
CNSBII · DOSSIER NAZIONALE 001 LAZIO
Fiume Sacco, tre tratti con stato chimico «non buono» nel 2024
Dalle analisi di ARPA Lazio agli atti sulle bonifiche di Colleferro e Frosinone: che cosa risulta dai monitoraggi, quali sostanze incidono sui giudizi e quali interventi sono ancora documentati nel 2026.
Foto: Biemmeci / Wikimedia Commons (2019), CC BY-SA 4.0. Ritaglio visivo. Non rappresenta il monitoraggio 2024.
IL PUNTO
Dai controlli del 2024 alle bonifiche: i documenti disponibili
Nel 2024 lo stato chimico è risultato «non buono» in tre dei cinque corpi idrici in cui ARPA Lazio suddivide il fiume Sacco. Sono Sacco 3, Sacco 4 e Sacco 5; nei due tratti iniziali, Sacco 1 e Sacco 2, il giudizio annuale è «buono». La distinzione compare nella documentazione regionale e riguarda lo stato chimico, non una valutazione complessiva di tutte le condizioni ambientali del fiume. [2]
Il 7 agosto 2026 il Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente ha diffuso la sintesi di uno studio ARPA Lazio sulla Valle del Sacco. Lo studio utilizza dati aggiornati al 2024 e descrive criticità nelle acque, nei suoli e nell'aria. Per gli ecosistemi acquatici l'Agenzia richiama gli scarichi urbani, il dilavamento agricolo e, nel tratto della provincia di Frosinone, fenomeni di contaminazione persistente. [1]
C'è poi un secondo insieme di documenti: quelli delle bonifiche. Nel giugno 2025 il Ministero dell'Ambiente ha riferito alla Camera di un accordo di programma da quasi 54 milioni di euro, sottoscritto nel 2019 per il Sito di interesse nazionale del Bacino del fiume Sacco. Gli atti regionali pubblicati nel 2026 permettono di seguire alcune procedure, ma non di stabilire da soli quanto sia migliorata la qualità del fiume. [3] [7]
Nel testo sono riportati separatamente per evitare di attribuire a un intervento effetti che non risultano misurati.
La Valle del Sacco e il perimetro delle bonifiche
Il Sacco scorre nel Lazio fra le province di Roma e Frosinone, prima di raggiungere il Liri. Lungo il suo percorso incontra centri abitati, aree agricole e insediamenti produttivi. Le cinque sezioni utilizzate per il monitoraggio consentono di leggere risultati riferiti a tratti differenti: nel 2024, per esempio, i giudizi chimici dei primi due corpi idrici non coincidono con quelli degli altri tre. [2]
Il Sito di interesse nazionale, o SIN, delimita invece il territorio sottoposto a specifiche procedure di caratterizzazione e bonifica. Il rapporto «Ambiente Lazio 2025» indica un'estensione di circa 72 chilometri quadrati, distribuiti in porzioni di 19 Comuni. Quel perimetro amministrativo non è il bacino idrografico e non identifica, di per sé, le aree responsabili di ogni sostanza rilevata nelle acque del Sacco. [4]
I controlli sul fiume descrivono l'acqua superficiale; le caratterizzazioni del SIN possono riguardare terreni, sottosuolo e falde. Fra questi ambienti possono esserci scambi, ma devono essere dimostrati caso per caso attraverso dati idrogeologici, ubicazione dei campioni e andamento delle concentrazioni. Per questo i risultati dei suoli non vengono usati qui per attribuire al fiume valori che non gli appartengono.

Che cosa mostrano le cinque stazioni di monitoraggio
Nella classificazione del triennio 2018-2020, aggiornata da ARPA Lazio nel novembre 2021, lo stato ecologico del Sacco era «sufficiente» soltanto nel tratto 1; risultava «scarso» nei tratti 2, 4 e 5 e «cattivo» nel tratto 3. Per lo stesso periodo lo stato chimico era «buono» nei primi due corpi idrici e «non buono» nei tre successivi. Si tratta di valutazioni storiche, distinte dagli esiti annuali del 2024. [5]
La tabella può essere fatta scorrere orizzontalmente sui dispositivi con schermo piccolo.
| Tratto | Stazione ARPA | Stato ecologico 2018-2020 | Stato chimico 2018-2020 | Stato chimico annuale 2024 |
|---|---|---|---|---|
| Sacco 1 | F4.75 | Sufficiente | Buono | Buono |
| Sacco 2 | F4.15 | Scarso | Buono | Buono |
| Sacco 3 | F4.76 | Cattivo | Non buono | Non buono |
| Sacco 4 | F1.69 | Scarso | Non buono | Non buono |
| Sacco 5 | F1.68 | Scarso | Non buono | Non buono |
Fonti: ARPA Lazio, classificazione 2018-2020, revisione 2021 [5]; Regione Lazio, «Ambiente Lazio 2025», risultati annuali 2024 [2]. Le colonne si riferiscono a periodi di osservazione differenti. Non sono un confronto diretto di tendenza.
Per il 2024 la tabella regionale individua la cipermetrina tra i parametri che determinano il giudizio chimico «non buono» di Sacco 3 e Sacco 4. In Sacco 5 figurano invece mercurio disciolto e PFOS. La tabella specifica se il superamento riguarda la media annua (MA) oppure la concentrazione massima ammissibile (CMA): sono criteri diversi, da non confondere con una graduatoria delle concentrazioni fra stazioni. [2]
Il nome di un inquinante, accanto al giudizio di una stazione, non indica la provenienza della sostanza. Per risalire agli apporti servono i risultati dei singoli campioni, con data e concentrazione, e informazioni sulle portate e sui possibili contributi degli affluenti. Le classificazioni consentono di stabilire dove il giudizio non è soddisfacente; non permettono, senza ulteriori verifiche, di individuare un responsabile.
LETTURA DEI RISULTATI ANNUALI · 2024
Cinque tratti, due esiti chimici
La visualizzazione riproduce soltanto il giudizio qualitativo di ciascun corpo idrico; non esprime concentrazioni, portate o una classifica del grado di contaminazione.
Fonte: Regione Lazio, «Ambiente Lazio 2025», riepilogo dei risultati 2024 [2]. Elaborazione grafica CNSBII. Non è la classificazione definitiva del sessennio 2021-2026.
Esaclorocicloesano, pesticidi e PFOS nei documenti ARPA
L'esaclorocicloesano (HCH) ricorre nei documenti sulla contaminazione della Valle del Sacco. Nella classificazione ARPA relativa al 2018-2020 compare fra i parametri di superamento dello stato chimico per Sacco 4 e Sacco 5. Per Sacco 3 sono riportati dicofol e mercurio. Questi riferimenti fotografano il periodo esaminato dall'Agenzia e non vanno trasferiti automaticamente alle annualità successive. [5]
Lo studio ARPA diffuso nell'agosto 2026 segnala nel settore della provincia di Frosinone una contaminazione cronica da sostanze persistenti. Richiama l'HCH, i pesticidi e i composti perfluoroalchilici. La presenza di famiglie chimiche diverse non dimostra un'unica origine: per formulare collegamenti occorre risalire alle indagini e ai campionamenti che hanno portato a ciascun risultato. [1]
Quanto alle pressioni sulla qualità ecologica, ARPA indica principalmente gli scarichi urbani e il dilavamento delle aree agricole. È un'indicazione riferita al sistema fluviale. Non equivale all'accertamento che uno scarico determinato abbia causato il superamento di un parametro in una specifica stazione. [1]
Stato ecologico e stato chimico misurano aspetti differenti. Il primo considera, fra gli altri elementi, la condizione delle comunità biologiche; il secondo riguarda le sostanze disciplinate per la classificazione chimica. È quindi possibile che un tratto presenti un giudizio chimico «buono» e, nello stesso periodo, non raggiunga la classe ecologica «buona». Lo mostrano anche i giudizi storici dei primi due tratti del Sacco. [5]

CAPITOLO 04
Gli scarichi, l’agricoltura e le aree da bonificare
Nel documento dell'agosto 2026 ARPA Lazio individua due pressioni principali sugli ecosistemi acquatici della valle: gli scarichi urbani e il trasporto verso i corsi d'acqua delle sostanze presenti nei terreni agricoli. Nello stesso rapporto è documentata la presenza di contaminanti persistenti. Si tratta di elementi che richiedono approfondimenti distinti: una pressione ambientale identificata su scala di bacino non spiega automaticamente ogni parametro rilevato in ciascuna stazione. [1]
Per collegare un risultato analitico a un singolo recapito servirebbero almeno posizione e caratteristiche dello scarico, portata del fiume, date di prelievo e misure comparabili a monte e a valle. Anche nel caso del dilavamento agricolo occorrerebbe considerare precipitazioni, uso del suolo e trasporto dei contaminanti. Questi elementi non emergono dalle sole tabelle riepilogative utilizzate in questa edizione.
Scarichi e collettamento
ARPA richiama la necessità di intervenire anche sulle reti di collettamento. Nei documenti qui esaminati non compare un quadro dei carichi inquinanti attribuiti ai singoli scarichi del bacino. [1]
Dilavamento agricolo
Il dilavamento varia con gli eventi meteorologici e con le caratteristiche dei terreni. Per attribuire un contributo agricolo misurabile occorrono serie di dati riferite allo stesso periodo e allo stesso tratto fluviale. [1]
Siti contaminati
La presenza di un'area all'interno del SIN comporta procedimenti ambientali specifici; non dimostra, da sola, un apporto al corpo idrico considerato. Gli atti disponibili individuano siti e interventi, ma non rappresentano una mappa delle sorgenti responsabili dei superamenti del 2024. [3]
L’accordo del 2019 e i lavori documentati fino al 2026
L'11 giugno 2025, rispondendo a un'interrogazione parlamentare sul SIN, il Ministero dell'Ambiente ha ricordato l'accordo di programma sottoscritto nel 2019 con la Regione Lazio: un valore complessivo prossimo a 54 milioni di euro. Nella risposta compaiono, fra gli interventi, l'ex discarica Le Lame di Frosinone e la fascia di terreno fra la discarica e il Sacco, per circa 11 milioni di euro, e le aree ARPA2 e Caffaro Chetoni-Fenilglicina a Colleferro, per circa 8 milioni. Sono importi compresi nel programma complessivo, non somme aggiuntive. [3]
Il Ministero riferiva anche delle indagini sulle aree agricole ripariali, dei controlli delle acque sotterranee e degli studi per determinare i valori naturali di fondo. In base alla relazione semestrale inviata dalla Regione nel gennaio 2025, gli interventi risultavano in esecuzione. Quel resoconto permette di conoscere lo stato amministrativo dichiarato alla data della risposta, ma non costituisce una verifica delle condizioni del fiume dopo la conclusione delle opere. [3]
I provvedimenti regionali consentono di seguire alcuni lavori. Per l'ex Caffaro Chetoni-Fenilglicina di Colleferro è riportata una procedura con impegni di 2.250.264,52 euro riferiti al 2025 e 537.214,74 euro al 2026, oltre a 660 euro destinati ad ANAC. Gli importi riguardano quella procedura e non descrivono la spesa complessiva di bonifica del SIN. [6]
Per Le Lame, la determinazione G03020 del 9 marzo 2026 approva la contabilità del primo stato di avanzamento dell'applicativo 2 e autorizza la liquidazione di 252.662 euro, IVA compresa. La G11766 del 26 agosto 2026 riguarda invece un incarico di coordinamento della sicurezza durante l'esecuzione, per 86.100,93 euro. I due atti hanno oggetti diversi e non documentano, presi isolatamente, la conclusione dei lavori. [7] [8]
Per stabilire quanto sia stato effettivamente speso, e con quali risultati, occorre distinguere stanziamenti, impegni, pagamenti e collaudi. La ricostruzione finanziaria non può essere ottenuta sommando importi di contratti, incarichi e stati di avanzamento dello stesso programma. Analogamente, gli atti di spesa non sostituiscono il monitoraggio ambientale successivo agli interventi.
CAPITOLO 06
Le principali date della vicenda amministrativa
Perimetrazione del SIN
Il MASE richiama il decreto ministeriale n. 321/2016 relativo alla perimetrazione del Bacino del fiume Sacco. [3]
Accordo di programma
L'accordo fra Ministero e Regione Lazio del 12 marzo 2019 imposta gli interventi di messa in sicurezza e bonifica. [3]
Il monitoraggio delle acque
Tre corpi idrici su cinque risultano con giudizio chimico «non buono» nell'annualità. [2]
La risposta ministeriale
Il MASE illustra alla Camera risorse programmate e attività in corso riferite al SIN. [3]
Suoli e acque sotterranee: l’origine dei metalli va verificata
Nei siti sottoposti alle procedure di bonifica, ARPA Lazio ha riscontrato anche concentrazioni elevate di metalli e metalloidi nei suoli e nelle falde. Nella sintesi pubblicata nel 2026 l'Agenzia osserva che, in molti casi, la loro presenza potrebbe dipendere dalle caratteristiche geologiche e idrogeologiche dell'area. Per le acque sotterranee segnala inoltre solventi clorurati, con una diffusione più circoscritta. [1]
Per interpretare queste analisi viene studiato il valore di fondo naturale: la concentrazione che un elemento può avere nell'ambiente anche in assenza di una specifica immissione industriale. L'individuazione del fondo richiede dati e valutazioni riferiti al territorio. Non elimina la necessità di verificare altre possibili origini quando i risultati e le caratteristiche del sito lo richiedono. [4] [12]
La presenza di metalli in una falda non equivale a una concentrazione rilevata nell'acqua del Sacco. Il passaggio da una matrice all'altra richiede prove sul percorso delle acque e degli inquinanti; non basta la vicinanza geografica.
150 campioni esterni al SIN
Nello studio divulgato nel maggio 2026, ARPA Lazio fa riferimento a 150 campioni prelevati all'esterno del SIN, confrontati con le analisi interne. I risultati sono utili per distinguere la componente naturale di alcuni elementi inorganici. Non indicano l'origine dell'HCH, dei pesticidi o del PFOS rilevati nel sistema fluviale. [11] [12]
Quanto sappiamo delle condizioni più recenti
Per il 2024 il giudizio chimico «non buono» riguarda Sacco 3, Sacco 4 e Sacco 5. La relazione ARPA diffusa nell'agosto 2026, basata su dati fino al 2024, documenta il persistere di criticità negli ecosistemi acquatici della valle. La risposta del MASE del giugno 2025 e i provvedimenti regionali del 2026 descrivono invece l'avanzamento amministrativo delle attività di bonifica. Sono tre riscontri di natura diversa, che possono essere accostati ma non trasformati in una misura unica dell'efficacia degli interventi. [1] [2] [3] [7]
Resta incompleto il confronto fra i cicli di classificazione. Il catalogo Open Data Lazio contiene le valutazioni per il triennio 2021-2023, ma le schede di tutti e cinque i tratti non sono state estratte e controllate per questa edizione. Un documento regionale del 19 marzo 2026 conferma, per il solo Sacco 3, lo stato ecologico «cattivo» e chimico «non buono» nel triennio 2021-2023. Per gli altri tratti non vengono qui formulati giudizi aggiornati sulla base di analogie o deduzioni. [9] [10]
La data di pubblicazione di un rapporto e l'anno a cui si riferiscono le misure non coincidono necessariamente. Per questo l'indicazione «2026» accanto allo studio ARPA non deve essere letta come se i campioni fossero stati prelevati nel 2026. I dati più recenti acquisiti in questo dossier arrivano al 2024. [1]
CAPITOLO 08
Quali conclusioni consentono i dati
Nel 2024 tre dei cinque tratti hanno stato chimico «non buono»
Il dato deriva dalla tabella regionale ed è limitato alla valutazione annuale dei corpi idrici indicati. [2]
Nel 2026 sono documentate nuove fasi dei procedimenti di bonifica
La risposta ministeriale e i provvedimenti regionali documentano programmazione e procedure, non certificano un recupero già conseguito della qualità delle acque. [3] [7] [8]
Non è identificata una sorgente unica dei superamenti
Non è possibile attribuire l'intero quadro chimico del fiume a una singola sorgente senza misure, traccianti e ricostruzione idrologica specifici.
Non è accertato un miglioramento complessivo nel ciclo 2021–2026
Le annualità e i cicli di classificazione sono distinti; per un confronto servono serie complete, omogenee e validate.
La lettura congiunta dei documenti evidenzia una questione ancora aperta: dove siano stati misurati progressi dopo gli interventi finanziati e dove, invece, permangano superamenti. Per rispondere servono serie analitiche confrontabili prima e dopo le opere, riferite alle stesse stazioni e agli stessi parametri. Sono necessari anche i documenti di conclusione e verifica degli interventi, se disponibili. Senza questi elementi, la durata dei procedimenti e le cifre impegnate non bastano a quantificare il risanamento del fiume.
Documenti e fonti
- ARPA Lazio / SNPA, «La valle del fiume Sacco. Uno studio ambientale», notizia istituzionale del 7 agosto 2026, dati ambientali fino al 2024: Consulta la fonte ↗
- Regione Lazio, «Ambiente Lazio 2025», pubblicato nel gennaio 2026, tabella dei monitoraggi fluviali riferiti al 2024: Consulta la fonte ↗
- Camera dei deputati, VIII Commissione, risposta del MASE all'interrogazione n. 5-04057, 11 giugno 2025, pp. 78-79: Consulta la fonte ↗
- Regione Lazio, «Ambiente Lazio 2025», sezione dedicata al SIN e ai valori di fondo naturale, medesimo documento di cui al n. 2.
- ARPA Lazio, «Classificazione stato ecologico e stato chimico dei corsi d'acqua», sessennio 2015-2020, aggiornamento 2018-2020, revisione 2 del 9 novembre 2021: Consulta la fonte ↗
- Regione Lazio, scheda di procedura ex Caffaro Chetoni-Fenilglicina, atti 2025-2026: Consulta la fonte ↗
- Regione Lazio, estrazione dei provvedimenti 2026, determinazione G03020 del 9 marzo 2026 (Le Lame): Consulta la fonte ↗
- Regione Lazio, scheda di procedura, determinazione G11766 del 26 agosto 2026 (Le Lame): Consulta la fonte ↗
- Open Data Lazio / ARPA Lazio, «Stato ecologico e stato chimico dei corpi idrici di acque fluviali», dati del triennio 2021-2023: Consulta la fonte ↗
- Regione Lazio, Determinazione G03708 del 19 marzo 2026, allegato 1, paragrafo «Risorse idriche»: richiama per Sacco 3 la classe ecologica «cattivo» e lo stato chimico «non buono» del 2021-2023. Apri il documento originale ↗
- ARPA Lazio / SNPA, 21 maggio 2026, studio su metalli e metalloidi in suoli interni ed esterni al SIN, 150 campioni esterni. Consulta il comunicato istituzionale ↗
- ARPA Lazio, scheda del progetto «Definizione dei valori di fondo naturale» per suoli e acque sotterranee del SIN, avviato in attuazione della D.G.R. 452/2023. Consulta il progetto ↗
Nota sul metodo
Il dossier distingue classificazioni pluriennali, risultati annuali e dichiarazioni amministrative. Le informazioni sulle bonifiche descrivono gli atti e lo stato dei procedimenti risultanti dalle fonti, senza trasformare finanziamenti o affidamenti in attestazioni di efficacia ambientale. Non sono stati attribuiti a persone o imprese comportamenti illeciti in assenza di accertamenti specifici.
TRASPARENZA
Documenti utilizzati e limiti del confronto
Sono stati consultati documenti di ARPA Lazio, SNPA, Regione Lazio e Camera dei deputati. Le classificazioni 2018-2020, gli esiti annuali 2024 e gli atti di bonifica hanno finalità e periodi di riferimento differenti. Le analisi dei suoli e delle falde sono riportate soltanto per gli aspetti che i relativi documenti consentono di descrivere.
Le conclusioni editoriali sono fondate sul confronto delle fonti indicate. Non costituiscono nuovi risultati di laboratorio né un accertamento di responsabilità. Le fotografie risalgono al 2019 e mostrano luoghi del territorio: non documentano le concentrazioni misurate nel 2024.
Testo rivisto il 22 ottobre 2026. Per ogni nuova acquisizione saranno distinti la data del documento, il periodo delle misure e l'eventuale aggiornamento della classificazione. Le fotografie conservano crediti e riferimenti di licenza nelle rispettive didascalie.