Progetto Pilota 2026 – Bacino del Sarno

San Marzano sul Sarno come primo laboratorio metodologico nazionale

Il contesto territoriale

Il bacino del Sarno è uno dei contesti più complessi della Campania. Caratterizzato da un'elevata densità abitativa, una forte pressione antropica e una rete idraulica che intreccia elementi naturali e artificiali, rappresenta un osservatorio privilegiato per comprendere le dinamiche territoriali italiane.

📊 Densità abitativa

Oltre 750.000 abitanti nell'area del bacino, con punte tra le più alte d'Europa.

🌊 Reticolo idraulico

Canali artificiali (Alveo Comune Nocerino), affluenti naturali (Solofrana, Cavaiola) e il fiume Sarno stesso creano un sistema complesso.

⚠️ Criticità ricorrenti

Episodi di allagamento e storiche problematiche ambientali legate alla qualità delle acque richiedono strumenti di lettura diffusi.

È importante sottolineare che il progetto non nasce da un'emergenza, ma dalla necessità di diffondere cultura del bacino idrografico come unità di pianificazione e monitoraggio. La complessità del Sarno diventa così un'opportunità metodologica.

Perché San Marzano sul Sarno

San Marzano si colloca in un punto sensibile del bacino, dove le dinamiche idrauliche si fanno più evidenti e la popolazione vive direttamente le conseguenze di fenomeni di allagamento e gestione delle acque. È un territorio che sente il bisogno di strumenti semplici per comprendere fenomeni complessi.

La scelta è puramente metodologica: se un modello funziona qui, può funzionare altrove. La replicabilità nazionale passa attraverso la verifica in un contesto critico ma non eccezionale, dove la partecipazione civica può fare la differenza.

Fiume Sarno a Scafati e San Marzano

Finalità del progetto

Il progetto pilota è un percorso di formazione civica aperto a tutti i cittadini. Non è un corso tecnico specialistico, non abilita a funzioni professionali e non sostituisce enti o monitoraggi ufficiali. I suoi obiettivi sono chiari:

  • 🌱 Diffondere conoscenze di base sui bacini idrografici.
  • 📘 Rendere comprensibili strumenti e concetti tecnici.
  • 🔍 Fornire un metodo di osservazione strutturato.
  • 🤝 Favorire un dialogo corretto con le istituzioni.
  • 💧 Avviare una comunità fluviale consapevole.

«L'obiettivo non è sostituire le autorità, ma fornire loro informazioni strutturate raccolte da cittadini formati, in un'ottica collaborativa.»

Il bacino del Sarno: delimitazioni e perimetri

Il bacino interessa le province di Napoli, Salerno e Avellino. Esistono diverse delimitazioni ufficiali (bacino idrografico, contesto territoriale/UoM). Di seguito i dati di riferimento.

Bacino idrografico (ARPAC/SNPA)

  • Superficie: ≈ 550 km²
  • Comuni: 38 (SA 18, NA 17, AV 3)
  • Popolazione: oltre 750.000
  • Comuni con interferenza diretta: 23 (superficie 368 km², popolazione poco più di 575.000)
  • Asta principale (Sarno): 24 km

Contesto territoriale/UoM (Autorità di Bacino)

  • Comuni contesto: 42 (superficie ≈ 680 km²)
  • Popolazione: circa 950.000
  • UoM ampia: 56 comuni su ≈ 708 km²
  • Reticolo principale: ≈ 100 km
  • Solofrana: ≈ 28 km (area drenata ≈ 98 km²)
  • Cavaiola: ≈ 7 km (area drenata ≈ 35 km²)
  • Sarno: ≈ 25 km (area drenata ≈ 179 km²)
  • Confluenza Solofrana+Cavaiola: Alveo Comune Nocerino

Valori riferiti a perimetri diversi; confronti solo a fini informativi.

Reticolo idrografico: corsi d'acqua principali e secondari

NomeTipologiaArea/provinceRuolo idraulicoNote
Fiume Sarnoasta principaleNA, SAcollettore principale24 km (ARPAC), 25 km (AdB)
Alveo Comune Nocerinocanale artificiale di regimazioneSAregimazione idraulica e scolmamentoopera di derivazione storica, confluenza Solofrana+Cavaiola
Torrente SolofranaaffluenteAVattraversa un'area a pressione industriale≈ 28 km, area drenata ≈ 98 km²
Torrente CavaiolaaffluenteSAdrenaggio urbano/agricolo≈ 7 km, area drenata ≈ 35 km²

Competenze istituzionali nel bacino

In base agli atti pubblici consultati, nel bacino coesistono diversi soggetti con competenze sulla gestione delle acque. L’assetto è in evoluzione.

Ente Idrico Campano (EIC)

Governa il Servizio Idrico Integrato (SII) a livello regionale, articolato in distretti. Il Piano d’Ambito evidenzia circa 350 gestioni comunali pregresse.

Gori S.p.A.

Gestore del SII per il Distretto Sarnese-Vesuviano in gran parte dei comuni.

Alto Calore Servizi

Gestore per la porzione avellinese, ove pertinente.

Specificità Solofra

Il comune di Solofra (distretto Irpino) ha una gestione salvaguardata. Nel 2022 Solofra Servizi S.p.A. è stata individuata come gestore SII per il servizio idrico; l'assetto è in evoluzione anche per fognatura e depurazione.

Acque superficiali e reticolo

Aste principali

La competenza sui corpi idrici superficiali principali è attribuita, per manutenzione e difesa idraulica, al Genio Civile e alla Regione Campania. Non esiste un gestore unico assimilabile al SII per le aste fluviali.

Rete secondaria e bonifica

La rete secondaria, scoli e canali artificiali sono di competenza del Consorzio di Bonifica (manutenzione e gestione della rete di bonifica).

Quadri informativi di sintesi

I seguenti grafici sono realizzati su base di atti pubblici. Valori e perimetri sono quelli indicati nei blocchi di inquadramento.

Delimitazioni a confronto

ARPAC
AdB
Sup. (km²)
Comuni
Pop./10k

Clicca sulle barre per il valore

Reticolo principale (km)

Sarno
25 km
Solofrana
28 km
Cavaiola
7 km

Clicca sulle barre per il valore

Rete di bonifica (estratto)

Interagisci con i grafici: clicca sulle barre, filtra e ordina l'elenco.

Consorzio di Bonifica e opere idrauliche (estratto)

Il Consorzio di Bonifica Integrale Comprensorio Sarno gestisce la rete di bonifica. Di seguito un elenco di canali con relative lunghezze (metri).

Canale/operaLunghezza (m)
Canale dei Mulini6711
Canale S. Tommaso / Canale Angri4557
Controfosso destro del Sarno4720
Controfosso sinistro del Sarno4738
Fosso Imperatore4607
Canale Marna3511
Canale Mannara3651
Canale S. Mauro5623
Canale Casatori2695
Canale Buonaiuto (Controfosso dx A.C.N.)1605

Elenco in fase di consolidamento; ulteriori elementi saranno integrati con l'avanzare del progetto.

Bacini attigui e complessità diffusa

I bacini confinanti (Penisola Sorrentina, Sele, ecc.) condividono criticità simili: urbanizzazione, reticoli artificiali, rischio idraulico. Il metodo sviluppato sul Sarno sarà applicabile a questi contesti.

Operatività del progetto pilota

Punti di osservazione

Individuazione e monitoraggio periodico di siti significativi lungo il reticolo.

Schede di osservazione

Compilazione di schede standard con localizzazione, foto e note oggettive.

Report sintetici

Redazione periodica di report di sintesi delle osservazioni.

Archiviazione tracciabile

Raccolta ordinata di dati, foto e schede per la consultazione.

Le attività sono condotte da cittadini formati, sotto il coordinamento del referente locale, e confluiscono in interlocuzioni formali con gli enti competenti.

Output del pilota

Report sinteticiperiodici, per area
Schede e mappedelle osservazioni
Standard replicabiliper altri bacini
Archivio documentaleordinato e consultabile

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