivi la rete di controllo è stata ampliata. Airola è rimasta il punto più vicino alla sorgente, mentre altri campionatori sono stati collocati ad Arienzo, Bucciano e Rotondi sulla base della modellistica di dispersione. Un laboratorio mobile ha misurato, nei pressi dell’incendio, monossido di carbonio, ossidi di azoto, particolato, benzene, toluene e xilene. [2]

Il primo ciclo di 24 ore, tra il 31 agosto e il 1° settembre, ha restituito una somma di diossine, furani e PCB diossina-simili pari a 0,28 pg/Nm³ I-TEQ. ARPAC l’ha confrontata con il riferimento scientifico di 0,15 pg/Nm³ I-TEQ utilizzato dalla comunità scientifica e derivato dal LAI tedesco. Quel numero non è un limite italiano di legge per l’aria ambiente. I campionamenti successivi resi disponibili entro il 4 settembre sono scesi sotto il riferimento. [3]

Il 4 settembre la Regione ha riferito che allo stato non erano emerse problematiche relative alle acque, mentre proseguivano gli accertamenti sui suoli e restavano da completare le valutazioni sulle colture. [6] Questa informazione descrive lo stato degli accertamenti a quella data. Non ricostruisce, da sola, il percorso seguito dalle acque usate durante lo spegnimento.

I dati sull’aria sono già disponibili; per suolo e acque gli accertamenti risultano ancora incompleti. Sulle acque di spegnimento manca soprattutto la ricostruzione del percorso: piazzali, caditoie, rete, eventuale passaggio nel depuratore e recapito finale devono essere ricostruiti con documenti e planimetrie.

Documentato

Monitoraggio atmosferico attivo

ARPAC ha attivato campionatori e laboratorio mobile fin dalle prime fasi dell’emergenza.

Documentato

0,28 pg/Nm³ I-TEQ

Primo ciclo 31 agosto–1 settembre, sopra il riferimento scientifico di 0,15 pg/Nm³ I-TEQ.

Aggiornamento 4 settembre

Valori successivi in diminuzione

I nuovi risultati resi disponibili da ARPAC risultavano sotto il riferimento scientifico.

Da ricostruire

Acque di spegnimento

Non è ancora documentato pubblicamente il percorso idraulico seguito dalle acque dell’evento 2026.

02 · Il sito industriale

Zona industriale di Airola: cosa risulta sul sito interessato dall’incendio

ARPAC e Prefettura di Benevento descrivono il luogo dell’incendio come un sito o impianto di stoccaggio/lavorazione di rifiuti nella zona industriale di Airola. [1] [4]

Nella riunione del 1° settembre, la Prefettura di Benevento ha riportato la stima fornita dai Vigili del Fuoco di circa un milione di metri cubi di materiale, con presenza di numerosi pneumatici, e ha precisato che in quel momento non era possibile stabilire se l’innesco fosse avvenuto dall’interno o dall’esterno. [4]

RaiNews, nel resoconto del 31 agosto, identifica il sito come appartenente alla Eco Energy e lo colloca in via Carracciano. La stessa testata riferisce che il sito era sottoposto a sequestro e che il rogo aveva coinvolto anche un capannone di un’altra azienda. [9] Il provvedimento di sequestro, il relativo fascicolo e lo stato autorizzativo aggiornato al 2026 non sono ancora nel fascicolo CNSBII. Mancano quindi gli atti necessari per ricostruire motivazioni, stato del procedimento ed eventuali conseguenze giuridiche.

La Regione, il 4 settembre, ha comunicato che il rogo nel capannone adiacente risultava completamente spento e che i Vigili del Fuoco avevano quasi completato lo spegnimento dei rifiuti presenti sul perimetro esterno del capannone principale. Le operazioni richiedevano ancora cautela e mezzi specialistici. [6]

Vista aerea dell’incendio nell’area industriale di Airola pubblicata dalla Prefettura di Avellino il 1 settembre 2026
Il sito durante l’incendio. Vista aerea pubblicata dalla Prefettura di Avellino il 1° settembre 2026. Per la pubblicazione CNSBII sono stati effettuati ritaglio, ridimensionamento e correzione di nitidezza.
Seconda vista aerea dell’incendio nell’area industriale di Airola, con fiamme e colonna di fumo
Una seconda prospettiva sul sito. File fotografico originale fornito al CNSBII per questo dossier il 5 settembre 2026. La fotografia viene usata per documentare la scena visibile, senza attribuire cause o responsabilità. Provenienza del file.

Acquisito

  • evento nella zona industriale di Airola;
  • sito di stoccaggio/lavorazione di rifiuti;
  • presenza prevalente, alla prima osservazione ARPAC, di rifiuti plastici e balle di carta;
  • coinvolgimento di un capannone adiacente nelle comunicazioni successive.

Da acquisire

  • titoli autorizzativi vigenti al 31 agosto 2026;
  • planimetria del sito e delle reti di raccolta;
  • inventario quantitativo dei rifiuti presenti al momento dell’incendio;
  • atti relativi alle misure giudiziarie o amministrative citate dalla stampa;
  • cause tecniche dell’incendio, se e quando accertate.
03 · Cronologia

Dal 31 agosto al 5 settembre: spegnimento, campionamenti e misure precauzionali

Nel primo pomeriggio divampa l’incendio nella zona industriale. ARPAC interviene e avvia il campionamento ad alto flusso per diossine, furani e PCB diossina-simili, oltre ai campionatori passivi per NO₂, SO₂, HF e ammoniaca. [1]

ARPAC attiva altri campionatori ad Arienzo, Bucciano e Rotondi e posiziona un laboratorio mobile nei pressi dell’area dell’incendio. La Prefettura riunisce i Comuni e gli enti coinvolti. [2] [4]

Viene reso noto il primo risultato sulle diossine, furani e PCB diossina-simili: 0,28 pg/Nm³ I-TEQ nel ciclo 31 agosto–1 settembre. La Prefettura aggiorna il coordinamento e richiama le misure precauzionali adottate nei territori interessati. [3] [5]

Il laboratorio mobile registra nel pomeriggio, vicino al luogo dell’incendio, un episodio locale, limitato nel tempo, con particolato fine e altri indicatori compatibili con emissioni da combustione. ARPAC precisa che non emergono elementi per dimostrare una diffusione uniforme fino alle sei stazioni fisse considerate. [3]

I nuovi risultati disponibili per diossine, furani e PCB diossina-simili risultano inferiori al riferimento scientifico. Regione, Prefetture, Comuni, ARPAC e ASL fanno il punto: livelli in aria in diminuzione, nessuna problematica relativa alle acque emersa allo stato degli accertamenti, verifiche sui suoli ancora in corso. [3] [6]

Alla chiusura di questa versione del dossier, l’ultimo aggiornamento tecnico ufficiale individuato sul sito ARPAC resta quello del 4 settembre alle 18:20. Il fascicolo CNSBII resta aperto agli atti successivi.

04 · Aria

Diossine, furani e PCB dl: 0,28 pg/Nm³ I-TEQ nel primo ciclo, valori successivi sotto 0,15

Il dato più discusso nei primi giorni è la somma di diossine, furani e PCB diossina-simili rilevata dal campionatore collocato nei pressi dell’incendio. Il ciclo di 24 ore tra il 31 agosto e il 1° settembre ha misurato 0,28 pg/Nm³ I-TEQ. ARPAC confronta il risultato con 0,15 pg/Nm³ I-TEQ, valore di riferimento scientifico del LAI tedesco. [3]

ARPAC parla di valore di riferimento correntemente utilizzato dalla comunità scientifica, non di un limite italiano di qualità dell’aria ambiente. Il confronto resta quindi scientifico: non equivale alla violazione di un limite nazionale di qualità dell’aria.

Il 4 settembre ARPAC ha comunicato che i nuovi risultati acquisiti erano inferiori a 0,15 pg/Nm³ I-TEQ. Nello stesso aggiornamento, l’analisi preliminare del laboratorio mobile ha evidenziato il 3 settembre un episodio locale di inquinamento atmosferico, di durata limitata, con una marcata presenza di particolato fine e altri indicatori compatibili con emissioni da combustione. L’Agenzia ha aggiunto che non risultavano elementi per dimostrare una diffusione uniforme dello stesso fenomeno fino alle sei stazioni fisse prese in esame: San Felice a Cancello, San Vitaliano, Acerra Zona Industriale, Maddaloni, Benevento e Avellino. [3]

ARPAC qualificava i risultati del laboratorio mobile come preliminari e non ancora consolidati. Il calo dei campioni successivi descrive l’evoluzione osservata nei punti e nei periodi monitorati; non cancella l’esposizione verificatasi nella fase iniziale né consente, da solo, una ricostruzione individuale delle esposizioni della popolazione.

31 ago–1 set0,28 pg/Nm³I-TEQ · diossine, furani e PCB dl
Riferimento0,15 pg/Nm³LAI Germania · riferimento scientifico
1 settembre3 punti aggiuntiviArienzo · Bucciano · Rotondi
4 settembre< riferimentonuovi risultati disponibili
Il riferimento di 0,15 pg/Nm³ I-TEQ

ARPAC usa 0,15 pg/Nm³ I-TEQ come riferimento scientifico per l’aria ambiente. Non è un limite nazionale di legge.

05 · Territori interessati

Comuni coinvolti nelle misure precauzionali e nei monitoraggi

La Prefettura di Benevento, nella riunione del 1° settembre, ha convocato i rappresentanti di Airola, Arpaia, Apollosa, Benevento, Bonea, Bucciano, Forchia, Moiano, Montesarchio, Paolisi e Pannarano, oltre agli enti tecnici e alla Prefettura di Avellino per i territori irpini interessati. [4]

L’elenco descrive il perimetro istituzionale dell’emergenza e delle misure precauzionali. I Comuni compaiono perché coinvolti nel coordinamento, nei monitoraggi o nelle misure cautelative riferite allo stesso incendio del 31 agosto ad Airola.

La scelta dei punti ARPAC ad Arienzo, Bucciano e Rotondi è stata effettuata anche sulla scorta della modellistica relativa alla possibile dispersione degli inquinanti. Il 2 settembre l’assessorato regionale all’Agricoltura ha inoltre segnalato la necessità di attenzione per campagne, coltivazioni e allevamenti nelle aree raggiunte dai fumi, citando Sannio, Valle Caudina e, per effetto della direzione dei venti, territori dell’Irpinia e della città di Benevento. [2] [8]

Colonna di fumo dell’incendio di Airola osservata nella Valle Caudina e pubblicata dalla Prefettura di Avellino il 2 settembre 2026
La scala territoriale dell’evento. Fotografia pubblicata dalla Prefettura di Avellino il 2 settembre 2026. Ottimizzazione CNSBII limitata a dimensionamento e nitidezza.
06 · Suolo, colture e ricadute

Al 4 settembre le verifiche sui suoli non erano concluse

La Regione ha mantenuto in vigore le misure precauzionali adottate dai sindaci: limitare la permanenza all’aperto, utilizzare FFP2, evitare assembramenti all’esterno, ricoverare gli animali e non lasciare panni stesi. Le misure sono state presentate come cautele in attesa del completamento delle verifiche ambientali e sanitarie. [6]

Nello stesso comunicato del 4 settembre, Regione e strutture coinvolte riferivano che gli accertamenti sui suoli proseguivano e che per le conseguenze sulle colture sarebbe stato necessario attendere ulteriori analisi. Il dossier non anticipa quegli esiti.

La presenza visibile di fumo o di materiale di ricaduta può indicare un’area da controllare, ma non sostituisce un campionamento. Per attribuire una contaminazione all’incendio occorrono posizione, data, analiti, metodo, concentrazioni, valori di confronto e valutazione delle possibili sorgenti alternative.

07 · Acque di spegnimento

Dove è finita l’acqua usata contro il fuoco? È il passaggio documentale ancora mancante

Un incendio di queste dimensioni richiede grandi quantità d’acqua. La Regione ha riferito anche dell’impiego di un elicottero della Protezione civile che, in una sola giornata, ha effettuato 54 lanci affiancando il mezzo dei Vigili del Fuoco. [6] Il numero descrive l’intensità del supporto aereo, ma non permette di calcolare il volume complessivo delle acque utilizzate a terra e dall’alto.

Per la matrice acqua, ciò che serve è una ricostruzione fisica: dove l’acqua è caduta, quali piazzali ha attraversato, se esistono pendenze verso caditoie, vasche o pozzetti, quale rete li riceve e dove quella rete recapita. Nel caso del 2026 questi passaggi non risultano ancora descritti in un atto pubblico acquisito dal dossier.

Il comunicato regionale del 4 settembre afferma che, allo stato, non erano emerse problematiche relative alle acque. È un elemento favorevole e va riportato. Non risponde però a tutte le domande sul percorso idraulico, perché “nessuna problematica emersa” e “percorso delle acque ricostruito” sono due informazioni diverse.

Vigili del Fuoco impegnati nelle operazioni di spegnimento dell’incendio di Airola con una linea d’acqua
Le operazioni di spegnimento. File fotografico originale fornito al CNSBII per questo dossier il 5 settembre 2026. L’immagine mostra l’impiego di acqua durante l’intervento; non consente, da sola, di stabilire quantità utilizzate o percorso successivo delle acque. Provenienza del file.
SitoSuperfici e aree interessate dallo spegnimento.
RaccoltaCaditoie, pozzetti, vasche, pendenze e reti interne.
Rete esternaFognatura industriale, mista, meteorica o altro recapito da verificare.
RecapitoDepuratore, corpo idrico o altro destino: da documentare per il 2026.

Dato disponibile

Il 4 settembre la Regione ha comunicato che, allo stato degli accertamenti, non erano emerse problematiche relative alle acque.

Dato mancante

Planimetria delle reti, quantità raccolte, eventuali campionamenti di acque di spegnimento/reflue e documentazione del recapito effettivo dell’evento 2026.

08 · Rete, depuratore e Isclero

Depuratore di Contrada Curso e Isclero: il percorso delle acque dell’incendio non è documentato

Il dossier sul Fiume Isclero ha già documentato, attraverso il capitolato comunale del 2024, che il depuratore di Contrada Curso dispone di una condotta di scarico nel corso d’acqua. Questo dato definisce il recapito dell’impianto, ma non prova che le acque generate dall’emergenza del 31 agosto siano entrate nella rete che raggiunge quel depuratore.

Per stabilire un collegamento servono almeno la rete interna del sito, la rete pubblica o consortile interessata, gli eventuali punti di intercettazione, le comunicazioni del gestore e i campionamenti. Senza questi elementi, la relazione tra incendio e Isclero resta una connessione da verificare documentalmente.

Lo stato del corpo idrico è trattato nel dossier Isclero. Qui resta centrale il percorso delle acque generate durante l’emergenza e l’eventuale rapporto con reti, depurazione e recapiti.

Stato del collegamento ambientale

CONNESSIONE IN VERIFICA. Al 5 settembre 2026 non è stato acquisito un documento pubblico che dimostri il percorso acque di spegnimento → rete → depuratore → Isclero per l’incendio 2026.

Apri il dossier Fiume Isclero ↗

09 · Il precedente del 2021

SAPA 2021: ARPAC verificò anche acque di spegnimento, depuratore e Isclero

Il 13 ottobre 2021 un altro grave incendio interessò l’area industriale di Airola, nello stabilimento SAPA. ARPAC attivò controlli su aria, suoli e acque. Nel rapporto conclusivo e negli aggiornamenti dell’epoca viene documentato il campionamento dello scarico del depuratore comunale di Airola, dove erano confluite le acque di spegnimento, oltre a prelievi sul Fiume Isclero nei territori di Airola e Moiano. [10]

Il precedente dimostra che, almeno nel 2021, una relazione idraulica tra area industriale, sistema fognario, depuratore e Isclero fu considerata e controllata dagli enti. Per l’evento del 2026 occorre verificare se esista una catena idraulica analoga.

Il percorso del 2021 non può essere trasferito automaticamente al sito coinvolto nel 2026. Stabilimenti diversi possono avere reti interne, autorizzazioni, vasche e allacci differenti. Il precedente indica che cosa controllare, non che cosa è certamente accaduto.

10 · Atti, controlli e responsabilità

Cause dell’innesco: nessun accertamento definitivo acquisito al 5 settembre

Nelle fonti istituzionali consultate non compare una causa definitivamente accertata dell’incendio. Al 5 settembre non risulta acquisito un atto che attribuisca l’innesco a una persona, a un’impresa o a una condotta determinata.

RaiNews ha riferito il 31 agosto che il sito identificato come Eco Energy era sottoposto a sequestro. [9] Poiché il relativo provvedimento non è ancora presente nel fascicolo documentale CNSBII, questa informazione resta attribuita alla testata e non viene utilizzata per dedurre responsabilità, irregolarità o cause dell’incendio.

Il completamento del dossier richiede gli atti che definiscono con precisione: gestore e titolare dell’impianto alla data dell’evento, autorizzazioni vigenti, tipologie e quantitativi di rifiuti, eventuali prescrizioni, misure amministrative o giudiziarie, verbali dei soccorsi e successive disposizioni di messa in sicurezza.

11 · Cosa sappiamo e cosa manca

Aria: dati disponibili. Suoli e acque: risultati e percorsi ancora incompleti

Documentato al 5 settembre

  • incendio del 31 agosto in un impianto di stoccaggio/lavorazione di rifiuti nella zona industriale di Airola;
  • materiali osservati da ARPAC prevalentemente plastici e cartacei;
  • monitoraggio atmosferico esteso a più territori;
  • primo ciclo a 0,28 pg/Nm³ I-TEQ e cicli successivi sotto 0,15 pg/Nm³ I-TEQ;
  • episodio locale di particolato fine il 3 settembre, dichiarato preliminare;
  • al 4 settembre nessuna problematica relativa alle acque emersa nel quadro comunicato dalla Regione;
  • accertamenti sui suoli ancora in corso alla stessa data.

Da acquisire o chiudere

  • cause dell’incendio;
  • quantitativi e codici dei rifiuti presenti;
  • titoli autorizzativi aggiornati e stato delle eventuali misure sul sito;
  • risultati definitivi sui suoli e sulle colture;
  • rete interna del sito e destinazione delle acque di spegnimento;
  • eventuali campioni su reflui, depuratore e Isclero per l’evento 2026;
  • stato finale delle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza.
12 · IGNIVIA

IGNIVIA: cronologia e fonti operative dell’evento di Airola

IGNIVIA raccoglie la cronologia e le fonti operative degli incendi industriali censiti in Campania. Per Airola esiste un fascicolo dedicato. Questa pagina sviluppa invece i dati ambientali e gli atti verificati relativi all’evento del 31 agosto.

Nuovi atti su spegnimento, analisi, ordinanze, suoli, acque e messa in sicurezza verranno confrontati con la cronologia IGNIVIA prima dell’aggiornamento del dossier.

13 · Prossimi atti

Acque di spegnimento: planimetrie, allacci e campionamenti ancora da acquisire

Mancano la planimetria delle reti del sito e dell’area industriale, il punto di allaccio, l’eventuale presenza di vasche di prima pioggia o contenimento, i verbali sulle acque impiegate nello spegnimento, le analisi sulle matrici liquide e le comunicazioni al gestore della rete o del depuratore.

Per l’aria restano da acquisire i risultati consolidati del laboratorio mobile e dei campionatori, con periodo, posizione, metodo e unità di misura. Per suolo e agricoltura servono gli esiti analitici ufficiali, distinguendo campionamento, valore riscontrato, riferimento applicabile e valutazione dell’ente.

Se emergerà una catena documentata tra sito, rete, depuratore e corpo idrico, il dossier verrà aggiornato nello stesso URL e il collegamento con il dossier Isclero passerà da “in verifica” allo stato sostenuto dagli atti.

14 · Fonti e metodo

Fonti, attribuzioni e stato dell’aggiornamento al 5 settembre 2026

La prima versione del dossier è stata chiusa il 5 settembre 2026. Per i dati ambientali sono privilegiate ARPAC, Regione Campania e Prefettura di Benevento. Le informazioni societarie o giudiziarie provenienti dalla stampa restano attribuite alla testata fino all’acquisizione dell’atto corrispondente.

1ARPAC Campania · 31 agosto 2026Avvio del monitoraggio e prima descrizione dei materiali coinvolti.↗ 2ARPAC Campania · 1 settembre 2026Campionatori aggiuntivi ad Arienzo, Bucciano e Rotondi e laboratorio mobile ad Airola.↗ 3ARPAC Campania · aggiornamento 4 settembre 2026, ore 18:20Risultati diossine/furani/PCB dl e analisi preliminare del laboratorio mobile.↗ 4Prefettura di Benevento · 1 settembre 2026Riunione di coordinamento e Comuni coinvolti nel quadro dell’emergenza.↗ 5Prefettura di Benevento · 2 settembre 2026Aggiornamento del coordinamento e primi risultati ARPAC.↗ 6Regione Campania · Comunicato 544 · 4 settembre 2026Aria in diminuzione, stato delle acque, accertamenti sui suoli, misure precauzionali e operazioni di spegnimento.↗ 7Regione Campania · Comunicato 545 · 4 settembre 2026Sopralluogo istituzionale e prosecuzione del monitoraggio ambientale.↗ 8Regione Campania · Agricoltura · 2 settembre 2026Attenzione su colture, allevamenti e territori raggiunti dai fumi.↗ 9RaiNews TGR Campania · 31 agosto 2026Identificazione giornalistica del sito come Eco Energy, ubicazione e cronaca delle prime ore.↗ 10ARPAC Campania · incendio SAPA Airola 2021Precedente tecnico su aria, suoli, acque di spegnimento, depuratore e Fiume Isclero.↗ 11CNSBII · IGNIVIA 2026Fascicolo pubblico aggiornabile dell’incendio di Airola e archivio delle fonti collegate.↗ 12CNSBII · Dossier Fiume IscleroStato ecologico, reticolo, depurazione e recapito del depuratore di Airola.→ 13Prefettura di Avellino · 1 settembre 2026 · fotografia incendioFonte della fotografia aerea usata per hero, Open Graph e sezione sul sito.↗14Prefettura di Avellino · 2 settembre 2026 · fotografia territorialeFonte della fotografia della colonna di fumo nella Valle Caudina.↗15Ministero dell’Interno · Note legaliCondizioni generali di riuso e attribuzione dei contenuti del Ministero dell’Interno.↗16CNSBII · file fotografico fornito al dossier · vista aereaOriginale acquisito il 5 settembre 2026 · SHA-256 983795d82733d483902b7406903a6d03ff8f764a5952635db476cc7dffd4a251.↓17CNSBII · file fotografico fornito al dossier · operazioni di spegnimentoOriginale acquisito il 5 settembre 2026 · SHA-256 8265c5c02ed8315e20294c01a7b70900a857eabc82833b63c29ab7573f3a543c.↓
Ultima verifica delle fonti: 5 settembre 2026. L’ultimo aggiornamento tecnico ARPAC individuato resta quello del 4 settembre alle 18:20. I dati preliminari sono indicati come tali; le informazioni societarie o giudiziarie non ancora sostenute da un atto acquisito restano attribuite alla fonte che le ha pubblicate. Hero, Open Graph e fotografia territoriale restano ricondotti alle pagine ufficiali della Prefettura di Avellino. Le altre due fotografie sono file originali forniti al CNSBII per questo dossier il 5 settembre 2026, conservati con SHA-256 nella catena di provenienza e pubblicati senza ricostruzioni generative. Ogni immagine è usata solo per ciò che mostra.

Monitor Airola

Nuovi atti sull’incendio e sulle verifiche ambientali.

Il controllo segue ARPAC, Regione, Prefetture, Vigili del Fuoco, Comune e fonti collegate a IGNIVIA.

Nuovi elementiUltimo controllo 09/10/2026 · 11:03Prossimo controllo 09/10/2026 · 11:18
ARPACRegione CampaniaPrefettureVigili del FuocoComune di AirolaIGNIVIA

Sono emersi nuovi contenuti, ma la copertura delle fonti è ridotta. Il sistema ripeterà il controllo entro 15 minuti.

01

Aggiornamenti sull’evento

Spegnimento, aria, suoli, acque, ordinanze, sicurezza del sito e ripristino.

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