Immagine di contesto territoriale: panorama della Valle del Calore ripreso dal castello di Nusco. Non documenta l’impianto, il punto di scarico, una sorgente emissiva, un piezometro, un campionamento o una specifica condizione ambientale descritta nel dossier. Riggiola / Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0.
Torrente Iemale a Nusco: scarico F1-F2, controlli e stato delle conoscenze
Che cosa sappiamo sullo scarico F1-F2, sui controlli previsti nel torrente e sui dati che mancano per valutarne lo stato ambientale.
Portata media stimata riportata in una scheda tecnica storica dello Iemale.
Portata media continua stimata nella documentazione del rinnovo AIA.
Campionamenti previsti a monte e a valle del punto di scarico.
La serie specifica AIA monte/valle resta il dato prioritario da acquisire.
Quadro essenziale
Il sistema F1-F2 recapita nel Torrente Iemale. Gli atti acquisiti documentano autorizzazioni, portate storiche e controlli previsti a monte e a valle; nel 2026 sono state inoltre registrate non conformità riferite allo scarico.
Lo stato del torrente non può essere ricavato dal solo esito dello scarico. Per descrivere il corpo idrico servono misure sul recettore, portate, condizioni di secca e serie confrontabili nel tempo.
Il dossier tiene quindi distinti il controllo dello scarico, i dati del corso d’acqua e le informazioni che risultano ancora mancanti.
Torrente Iemale: cosa è documentato e quale misura manca ancora
Lo Immissione di un refluo nel recapito previsto attraverso un sistema stabile di collettamento. Definizione completa finale F2 recapita nello Iemale
Gli atti Autorizzazione Integrata Ambientale: disciplina in modo coordinato le principali pressioni ambientali di determinate installazioni industriali. Definizione completa individuano il Torrente Iemale come recapito finale del sistema depurativo F1-F2. Il decreto regionale n. 11 del 23 gennaio 2013 disciplina espressamente il convogliamento nello Iemale e prescrive controlli trimestrali sul recettore a monte e a valle.
Non abbiamo una serie idrologica dello Iemale
Le vecchie schede riportano stime di portata, ma non una serie continua con punto di misura, metodo, stagionalità e condizioni di secca. Senza questi elementi non è possibile trasformare il confronto tra portata del torrente e portata dello scarico in una quota reale di acqua attribuibile all'impianto.
Nel 2026 Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania: svolge monitoraggi, controlli e analisi ambientali. Definizione completa ha documentato l'alveo asciutto durante un controllo
Il 1° luglio 2026 il campionamento dello scarico è stato eseguito con il recapito descritto negli atti come alveo asciutto. È un fatto che rende ancora più importante ricostruire le portate del corso d'acqua e i monitoraggi prescritti.
La serie monte/valle prevista dall'AIA
Serve l'insieme dei rapporti trimestrali, con coordinate, date, risultati analitici, portata dello scarico e condizione idrologica del torrente. È il dato più utile per confrontare il recettore prima e dopo l'immissione senza forzare conclusioni.
Lo scarico è certo. Lo stato ambientale dello Iemale richiede dati sul torrente, non soltanto sull’impianto.
Il Torrente Iemale è il recapito finale del complesso depurativo industriale Nusco F1-F2. Gli atti regionali descrivono un unico ciclo di trattamento: F1 e F2 sono collegati, F2 riceve anche i reflui delle sub-aree F2 e F3 e l'effluente finale viene immesso nello Iemale. [1]
Per capire che cosa questo significhi per il corso d'acqua non basta leggere le analisi dello scarico. Servono dati sul recettore: portata, condizioni di secca, campioni a monte e a valle, andamento nel tempo e, quando disponibili, indicatori biologici. Il piano di Controllo ripetuto nel tempo; non coincide con una singola analisi isolata. Definizione completa AIA prevedeva proprio campionamenti trimestrali dello Iemale prima e dopo lo scarico. [2]
Questa inchiesta parte da ciò che è verificabile: ricostruisce la pressione esercitata sul torrente e verifica, dato per dato, se le serie ambientali consentano di misurarne gli effetti. Le informazioni ancora mancanti restano indicate come tali.
Questa distinzione guida la lettura dei dati. Un rapporto di prova sullo scarico dice se l'effluente rispetta o meno il riferimento applicato in quel campionamento. Per descrivere lo stato di un corso d'acqua servono invece misure riferite al Corpo idrico o altro recapito che riceve uno scarico. Definizione completa, confrontabili nel tempo e nello spazio. La Direttiva 2000/60/CE, nel testo consolidato corrente al 10 maggio 2026, mantiene la valutazione dello stato delle acque come tema distinto dalla sola conformità di uno scarico puntuale. [14]
Lo scarico finale F2 recapita nello Iemale
La documentazione regionale individua un unico punto di scarico finale, sulla destra idraulica del Torrente Iemale, affluente dell'Ofanto. [3]
Il monitoraggio AIA prevedeva monte e valle
Il Piano di Monitoraggio e Controllo indica campionamenti trimestrali del Fiume, torrente o sua parte considerata come unità ambientale ai fini di gestione e monitoraggio. Definizione completa a monte e a valle dello scarico. [2]
15 litri al secondo per il recettore
Una scheda tecnica riporta una portata media stimata di 0,015 m³/s. Il documento, però, non chiarisce nel dato riportato il punto, la data e il metodo della stima. [1]
Un danno ecologico attribuibile allo scarico
Le Scostamento rispetto a un requisito, Condizione tecnica o gestionale imposta in un provvedimento amministrativo. Definizione completa, limite o procedura; la gravità va letta nell’atto specifico. Definizione completa allo scarico documentano una pressione da approfondire; da sole non misurano lo stato ecologico del torrente né consentono di attribuire un eventuale deterioramento a una sola sorgente.
Negli atti è un torrente. Il suo regime idrologico va ancora ricostruito.
La documentazione AIA usa la denominazione Torrente Iemale e lo classifica, nella scheda dello scarico, come corpo idrico naturale “torrente/fiume”. Nella stessa scheda compare una portata media stimata di 0,015 m³/s, pari a 15 litri al secondo. [1]
Quel valore non basta per affermare che lo Iemale sia un corso d'acqua perenne, intermittente o a regime torrentizio in senso formale. La documentazione autorizzativa contempla anche periodi di secca e prescrive controlli diversi quando il recettore è asciutto. Nel controllo del 1° luglio 2026, inoltre, gli atti ARPAC richiamati nel dossier F1-F2 descrivono l'alveo come asciutto. [9]
Per definire il regime servono serie idrometriche, tipizzazione dell'autorità competente e osservazioni distribuite nel tempo. Fino ad allora la formulazione corretta resta quella degli atti: Torrente Iemale, con condizioni di portata che possono variare fino alla secca.
Una scheda H.4 del fascicolo AIA storico indica, accanto alla stima di portata, anche “0” giorni annui con portata nulla. Questo valore storico non può essere assunto come descrizione attuale del regime: il decreto 2013 contempla esplicitamente la secca e il controllo ARPAC del 1° luglio 2026 documenta un alveo asciutto. La differenza tra questi atti è un dato da spiegare con misure idrologiche, non una contraddizione da risolvere scegliendo il documento più conveniente. [1] [12] [9]
Nel 2010 era previsto il trasferimento verso l'Ofanto. Nel 2013 la Regione autorizza il mantenimento dello scarico nello Iemale.
La relazione pubblicata nel BURC nel 2010 contiene un passaggio che oggi aiuta a capire perché il rapporto con lo Iemale non possa essere letto come un dettaglio secondario. Tra gli interventi migliorativi veniva previsto il collettamento dell'effluente finale di F2 nel fiume Ofanto. Il documento indicava per questa modifica un tempo di realizzazione di otto mesi e collegava l'intervento allo stato ecologico del Torrente Iemale. [11]
Quella previsione non descrive l'assetto rimasto successivamente in vigore. Il decreto dirigenziale regionale n. 11 del 23 gennaio 2013 ricostruisce il riesame del piano di ammodernamento e riferisce che, durante la Conferenza di servizi, vennero rappresentate difficoltà per il collettamento verso l'Ofanto: distanza, acquisizione dei terreni e interferenza con il metanodotto SNAM. La Conferenza accolse la richiesta di mantenere il convogliamento nel Torrente Iemale, subordinandolo alle condizioni poi inserite nel provvedimento. [12]
Il decreto 2013 stabilisce un regime stagionale: dal 1° maggio al 31 ottobre lo scarico di F2 nello Iemale è ricondotto ai valori della Tabella 4 dell'Allegato 5 alla Parte III del D.Lgs. 152/2006; nel restante periodo alla Tabella 3. Lo stesso atto precisa che, in caso di secca del torrente, va comunque applicato il riferimento della Tabella 4 e che il corso d'acqua deve essere costantemente monitorato dal gestore. [12]
Il punto documentale è quindi netto: nel 2010 compare una proposta di spostare il recapito, mentre nel 2013 un successivo atto regionale consente di mantenerlo nello Iemale e costruisce attorno alla secca un regime specifico di controllo. Non è corretto presentare il progetto 2010 come se fosse stato realizzato né usare l'atto del 2013, da solo, per descrivere ogni condizione vigente nel 2026. Per quest'ultima verifica serve il testo coordinato dell'AIA con gli atti successivi.
Nel programma di interventi migliorativi compare il collettamento dell'effluente F2 verso l'Ofanto.
Il riesame valuta il mantenimento del recapito nello Iemale e conduce al D.D. n. 11/2013.
La Regione prescrive monitoraggio del recettore, regime stagionale e controllo della secca.
ARPAC descrive l'alveo come asciutto nel controllo del 1° luglio sullo scarico.
F3 non è un terzo Impianto che tratta le acque reflue prima del recapito finale. Definizione completa. I reflui convergono verso F2.
F1, F2 e F3 sono le denominazioni utilizzate negli atti per le sub-aree dell'agglomerato industriale di Nusco-Lioni-Sant'Angelo dei Lombardi. Gli impianti di trattamento sono F1 e F2, collocati nelle rispettive sub-aree. F3 inferiore e F3 superiore non risultano dotate, negli atti esaminati, di un impianto autonomo denominato F3. [1] [8]
F1 non va ridotto a un semplice pretrattamento: è una parte del ciclo depurativo e ospita anche sezioni dedicate alla ricezione e al pretrattamento di rifiuti liquidi non pericolosi conferiti da terzi. F2 riceve i reflui delle sub-aree F2, F3 inferiore e F3 superiore e riceve anche il flusso proveniente da F1. Da F2 esce lo scarico finale verso lo Iemale. [1]
Sub-area F1
Reflui industriali e attività del complesso F1, comprese le sezioni dedicate ai conferimenti esterni autorizzati.
Impianto F1
Trattamento e collegamento idraulico con F2. Non è un impianto separato dal ciclo finale.
Sub-aree F2 e F3
I reflui delle aree F2, F3 inferiore e F3 superiore vengono convogliati verso F2.
Impianto F2
Nodo finale del ciclo: riceve anche F1, completa il trattamento e controlla l'effluente finale.
Torrente Iemale
Corpo recettore dello scarico finale documentato del complesso F1-F2.
15 litri al secondo nello Iemale, 12 dallo scarico: il confronto è forte, ma non è ancora una misura del rapporto tra acqua naturale e refluo.
Una scheda tecnica riporta per il corpo recettore una portata media stimata di 0,015 m³/s, cioè 15 litri al secondo. In una successiva documentazione del rinnovo AIA, la portata media continua stimata dello scarico finale è indicata in circa 0,012 m³/s, cioè 12 litri al secondo. [1] [3]
La differenza aritmetica è 3 litri al secondo. Il rapporto 12/15 è pari all'80 per cento. Sono elaborazioni matematiche riproducibili, ma non dimostrano che l'80 per cento dell'acqua del torrente provenga dall'impianto. I due valori sono stime contenute in documenti diversi e il dato dei 15 litri al secondo non specifica, nella scheda, se sia stato determinato a monte o a valle dello scarico.
C'è un secondo motivo di cautela. Nei fascicoli storici compaiono versioni e schede compilate in anni differenti; i valori di portata possono riferirsi al recettore, allo scarico o a condizioni di progetto. Prima di metterli sullo stesso grafico occorre quindi registrare per ciascun numero documento, anno, matrice, punto e metodo. Il valore di 0,012 m³/s è utilizzato nel dossier solo dove il documento lo riferisce allo scarico medio continuo; non viene trasferito automaticamente alla portata naturale dello Iemale.
Se 15 L/s fosse una misura a monte
Sommandovi, solo a titolo illustrativo, uno scarico contemporaneo di 12 L/s, la portata a valle sarebbe circa 27 L/s. Il documento non consente oggi di affermare che questo sia lo scenario reale.
Se 15 L/s comprendesse già lo scarico
La differenza aritmetica sarebbe circa 3 L/s. Non può essere definita “portata naturale” o “risorgiva” senza conoscere punto, data e metodo della stima.
Tre anni di volumi mostrano uno scarico medio vicino ai 12 litri al secondo.
La documentazione pubblicata nel procedimento AIA contiene i volumi mensili scaricati per il 2016, 2017 e 2018. I totali annuali sono 383.613 m³ nel 2016, 362.799 m³ nel 2017 e 398.770 m³ nel 2018. [3]
Il CNSBII ha trasformato i 36 valori mensili in un dataset riproducibile e ha calcolato la portata media annua dividendo il volume annuale per i secondi dell'anno. Il risultato è circa 12,13 L/s nel 2016, 11,50 L/s nel 2017 e 12,64 L/s nel 2018. La media ponderata sui tre anni è circa 12,09 L/s.
La scheda H.1 riferita al 2018 riporta 1.092 m³/giorno e 398.770 m³/anno per lo scarico finale, specificando una portata massima autorizzata di 600.000 m³/anno. I 398.770 m³ coincidono con la somma dei dodici valori mensili pubblicati nello stesso fascicolo. Questo rafforza la tracciabilità della serie, ma non dice quanta acqua scorresse nello Iemale nello stesso anno. [13]
Per leggere i volumi in termini ambientali servirebbe affiancare, mese per mese, almeno la portata del recettore, le precipitazioni, i giorni di secca e le condizioni dello scarico. Il dato annuale dell'impianto è una misura della pressione idraulica complessiva. Non è una misura dello stato chimico o biologico del torrente.
Il fascicolo storico censisce 10.146 m² di piazzale. Le acque di dilavamento risultano convogliate al trattamento.
La scheda H.2 dedicata alle acque meteoriche indica un piazzale adibito a movimentazione e parcheggio di 10.146 metri quadrati. Come recettore finale compare il Torrente Iemale; per le acque di dilavamento vengono richiamati pH, Domanda chimica di ossigeno: parametro che misura indirettamente la quantità di sostanze ossidabili presenti nell’acqua. Definizione completa, solidi sospesi totali e tensioattivi. Nella stessa riga il documento precisa però che queste acque vengono raccolte dalla rete fognaria interna e inviate al trattamento delle acque nere, nella fase di equalizzazione. [13]
Il dato non autorizza a descrivere il piazzale come uno scarico meteorico diretto e non trattato nello Iemale. Mostra invece che la pioggia può entrare nel bilancio idraulico dell'impianto attraverso il sistema di raccolta e trattamento. Per studiare giornate di forte precipitazione servirebbero quindi portate in ingresso, volumi meteorici, stato delle vasche e portata finale allo scarico nello stesso intervallo temporale.
La serie decisiva era già prevista dall'AIA: campioni prima e dopo lo scarico ogni tre mesi.
Il Piano di Monitoraggio e Controllo dedicava una sezione specifica al corpo idrico superficiale. Per lo Iemale erano previsti campionamenti a monte e a valle dello scarico con frequenza trimestrale. [2]
Tra i parametri indicati compaiono ossigeno disciolto, forme dell'azoto, fosforo totale, alluminio, arsenico, bario, boro, cadmio, cromo totale e cromo VI, ferro, manganese, mercurio, nichel, piombo, rame, stagno, zinco e tensioattivi. È una base molto più utile di una singola analisi dello scarico, perché permette di confrontare il corso d'acqua prima e dopo l'immissione.
Questi rapporti non sono stati individuati, finora, come serie completa nell'ordinaria rete open data ARPAC. La loro acquisizione è quindi il primo obiettivo documentale dell'inchiesta.
Il PMeC Rev. 04 del 12 novembre 2012, pubblicato come allegato al decreto di riesame, contiene una tabella specifica “Monitoraggio scarico e corpo idrico superficiale”. Per la sezione Iemale la frequenza è trimestrale e l'elenco comprende Domanda biochimica di ossigeno a cinque giorni: indica l’ossigeno consumato per degradare materia organica biodegradabile. Definizione completa, COD, pH, solidi sospesi, metalli, forme dell'azoto, fosforo, cloruri, fenoli, tensioattivi, solventi, pesticidi, Escherichia coli e saggi di tossicità. [2]
Un dettaglio è particolarmente utile per l'inchiesta: nella tabella pubblicata le celle delle coordinate dei punti Iemale a monte e a valle risultano vuote, mentre nella sezione dedicata all'Ofanto sono riportate coordinate e riferimenti locali. Il decreto n. 11/2013 dispone poi che il gestore comunichi alla Regione e ad ARPAC le coordinate geografiche dei punti sul corpo idrico e che il monitoraggio trimestrale delle acque superficiali venga effettuato contestualmente al campionamento dello scarico. [12]
Le coordinate mancanti nel PMeC pubblicato non provano che i punti non siano mai stati individuati. Dimostrano però che, per ricostruire una serie verificabile, occorre acquisire la successiva comunicazione del gestore e i rapporti analitici che utilizzano quei punti.
Quello che serve per ogni trimestre
- data e ora dei due prelievi;
- coordinate dei punti monte e valle;
- portata o condizione idrologica del torrente;
- risultati analitici nello stesso laboratorio e periodo;
- portata effettiva dello scarico nella stessa giornata.
Quello che permetterebbe di verificare
- incrementi o riduzioni dei parametri dopo lo scarico;
- effetti diversi tra secca e periodi di maggiore portata;
- ricorrenza delle anomalie nel tempo;
- coerenza con gli autocontrolli dell'impianto;
- eventuali altre pressioni tra i due punti.
Gumbi e Ponteromito risultano altrove. Questo restringe il campo, ma non chiude l'indagine sulle altre pressioni.
Il censimento ARPAC degli impianti di depurazione pubblici individua a Nusco due impianti urbani. Quello di contrada Gumbi, indicato con 2.200 abitanti equivalenti, recapita nel Torrente Pacione. Quello di Ponteromito, indicato con 1.000 abitanti equivalenti, recapita nel Fiume Calore. [7]
Questo dato esclude, nel censimento esaminato, uno scarico diretto dei due depuratori urbani nello Iemale. Non significa che il torrente riceva soltanto F1-F2: restano da censire eventuali scarichi autorizzati diversi, acque meteoriche, pressioni diffuse e apporti non ancora documentati.
Recapito Iemale
Scarico finale industriale consortile documentato direttamente nel Torrente Iemale.
Recapito Pacione
Impianto urbano pubblico censito con recapito nel Torrente Pacione.
Recapito Calore
Impianto urbano pubblico censito con recapito nel Fiume Calore.
Altre pressioni
Scarichi diversi, drenaggi, meteoriche, attività produttive e contributi diffusi lungo il tratto studiato.
Scarica il quadro sintetico dei recapiti depurativi verificati
Nella rete fluviale corrente non compare una stazione Iemale. Non useremo l'Ofanto come sostituto.
Il dataset ARPAC “Rete Punti di Monitoraggio Fiumi dal 2022 al 2027” è pubblicato nel portale Open Data regionale. Nel dataset corrente verificato non compare una stazione denominata Iemale e non compare una stazione localizzata nel Comune di Nusco. [4]
Nella stessa rete è presente la stazione O1bis sull'Ofanto, a Lioni. È utile per il contesto del bacino, ma non può essere usata per attribuire allo Iemale uno stato ecologico o una classe che appartengono a un altro corpo idrico e a un altro punto di misura.
ARPAC pubblica inoltre il dataset “Monitoraggio Fiumi”, con più annualità storiche, e il dataset sui controlli delle acque reflue degli impianti di depurazione. Il portale utilizza CKAN e mette a disposizione risorse scaricabili e API per i dataset abilitati. Queste fonti possono alimentare un monitoraggio riproducibile, ma soltanto mantenendo distinti impianto, scarico, recettore e stazione di misura. [5] [6]
La pagina ARPAC della rete fluviale espone una risorsa riferita al ciclo 2022-2027 e la relativa struttura dati comprende codice sito, coordinate, fiume, Comune, località e indicazione della perennità. La pagina “Monitoraggio Fiumi” pubblica inoltre risorse annuali, compreso il 2026. Sono fonti utili per controlli riproducibili e aggiornabili, ma il dossier non assegna allo Iemale una classe presa da una stazione dell'Ofanto o da un altro corso d'acqua. [4] [5]
Le non conformità dello scarico sono una pressione documentata. L'effetto sul torrente deve essere misurato a parte.
Il dossier CNSBII sul depuratore F1-F2 ricostruisce i controlli ARPAC acquisiti nel 2026. Il campione del 17 febbraio 2025 è stato successivamente indicato da ARPAC come conforme per i parametri chimico-biologici analizzati ma non accettabile sotto il profilo ecotossicologico. Il 14 aprile 2026 sono state rilevate non conformità per azoto nitrico e tensioattivi totali; il 1° luglio 2026 sono state rilevate ulteriori non conformità nello scarico durante una condizione di alveo asciutto. [9]
Questi risultati sono importanti per l'inchiesta sullo Iemale perché descrivono ciò che esce dall'impianto in determinate giornate. Non descrivono automaticamente ciò che accade nel torrente prima e dopo lo scarico. Per questo la serie monte/valle resta indispensabile.
Il 14 aprile 2026 il dossier dell'impianto, costruito sui documenti ARPAC acquisiti, riporta per lo scarico azoto nitrico a 57 mg/L rispetto al riferimento di 20 mg/L e tensioattivi totali a 4 mg/L rispetto a 2 mg/L. Il 1° luglio, con alveo asciutto, i parametri contestati sono solidi sospesi totali 38 ± 7 mg/L rispetto a 25; BOD5 70 ± 12 rispetto a 20; COD 202 ± 28 rispetto a 100; cloruri 560 ± 68 rispetto a 200; azoto totale 100 ± 10 rispetto a 15; boro 5 ± 1 rispetto a 0,5; rame 0,5 ± 0,2 rispetto a 0,1 mg/L. Il saggio di tossicità riportato per quel campione è indicato come accettabile. [9]
Questi numeri non vengono presentati come concentrazioni misurate nello Iemale. Sono risultati riferiti all'effluente dell'impianto. Per stabilire che cosa accade al recettore nella stessa giornata servono almeno un campione a monte, uno a valle e la condizione idrologica documentata. Con alveo asciutto, inoltre, il rapporto tra effluente, substrato, eventuali ristagni e ripresa del deflusso richiede una lettura diversa da quella di un corso d'acqua con portata continua.
Limite allo scarico, Best Available Techniques: migliori tecniche disponibili per prevenire o ridurre emissioni e impatti ambientali. Definizione completa e stato del corso d'acqua sono tre piani diversi.
Il primo piano è quello autorizzativo dello scarico. Il decreto regionale del 2013 stabilisce per F2 condizioni stagionali e prescrive il monitoraggio dello Iemale. L'applicazione concreta nel 2026 va letta insieme all'AIA coordinata e agli atti successivi. Questo dossier non usa un vecchio decreto come se fosse automaticamente l'ultima versione dell'autorizzazione. [12]
Il secondo piano riguarda le BAT. La Decisione di esecuzione (UE) 2018/1147 sulle migliori tecniche disponibili per il trattamento dei rifiuti resta il riferimento europeo pertinente alle attività comprese nel suo campo di applicazione. Le BAT sulle emissioni in acqua riguardano gestione e trattamento dei flussi e, quando applicabili, livelli associati alle emissioni dello scarico. Non costituiscono una classificazione ecologica dello Iemale. [15]
Il terzo piano è lo stato del corpo idrico. La Direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE, nella versione consolidata al 10 maggio 2026, disciplina la protezione e la valutazione delle acque superficiali attraverso elementi e programmi di monitoraggio propri. Anche per questo un superamento allo scarico può documentare una pressione senza consentire, da solo, di attribuire una classe ecologica o una causa esclusiva al torrente. [14]
Scarico
Misura ciò che esce dall'impianto e verifica le condizioni applicabili a quel punto.
Corpo idrico
Richiede dati sul recettore, distribuiti nel tempo e nello spazio, oltre alla ricostruzione delle pressioni.
Il quadro è più preciso, ma la domanda decisiva resta misurabile solo con la serie del recettore.
F2 scarica nello Iemale
Il recapito finale del complesso F1-F2 è individuato negli atti regionali sul Torrente Iemale.
12 L/s contro 15 L/s
Il rapporto tra le due stime è 80% e la differenza è 3 L/s. È matematica, non una misura della quota naturale del torrente.
I depuratori urbani hanno altri recapiti
Gumbi è censito sul Pacione e Ponteromito sul Calore.
Serie completa monte/valle
Il Piano AIA la prevedeva trimestralmente. È il principale dato da acquisire e ordinare.
Portata naturale contemporanea
Il valore storico di 15 L/s non è sufficiente a stabilire quanta acqua arrivasse da monte nelle giornate dei controlli.
Responsabilità sullo stato ecologico
Non è ancora possibile attribuire un eventuale deterioramento dello Iemale a F1-F2 né escludere altre pressioni senza il quadro ambientale completo.
La prossima verifica non è un'altra opinione: è una serie di dati allineati per data e punto di misura.
Il lavoro prosegue su cinque blocchi: rapporti trimestrali monte/valle dello Iemale; portate effettive dello scarico nelle stesse date; portata o stato idrologico del torrente; precipitazioni e condizioni di secca; eventuali dati biologici, sedimenti e Acqua presente nel sottosuolo all’interno degli strati geologici saturi. Definizione completa collegabili agli stessi periodi.
Quando questi elementi saranno disponibili, verranno ordinati in una matrice temporale. Un'anomalia allo scarico potrà così essere confrontata con quello che accade a monte e a valle, evitando di sovrapporre campioni presi in date, matrici o condizioni idrologiche diverse.
La richiesta documentale dovrà comprendere anche la comunicazione delle coordinate prevista dal D.D. n. 11/2013, i rapporti trimestrali prodotti dal gestore, i controlli eventualmente svolti da ARPAC sul corpo recettore e i registri di portata in continuo dello scarico. La presenza del misuratore allo scarico rende particolarmente utile chiedere dati giornalieri o orari nelle date dei campionamenti, invece di fermarsi a medie annuali.
Un secondo blocco riguarda la secca: servono osservazioni o misure che permettano di capire frequenza e durata dei periodi senza deflusso naturale, insieme alle precipitazioni e alle condizioni a monte. La vecchia indicazione di “0 giorni/anno” non può sostituire questa serie, perché è smentita almeno come descrizione attuale dall'osservazione del 1° luglio 2026.
Documenti da acquisire
- rapporti monte/valle previsti dal PMeC;
- metodo e punto della stima 0,015 m³/s;
- registri delle portate dello scarico;
- eventuali controlli sul recettore in condizioni di secca;
- monitoraggi di falda previsti dall'autorizzazione.
Analisi da costruire
- serie temporale unica e verificabile;
- confronto monte/valle per singolo parametro;
- stagionalità delle portate e dei volumi;
- coincidenza con non conformità e interventi;
- separazione tra pressione, risposta ambientale e causalità.
Per continuare la lettura senza confondere matrici e responsabilità
Questo dossier fa parte del sistema documentale Nusco. I collegamenti seguono relazioni tematiche e documentali: non costituiscono prova di causalità, responsabilità o contaminazione tra matrici diverse.
Depuratore F1-F2
Ricostruisce autorizzazioni, controlli e funzionamento dell’impianto collegato allo scarico.
Falda
Separa il quadro delle acque sotterranee da quello del corso d’acqua superficiale.
Suolo e sottosuolo
Inquadra siti, procedimenti di bonifica e matrici solide senza sovrapporli allo Iemale.
Atti pubblici, dati originali e file derivati CNSBII.
I documenti istituzionali pubblicati integralmente restano liberamente consultabili alla fonte. I CSV CNSBII derivano da valori pubblici e riportano il metodo di elaborazione. Nessun documento viene protetto quando non esiste una ragione concreta per limitarne la consultazione.
