CNSBIIProgetto ambientale e civico di Nuove Prospettive ODV ETS

CNSBIICORPO NAZIONALE SENTINELLE BACINI IDROGRAFICI
LinguaIT
IT Italiano EN English FR Français DE Deutsch ES Español PT Português Altre lingue europee → Le traduzioni automatiche sono strumenti di consultazione, non versioni ufficiali.
Dimensione europeaCNSBII International Accessie servizi
L'Arno e il Lungarno Pacinotti a Pisa, con edifici lungo la sponda

CNSBII / DOSSIER NAZIONALE 005 / TOSCANA

Arno.
Una qualità diversa per ogni tratto.

A Camaioni il PFOS contribuisce al giudizio chimico «non buono». I documenti ARPAT mostrano situazioni differenti a Firenze, nel Valdarno e nel Pisano: leggere il fiume richiede di confrontare stazioni, indicatori e periodi.

Arno a Pisa, 15 gennaio 2011. Foto F.delu / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0. File originale non ritagliato, visualizzazione adattata al contenitore.

2022–2024Triennio di classificazione consolidata citato
MAS-108Camaioni: stato chimico non buono per PFOS
MAS-110Arno Pisano: ecologico scarso, chimico non buono
2025Primo anno del ciclo 2025–2027: classificazione provvisoria

01 / La questione

La stessa asta fluviale, risultati differenti

L'Arno attraversa una parte centrale della Toscana. I risultati di qualità delle acque non costituiscono però un voto unico riferito all'intero fiume. ARPAT distingue corpi idrici e stazioni di misura, quindi assegna valutazioni ecologiche e chimiche secondo indicatori e soglie che non coincidono. Nell'analisi pubblicata il 6 maggio 2026, l'Agenzia approfondisce il monitoraggio 2024 di Arno, Sieve e affluenti, richiamando la classificazione triennale 2022–2024. [1]

In questo quadro la stazione MAS-108, sull'Arno a Camaioni, risulta «non buona» per lo stato chimico a causa del PFOS; la classificazione ecologica dello stesso tratto è «scarsa». Sono due misure diverse. La presenza di un contaminante oltre lo standard in una stazione non prova che tutte le sezioni del fiume abbiano la stessa concentrazione, né permette di individuare da sola un responsabile. [2]

Come leggere il dossier

Ogni giudizio è attribuito al suo punto di misura e al suo intervallo temporale. I risultati del triennio 2022–2024 non vengono confusi con i dati provvisori del 2025 né con quelli della falda.

02 / Territorio

Dal Casentino alla piana di Pisa

Il fiume nasce nell'Appennino toscano, attraversa il Casentino, il Valdarno, Firenze, l'area di Empoli e raggiunge il mare presso Pisa. Affluenti e sottobacini, fra cui Sieve, Pesa, Elsa ed Era, contribuiscono a un sistema idrografico con tratti urbani, aree agricole, infrastrutture e differenti pressioni sulle acque. Le stazioni che seguono il corso principale non sostituiscono quelle degli affluenti, e viceversa.

La pianificazione della risorsa e la gestione del rischio di alluvione sono discipline complementari ma distinte. Il Piano di gestione delle acque 2021–2027 del distretto dell'Appennino settentrionale riguarda gli obiettivi ambientali; il Piano di gestione del rischio alluvioni considera invece la pericolosità idraulica e le misure di prevenzione. [6][7]

03 / Stato delle acque

Ecologia e chimica non sono sinonimi

Lo stato ecologico combina la lettura degli organismi acquatici con indicatori fisico-chimici e sostanze specifiche. Nello stato chimico, invece, il superamento degli standard di qualità ambientale da parte di una sostanza prioritaria è sufficiente a produrre il giudizio «non buono» per il corpo idrico e il periodo considerati. La distinzione è essenziale quando una stazione mostra valori biologici o chimici divergenti. [3]

Per il triennio 2022–2024, l'approfondimento del Dipartimento ARPAT di Firenze descrive per i tratti monitorati situazioni da «sufficiente» a «scarso» sul piano ecologico, senza registrare stazioni in classe «elevato» nel gruppo oggetto di analisi. L'Arno Fiorentino (MAS-503), il Valdarno Superiore (MAS-106) e il tratto inferiore di Camaioni (MAS-108) risultano «scarsi» per l'ecologia, ma il giudizio chimico «non buono» del gruppo considerato riguarda Camaioni e il torrente Chiesimone, in entrambi i casi per PFOS. [2]

Alcune stazioni dell'Arno, triennio 2022–2024. Riferimenti ARPAT; non è una classifica dell'intero fiume.
StazioneTrattoStato ecologicoStato chimico
MAS-106Valdarno superioreScarsoBuono
MAS-503Arno fiorentinoScarsoBuono
MAS-108Camaioni, Valdarno inferioreScarsoNon buono (PFOS)
MAS-110Arno Pisano, CalcinaiaScarsoNon buono

MAS-106, MAS-503 e MAS-108: ARPAT Dipartimento di Firenze. MAS-110: Annuario ARPAT 2025, scheda provinciale di Pisa. I perimetri dei rapporti sono differenti. [2] [4]

04 / Sostanze e limiti

A Camaioni il PFOS pesa sul giudizio chimico

La relazione ARPAT segnala che nell'Arno a Camaioni, stazione MAS-108, lo stato chimico non buono è attribuito al PFOS. Il giudizio era non buono per la stessa sostanza anche nel precedente triennio 2019–2021. La persistenza del risultato indica una criticità da approfondire, non identifica da sola la fonte degli apporti. [2]

Lo stesso rapporto richiama PFOS anche nel torrente Chiesimone, MAS-2024, dove il giudizio chimico passa da «buono» nel precedente triennio a «non buono» nel 2022–2024. ARPAT ha indicato per il 2026 ulteriori monitoraggi d'indagine su questo torrente, oltre a verifiche su nutrienti nella Pesa e nella Sieve. La programmazione di controlli non va confusa con l'accertamento di una specifica responsabilità. [1]

Che cosa risulta

Superamento rilevante ai fini della classe chimica in punti documentati e determinati periodi.

Che cosa non risulta da questo solo dato

Origine puntuale del PFOS, responsabilità individuali, uniformità delle concentrazioni lungo tutta l'asta.

05 / Il tratto finale

L'Arno Pisano richiede una lettura autonoma

L'Annuario ARPAT relativo alla provincia di Pisa assegna all'Arno Pisano presso Calcinaia, MAS-110, stato ecologico «scarso» e chimico «non buono» nel triennio 2022–2024. Per la foce di Pisa (MAS-111), classificata come acqua di transizione, segnala stato ecologico «sufficiente» e chimico «non buono». La foce segue un sistema di classificazione pertinente alle acque di transizione e non va sovrapposta ai risultati dei corpi idrici fluviali. [4]

Questo confronto non consente di attribuire a una singola sostanza l'intero giudizio dell'Arno Pisano: occorre consultare i parametri analitici della specifica stazione e dell'annualità. Anche per questo la distinzione fra fiume, affluenti e ambiente di foce deve restare leggibile nell'archivio pubblico.

06 / Il dato più recente

Il 2025 apre un nuovo ciclo, non chiude la classificazione

Il quadro ARPAT aggiornato al 2025 apre il triennio 2025–2027. L'Agenzia segnala che la classificazione del primo anno è provvisoria: il programma completo comprende stazioni e analisi distribuite nell'intero triennio. Dal 2025 la localizzazione di alcuni punti è stata rivista in applicazione della deliberazione regionale 1589/2024. Cambiamenti nella rete di misura possono incidere sulla confrontabilità immediata dei risultati. [3]

Per i punti monitorati nel bacino dell'Arno durante il 2025, ARPAT indica il 42% in qualità ecologica «buona» e il 41% «sufficiente»; per lo stato chimico, il 63% ha qualità «buona». Queste quote non equivalgono alla percentuale di lunghezza del fiume in condizioni buone, e non devono essere presentate come giudizio definitivo del nuovo triennio. [3]

07 / La partecipazione

L'Arno dei cittadini: volontari, comitati e decisioni condivise

La tutela del fiume non si esaurisce nei controlli chimici. Lungo le sponde agiscono volontari, associazioni e comitati che rimuovono rifiuti, chiedono approfondimenti e partecipano al confronto con gli enti. Sono attività diverse: una giornata di pulizia documenta il recupero di materiali abbandonati, mentre una campagna di analisi o un Contratto di Fiume appartengono ad altri percorsi, con metodi e responsabilità propri.

Le sponde curate da chi le frequenta

San Giovanni Valdarno, maggio 2025. Il Circolo Laudato Si' e il progetto Cittadini Attivi hanno promosso «Camminpulendo nel letto dell'Arno», con il sostegno del Comune e del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno. L'appuntamento annunciato per il 31 maggio prevedeva una raccolta di rifiuti lungo tratti accessibili del fiume: la fonte istituzionale documenta l'organizzazione dell'iniziativa, non una quantità di materiali effettivamente rimossi. [8]

Vinci, ottobre 2025. Il Comune riferisce che il 4 ottobre volontari di Legambiente Empolese Valdelsa, Pro Loco di Vinci, Montalbano Domani, Plastic Free, GAS Millepiedi e VAB di Vinci hanno partecipato alla pulizia della sponda destra, lungo via Empolese. Il resoconto parla di rifiuti abbandonati recuperati e di segnalazioni per rafforzare i controlli, senza fornire una misurazione della qualità delle acque prima e dopo l'intervento. [9]

Pontedera, luglio 2026. L'associazione Polpo Verde è intervenuta dal battello Andrea da Pontedera per recuperare rifiuti galleggianti e materiali rimasti fra la vegetazione delle sponde. L'evento del 4 luglio è documentato dal Comune; il successivo resoconto giornalistico descrive l'attività svolta dai volontari. [10] [11]

I comitati che chiedono verifiche sui PFAS

Nell'agosto 2025 Acqua Bene Comune Valdarno, Le Vittime Podere Rota e l'associazione I'Bercio hanno chiesto ai Comuni monitoraggi e approfondimenti sulla presenza di PFAS nel territorio. I comitati hanno richiamato anche analisi indipendenti commissionate nel Valdarno. Le loro segnalazioni costituiscono una fonte sul dibattito civico e sulle richieste avanzate; non sostituiscono i dati ufficiali ARPAT, né consentono da sole di attribuire origini o responsabilità dei contaminanti. [12]

Dalle iniziative locali alle scelte sul fiume

Il Patto per l'Arno e i percorsi dei Contratti di Fiume offrono strumenti per raccogliere osservazioni e proposte sul bacino. Il Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno documenta un percorso partecipato per il «Rinascimento d'Arno», con iniziative di consultazione rivolte a chi vive e frequenta il territorio. Il Consorzio del Basso Valdarno descrive lo stesso Patto come un processo di conoscenza condivisa e di programmazione di azioni lungo l'asta fluviale. L'adesione a un processo partecipativo, tuttavia, non equivale all'esecuzione di una bonifica o al raggiungimento di un obiettivo chimico. [13] [14]

Una distinzione da conservare.

Le associazioni possono documentare abbandoni, coinvolgere i residenti e chiedere nuove verifiche. La classificazione dello stato ecologico e chimico del fiume resta invece legata a stazioni, indicatori e periodi del monitoraggio istituzionale. I due livelli sono complementari, non intercambiabili.

08 / Verifiche aperte

Le verifiche che servono oltre le tabelle

Per capire l'evoluzione del PFOS a Camaioni occorre seguire la serie storica dei risultati analitici e le verifiche di origine eventualmente pubblicate. Per il settore pisano serve incrociare le classi assegnate ai diversi corpi idrici con gli indicatori che le determinano. Per il 2025 serve attendere il completamento del triennio e considerare la modifica della rete di monitoraggio.

Il territorio ha inoltre problemi di rischio idraulico, qualità morfologica, pressione urbana e agricola. Questi aspetti sono importanti, ma appartengono a indicatori e procedimenti distinti: non è corretto usarli come spiegazioni automatiche della presenza di PFOS o dello stato chimico in una stazione. [6] [7]

09 / Fonti e metodo

Gli atti consultabili

  1. ARPAT, Arno, Sieve e affluenti - Analisi dei dati del monitoraggio 2024, pubblicazione del 6 maggio 2026.
  2. ARPAT, rapporto tecnico sul monitoraggio 2024 (PDF, approfondimento dei corpi idrici seguiti dal Dipartimento di Firenze).
  3. ARPAT, serie degli stati ecologici e chimici nel bacino dell'Arno, 2010–2025, con allegati PDF e CSV e avvertenze sulla provvisorietà del 2025.
  4. ARPAT, Annuario dei dati ambientali 2025, tabelle per la provincia di Pisa (MAS-110, MAS-111) e altri territori.
  5. ARPAT, intervista sullo stato delle acque del bacino Arno e Sieve, 6 maggio 2026.
  6. Gazzetta Ufficiale, adozione del PGA Appennino settentrionale 2021–2027, deliberazione del 20 dicembre 2021.
  7. Gazzetta Ufficiale, aggiornamento PGRA 2021–2027 dell'Appennino settentrionale, deliberazione del 20 dicembre 2021.
  8. Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, «Camminpulendo l'Arno», annuncio del 30 maggio 2025 e programma per il 31 maggio.
  9. Comune di Vinci, «Puliamo il mondo, volontari, Comune e VAB sull'argine», resoconto pubblicato il 9 ottobre 2025.
  10. Comune di Pontedera, «Il battello sull'Arno per la sensibilizzazione ambientale», programma del 4 luglio 2026.
  11. La Nazione, «Il Polpo Verde a pesca di rifiuti... in battello», resoconto del 12 luglio 2026.
  12. Valdarno Oggi, «PFAS in Valdarno, tre comitati chiedono monitoraggi e verifiche», 18 agosto 2025; richieste e dichiarazioni dei comitati, non dati ufficiali di classificazione.
  13. Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno, «Contratti di Fiume», aggiornamento al 10 luglio 2026.
  14. Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno, «Contratto di Fiume Patto Arno», percorso di partecipazione e obiettivi.
Metodo e limiti

Ricognizione dei documenti disponibili al 24 ottobre 2026. Le classificazioni sono riportate con il periodo di riferimento, la stazione e la fonte. Non sono state svolte analisi autonome di laboratorio. Non vengono attribuite date di prima pubblicazione non documentate.

Fotografia: F.delu, Arno a Pisa (15 gennaio 2011), Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0. Immagine reale esterna non alterata; adattamento visuale tramite CSS.