Dissesto idrogeologico in Italia: come leggere le mappe aggiornate del 2025

Frana su pendio montano con detriti e alberi sradicati

In Italia, il dissesto idrogeologico non è più un’emergenza straordinaria, ma una condizione strutturale. Secondo l’ultimo Rapporto ISPRA sul Dissesto Idrogeologico pubblicato il 14 luglio 2025, il 94,5 % dei comuni italiani (pari a 7.463 su 7.902) è esposto a uno o più rischi naturali: frane, alluvioni, valanghe o erosione costiera¹. Questo dato, impressionante nella sua estensione, evidenzia quanto sia indispensabile per ogni cittadino comprendere e saper leggere le mappe ufficiali del rischio, elaborate annualmente da ISPRA e dalle Autorità di Bacino Distrettuali.

Tali mappe rappresentano lo strumento principale per valutare la pericolosità del territorio, individuare le aree critiche e progettare interventi di prevenzione. Ma non solo: offrono anche ai cittadini la possibilità concreta di sapere se la propria abitazione, la scuola dei figli, una strada o un ponte si trovano in aree a rischio e in che misura. Ogni zona è classificata con codici standardizzati: per le frane si usano le sigle P1 (pericolosità bassa) fino a P4 (pericolosità molto elevata); per le alluvioni si va da A1 a A3, a seconda della frequenza e della gravità dell’evento previsto.

Nel 2025, la piattaforma IdroGEO di ISPRA è stata aggiornata con nuove funzioni, permettendo a chiunque di consultare direttamente, online e gratuitamente, le mappe interattive. Basta inserire il proprio indirizzo o usare la geolocalizzazione per visualizzare in pochi secondi la pericolosità della zona in cui si vive. I dati sono consultabili a vari livelli: per Comune, per versante, per bacino idrografico, o per area di intervento della Protezione Civile. È anche possibile scaricare gli shapefile per l’analisi GIS, utili a tecnici, attivisti e professionisti.

Ma l’interpretazione delle mappe non è sempre immediata. Esse si basano su criteri geomorfologici, idraulici e climatici, e richiedono almeno una alfabetizzazione di base alla cartografia tecnica. Per questo motivo, come CNSBII abbiamo deciso di elaborare una guida gratuita alla lettura delle mappe del dissesto, pensata per cittadini, comitati locali, scuole e giornalisti ambientali. La guida conterrà un glossario semplificato, esempi reali tratti da diversi territori italiani, e una scheda operativa per verificare autonomamente il livello di rischio nel proprio comune.

Non si tratta solo di conoscere: si tratta di intervenire. Conoscere il codice di pericolosità della propria zona permette infatti di:

  • chiedere aggiornamenti ai piani comunali di protezione civile;
  • sollecitare ordinanze sindacali per messa in sicurezza urgente (art. 54 D.lgs. 267/2000);
  • denunciare interventi edilizi non compatibili con il rischio ambientale;
  • partecipare attivamente ai procedimenti di pianificazione come osservatori civici.

Il 2025 ha visto un’ulteriore intensificazione degli eventi estremi, con un particolare incremento delle frane nel sud Italia. In regioni come Campania, Calabria e Sicilia, il fenomeno è aggravato dall’abbandono dei versanti agricoli, dall’eccessiva urbanizzazione e dalla mancanza di interventi strutturali. Anche per questo il ruolo delle sentinelle del territorio è oggi essenziale: attraverso la conoscenza delle mappe e delle norme, i cittadini possono proporre azioni, inviare segnalazioni documentate e contribuire all’aggiornamento delle mappe stesse, grazie al meccanismo di dialogo previsto con le Autorità Distrettuali.

Le mappe ufficiali, infatti, non sono chiuse: possono essere integrate con nuove informazioni raccolte dal basso, a partire da fotografie geolocalizzate, video, dati GPS e testimonianze. In questo modo, la partecipazione civica diventa parte integrante della conoscenza tecnica del territorio, costruendo una vera democrazia ambientale.

Dove consultare le mappe aggiornate:

Nel sito del CNSBII sarà a breve disponibile la guida alla lettura delle mappe del dissesto 2025, scaricabile in formato PDF, corredata da esempi, note normative, strumenti di monitoraggio e contatti utili per chi vuole iniziare a proteggere il proprio territorio con consapevolezza.

Perché leggere una mappa significa imparare a vedere il futuro. E sapere come proteggerlo.


📎 Note

¹ Fonte: Rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico in Italia 2025 – presentato il 14 luglio 2025, disponibile sul sito dell’ISPRA e della SNPA.

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Pubblicato da Michele Buscè

Sono un Pubblicista Giornalista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Campania. Agisco come Guida Naturalistica ed Educatore Ambientale AIPTOC. Ho esperienza come Istruttore Tecnico Nazionale di Trekking ed Escursionismo CSEN e come Istruttore di Nuoto per la Federazione Italiana Nuoto. La mia passione per la Geologia e le Scienze della Terra mi ha reso uno studioso in queste discipline. Inoltre, sono Docente Formatore specializzato sui Bacini Idrografici, sia per corsi d'acqua naturali che per quelli di Bonifica (artificiali) nel contesto del Servizio Idrico Integrato. Ho approfondito le conoscenze sull'idrografia e l'apparato fluviale del Bacino Idrografico del Fiume Sarno, acquisendo esperienza in territori montani, pianeggianti e costieri. Ricopro il ruolo di Coordinatore del CNSBII (Corpo Civico Nazionale delle Sentinelle dei Bacini Idrografici Italiani), impegnato nella salvaguardia dell'ambiente e degli ecosistemi naturali. Inoltre, sono il Presidente dell'Organizzazione di Volontariato Nuove Prospettive. La mia pluridisciplinarietà e il mio impegno mi permettono di contribuire attivamente alla divulgazione, alla formazione e alla protezione del nostro prezioso patrimonio naturale.