Dossier documentale · Bacino del Sarno
Fosso Imperatore non è un solo scarico. È un sistema di ingressi che va ricostruito punto per punto.
Guardare il colore dell'acqua è il modo più immediato per accorgersi che qualcosa cambia. Non è, però, il modo corretto per stabilire da dove arrivi quel cambiamento. Fosso Imperatore attraversa un territorio produttivo e urbanizzato, riceve apporti di natura diversa ed è collegato a reti che negli ultimi anni sono state interessate da lavori di collettamento e adeguamento. Per capire il canale bisogna quindi partire dai documenti e farli coincidere con ciò che esiste realmente sul terreno.
Il perimetro riguarda Nocera Inferiore, Pagani, San Valentino Torio e San Marzano sul Sarno. Nel 2023 il Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno ha adottato un atto riferito espressamente alla «problematica ambientale» del canale nei quattro comuni e ha disposto analisi biochimiche delle acque e dei fanghi presenti nel corso d'acqua. [1]
Gli atti consultati mostrano che nel reticolo possono arrivare acque reflue depurate, meteoriche, acque di processo trattate, acque di raffreddamento e apporti provenienti da diramatori. Accanto agli scarichi riferiti a soggetti privati esistono poi collettori, reti fognarie, siti tecnici GORI e opere irrigue del Consorzio. Sono elementi diversi, con funzioni diverse, e devono essere tenuti separati.
Come leggere gli atti
Tre livelli che non devono essere confusi.
Il primo livello è idraulico. Il nulla osta del Consorzio serve a ricostruire l'interferenza con il reticolo di bonifica, il punto di recapito e le condizioni imposte dall'ente competente sul canale. Il secondo è ambientale: a seconda dell'attività e del recapito possono essere necessari un'autorizzazione allo scarico, un'AUA, un'AIA o un diverso titolo previsto dal D.Lgs. 152/2006. Il terzo livello è la conformità effettiva, che non si desume dal documento ma si accerta con ispezioni, misure e campionamenti.
Questa distinzione è essenziale anche sul piano giornalistico. Nel dossier il nome di un'impresa viene associato a Fosso Imperatore soltanto quando esiste un atto pubblico che consente di farlo. Per i provvedimenti più vecchi viene indicato espressamente che la vigenza nel 2026 deve essere controllata. Una revoca viene descritta come revoca di quello specifico titolo, senza dedurre che l'attività successiva sia priva di autorizzazione. Allo stesso modo, un sito tecnico classificato da GORI come «fognatura» non viene trasformato in uno scarico nel canale se il documento non lo dice.
Dove si trova la tubazione, il diramatore o l'opera e da quale rete proviene.
Chi è il titolare, che cosa può essere immesso, con quali limiti e fino a quando.
Che cosa sta realmente uscendo in quel momento e se rispetta le prescrizioni applicabili.
Nocera Inferiore
Il nodo dell'area PIP: due sistemi di recapito e una rete interna da ricostruire.
Nocera Inferiore è il punto in cui la lettura per singola azienda rischia maggiormente di essere incompleta. Un decreto regionale del 2025, adottato nell'ambito di un procedimento riguardante Brunella S.r.l., richiama una deliberazione del Consorzio del 10 ottobre 2022. Quell'atto aveva rinnovato al Comune di Nocera Inferiore il nulla osta per lo scarico nel Fosso Imperatore delle acque reflue depurate e meteoriche provenienti dall'area PIP. Le portate massime riportate sono 861 litri al secondo per la zona Est e 911 litri al secondo per la zona Ovest. [2]
Questi numeri non descrivono una portata continua osservata nel canale e non possono essere sommati per stimare ciò che effettivamente viene scaricato in un determinato momento. Dicono, però, una cosa importante: l'area produttiva dispone di recapiti collettivi. Per attribuire correttamente un terminale sul Fosso a una singola attività bisogna quindi conoscere gli allacci interni, le condotte Est e Ovest, gli eventuali pozzetti di ispezione e il percorso fino al recapito finale.
Lo stesso decreto del 2025 richiama per Brunella S.r.l. un nulla osta consortile del 2024 relativo ad acque di processo depurate, con portata media indicata di 25,69 l/s, e ad acque di raffreddamento, con valori indicati tra 5 e 26 l/s, verso Fosso Imperatore. Anche qui il dossier riporta esattamente ciò che l'atto richiama, senza trasformare il provvedimento regionale in un giudizio sulla qualità dello scarico. [2]
Un caso particolarmente utile per comprendere come funziona la rete PIP è quello della Ricostruzione Pneumatici Nocerina, R.P.N. S.r.l.. Il Decreto Dirigenziale regionale n. 246 del 14 settembre 2022 prende atto che le meteoriche di copertura vengono recapitate direttamente nel collettore fognario, mentre quelle di piazzale vengono trattate prima dell'invio in fogna; le acque nere sono invece raccolte in una vasca a tenuta. Lo stesso decreto rinnova, ai sensi dell'art. 124 del D.Lgs. 152/2006, l'autorizzazione allo scarico delle acque reflue dell'impianto nel collettore fognario dell'area PIP che recapita nel canale Fosso Imperatore, imponendo tra l'altro il rispetto dei limiti per lo scarico in acque superficiali e specificando che tali limiti non possono essere raggiunti mediante diluizione. [12]
Gli elenchi consortili più datati ampliano ulteriormente il quadro. Nel 2018 risultano un'autorizzazione idraulica per Ortaggi Buono Mario, riferita a reflue depurate e meteoriche nel canale consorziale Fosso Imperatore, e un'autorizzazione idraulica per IMEPA - Esposito Alfredo, anch'essa riferita a reflue depurate e meteoriche nel canale consorziale Imperatore. [4] Nell'elenco 2015 compaiono inoltre Nocerina Calcestruzzi S.r.l., con recapito in un canale affluente del Fosso Imperatore; il Circolo ENAL Pesca - Lago S. Rosa, con reflue depurate in un affluente; e Capuano Gerardo, Giuseppe e Mario, con nulla osta idraulico in sanatoria per meteoriche nel Fosso Imperatore. [3]
Questi ultimi sono dati storici. Il fatto che compaiano in un elenco del 2015 o del 2018 non basta per qualificarli come titoli vigenti nel 2026. La verifica deve cercare rinnovi, volture, modifiche, archiviazioni o cessazioni e, soprattutto, deve collegare ogni atto alla tubazione oggi presente sul territorio.
Registro documentale
Nocera Inferiore, ciò che gli atti consentono oggi di affermare.
Area PIP, zona Est e zona Ovest
Reflue depurate e meteoriche. Nulla osta rinnovato al Comune nel 2022, richiamato da atto regionale 2025. Q max riportate: 861 l/s Est e 911 l/s Ovest. [2]
Brunella S.r.l.
Il decreto regionale 2025 richiama il N.O. consortile n. 83/2024: processo depurato 25,69 l/s medi e raffreddamento 5-26 l/s verso Fosso Imperatore. [2]
Ricostruzione Pneumatici Nocerina, R.P.N. S.r.l.
D.D. Regione n. 246/2022: scarico nel collettore PIP recapitante nel Fosso Imperatore; meteoriche di piazzale trattate, meteoriche di copertura al collettore, acque nere in vasca a tenuta. [12]
Ortaggi Buono Mario
Autorizzazione idraulica del 24 aprile 2018 per reflue depurate e meteoriche nel canale consorziale Fosso Imperatore. [4]
IMEPA - Esposito Alfredo
Autorizzazione idraulica del 30 luglio 2018 per reflue depurate e meteoriche nel canale consorziale Imperatore. [4]
Nocerina Calcestruzzi, Circolo ENAL Pesca e Capuano
Tre diverse posizioni censite nel 2015: reflue depurate e meteoriche in un affluente, reflue depurate in un affluente e meteoriche nel Fosso Imperatore. Vigenza e configurazione attuale da accertare. [3]
Pagani
Qui il tema dei diramatori è decisivo: il recapito può essere indiretto ma arrivare comunque al Fosso.
Nel territorio di Pagani gli atti recenti mostrano bene perché non basta cercare soltanto le tubazioni che sboccano direttamente nel canale principale. Nel giugno 2023 il Consorzio ha rilasciato alla ditta DF3, per l'opificio di Via Fontana V Traversa n. 3, un nulla osta per i soli fini idraulici relativo alle acque meteoriche di dilavamento di piazzali e coperture. Il punto indicato è un diramatore il cui destinatario finale è Fosso Imperatore; la portata massima riportata nell'atto è 40,07 l/s. [5]
La formula «per i soli fini idraulici» è rilevante: il documento consortile dimostra il collegamento idraulico e le condizioni poste dal Consorzio, ma non va presentato come se fosse, da solo, l'intero titolo ambientale necessario all'esercizio dello scarico.
Un secondo atto, pubblicato nel 2024, registra il rinnovo di un nulla osta per acque reflue depurate e meteoriche con Q max di 50 l/s in un diramatore del Fosso Imperatore, richiamando una deliberazione originaria del 3 maggio 2012. L'estratto pubblico consultato non consente di identificare in modo sufficientemente affidabile il titolare: per questa ragione il dossier non gli attribuisce un nome e considera necessario acquisire il fascicolo integrale. [6]
Il caso Pagani mostra quindi un problema che dovrà essere affrontato nella mappa definitiva: ogni diramatore deve essere seguito fino all'origine e fino al recapito finale. Solo così si può evitare che una connessione indiretta resti fuori dal censimento semplicemente perché il terminale non si trova sulla sponda del canale principale.
Registro documentale
Pagani, i due titoli recenti individuati.
DF3, Via Fontana V Traversa n. 3
Meteoriche di dilavamento di piazzali e coperture; Q max 40,07 l/s; diramatore con recapito finale Fosso Imperatore. N.O. dichiarato espressamente per i soli fini idraulici. [5]
Rinnovo del 24 aprile 2024
Reflue depurate e meteoriche; Q max 50 l/s; diramatore del Fosso Imperatore. Il titolare non viene nominato perché l'estratto consultato non lo identifica con sufficiente certezza. [6]
San Valentino Torio
Gli scarichi storici vanno letti insieme alla nuova rete fognaria.
Nell'elenco consortile del 2015 risultano due posizioni direttamente riferite a Fosso Imperatore: Mura Anella, per meteoriche provenienti da un impianto serricolo, e Andrea Odierna International S.r.l., per reflue depurate e meteoriche. [3] Sono titoli storici e la loro condizione attuale deve essere ricostruita attraverso i fascicoli successivi.
Nel frattempo il sistema fognario del territorio è cambiato. Nel dicembre 2024 GORI ha comunicato il completamento e l'attivazione di una parte rilevante delle reti di San Valentino Torio, con il collettamento dei reflui di circa 20.000 abitanti al depuratore di Angri e l'eliminazione di otto scarichi in ambiente nell'ambito dell'intervento comunale. La stessa comunicazione precisa però che proseguivano le opere a Nocera Inferiore per realizzare il collettore destinato a ricevere le acque reflue dell'area industriale di Fosso Imperatore e a servire anche le reti di Via Cesina Pugliano, Via Sanguette e Via Zeccagnuolo. [8]
Il dato sugli otto scarichi eliminati non viene attribuito automaticamente al Fosso Imperatore: la comunicazione GORI riguarda il progetto fognario del Comune nel suo complesso. Per il canale interessa soprattutto sapere quali tratti siano oggi effettivamente in esercizio, dove siano collocati i sollevamenti e se esistano sfioratori, bypass o recapiti di emergenza.
Un registro tecnico GORI del 2026 censisce inoltre in Via Carrara D'Amora 91 il «Sito FGN Fosso Imperatore 1», classificato come «fognatura». [9] La denominazione è utile per la mappa delle infrastrutture, ma non dimostra che il sito scarichi ordinariamente nel Fosso. Per stabilire l'eventuale presenza di uno sfioro o di un recapito di emergenza servono gli elaborati idraulici.
Registro documentale
San Valentino Torio, scarichi storici e rete attuale.
Mura Anella
N.O. 2015 per meteoriche provenienti da impianto serricolo nel Fosso Imperatore. [3]
Andrea Odierna International S.r.l.
N.O. censito nel 2015 per reflue depurate e meteoriche nel Fosso Imperatore. [3]
GORI, Sito FGN Fosso Imperatore 1
Via Carrara D'Amora 91, classificazione «fognatura» nel registro 2026. Non è, per questo solo dato, uno scarico diretto documentato nel canale. [9]
San Marzano sul Sarno
Nel tratto terminale contano sia i titoli locali sia tutto ciò che il canale riceve da monte.
Per La Rinascita di Luigi Romano e figli S.r.l. l'elenco del 2015 riportava una voltura del nulla osta per reflue depurate e meteoriche nel Fosso Imperatore. Nel novembre 2022 il Consorzio ha pubblicato la revoca del nulla osta idraulico rilasciato con decreto dirigenziale n. 29 del 4 giugno 2015. [7] Il dato viene riportato nel suo significato preciso: quel titolo è stato revocato. Da solo non consente di affermare nulla circa eventuali provvedimenti successivi o altre configurazioni autorizzative.
Nell'elenco consortile 2017 compare inoltre Medugno Massimiliano Group con un'autorizzazione del 2 agosto 2017 per lo scarico di acque meteoriche nel canale Fosso Imperatore. [4] Anche per questo titolo occorre verificare la situazione aggiornata.
Il registro tecnico GORI 2026 localizza infine in Via Cesina Pugliano 183, nel Comune di San Marzano sul Sarno, il «Sito FGN Fosso Imperatore 4», classificato come fognatura. [9] La stessa Via Cesina Pugliano compare nelle comunicazioni GORI come parte del sistema destinato al nuovo collettore. La corretta lettura cartografica del confine comunale e dello schema di rete è quindi indispensabile per evitare attribuzioni territoriali errate.
Registro documentale
San Marzano sul Sarno, tre posizioni da tenere distinte.
La Rinascita di Luigi Romano e figli S.r.l.
Revoca nel 2022 del N.O. idraulico del 2015 relativo a reflue depurate e meteoriche. Nessuna deduzione viene fatta su eventuali titoli successivi. [7]
Medugno Massimiliano Group
Autorizzazione 2 agosto 2017 per meteoriche nel Fosso Imperatore. [4]
GORI, Sito FGN Fosso Imperatore 4
Via Cesina Pugliano 183, classificazione «fognatura» nel registro 2026. Il dato non equivale a prova di scarico diretto. [9]
Non soltanto aziende
Reti fognarie, pozzi e opere consortili fanno parte della stessa mappa, ma non sono la stessa cosa.
Un catasto affidabile deve contenere anche le infrastrutture pubbliche. Il registro GORI consultato censisce tre siti con la denominazione «Fosso Imperatore»: il n. 1 a San Valentino Torio, il n. 2 a Nocera Inferiore e il n. 4 a San Marzano sul Sarno, tutti classificati come fognatura. [9] Nel documento specifico consultato non è stato individuato un sito denominato «Fosso Imperatore 3». Questo non autorizza a concludere che non esista in assoluto: è semplicemente un elemento da chiarire con GORI.
Il Piano di Classifica del Consorzio censisce inoltre il Pozzo Imperatore a Nocera Inferiore, con portata indicata di 22 l/s, e il Pozzo Zeccagnuolo a Pagani, con portata di 33 l/s. Per il Pozzo Imperatore il documento associa anche il recapito «Fosso Imperatore». [10] Si tratta di opere del sistema irriguo e vanno classificate come tali, non come scarichi industriali.
La stessa cautela vale per sfioratori, stazioni di sollevamento e bypass. La loro eventuale presenza e il loro funzionamento non possono essere dedotti dalla sola denominazione di un impianto. Occorrono schemi as-built, quote idrauliche, logiche di esercizio e indicazione dei recapiti di emergenza.
| Denominazione | Indirizzo | Comune | Classificazione |
|---|---|---|---|
| Sito FGN Fosso Imperatore 1 | Via Carrara D'Amora 91 | San Valentino Torio | Fognatura [9] |
| Sito FGN Fosso Imperatore 2 | Via Carrara Masseria Peschiera | Nocera Inferiore | Fognatura [9] |
| Sito FGN Fosso Imperatore 4 | Via Cesina Pugliano 183 | San Marzano sul Sarno | Fognatura [9] |
Nota: la classificazione «fognatura» documenta la funzione del sito nel registro GORI. Non dimostra, da sola, un recapito ordinario nel Fosso Imperatore.
Documentazione recente
Il video mostra punti di immissione attivi. Non dice, da solo, che cosa contengano né a chi appartengano.
Il CNSBII ha acquisito una registrazione recente effettuata lungo Fosso Imperatore. Nel filmato sono visibili più punti dai quali, al momento della ripresa, entra acqua nel canale. In alcuni tratti è percepibile anche un cambiamento dell'aspetto dell'acqua prima e dopo determinate immissioni. Questi elementi sono utili per costruire la mappa fisica, perché consentono di fissare posizione, numero delle bocche, sponda e caratteristiche visibili del flusso. [14]
Il video contiene anche un confronto con un interlocutore che interviene durante il sopralluogo e sostiene, tra le altre cose, che uno dei recapiti sia legale e che una parte dei problemi debba essere letta insieme ai ritardi nei collettamenti e alle condizioni della rete. Nel dialogo vengono formulate anche valutazioni e accuse da parte dei partecipanti. Il dossier non assume tali affermazioni come fatti: le utilizza soltanto come indicazioni da verificare attraverso atti, sopralluoghi tecnici e analisi.
La stessa regola vale per l'attribuzione delle tubazioni. Nel filmato un punto viene verbalmente collegato a una specifica attività produttiva, ma in questa ricostruzione quella corrispondenza non viene data per acquisita finché non è possibile associare con precisione il tubo ripreso, la particella o lo stabilimento, la rete di provenienza e il relativo titolo.
Nel confronto vengono inoltre utilizzate definizioni improprie dei parametri COD e BOD. Per chiarezza tecnica, COD indica la domanda chimica di ossigeno e BOD la domanda biochimica di ossigeno: entrambi sono indicatori utilizzati per valutare il carico presente nell'acqua e non equivalgono semplicemente al «terriccio». La conformità di uno scarico si valuta sui parametri e sui limiti previsti dal titolo applicabile, non sulla sola impressione visiva.
Protocollo di lettura
Che cosa il video può documentare
- Può documentare
- presenza di una tubazione, numero delle bocche, flusso visibile, posizione relativa, colore e torbidità osservabili.
- Non può provare da solo
- composizione chimica, superamento dei limiti, titolarità della condotta, natura abusiva dello scarico o responsabilità di un'impresa.
Il lavoro ancora da fare
Dal dossier documentale a un catasto fisico degli ingressi: FI-001, FI-002, FI-003.
Gli atti permettono già di ricostruire una parte importante del sistema, ma non consentono ancora di rispondere alla domanda più semplice: quanti punti fisici immettono oggi acqua nel Fosso Imperatore e nei suoi diramatori? Per arrivare a una risposta verificabile ogni punto dovrebbe ricevere un codice progressivo e una scheda unica.
La scheda dovrebbe associare coordinate, fotografia, Comune, sponda, natura della condotta, titolare o gestore, tipologia delle acque, atto autorizzativo, portata, scadenza, eventuali prescrizioni, rete di provenienza e ultimo controllo disponibile. I punti che non possono essere attribuiti devono restare classificati come «origine da accertare».
- Consorzio di Bonifica: planimetria aggiornata di scarichi, concessioni, diramatori, opere irrigue e recapiti con coordinate.
- Comune di Nocera Inferiore: as-built delle zone PIP Est e Ovest, utenze collegate e punti terminali.
- GORI: stato di esercizio del collettore, as-built, sollevamenti, sfioratori, bypass e recapiti di emergenza.
- Regione, Provincia e SUAP: titoli ambientali aggiornati, rinnovi, volture e cessazioni per le posizioni censite.
- ARPAC e altri organi di controllo: ultimi campionamenti disponibili, con particolare attenzione ai periodi di maggiore attività produttiva.
- Verifica sul campo: georeferenziazione di ogni tubo e confronto a monte e a valle degli innesti, evitando attribuzioni per semplice prossimità.
Esiste anche un precedente ufficiale che conferma l'utilità di un controllo fisico capillare: nel 2018 il Consorzio comunicò di aver individuato e chiuso un nuovo scarico abusivo lungo Fosso Imperatore. Il comunicato pubblico non identifica in modo sufficiente il titolare o il punto per collegarlo a una delle posizioni elencate in questo dossier, e quindi non viene effettuata alcuna attribuzione. [13]
Il possibile livello europeo
Prima servono i fatti di sistema, non un'accusa contro una singola azienda.
Il collegamento europeo esiste nel quadro infrastrutturale: GORI ha indicato gli interventi fognari di Nocera Inferiore e dell'area industriale Fosso Imperatore tra quelli inseriti nell'Accordo di programma relativo alla procedura d'infrazione 2014/2059. [11] Questo riferimento storico e finanziario non dimostra, da solo, una violazione europea attuale.
Un'eventuale relazione alle istituzioni europee avrebbe consistenza solo se dalla ricostruzione aggiornata emergesse un problema più ampio: opere di collettamento non pienamente operative, recapiti non identificabili, monitoraggi insufficienti o alterazioni persistenti nonostante il sistema di autorizzazioni e gli interventi realizzati. In quel caso il tema non sarebbe «quale azienda inquina», ma se il sistema pubblico di raccolta, autorizzazione, controllo e depurazione sia in grado di garantire gli obiettivi di tutela delle acque.