Documentazione visiva richiamata nel dossier CNSBII
Fiume Calore:schiuma, moria di pesci e Ponte Valentino
Cosa sappiamo sull’episodio del 25 luglio 2026: rete fognaria, moria di pesci, atti sul depuratore di Ponte Valentino e dati che mancano per stabilire la causa.
Il fenomeno è documentato nel tratto urbano del Calore.
L’ASL riferisce un controllo con drone senza nuovi pesci morti o moribondi.
Vengono prelevati pesci vivi e vitali per approfondimenti diagnostici.
Le risultanze pubblicate non consentivano ancora di stabilire la causa della moria.
Fiume Calore a Benevento: cosa sappiamo su schiuma e moria di pesci.
Il 25 luglio 2026 il Fiume Calore, nel tratto di Benevento, è interessato da un episodio che l’ASL definirà successivamente come un «evento di potenziale inquinamento ambientale». Vengono segnalati schiuma e pesci morti. Al 6 agosto, però, la causa della moria non risulta ancora definita dagli accertamenti sanitari pubblicati dal Comune. [2]
Per questo il CNSBII ha seguito una strada diversa dal commento alle immagini: abbiamo incrociato la rete fognaria cittadina, il fascicolo ambientale del depuratore consortile di Ponte Valentino, il registro AIA di ARPAC e le procedure regionali che riguardano l’impianto.
Il primo documento che merita attenzione è datato 24 luglio 2026, il giorno prima dell’episodio. Il Comune di Benevento approva una variante ai lavori della rete fognaria e richiama il problema degli scarichi di reflui nei fiumi senza trattamento. [1]
Il sistema fognario era ancora dentro un percorso di risanamento
La nota comunale del 24 luglio richiama scarichi diretti interessati da un sequestro preventivo del 2018 e una mappatura degli scarichi a fiume. [1]
La causa della moria non era ancora definita il 6 agosto
L’ASL riferisce che servono ulteriori approfondimenti diagnostici per definire la possibile causa della morte dei pesci. [2]
Analisi dell’acqua e stato reale degli scarichi il 25 luglio
Servono i rapporti di prova, le coordinate dei campioni e gli allegati tecnici aggiornati della rete fognaria.
Il nesso tra un singolo scarico e la moria
Finché mancano dati analitici, tempi idraulici e portate, il dossier non attribuisce la causa dell’episodio a un soggetto o a un impianto.
Il 24 luglio il Comune parla di reflui scaricati nei fiumi senza trattamento.
La comunicazione istituzionale accompagna l’approvazione della variante ai lavori di completamento della rete fognaria. Il Comune ricorda che nel 2018 un sequestro preventivo aveva riguardato scarichi diretti in più punti della città e spiega che, con il supporto di Gesesa, era stata realizzata una mappatura degli scarichi a fiume. [1]
Tra le aree richiamate figurano via Vittime di Nassiriya, Cimitero, Ponticelli, Lungo Sabato Boulevard e Torre della Catena. La nota elenca inoltre gli interventi compresi nella variante. [1]
Questa fonte dimostra che il problema degli scarichi fognari a fiume era ancora oggetto di lavori e verifiche. Non dimostra quali terminali fossero effettivamente attivi il 25 luglio, né che uno di essi abbia causato la moria.
Via Vittime di Nassiriya compare in due atti diversi.
Nella nota comunale del 24 luglio, via Vittime di Nassiriya è tra i luoghi richiamati nella ricostruzione degli scarichi diretti oggetto del provvedimento del 2018. [1]
Il 6 agosto il Comune pubblica le risultanze ricevute dall’ASL e indica la stessa via come luogo nel quale erano state campionate carcasse di fauna ittica. [2]
È una coincidenza toponomastica documentata. Non è ancora una coincidenza idraulica dimostrata. Per verificarla occorrono il punto esatto del vecchio scarico, il punto di rinvenimento dei pesci, la direzione della corrente, le distanze e lo stato della rete in quella data.
Scarichi diretti
Via Vittime di Nassiriya compare nell’elenco citato dal Comune.
Campionamento fauna ittica
L’ASL indica la stessa via come luogo del campionamento delle carcasse.
Coordinate e stato dello scarico
Solo la geometria della rete e del fiume può dire se i due elementi sono realmente collegabili.
I primi esemplari non hanno dato la risposta che serviva.
L’ASL riferisce che la quasi totalità delle carcasse campionate era già in avanzato stato di putrefazione. Per questo l’Istituto Zooprofilattico non ha potuto eseguire gli accertamenti diagnostici richiesti su quei campioni. [2]
Il 4 agosto vengono controllati con drone circa 7,5 chilometri di fiume senza rinvenire nuovi pesci morti o moribondi. Il 5 agosto vengono quindi prelevati pesci vivi e vitali per nuovi approfondimenti. Nello stesso sopralluogo non vengono segnalate schiume, criticità odorigene o nuova fauna morta. [2]
Il dato più importante è nell’ultima parte della nota: l’ASL dichiara di essere in attesa degli approfondimenti necessari per definire la possibile causa della morte dei pesci. [2]
Il fascicolo dell’impianto va letto per intero, non per titoli.
Nel registro ARPAC delle installazioni soggette ad Autorizzazione Integrata Ambientale, aggiornato a marzo 2026, Multiservice ASI è censita come installazione BN4, in zona industriale ASI di Benevento, con attività IPPC principale 6.11. Il registro ricostruisce una sequenza di provvedimenti dal 2015 fino al 9 gennaio 2026. [6]
Tra gli atti elencati compare il DD n. 62 del 9 giugno 2022, qualificato nella tabella ARPAC come rinnovo dell’AIA. Seguono ulteriori modifiche nel 2023, 2025 e 2026. [6]
Questo registro ci dice quali provvedimenti esistono. Non sostituisce il testo consolidato dell’autorizzazione. La nostra priorità è quindi acquisire l’AIA n. 62/2022 con tutti gli allegati e le modifiche successive, compreso il Piano di monitoraggio e controllo.
Progetto
Riesame AIA con modifiche per introdurre la gestione di rifiuti liquidi. [3]
Verifica ambientale
La Commissione propone la non assoggettabilità a VIA con condizioni ambientali. [5]
Rinnovo AIA
ARPAC elenca il DD 62 del 9 giugno 2022 come rinnovo dell’autorizzazione. [6]
Nuova procedura
Compare l’integrazione IPPC 5.3a, successivamente archiviata. [7]
Ultimo atto in elenco
Il registro ARPAC riporta un DD n. 3 del 9 gennaio 2026. [6]
La gestione di rifiuti liquidi entra nel fascicolo ambientale.
La pratica regionale CUP 8745 viene presentata il 30 giugno 2020 come verifica di assoggettabilità alla VIA per il riesame, con valenza di rinnovo, dell’AIA del depuratore consortile e per modifiche relative all’introduzione dell’attività di gestione di rifiuti liquidi. [3]
Nello Studio preliminare ambientale il proponente indica una capacità di progetto di 6.220 metri cubi al giorno. Per il 2019 riporta un carico medio di acque nere inferiore a quella capacità e propone conferimenti esterni di rifiuti liquidi in autobotte fino a un quantitativo massimo indicato di 50 tonnellate al giorno. [4]
Sono dati progettuali del 2020. Non dimostrano quali rifiuti fossero autorizzati nella configurazione vigente del luglio 2026 e, soprattutto, non dimostrano quali carichi siano effettivamente entrati nell’impianto il 24 o 25 luglio.
Capacità indicata nello studio
Valore di progetto riportato dal proponente nel fascicolo del 2020.
Conferimenti esterni proposti
Quantitativo massimo di rifiuti liquidi indicato nella proposta progettuale.
Modalità prevista
Lo studio descrive il conferimento esterno mediante autobotti, soggetto a procedure di accettazione.
Tracciabilità e parametri di processo: sono i dati che oggi servono all’inchiesta.
Nel DD n. 8 del 12 gennaio 2021 è riportata la proposta della Commissione VIA di non assoggettare il progetto alla VIA, subordinandolo a condizioni ambientali. Il decreto disciplina poi la verifica dell’ottemperanza di quelle condizioni. [5]
Tra le prescrizioni leggibili nel provvedimento compaiono procedure di pre-accettazione e caratterizzazione dei rifiuti, procedure di accettazione, sistemi di tracciabilità e inventario dei rifiuti, verifica della compatibilità prima del dosaggio o della miscelatura. [5]
Un’altra condizione richiede l’inventario dei flussi di acque reflue e il monitoraggio dei principali parametri di processo, tra cui flusso, pH, temperatura, conducibilità e BOD, nei punti fondamentali del ciclo. [5]
Conferimenti
Quali carichi sono entrati il 24 e 25 luglio, con quali quantità, provenienze e caratteristiche?
Processo
Che cosa mostrano portata, pH, temperatura, conducibilità, BOD e gli altri parametri registrati?
Eventi anomali
Ci sono stati allarmi, guasti, bypass, tracimazioni, arresti o dosaggi straordinari?
Scarico finale
Quali autocontrolli e quali campioni ufficiali descrivono l’effluente nelle ore dell’episodio?
Una nuova integrazione IPPC viene presentata e poi archiviata.
Il 2 dicembre 2025 il portale regionale registra la procedura 1479_VALPREL, denominata “Impianto di depurazione ASI di Benevento - Integrazione attività IPPC 5.3a”. Il fascicolo è oggi indicato come archiviato. [7]
Nell’indice documentale compaiono una relazione tecnica, planimetrie dello stato di fatto e di progetto e una voce denominata “Richiesta archiviazione proponente”, protocollo regionale 0738872-2025. [7]
Dal solo indice non è corretto dedurre il motivo dell’archiviazione. La richiesta deve essere letta integralmente prima di attribuirle qualsiasi significato.
Tre giorni prima dell’episodio viene firmato il contratto per il nuovo depuratore di Benevento.
Il 22 luglio 2026 Sogesid comunica la firma del contratto per il nuovo sistema di depurazione. L’intervento prevede un nuovo impianto in contrada Scafa da 45.000 abitanti equivalenti e circa 10 chilometri di collettori. L’avvio dei lavori è indicato per settembre. [8]
Questo dato non ha alcun nesso causale dimostrato con ciò che accade il 25 luglio. Serve però a collocare l’episodio dentro un sistema fognario e depurativo che era già oggetto di un intervento strutturale.
Documentano il fenomeno visibile. Non la composizione dell’acqua.
Il CNSBII ha acquisito due fotografie del fenomeno circolate pubblicamente sui social. Le copie disponibili non conservano metadati utili a identificare con certezza l’autore originario. Per questo non attribuiamo le immagini a chi le ha successivamente rilanciate.
La ricerca OSINT ha rintracciato cronache locali del 25 luglio, quindi precedenti ai rilanci successivi, che documentano la stessa estesa presenza di schiuma nel tratto urbano del Calore. Questo permette di collocare il fenomeno nel tempo, ma non consente ancora di stabilire la paternità di queste due singole fotografie. [9] [10]
La parte decisiva dell’inchiesta non è ancora nei portali pubblici.
Gli atti disponibili consentono di costruire le domande. Per rispondere servono documenti operativi e analitici riferiti alle ore dell’evento.
Rapporti di prova ARPAC
Campioni del 25 luglio e dei giorni successivi, con coordinate, orari, parametri, metodi e risultati.
AIA 62/2022 completa
Decreto, allegati, Piano di monitoraggio e controllo e modifiche fino al gennaio 2026.
Registri 24-25 luglio
Conferimenti esterni, quantità, provenienza, accettazione, tracciabilità e verifiche di compatibilità.
Dati di processo
Portate, pH, temperatura, conducibilità, BOD/COD, allarmi, bypass, guasti e autocontrolli.
Mappa fognaria aggiornata
Stato di ogni scarico a fiume e degli interventi della variante alla data del 25 luglio.
Esiti sui pesci vivi
Risultati dell’Istituto Zooprofilattico e successiva valutazione ASL sulla possibile causa della moria.
Procedura 1479
Relazione tecnica e richiesta di archiviazione del proponente, da leggere integralmente.
Fonte giudiziaria primaria
Comunicazioni e provvedimenti pubblicamente acquisibili relativi al sequestro dell’impianto riferito dalla stampa.
Non scegliamo una causa prima dei dati.
In questa fase esistono almeno due linee che devono restare separate: gli scarichi fognari cittadini ancora dentro il percorso di risanamento e il fascicolo autorizzativo e operativo del depuratore ASI di Ponte Valentino.
La presenza di entrambi nello stesso dossier non significa che entrambi abbiano contribuito all’episodio. Significa che entrambi devono essere verificati con coordinate, tempi, portate, analisi e registri.
Ogni aggiornamento verrà classificato come documentato, dichiarato, inferenza o non verificato. Una coincidenza temporale o geografica non verrà trasformata in un rapporto causa-effetto.
Fonti primarie utilizzate in questa prima relazione.
In questa versione del dossier le conclusioni si basano su Comune di Benevento, Regione Campania, ARPAC e Sogesid. Le notizie di stampa restano separate finché non viene acquisita la fonte originaria.
Monitor Fiume Calore
Aggiornamenti della vicenda e rassegna stampa CNSBII.
Il monitor segue separatamente gli aggiornamenti sul Fiume Calore e le pubblicazioni che citano il CNSBII in relazione alla stessa vicenda. Gli elementi restano da verificare prima di entrare nel dossier.
Fonti raggiunte nell’ultimo ciclo: 1/4.
Aggiornamenti sul Fiume Calore
Atti, controlli, depurazione, schiuma e moria di pesci.
Il controllo continua automaticamente.
Citazioni CNSBII
Pubblicazioni che citano il CNSBII in relazione alla vicenda del Calore.
Le citazioni vengono mantenute separate dagli aggiornamenti della vicenda.
