
CNSBII · Dossier nazionale 002 · Veneto
Fratta–Gorzone.
Le misure del 2025.
PFOS, fitofarmaci, qualità ecologica e collettore industriale. Che cosa emerge dal rapporto ARPAV e che cosa, invece, non si può ancora concludere.
Canale Gorzone, Stanghella. Fotografia: Giorgio Galeotti, CC BY-SA 4.0 · adattamento ritagliato
Dai documenti alle conclusioni
Le due grandi aste fluviali che attraversano il bacino del Fratta–Gorzone sono legate da una rete di affluenti, derivazioni e canali di pianura. Ridurre questo sistema a un solo corso d’acqua rischia di nascondere differenze decisive. Il nuovo rapporto ARPAV, relativo alle osservazioni del 2025, consente di leggere separatamente lo stato chimico, i parametri ecologici e i risultati delle singole stazioni.
Il dato più netto emerge dall’archivio regionale sullo stato chimico: dei 33 corpi idrici distinti del bacino presenti nelle righe del 2025, 27 riportano un giudizio di mancato conseguimento dello stato buono. È un esito annuale, non la classificazione definitiva del sessennio. Lo stesso rapporto ricorda che la valutazione completa 2020–2025 sarà definita al termine dell’elaborazione dei due trienni. [1] [2]
01 / Territorio
Un bacino, due aste principali
ARPAV stima in circa 1.498 km² la superficie del bacino. La prima direttrice segue l’Agno, il Guà, il Frassine e il canale Santa Caterina. L’altra comprende il rio Acquetta, il Togna, il Fratta e il Gorzone. La confluenza del Santa Caterina nel Gorzone si trova fra Granze e Stanghella. Le acque proseguono poi verso il sistema del Brenta, in prossimità della foce. [1, capitolo 6]
Questa articolazione conta quando si interpretano i dati: un valore misurato sul rio Acquetta non descrive automaticamente il canale Gorzone, così come una stazione sul Guà non rappresenta tutti i suoi affluenti. Nei documenti, inoltre, i corpi idrici sono delimitati per tratto e identificati con codici specifici.

02 / Stato chimico
Ventisette corpi idrici senza il giudizio di buono
Il dataset ARPAV sullo stato chimico 2010–2025 consente di selezionare il bacino «FRATTA-GORZONE», l’anno «2025» e il codice del corpo idrico. La selezione restituisce 68 righe analitiche, riferite però a 33 corpi idrici distinti: le righe non vanno contate come altrettanti corsi d’acqua o stazioni.
Tra questi 33 corpi idrici, il giudizio annuale è «mancato conseguimento dello stato buono» in 27 casi e «buono» in sei. Il conteggio è una nostra elaborazione del CSV, riproducibile dai codici, e non un totale riportato testualmente nel rapporto cartaceo. [2]
Elaborazione CNSBII su CSV ARPAV. Conteggio per codice del corpo idrico, non per numero di righe né per singolo campione.
Il rapporto ARPAV evidenzia che il bacino Fratta–Gorzone è fra quelli con il maggior numero di non conformità chimiche nella matrice acqua a scala regionale. Un confronto diretto con gli anni precedenti, senza verificare eventuali cambiamenti di stazioni, parametri e standard, darebbe tuttavia un risultato fuorviante. L’introduzione del PFOS nella valutazione dello stato chimico, a partire dal 2020, rappresenta uno degli elementi che impediscono una lettura semplicistica delle serie storiche. [1, pp. 21–25]
03 / Sostanze
Dove sono state misurate le concentrazioni di PFOS
Nella matrice acqua, il PFOS lineare concorre alla valutazione dello stato chimico secondo gli standard applicabili al monitoraggio 2025. I valori qui sotto sono medie annue riferite a stazioni identificate dal loro numero. La soglia SQA-MA richiamata da ARPAV per il PFOS lineare è di 0,65 ng/L (0,00065 µg/L). Le concentrazioni indicate riguardano i singoli punti: non sono medie dell’intero bacino. [1, tab. 6.10] [2]
| Corso d’acqua | Stazione ARPAV | PFOS (ng/L) |
|---|---|---|
| Rio Acquetta | 104 | 31,65 |
| Fiume Togna | 165 | 13,88 |
| Scolo Fossiello | 1287 | 13,35 |
| Fiume Brendola | 162 | 8,12 |
| Scolo Togna | 1242 | 7,92 |
| Fiume Guà | 440 | 4,31 |
| Fratta–Gorzone | 194 | 2,09 |
| Canale Gorzone | 437 | 1,91 |
Le otto righe sono una selezione di siti, non una graduatoria generale. I dati provengono dal CSV caricato e sono stati convertiti da µg/L a ng/L moltiplicando per 1.000. Il valore 31,65 ng/L per il rio Acquetta e quello di 13,88 ng/L per il Togna sono richiamati anche da ARPAV nella sintesi regionale. [1, p. 25]

La sezione del rapporto dedicata agli inquinanti specifici, distinta da quella delle sostanze prioritarie, registra nel bacino 3 superamenti dello standard per il cromo, 4 per il PFOA e 44 per i fitofarmaci nel 2025. Sono numeri riferiti a superamenti analitici: non equivalgono a 51 corpi idrici contaminati né individuano automaticamente la provenienza di ogni sostanza. [1, p. 17 e cap. 6.2.4]
I composti PFAS non sono intercambiabili: PFOA e PFOS sono sostanze distinte, con impieghi, comportamenti e strumenti di valutazione differenti. Il CSV identifica separatamente anche la voce «PFOS isomeri lineare e ramificati», indicata come non concorrente alla classificazione; i relativi valori non sono stati sommati al PFOS lineare nella tabella.
04 / Ecosistema
Non c’è soltanto lo stato chimico
La qualità di un fiume non può essere sintetizzata dalla presenza di una sola famiglia di contaminanti. La componente ecologica comprende osservazioni biologiche, parametri chimico-fisici, morfologia e nutrienti. Nel 2025 l’indice LIMeco, che esamina fra l’altro azoto, fosforo e ossigenazione, mostra nel bacino una distribuzione molto differenziata.
ARPAV riporta, per esempio, un LIMeco «cattivo» allo scolo Palù, stazione 1141 (0,12), e allo scolo Comuna, stazione 1246 (0,16). Sul Fratta–Gorzone, stazioni 170, 194 e 196, il giudizio LIMeco annuale è «scarso»; sul canale Gorzone, stazioni 201 e 202, è anch’esso «scarso». Si tratta delle singole valutazioni annuali del parametro LIMeco, non della classificazione ecologica complessiva e definitiva. [1, tab. 6.5, pp. 124–126]
Le classi e le metodologie di monitoraggio non coincidono fra corsi d’acqua naturali, fortemente modificati e artificiali. La stessa ARPAV distingue la valutazione dello stato ecologico dal potenziale ecologico. Per questo, in un dossier territoriale, riportare «cattivo» senza indicare l’indicatore e l’anno significherebbe alterare il risultato.
05 / Interventi
Il collettore ARICA e la distanza fra stanziamento e opera
La questione industriale compare in atti amministrativi che precedono l’attuale rapporto. Il territorio è interessato dal sistema di collettamento dei reflui del distretto conciario vicentino; la storia degli accordi per il bacino Fratta–Gorzone risale almeno al 2005, con successive rimodulazioni. Questo dato descrive un contesto di pressione ambientale: non dimostra, da solo, l’origine delle concentrazioni misurate nelle singole stazioni del 2025. [3] [4]
Con DGR n. 21 del 20 gennaio 2026, pubblicata sul Bollettino Ufficiale regionale il 27 marzo, la Regione Veneto ha approvato lo schema di un atto modificativo per riprogrammare risorse residue a favore del «Prolungamento del collettore A.Ri.C.A. a valle della città di Cologna Veneta». L’atto indica un costo complessivo di 20,4 milioni di euro. [3]
La delibera e il comunicato regionale spiegano la destinazione delle risorse e la finalità dell’intervento, ma non sono un collaudo dell’opera ultimata. Concludere che lo spostamento dello scarico sia già stato eseguito, o che abbia già prodotto una riduzione quantificata del PFOS, richiederebbe verbali di fine lavori e serie di monitoraggio comparabili prima e dopo l’intervento. Nei documenti qui esaminati non sono disponibili prove sufficienti per affermarlo.
Riprogrammazione delle risorse · progetto del collettore ARICA
Consulta la deliberazione originale ↗06 / Interpretazione
Che cosa dimostrano i risultati, e che cosa resta aperto
L’incrocio dei documenti restituisce tre evidenze. La prima è che il mancato conseguimento dello stato chimico buono interessa nel 2025 una parte consistente dei corpi idrici monitorati e presenti nel dataset del bacino. La seconda è che alcuni affluenti e scoli presentano concentrazioni di PFOS lineare sensibilmente diverse da quelle misurate altrove: le stazioni 104 del rio Acquetta e 165 del Togna, per esempio, non possono essere usate come rappresentazione indistinta dell’intero reticolo. La terza riguarda il rapporto fra monitoraggio e politica degli interventi: la programmazione del collettore ARICA è documentata, mentre i risultati ambientali attribuibili alla sua esecuzione devono ancora essere valutati su prove specifiche.
Non è corretto trasformare un superamento degli standard delle acque superficiali in una diagnosi sanitaria, né attribuire a un’impresa una violazione sulla sola base della posizione idrografica. Per farlo servirebbero accertamenti ulteriori, documenti autorizzativi, catene di campionamento, dati sulle emissioni e una valutazione delle possibili vie di esposizione. Allo stesso modo, una fotografia del fiume non misura la concentrazione di una sostanza.
La classificazione pluriennale 2020–2025 non va anticipata utilizzando un solo anno. Il rapporto ARPAV specifica che l’elaborazione conclusiva del sessennio sarà collegata ai futuri strumenti di pianificazione. Il dossier restituisce pertanto il quadro annuale pubblicato nel 2026 e mantiene distinti i risultati analitici dalle decisioni amministrative. [1]
07 / Tracciabilità
Documenti e fonti
Le cifre sono ricondotte alle pubblicazioni indicate. Per il dataset, CNSBII ha filtrato il bacino «FRATTA-GORZONE» e l’anno «2025», contando ogni codice del corpo idrico una sola volta. Non sono stati modificati i giudizi ARPAV; la conversione da µg/L a ng/L è aritmetica.
- ARPAV, Stato delle acque superficiali del Veneto — Corsi d’acqua e laghi, anno 2025. Rapporto tecnico, settembre 2026, cap. 6, pp. 119–134; per PFOS e quadro regionale, pp. 15–25. Rapporto sul sito ARPAV ↗.
- ARPAV, Open Data: stato chimico dei fiumi 2010–2025. Dataset CSV; elaborazione CNSBII su codici di corpo idrico e stazioni del bacino, anno 2025. CSV originale ↗.
- Regione Veneto, DGR n. 21 del 20 gennaio 2026. Riprogrammazione delle risorse per il prolungamento del collettore ARICA; BUR n. 37 del 27 marzo 2026. Atto ufficiale ↗.
- Regione Veneto, comunicato del 20 gennaio 2026. Presentazione dell’intervento sul collettore. La comunicazione non certifica l’ultimazione dei lavori. Testo istituzionale ↗.
- Normattiva, D.Lgs. 152/2006, parte terza. Riferimento nazionale sulla tutela delle acque; consultazione 23 ottobre 2026. Testo normativo ↗.
- Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali. Geoportale del Piano di gestione delle acque 2021–2027 e schede dei corpi idrici. Accesso ai documenti ↗.
Immagini e diritti
Copertina: Giorgio Galeotti, Canale Gorzone — Stanghella, 4 agosto 2026, CC BY-SA 4.0. Fotografia del Fratta: Harospro, SP91 Fratta, 16 aprile 2024, CC BY-SA 4.0. Sono state utilizzate copie consegnate per questo dossier, ridimensionate e, per la copertina, ritagliate. Condizioni della licenza ↗.
Cartografia: ARPAV, figura 6.1, rapporto 2025, riprodotta con citazione della fonte secondo le condizioni dichiarate nel rapporto. Le fotografie hanno valore illustrativo e non rappresentano risultati analitici.
Metodo editoriale. Documenti consultati al 23 ottobre 2026. Per ogni risultato sono separati anno, indicatore, matrice, stazione e natura dell’atto. Il conteggio di 27 su 33 è una rielaborazione riproducibile del dataset. Non è una valutazione sanitaria, un accertamento di responsabilità o una classificazione sessennale anticipata.