Alle 19:46:43 del 31 luglio, nell'area dei Campi Flegrei, il suolo ha tremato con una forza avvertita a Pozzuoli, Napoli e nei comuni vicini. Nelle ore successive sono arrivate altre scosse. Per ricostruire la sequenza siamo partiti dai dati dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e abbiamo mantenuto separate le prime localizzazioni automatiche dai parametri rivisti.

Il dato ufficiale

Md 4,7. Ipocentro a 2,6 chilometri.

Ora italiana
19:46:43
Area
Campi Flegrei
Coordinate
40.8315, 14.1402
Evento INGV
46725592

Che cosa sappiamo

L'INGV ha classificato l'evento principale con magnitudo durata Md 4,7. La localizzazione è stata rivista dalla Sala Operativa dell'Osservatorio Vesuviano. La profondità pubblicata nel catalogo è di circa 2,6 chilometri. Il valore può essere ulteriormente affinato, ma la scheda rivista è il riferimento da utilizzare.

La ridotta profondità aiuta a spiegare perché la scossa sia stata avvertita con decisione. Non consente però, da sola, di stabilire l'entità dei danni. Per questo servono sopralluoghi, atti e comunicazioni delle autorità competenti.

Le scosse successive

Dopo l'evento principale sono state registrate numerose localizzazioni. Alcune sono automatiche e possono essere corrette o eliminate. Altre sono già presenti nel catalogo rivisto. L'Osservatorio mostra entrambe, ma le identifica con etichette diverse e riduce i duplicati in base a ora e posizione.

Questo punto è essenziale: una localizzazione automatica non equivale a un nuovo dato definitivo. Nella pagina pubblica il valore rivisto ha priorità, mentre la prima stima resta utile per ricostruire come l'informazione è cambiata.

Il contesto

Bradisismo e terremoti superficiali

La Protezione civile descrive il bradisismo come una deformazione del suolo con fasi di sollevamento e abbassamento. Le fasi di sollevamento più rapido possono essere accompagnate da terremoti. Gli eventi flegrei sono spesso superficiali e possono essere avvertiti in modo intenso anche con magnitudo inferiori rispetto ai grandi terremoti appenninici.

Un singolo sisma non consente di prevedere il successivo e non autorizza conclusioni automatiche sull'evoluzione vulcanica. Le valutazioni spettano all'INGV e alle autorità di protezione civile sulla base dell'insieme dei dati.

Che cosa abbiamo verificato e che cosa resta aperto

Magnitudo, ora, profondità e coordinate dell'evento principale derivano dalla scheda INGV. Le notizie su feriti, danni, interruzioni e provvedimenti devono invece essere attribuite alle comunicazioni di Comune, Prefettura, Vigili del Fuoco, Protezione civile e gestori dei servizi. Il monitor delle pubblicazioni segnala le fonti, ma non trasforma automaticamente un titolo in un fatto accertato.

Cosa fare dopo una scossa

Le indicazioni della campagna “Io non rischio” sono concrete: controllare le persone vicine, uscire con prudenza, non usare l'ascensore e fare attenzione a scale, cornicioni e parti che potrebbero cadere. Chi vede danni non dovrebbe rientrare prima di una valutazione.

  • Non sostare vicino a edifici o elementi danneggiati.
  • Non occupare le linee telefoniche se non è necessario.
  • Seguire le comunicazioni ufficiali.
  • Conoscere le aree di attesa del piano comunale di protezione civile.
Nota sui dati

Il CNSBII non è un ente di allertamento. Il monitor offre una lettura informativa di dati pubblici, conserva l'ultimo dato valido e rimanda sempre alle fonti ufficiali.