Apertura · estate 2026

Nel bacino del Sarno l’estate non comincia sul calendario. Comincia quando i corsi d’acqua hanno meno portata, aumentano le lavorazioni e tornano le segnalazioni: acqua scura, schiuma, odori che entrano nelle case. Da maggio il CNSBII sta raccogliendo episodi lungo un territorio che parte da Solofra e arriva al Golfo di Castellammare.

Elaborazione editoriale del bacino del Sarno con il reticolo idrografico evidenziato in rosso
Un solo bacino.Da Solofra alla foce, corsi d’acqua e canali trasferiscono verso valle ciò che raccolgono lungo il percorso. Elaborazione grafica CNSBII.

01 Il bacino

Uno scarico lontano dal Sarno può arrivare comunque nel Sarno.

Il fiume visibile tra Sarno, Scafati e la foce è soltanto l’ultimo tratto di un sistema più ampio. Il torrente Solofrana raccoglie acque dall’area di Solofra e Montoro. Più a valle incontra il sistema Cavaiola e confluisce nell’Alveo Comune Nocerino. Da lì il flusso raggiunge l’asta principale. Canali dell’Agro e dell’area vesuviana aggiungono altri apporti lungo il percorso.

Una caditoia delle acque bianche, quindi, non è un punto nel quale il refluo scompare. Se quella rete recapita in un canale o in un alveo, lo scarico raggiunge il corpo idrico senza attraversare la depurazione. La distanza dal fiume principale cambia il percorso. Non riduce il problema a un fatto locale.

  1. 01Solofrana e CavaiolaSolofra, Montoro, Cava de’ Tirreni e area nocerina
  2. 02Alveo Comune NocerinoIl punto in cui confluiscono più pressioni
  3. 03Fiume SarnoL’asta principale tra sorgenti, Agro e pianura
  4. 04Foce e GolfoTorre Annunziata e Castellammare di Stabia

02 Gli episodi

Alle segnalazioni dei residenti si affiancano sequestri, controlli e scarichi eliminati.

Torre Annunziata

ARPAC comunica il sequestro preventivo di due cantieri navali nell’ambito delle attività contro l’inquinamento del Sarno. Le contestazioni riguardano gli scarichi e la gestione delle acque di dilavamento, indicate come disperse al suolo.

Comunicazione ARPAC

Striano

In via San Valentino viene sottoposta a sequestro un’attività ortofrutticola. Secondo la ricostruzione pubblicata dalla stampa locale, reflui di lavorazione venivano convogliati in una caditoia della rete delle acque bianche.

Intervento di polizia giudiziaria

Striano

Carabinieri Forestali, NOE e ARPAC controllano più attività produttive. In una società conserviera emergono valori non conformi, compreso il superamento del limite relativo al COD. In un’altra azienda i reflui industriali raggiungevano una caditoia collegata all’alveo del Sarno.

Accertamenti e sequestri

Mercato San Severino

GORI annuncia la chiusura di due scarichi in ambiente: quello di via San Felice, che riceveva reflui civili e industriali anche dall’area conserviera, e quello proveniente da corso Caracciolo. I reflui vengono collettati verso il sistema depurativo.

Intervento infrastrutturale

Fosso Imperatore

Immagini e testimonianze descrivono acqua alterata e odori forti nel tratto di San Valentino Torio. Dopo un sopralluogo, il Comune annuncia una denuncia-querela contro ignoti. Gli esiti di eventuali campionamenti non sono stati pubblicati.

Segnalazione con seguito istituzionale

Rio Sguazzatorio

Un residente documenta un nuovo episodio nel tratto tra Angri e Scafati. Il video, rilanciato dalla stampa locale, mostra il corso d’acqua durante il fenomeno. Non risultano ancora pubblicati verbali analitici riferiti a quell’episodio.

Segnalazione civica

03 L’estate

Quando aumenta il carico produttivo, nei corsi d’acqua resta meno margine.

L’industria agroalimentare è una parte decisiva dell’economia dell’Agro. Il suo impatto sul sistema fognario e depurativo va però misurato nei mesi di massima attività. Lavaggi di ortaggi e piazzali, residui vegetali, sostanza organica e portate concentrate possono mettere sotto pressione reti, sollevamenti e impianti.

Un collegamento improprio, un bypass, uno scarico privo di autorizzazione o un impianto incapace di reggere il carico diventano più evidenti proprio durante la campagna conserviera. Nello stesso periodo il caldo riduce l’ossigeno disciolto e le portate dei torrenti possono calare. La materia organica si concentra in meno acqua e la decomposizione accelera.

Se aumenta la produzione, i controlli devono crescere con la stessa intensità. Il campione decisivo va preso mentre lo scarico è in corso.

Più lavorazioniPortate e carico organico maggiori
Meno acquaDiluizione e ossigeno ridotti
Più rischioSchiume, odori, anossia e sedimenti

04 Il danno

Il colore colpisce. La traccia più lunga può restare sul fondo.

01

L’ossigeno viene consumato

Un COD elevato indica una forte presenza di materia ossidabile. Batteri e reazioni chimiche sottraggono ossigeno all’acqua. Pesci, invertebrati e microrganismi sensibili sono i primi a risentirne.

02

I fanghi si depositano

Solidi sospesi e residui coprono il fondo, riducono la luce e cambiano l’habitat. L’acqua può tornare visivamente chiara mentre il sedimento conserva contaminanti e materia organica.

03

Il degrado accelera

Azoto, fosforo e sostanza organica alimentano proliferazioni batteriche, fermentazione, schiume e miasmi. Anche un refluo biodegradabile può provocare un impatto grave quando la quantità supera la capacità del corso d’acqua.

04

La contaminazione viaggia

Le sostanze disciolte proseguono verso valle. Quelle legate alle particelle possono fermarsi nei sedimenti e tornare in circolo durante piene, dragaggi o movimentazioni del fondo.

Nell’alta Solofrana il controllo deve includere anche i parametri coerenti con il distretto conciario: cromo totale e cromo VI, solfuri, cloruri, conducibilità, tensioattivi, solventi e tossicità. La ricerca della fonte parte dalle attività presenti nel territorio e dai risultati analitici.

05 I controlli

Arrivare il giorno dopo significa spesso trovare soltanto l’acqua tornata chiara.

La ricerca della fonte deve partire mentre l’acqua cambia colore, produce schiuma o emana odori anomali. Servono campioni nello stesso giorno a monte, nel punto di immissione e a valle. Nel verbale devono entrare portata, temperatura, pioggia, attività produttive in corso, stato dei sollevamenti, sfiori e autorizzazioni allo scarico.

  1. Una mappa unicaScarichi autorizzati, caditoie, collettori, sfioratori, impianti di sollevamento e canali laterali riuniti nello stesso quadro operativo.
  2. Una squadra reperibileIntervento rapido durante la campagna conserviera, comprese le fasce orarie nelle quali arrivano le segnalazioni dei residenti.
  3. Campioni sincronizzatiAcqua e sedimenti prelevati a monte, presso l’immissione e a valle per restringere la ricerca della fonte.
  4. Dati pubbliciEsiti analitici, guasti, provvedimenti e tempi degli interventi raccolti in un rapporto consultabile.

Il CNSBII continuerà a raccogliere materiali dall’intero bacino. Una segnalazione utile conserva il file originale, indica luogo, data, ora e durata del fenomeno e mostra il punto dal quale l’acqua alterata entra nel canale. È da lì che deve cominciare il controllo.

Il Sarno non peggiora soltanto alla foce e non si inquina in un solo Comune. Ogni estate il bacino restituisce la somma delle sue fragilità. Il risanamento si misura nel momento esatto in cui acqua scura, schiuma e miasmi tornano visibili.